Il sabato del villaggio
21.01.2010
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 DoloresClaiborne
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"...e quanto ai riccioli di polvere: vadano a farsi fottere!"
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La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole, col suo fascio dell'erba; e reca in mano un mazzolin di rose e viole, onde, siccome suole, ornare ella si appresta dimani, al dí di festa, il petto e il crine. Siede con le vicine su la scala a filar la vecchierella, incontro là dove si perde il giorno; e novellando vien del suo buon tempo, quando ai dí della festa ella si ornava, ed ancor sana e snella solea danzar la sera intra di quei ch'ebbe compagni nell'età piú bella. Già tutta l'aria imbruna, torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre giú da' colli e da' tetti, al biancheggiar della recente luna. Or la squilla dà segno della festa che viene; ed a quel suon diresti che il cor si riconforta. I fanciulli gridando su la piazzuola in frotta, e qua e là saltando, fanno un lieto romore; e intanto riede alla sua parca mensa, fischiando, il zappatore, e seco pensa al dí del suo riposo. Poi quando intorno è spenta ogni altra face, e tutto l'altro tace, odi il martel picchiare, odi la sega del legnaiuol, che veglia nella chiusa bottega alla lucerna, e s'affretta, e s'adopra di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.Questo di sette è il più gradito giorno, pien di speme e di gioia: diman tristezza e noia recheran l'ore, ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno. Garzoncello scherzoso, cotesta età fiorita è come un giorno d'allegrezza pieno, giorno chiaro, sereno, che precorre alla festa di tua vita. Godi, fanciullo mio; stato soave, stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo'; ma la tua festa ch'anco tardi a venir non ti sia grave. (Giacomo Leopardi - da: Canti - "Il sabato del villaggio") "Il sabato del villaggio", scritto nel 1829, appartiene al gruppo dei grandi idilli, come "A Silvia" e "Il passero solitario", e ha con essi in comune alcuni aspetti. Anche qui viene rievocata la vita del borgo: in questo caso le ore del sabato sera. Le immagini che vi sono rappresentate sono tra le più note del Leopardi: la donzelletta che torna dai campi, la vecchierella seduta sull'uscio che guarda verso il sole, i bambini che giocano, lo zappatore che si avvia verso casa. Esse si compongono in un quadro di vita animata e nello stesso tempo pacata, che va gradualmente spegnendosi man mano che dal crepuscolo si va verso la notte.Ma c'è anche un altro aspetto da sottolineare, perchè caratterizza tutta la poesia di Leopardi: lo scopo del poeta non è semplicemente quello di rappresentare un quadro di vita, un personaggio, una situazione, ma piuttosto di servirsene come di un termine di paragone per rappresentare pensieri e sentimenti propri. Come il momento del sabato sera - egli vuol dirci - ha in sè tanta gioia raccolta perchè è pervaso dall'attesa della domenica, la quale si rivelerà poi vuota e deludente; così la giovinezza è felice perchè è piena di speranze e di attese, che poi saranno deluse: perciò il momento più bello della vita è proprio questo, e la gioia più intensa è nell'attesa.
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29.01.2010 09:39
...anche questa fa parte di tutti noi...
26.01.2010 11:26
quanti ricordi...
25.01.2010 16:54
anche questa non la sento dalle superiori, ciao