Canyon De Chelly Tours

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Opinione su "Canyon De Chelly Tours"

pubblicata 15/05/2012 | 123paolocesare
Iscritto da : 13/01/2010
Opinioni : 109
Fiducie ricevute : 242
Su di me :
Ottimo
Vantaggi Le guide Navajo sono davvero brave a far conoscere ed apprezzare questo loro angolo di paradiso
Svantaggi Mezzi un po' datati ma ancor validi
Eccellente
Qualità del veicolo
Affidabilità su strada
Comfort
Spaziosità dell'abitacolo
Qualità di guida

"Paradise"

Canyon De Chelly

Canyon De Chelly

Introduzione

Durante un viaggio capita di dover rinunciare ad interessanti escursioni per ragioni di tempo, o semplicemente per un errore di valutazione in fase di organizzazione.
Mia moglie ed io, pur conoscendo discretamente il South West Usa , qualche anno fa abbiamo sottovalutato la visita al Canyon de Chelly N.M. dedicandogli solamente un giorno scarso, il tempo necessario per una rapida osservazione del canyon dall'alto e per un piccolo trek al sito archeologico della White House Ruin.
Il Canyon de Chelly National Monument (del quale ho parlato in un mio precedente scritto) si trova in Arizona orientale e protegge un complesso di profonde gole dalle pareti vermiglie. Fu abitato nell'antichità dalla popolazione degli Anasazi ed oggi accoglie la tribù dei Navajo, loro diretti discendenti: questi ultimi nel XIX secolo, durante l'avanzata dell'uomo bianco, hanno difeso strenuamente le loro terre ed oggi sono i legittimi proprietari di questo magnifico e selvaggio luogo. Nella stagione estiva i Navajo si stabiliscono dentro i canyons dove pascolano i loro animali vivendo in piccole fattorie.
In considerazione della sua importanza storica e paesaggistica gode dal 1931 dello status di Monumento Nazionale.
Purtroppo, come già scritto, anni fa non siamo riusciti ad avventurarci nel suo interno, tralasciando così il cuore del canyon dove sono nascosti i suoi tesori più preziosi.
Finalmente durante una tappa del viaggio da noi organizzato la scorsa estate in USA siamo tornati per completare la visita del parco; in fase di pianificazione ci siamo resi conto che per vedere da vicino e nel miglior modo possibile le affascinanti rovine degli antichi Anasazi e per ammirare le imponenti e scintillanti rocce del canyon che torreggiano sulle fattorie navajo era necessario affidarsi ad un tour guidato.
I giri più popolari sono quelli effettuati con mezzi fuoristrada organizzati da compagnie locali con sede presso due alberghi: il Thunderbird Lodge, unica sistemazione all'interno del National Monument e l' Holiday Inn di Chinle (opuscoli presenti presso il Gift Shop) ove è possibile prenotare con la Canyon de Chelly Tours.
Già da subito abbiamo capito che i tour organizzati dal Thunderbird lodge, se pur più convenienti, erano tour di gruppo, troppo affollati per i nostri gusti ed inoltre prevedevano l'uso di mezzi troppo scomodi per le nostre doloranti colonne vertebrali: nella stagione estiva i turisti vengono fatti salire su camioncini scoperti (tipo quelli utilizzati per il classico giro organizzato della Monument Valley) che traballano sopra i letti prosciugati dei torrenti e che slittano sulla sabbia presente in abbondanza nel canyon. Queste gite offrono un giro sommario al Canyon de Chelly e prevedono soste già predefinite dal momento che il tour non è individuale ma rivolto a gruppi di turisti.
La Canyon de Chelly Tours invece è una società che consente un tour individuale con noleggio di un fuoristrada con tanto di guida-autista; questo permette di pianificare la visita in termini di orari al momento della prenotazione ed inoltre durante l'escursione l'itinerario non è rigido in quanto sono consentite soste a richiesta nei punti desiderati.
In alternativa si può optare per un mini giro di mezza giornata con il proprio mezzo (solo fuoristrada) in carovana insieme ad altri turisti,ma con soste già decise alla partenza: occorre però precisare che il percorso non è agevole a causa dello sterrato veramente pessimo che potrebbe causare danni anche gravi all'auto.

Paradise

Kayenta Arizona ore 6.00.
Sveglia e colazione presso il caratteristico ed elegante ristorante del nostro albergo Hampton Inn.
Il buffet compreso nel prezzo offre delle ciambelle ripiene di crema pasticcera molto delicata con leggero aroma di limone (veramente ottime) che abbiniamo alla solita cioccolata calda e succo d'arancia.
Alle ore 7.00: carichiamo i bagagli sulla nostra Jeep Patriot per dirigerci a Chinle.
Siamo ansiosi di ritornare dopo alcuni anni al Canyon de Chelly National Monument alla scoperta dell'interno del suo verde canyon ;escursione che non facemmo per motivi di tempo in occasione della precedente visita.
Guidiamo lungo la 160 Est per poi svoltare sulla 163 Sud nei pressi di Mexican Water e verso le ore 9,00 giungiamo a Chinle dove proviamo (anche se è ancora presto) ad effettuare il Check-in presso Best Western Canyon de Chelly Inn, individuato durante la nostra prima visita: avevamo infatti cenato presso l’annesso caratteristico Pizza Hut.
Fortunatamente la receptionist ci permette di accedere già alla camera per depositare i bagagli: Chinle ha la fama di una città dove c’è un elevato tasso di delinquenza da parte di indiani senza lavoro o poco inclini ad esso.
Dopo aver messo in sicurezza le nostre cose ci rechiamo subito all' Holiday Inn, appena fuori il parco, convenzionato con la Canyon de Chelly Tours.
Alla reception una gentile impiegata della compagnia ci presenta le varie soluzioni a disposizione. Optiamo per il giro in Jeep di quattro ore lungo il Canyon the Chelly fino a Spider Rock; costo duecento dollari.
C’è anche la possibilità di optare per il giro orientativo di tre ore al Canyon del Muerto (l'altro canyon che è protetto dal parco) ed al Canyon de Chelly (breve tratto) al costo di 175 dollari.
Alle ore 10, come concordato, ci raggiunge davanti all’Holiday Inn Timothy un baffuto navajo che ci accompagnerà alla scoperta del canyon con la sua Jeep Wrangler, un mezzo talmente vetusto e “vissuto” che ha sicuramente visto una guerra mondiale.
Io mi accomodo accanto alla nostra guida, mentre mia moglie prende posto dietro su una specie di sedile su cui è stata distesa una coperta di lana. Il fuoristrada è cabrio;non ha quindi i finestrini laterali ed il lunotto posteriore. Inevitabilmente al termine dell'escursione saremo completamente ricoperti di polvere e sabbia.
Il percorso è all'interno di un fiume in secca, non c’è uno sterrato battuto ma solo i segni del passaggio di altri fuoristrada. I continui sobbalzi mettono a dura prova la nostra schiena che viene sollecitata al massimo. Ci fermiamo inizialmente nei pressi di petroglifici Anasazi, raffiguranti cacciatori e riproduzioni di mani e piedi disegnati con colori differenti (ogni famiglia/tribù utilizzava un colore differente).
Presenti anche raffigurazioni di due soldati spagnoli a cavallo.
Durante un' altra sosta sbuca dal nulla un’anziana donna navajo che mi porge delle creazioni artigianali; acquisto con piacere per dieci dollari una graziosa collanina in argento con un pendaglio a forma di bufalo per la mia dolce metà. Proseguiamo poi attraversando numerosi wash (fiumi in secca) e percorrendo anche dei tratti all’ombra di piante dove abbiamo modo di osservare da vicino branchi di cavalli mustang dal pelo coloratissimo: ci sono cavalli neri, marroni e pezzati bianchi e marroni, veramente belli e velocissimi durante la corsa.
Per scattare alcune foto durante il tragitto facciamo sostare Timothy nei pressi di un arco ed in altri punti per noi particolarmente suggestivi.
Durante il tour il nostro accompagnatore ci porta alla scoperta dei punti paesaggistici di maggiore interesse e degli antichi resti che testimoniano la vita dei popoli Anasazi; il tono delle parole ed i racconti ci rivelano il suo grande orgoglio nato dalla consapevolezza di appartenere ad un popolo fiero che ha combattuto strenuamente a difesa delle sue terre dove l'uomo ancora oggi vive in piena armonia con la natura e gli animali.
Interessante la sosta nei pressi della White House raggiungibile anche dalla sommità del canyon con un trail di 1,5 miglia (solo andata); si tratta di un ben conservato resto di un'abitazione Anasazi costruita all’interno di una nicchia di roccia.
Alle ore 12 giungiamo alla base della Speaker Rock e della Spider Rock il simbolo del parco: ci troviamo in mezzo ad una verde radura dove numerosi cavalli mustang sostano indisturbati nei pressi di un torrente. Attorno a noi le alte rocce del canyon e gli imponente pinnacoli di roccia che sembrano fare da ingresso a questo piccolo paradiso naturale. Purtroppo la Spider Rock non ha il sole a favore e ci è così impossibile fotografarla in modo soddisfacente. La Spider Rock (la Roccia Ragno) è uno splendido monolite rosso alto 330 metri che si erge al centro del canyon,molto suggestivo in quanto ricco di spiritualità per i Navajo.
Durante la sosta Timothy ci racconta che la Speaker Rock è stata così chiamata perché
è rivolta verso la Spider Rock e sembra che le parli.
A parte la delusione per non aver potuto fotografare al meglio uno dei punti di maggiore rilevanza del parco, siamo totalmente appagati dalla vista di tanta natura selvaggia e da questo luogo così lontano dal mondo che conosciamo e che giorno dopo giorno dobbiamo affrontare. Per ogni sosta programmata abbiamo a disposizione solo 15 minuti mentre negli altri casi chiediamo al conducente di fermare la Jeep per scattare una foto dalla macchina.
Ripresa la strada del ritorno ammiriamo altri scorci di questo luogo abitato dagli indiani navajo che vivono in piccoli prefabbricati con accanto i caratteristici rifugi navajo noti con il nome di hogan strutture coniche tipiche della loro tradizione. Superata la Junction, il punto in cui si incontrano Canyon de Chelly e Canyon del Muerto, percorriamo un breve tratto molto sabbioso del Canyon del Muerto e ci fermiamo per una sosta fotografica.
Verso le ore 14 salutiamo Timothy e riprendiamo la nostra auto per una veloce tappa per il pranzo presso un Subway (panino italiano BLT con formaggio, bacon, lattuga, pomodori e peperoni verdi…veramente ottimo).
Fisicamente distrutti per la gita, con la nostra confortevole Jeep Patriot facciamo il nostro ingresso al Canyon de Chelly National Monument per ammirare dai vari belvedere il canyon dall’alto; luoghi già visitati alcuni anni fa in occasione della nostra precedente visita.
Ci soffermiamo ai seguenti punti: Tunnel overlook, Tsegi overlook, Spider Rock overlook (dove abbiamo atteso con pazienza l’uscita del sole dai numerosi nuvoloni grigi), White House overlook, Junction overlook ed un altro punto da cui si vedono dei resti di antichi pueblo (Slinding House overlook).
Ormai sono sopraggiunte le sei di sera e facciamo ritorno al nostro albergo a Chinle dove arriviamo dopo mezz’ora.
Dopo una rapida doccia ci rechiamo al Pizza Hut annesso dove consumiamo una medium Pan Pizza con funghi e peperoni verdi.
Alla cassa notiamo delle belle ceramiche lucide raffiguranti delle scene indiane, gli stessi oggetti che hanno già catturato la nostra attenzione al nostro arrivo in albergo; ci rechiamo al gift shop del nostro Best Western ed acquistiamo due ceramiche raffiguranti delle donne indiane alla Monument Valley ed in mezzo a delle dune del deserto; compriamo anche come ricordo una guida del Canyon de Chelly. Infine ci ritiriamo in camera distrutti ma soddisfatti di questa avventurosa giornata.
Conclusioni


La gita all'interno del Canyon de Chelly è un'escursione molto particolare e poco effettuata dai turisti mordi e fuggi.
La maggior parte delle escursioni al monumento nazionale si concentrano alle due strade panoramiche che percorrono i due canyon principali del parco: il Canyon de Chelly ed il Canyon del Muerto.
Già di per sè solo questo varrebbe la visita,ma l'esplorazione con un pizzico di avventura del paradisiaco fondo del canyon è in grado di regalare sensazioni ed emozioni secondo me imperdibili,come vedere sfrecciare i bellissimi cavalli selvaggi o ammirarli mentre placidamente pascolano all'ombra delle pareti del canyon.
Volevo concludere con un giudizio riguardo alla compagnia Canyon de Chelly tours (http://canyondechellytours.com).
Secondo noi è stata un'ottima soluzione;orari flessibili in base alle esigenze del cliente e personale gentilissimo e competente. Timothy il nostro autista e guida ci ha spiegato i vari punti d'interesse visitati in maniera soddisfacente aggiungendo aneddoti e leggende Navajo curiose ed interessanti. Volendo è possibile prenotare tramite web l'escursione: secondo il mio parere non è una cosa indispensabile dal momento che addirittura nel corso del mese di Agosto mia moglie ed io siamo riusciti senza prenotazione a partire per il tour nel giro di un'ora.
Forse l'unica cosa da segnalare sono i mezzi che sono un po' datati e spartani, ma questi sono dettagli di poco conto visto che durante il percorso accidentato e sconnesso la vecchia Wranger in uso al simpatico Timothy si è districata in maniera eccelsa, forse ancora meglio di un multi accessoriato Suv di ultima generazione.

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Commenti su questa Opinione

  • Vic76 pubblicata 09/05/2013
    Questa tua recensione è un tuffo in un mondo a me in gran parte sconosciuto, indubbiamente affascinante però!
  • ursula78 pubblicata 17/09/2012
    Purtroppo l'abbiamo visto solo dai view points... Vale la pena comunque, spingersi fino a questo parco, nonostante sia un po' fuori mano.
  • roma22 pubblicata 02/08/2012
    tornata
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Ciao

Su Ciao da: 29/08/2011