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Opinione

per Canova (Musei San Domenico, Forlì)
5 Stelle Forlì, città del Canova Opinioni con immagini
60 su 60 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Le opere dello scultore maggiore del suo tempo

Svantaggi chiusura del lunedì

Dettagli

Interesse Molto Interessante
Qualità Ottima
Rapporto qualità prezzo Ottimo
Collocazione Ottima
Orari di apertura Buoni

L'autore

48mietta Dal 20 ott 2007

conto decurtato di € 8... continua

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Ieri si è aperta al pubblico la grande mostra del "Canova" a Forlì, presso i Musei del San Domenico, dal 25 gennaio al 21 giugno2009

VITA

Nato nel villaggio di Possagno (TV), dopo la morte del padre e il secondo matrimonio della madre, venne affidato , bambino, al nonno, uno scalpellino che gli insegnò l'arte della scultura.
Ad accorgersi del suo genio fu il senatore della Repubblica di VE che gli commissionò due statue in pietra: Orfeo e Euridice nel 1778. Col guadagno poté permettersi il soggiorno a Roma per studiare Raffaello e le sculture antiche, il modello della bellezza ideale.
Con il Teseo vincitore del Minotauro inizia una strepitosa carriera, consacrata dall'impegno dei due grandi monumenti funerari pontifici, quello di Clemente XIV e di Clemente XIII in S.Pietro , dove si confrontava col Bernini.
Stabilitosi a Roma, realizzerà gli Amorini, Venere e Adone, Amore e Psiche, Ebe, i due Pugilatori , il Perseo trionfante.
A Parigi modella il busto di Napoleone, poi rappresentato in una scultura colossale , come Marte pacificatore.
Il Monumento funerario di Maria Cristina , nella chiesa degli Agostiniani di Vienna e il successo delle sue opere (Maddalena penitente e statua della madre dell'imperatore) segnano la gloria definitiva di Canova.

Il papa Pio VII lo nomina Ispettore Generale delle Antichità e Belle Arti dello Stato della Chiesa , incarico di grande responsabilità nella salvaguardia del patrimonio artistico italiano.
Sarà lui, in questa veste, a negoziare e ottenere da Parigi la restituzione delle opere d'arte che Napoleone aveva requisito dopo il Trattato di Tolentino (1797).

La sua morte (1822) getta nel cordoglio tutta l'Italia , impreparata alla scomparsa di un simbolo di orgoglio e di unità nazionali.

L'IDEALE CLASSICO

Quando vide a Londra i marmi del Partenone, Antonio Canova li commentò scrivendo ad un amico:
- Le opere di Fidia sono una vera carne...- e con questa idea di arte il Canova accompagnerà le sue opere.
La "bella natura" è il perno della sua arte, perché gli uomini sono fatti di carne
"Bella natura" è un corpo femminile perché sa dare per un attimo la sensazione di immortalità ; bella natura sono i sentimenti di tenerezza, di amore, di tristezza che attraversano i pensieri degli uomini...
Di fronte ai seni dolcemente modellati della Ebe di Forlì, Ugo Foscolo scriveva che questa era una splendida donna e non una statua!
Antonio Canova fu per tutto il mondo lo scultore della Bellezza...per i papi, come per Napoleone, per le donne, per i marescialli dell'imperatore, per i milords inglesi come per i granduchi russi.

Quando Canova morì, la sua arte fu paragonata a quella di Raffaello: il Canova , lo Scultore....Raffaello, il Pittore!
Tutti erano convinti che non ci sarebbe più stato uno scultore altrettanto sensibile alla Bellezza...

MOSTRA
La rassegna si rivela molto interessante, dalla scultura alla pittura!

Forlì e tutta la Romagna furono fondamentali per il neoclassicismo nella pittura e nella scultura.

La mostra racconta il rapporto tra il neoclassico e la Romagna.

Senza dubbio è la mostra più impegnativa e completa delle opere del maestro veneto, l'artista maggiore dei primi dell'800: Antonio Canova ( Possagno 1757-Venezia 1822)

A Forlì sono esposte 190 opere ; osservando questi capolavori, si percorre l'attività artistica della carriera del Canova, il moderno Fidia:marmi, gessi, bassorilievi, bozzetti, dipinti e disegni in cui dimostra di superare la perfezione degli antichi scultori greci.
Queste opere si confrontano con i modelli antichi a cui Canova si è ispirato e con i dipinti di artisti a lui contemporanei.

Per Forlì, che si può definire città canoviana, Canova creò tre capolavori : una versione di Ebe, celebre personaggio mitologico che rappresenta la dea della giovinezza, una delle sue opere più popolari, realizzata nel 1816 per la contessa Veronica Guarini; la Danzatrice col dito al mento, destinata al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario in un atroce fatto di sangue, il cui mistero rimane ancora insoluto. La vicenda verrà sublimata dallo stesso Canova nella bellissima Stele funeraria di Domenico Manzoni ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinità.

Appartenne all'imperatrice Giuseppina, moglie di Napoleone, la seconda Ebe rappresentata su una nuvola...il Canova sapeva trasporre nel marmo l'audace motivo della figura in volo!

Per capire la nascita di questo capolavoro, la prima e la seconda Ebe saranno collocate in sequenza con due capolavori della scultura antica: L'Arianna con la pantera, allora agli Uffizi e oggi al Museo Archeologico di Firenze, e la straordinaria Danzatrice di Tivoli, opera ellenistica cui Canova si è ispirato.

Alle pareti le diverse rappresentazioni dipinte di Ebe, un tema prediletto dai maggiori pittori neoclassici stranieri e italiani , creano un fantastico gioco di rimandi tra la pittura e la scultura, in un'esaltante gara fra la due arti in cui proprio la scultura, grazie al genio di Canova, risulta vittoriosa.
Questa rassegna sviluppa il rapporto tra la scultura e la pittura anche degli artisti a cui si è ispirato il Canova, come Tiziano


Ancora la raffigurazione dinamica della figura che si muove nello spazio sarà il motivo dominante della sezione dedicata alla Danzatrice, anch' essa appartenuta all'Imperatrice Giuseppina e ora all' Ermitage, confrontata con le magnifiche Danzatrici di Hayez e soprattutto con le figure danzanti presenti nelle grandi tempere, capolavori assoluti di Canova pittore, che finalmente restaurate rivelano per la prima volta non solo la loro commovente bellezza ma i segreti della loro tecnica davvero unica.

Un'altra straordinaria sezione è dedicata allo "Scultore filosofo".
Qui il Canova ha saputo confrontarsi con il tema metafisico della morte, come nelle stele funerarie in marmo, ispirate a quelle attiche, messe a confronto con analoghe rappresentazioni in pittura e con i drammatici bassorilievi sulle ultime ore di Socrate.

La grandezza di Canova, già in vita celebrato come il più grande scultore di tutti i tempi per avere riportato nel mondo la perfezione della scultura greca, sarà testimoniata da prestiti assolutamente eccezionali, come i due colossali Pugilatori dei Musei Vaticani, ispirati ai due Dioscuri del Quirinale, su cui il giovane Canova si arrampicò tante volte per studiarli...o come la Venere Italica di Palazzo Pitti, la dea moderna tanto amata da Foscolo che la riteneva superiore a quella antica dei Medici...o ancora la Maddalena, capolavoro per il quale Canova trovò ispirazione in Tiziano.
Questo ultimo capolavoro sarà considerato dai romantici la sua opera più bella

CRITICHE

L'opera dello scultore ha suscitato anche giudizi contrastanti: la fama ottenuta in vita non fu esente da critiche.
Non mancarono le critiche soprattutto da parte di studiosi idealisti che non risparmiarono giudizi negativi .
Confrontando il Ratto di Proserpina di Bernini (1622) con il Dedalo e Icaro (1779), opera giovanile del Canova, si nota come laddove il Bernini esalta i pieni, Canova sceglie una strada geometrica di una scultura che richiede di essere osservata da più angolazioni.


COSA HANNO SCRITTO SU CANOVA

"Il Canova ha avuto il coraggio di non copiare i Greci e di inventare una bellezza, come avevano fatto i Greci" (Stendhal)

"In questa mirabile visione marmorea al di sopra delle opere e dei pensieri dell'uomo quanto potrebbe e non fa la Natura che la Bellezza e Canova hanno fatto!" ( George Byron)

"Uomo singolare e verissimamente divino : lo diresti da una provvidenza pietosa di natura collocato sul doppio confine della memoria e della immaginazione umana; a congiungere due spazi infiniti: richiamando a noi i passati secoli e dei nostri tempi facendo ritratto agli avvenire "(Pietro Giordani)

Conclusione: Il biglietto di 9 euro consente anche la visita alla Pinacoteca Civica

Immagini

per Canova (Musei San Domenico, Forlì)
ebe
L'Ebe del Canova
di 48mietta 48mietta
ebe

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Avete domande riguardo Canova (Musei San Domenico, Forlì)? Domanda
Pagina 1 di 13 | 1 - 5 di 61 commenti
  • anita1 05/12/2010 09:08
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    grande artista

  • Lara0204 11/11/2010 15:21
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    bella mostra

  • wolfine 10/11/2010 14:38
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    l'ho visitata

  • sergio432010 11/10/2010 19:55
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Syssy61 29/03/2009 17:02
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ho visto parte di queste opere in una mostra allestita nel 2008 a Palazzo Reale a Milano. E' vero, sembrano persone, non statue.

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