Riprendendo il filo delle mie amatoriali recensioni musicali, molto monotematiche (lo riconosco), vorrei parlare di uno dei miei dischi preferiti all’interno della vasta discografia del mio mito musicale per antonomasia cioè il cantautore Francesco De Gregori.
Anche stavolta è inevitabile la consueta premessa che non capendo un accidenti di musica (so solo che le note dovrebbero essere meno di dieci...), la mia opinione vuol’essere solo un omaggio ad un album meraviglioso ed un invito all’ascolto di un disco davvero speciale, che al di là dei gusti di ciascuno è praticamente impossibile che possa non piacere...
********** - INFORMAZIONI GENERALI - **********
Per quello che può valere, questo è uno dei miei dischi preferiti in assoluto giacchè, come pochi altri, concilia dei testi assolutamente meravigliosi con musiche orecchiabili come non mai.
Per la verità, (chiunque abbia ascoltato una canzone di De Gregori, anche per caso, non potrà che concordare almeno su questo punto) la ricercatezza dei testi è stata sempre una costante dell’intera produzione degregoriana mentre per l’orecchiabilità va detto che, ad eccezione dei primissimi album, quasi tutti i suoi dischi lo sono e col passare degli anni lo son diventati sempre più anche se devo riconoscere che quelli più recenti hanno segnato un passo indietro; toccato, infatti, l’apice con “Amore nel pomeriggio” (nel quale ci sono canzoni come “L’aggettivo mitico”, “Canzone per l’estate”, “Condannato a morte” e “Sempre e per sempre” che costituiscono delle perle assolute), la produzione successiva è indiscutibilmente di qualità complessiva inferiore (ad eccezione di pochi lampi di poesia assoluta come “Gambadilegno a Parigi” e le bellissime “Vai in Africa, Celestino” e “Tempo reale” dell’album “Pezzi” e “In onda” e “L’angelo” dal successivo, e ad oggi penultimo album d’inediti, che è “Calypsos”).
Tornando a “Canzoni d’Amore”, dopo alcuni live questo costituisce il ritorno ad un disco in studio e prosegue idealmente la riflessione sul mondo avviata con Miramare 19.4.89.
Il titolo, in realtà, è fuorviante perchè, se si fa eccezione per la dolce "Bellamore", altra ballata sentimentale in punta di voce, gli altri pezzi non sono definibili come canzoni d’amore.
Il coinvolgimento della band che ha suonato nei concerti dona al disco un'energia quasi live, tangibile in brani più "muscolari" come "Sangue su sangue", "Adelante! Adelante!" e "Viaggi & miraggi".
In quest’album, De Gregori prosegue uno sfogo anche “politico” iniziato con la splendida “Bambini, venite parvulos” dell’album precedente in cui anticipava, purtroppo, i tempi odierni (“...legalizzare la mafia/sarà la regola del duemila/sarà il carisma di Mastro Lindo/a governare la fila” e se pensiamo ad oggi che, per non turbare la serenità del nostro Re/Premier, vengono addirittura di fatto impedite le intercettazioni che sono il principale strumento di lotta alla criminalità...).
Questo sfogo prosegue, quindi, con “Chi ruba nei supermercati?” (di cui parlerò poi), ed anche con “La ballata dell’uomo ragno” in cui attacca frontalmente l’allora capobanda (Craxi) poco prima che venisse finalmente travolto dal ciclone di Tangentopoli.
Oltre a queste, ci sono anche canzoni “toste” che spesso riprende dal vivo e che anche oggi fanno la loro figura (il pezzo rock degregoriano per antonomasia e cioè “Sangue su sangue” ma anche “Vecchi amici”), ma anche piccole poesie minimali, come la dolce commiserazione di "Tutto più chiaro che qui", il country-folk di "Stella della strada" e il tema dolente di "Povero me" (scritto insieme all'amico Mimmo Locasciulli).
Per un ascolto d’insieme di questo bellissimo album, vi segnalo questo link dove potrete ascoltare gratuitamente i primi 30 secondi di ogni canzone mentre, per gli incontentabili (o per coloro che spero ne resteranno attratti e vorranno approfondire...) in fondo al testo di ogni canzone ho aggiunto il relativo link di youtube dove è possibile ascoltare l’intero brano, in alcuni casi anche vedere il videoclip originale oppure una versione live.
http://www.ibs.it/disco/5099747221521/francesco-de-gregori/canzoni-amore.html
********** - LE CANZONI DELL'ALBUM - **********
Ora approfondirò, ribadisco con mero orecchio di appassionato e senza alcuna velleità critica (non disponendo degli "strumenti" adatti), le singole canzoni contenute in questo bellissimo disco.
1) BELLAMORE
Come anticipato, a differenza di quanto il titolo del disco lascerebbe intendere, questo pezzo è l’unica vera canzone d’amore dell’album; brano d’indiscutibile bellezza e dolcezza, accompagnato sullo sfondo dalla splendida voce di Patrizia Giordano, contiene a mio parere alcune tra le più belle definizioni che mai si possano dare alla persona amata: “Rosa di Primavera, isola in mezzo al mare,
lampada nella sera, Stella Polare”
2) SANGUE SU SANGUE
Questo è il brano più rock del disco ed anche uno dei più “tosti” dell’intera produzione degregoriana... tra l’altro, negli oltre 30 concerti cui ho assistito, l’ha eseguita molto spesso perchè gli consente di cambiare improvvisamente il ritmo di un concerto; tra l’altro, nei concerti in piedi si scatenano i balli!
In ogni caso, si tratta indiscutibilmente di un pezzo bellissimo nel quale al consueto riuscitissimo abbinamento magico di testi affascinanti e di musica molto gradevole ed orecchiabile, si accompagna come detto un ritmo irresistibile; dal vivo, poi, fortunatamente non la storpia (come, invece, fa regolarmente con molti altri brani beccandosi tutte le mie maledizioni...) ma la rende semplicemente più veloce e... “rock”.
3) VIAGGI E MIRAGGI
Altro pezzo gradevolissimo, in cui spazia con le sue definizioni di molte città italiane e viene da chiedersi cosa gli ispiri una definizione piuttosto che un’altra... quello che è certo è che anche in questo brano ci sono momenti che a mio modesto parere sono poesia pura: “Bella ragazza, begli occhi e bel cuore, bello sguardo da incrociare, sarebbe bello una sera doverti riaccompagnare. Accompagnarti per certi angoli del presente, che fortunatamente diventeranno curve nella memoria.”
===4) CHI RUBA NEI SUPERMERCATI?===
Ed all’interno di questo disco che è uno dei miei preferiti in assoluto, ecco una delle canzoni più belle, il cui ritornello è stato il sottofondo della mia segreteria telefonica per molti anni... :-)
Purtroppo dal vivo non l’ha mai eseguita nei tantissimi concerti cui ho assistito (ma mi raccontano di una splendida esibizione live a Procida una decina d’anni fa... purtroppo non c’ero).
Questo pezzo ha avuto una sua piccola notorietà proprio per il ritornello “politico”, “Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati? O di chi li ha costruiti, rubando?”, che nasce in un periodo in cui De Gregori amava parlare di politica prima del rifiuto degli ultimi anni; se nella successiva “La Ballata dell’Uomo Ragno” attacca chiaramente Craxi, qui il suo bersaglio è più indefinito anche se all’epoca i “supermercati” per antonomasia erano la Standa di proprietà dell’odierno Presidente del Consiglio ed il gruppo Rinascente – Upim degli Agnelli.
In realtà, però, adoro questo pezzo non tanto per il suo ritornello (che ha comunque una sua indiscutibile “forza”) ma per alcune immagini bellissime accompagnate da musiche ed arrangiamenti altrettanto meravigliosi: “Oggi è un giorno da stare in coperta a guardare le onde arrivare, su tutti i lati di questa nave. E non c'è spiaggia dove nascondersi, e non c'è porto dove scampare, al tribunale del mare. Sarà sereno e se non sarà sereno, si rasserenerà. In quale notte ci perderemo? Quale futuro ci raccoglierà?”. Splendida...
===5) TUTTO PIU’ CHIARO CHE QUI===
“Monumentale”: è il primo aggettivo che mi viene in mente quando ripenso a questa canzone... splendida, lunghissima come “La locomotiva” gucciniana, dal testo... imponente, appunto!
Ricordo persino il momento esatto in cui l’ho ascoltata per la prima volta...
Come tutte le canzoni di De Gregori, credo sia meglio non spiegarla, non rivelare a chi sia rivolta, perchè credo sia molto più bello che ognuno la ascolti e lasci che le immagini e le musiche trasmettano proprie emozioni.
Quello che è certo è che si tratta di una canzone – capolavoro, cambi di ritmo, pianoforte da brividi, ritornello fantastico... non so che altro dire se non che è una delle mie preferite in assoluto, da ascoltare è basta!
===6) STELLA DELLA STRADA===
Altra degna, splendida, canzone di questo album così speciale; ci sono definizioni e momenti di poesia da ricordare: “È ghiaccio se lo tocchi da fuori ma è fuoco che scotta dentro, è ghiaccio se lo tocchi da fuori ma è fuoco che brucia e non è ancora spento.”
===7) VECCHI AMICI:===
Insieme a “Sangue su sangue”, questo è l’altro pezzo davvero rock non solo di questo disco ma un pò dell’intera produzione di De Gregori; anche questo, infatti, lo esegue molto spesso dal vivo, si vede che si diverte...
Questo è uno dei tanti brani in cui ci si può sbizzarrire a provare ad immaginare a chi sia rivolta la dura invettiva contenuta (un altro dei tostissimi attacchi verso destinatario ignoto è contenuto nella canzone “Pentathlon” dell’album “Miramare 19.4.89”).
===8) POVERO ME===
Questo è l’unico brano non scritto dal solo De Gregori infatti è scritto a quattro mani con l’amico cantautore Mimmo Locasciulli; in alcune esibizioni dal vivo lo ha anche invitato sul palco a cantarla con lui.
Canzone pessimista per antonomasia eppure dotata di una straordinaria forza emotiva che la rende bellissima.
===9) LA BALLATA DELL’UOMO RAGNO===
Bellissima canzone, eseguita dal vivo anche alla Notte Bianca a Napoli nel 2006, in merito alla quale all’epoca De Gregori ebbe modo di dire che il personaggio a cui si accenna nel brano altri non è che Bettino Craxi e che la canzone tutta si riferisce, anche, alle vicende giudiziarie e politiche dell'Italia dei primissimi anni '90.
Riascoltando il brano oggi, a distanza di 17 anni, ci possiamo soffermare su alcuni versi e notarne l'inconfutabile contemporaneità, specialmente nel passaggio "è solo un capobanda, ma sembra un faraone" e "si atteggia a Mitterand, ma è peggio di Nerone", nelle intenzioni del cantautore rivolti all'allora segretario del Partito Socialista Italiano.
Passa il tempo, ma alcune cose restano uguali, del resto Craxi e Berlusconi erano "amici".
===10) ADELANTE! ADELANTE!===
Questa canzone è quasi una costante nei concerti di De Gregori; indubbiamente è molto bella e forse tra le più conosciute (ad eccezione delle trite e ritrite “La donna cannone” e “Generale”) dal grande pubblico.
11) RUMORE DI NIENTE:
Questo brano che chiude l’album è ugualmente bellissimo ma sicuramente più “difficile” di tutti gli altri perchè ha qualità che forse non si apprezzano al primo ascolto superficiale; in tutta la produzione, infatti, è uno di quelli che apprezzo di meno.
********** - GIUDIZIO COMPLESSIVO - **********
Come si sarà capito, il mio giudizio non può che essere assolutamente positivo sotto ogni punto di vista perchè questo disco contiene alcune tra le canzoni più belle dell’intera produzione degregoriana.
Non posso che consigliarne l’ascolto davvero a tutti perchè mai come in questo disco, si può apprezzare la straordinarietà dell’artista De Gregori di saper scrivere testi unici e splendidamente poetici (non mi viene in mente definizione migliore) unitamente a musiche affascinanti, coinvolgenti ed indubbiamente orecchiabili anche per l’ascoltatore meno attento.
20.09.2010 10:42
bellissimo disco
31.07.2010 15:48
lo adoro!
19.07.2010 18:27
de gragori è de gregori