La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
Pixar vuol dire… beh, vuol dire pittura, psicologia, tecnologia e nostalgia . Tutte 'animate' da intenzioni non solo buone, ma soprattutto ottimamente realizzate . |
| Svantaggi: |
Niente da dichiarare . |
| Lo consiglieresti ai tuoi amici? |
Sì |
E' l'occasione della vita per l'ambizioso Lightning ('Saetta' per il pubblico italiano) McQueen, potente coupé aerodinamico rosso fiamma e giovane stella del circuito Nascar: lo aspetta uno spareggio sull'ovale di Los Angeles per l'assegnazione della prestigiosa Piston Cup.
Suoi avversari saranno il glorioso The King (coupé spoilerata azzurra) e il fetente Chick Hicks (berlina truccata verde), da battere davanti a centinaia di migliaia di fanali adoranti.
Sulla strada per la California però un contrattempo costringe il nostro rombante otto cilindri a fermarsi nella sperduta Radiator Springs (Contea di Carburetor), dove conoscerà il burbero Doc Hudson, lo squinternato Carl Attrezzi detto Cricchetto, la dolce Sally Carrera (sinuosa Porsche con tatuaggio etnico sul retro), più tutti gli altri abitanti di un paesino che da centro popoloso col passare degli anni è divenuto quasi una città fantasma, ormai tagliata fuori dalle grandi vie di lunga percorrenza che attraversano coast to coast l'intera larghezza del continente.
Il viziato campioncino imparerà dai suoi nuovi amici i veri valori della vita, ma nel frattempo si avvicina il giorno della gara: riuscirà lo sfrontato pivello a mettere a frutto gli insegnamenti ricevuti dalla sua improvvisata nuova 'squadra'?
Ormai più che di 'film Pixar' si dovrebbe parlare, con più semplicità e completezza, di 'esperienza Pixar'.
La qualità prelibata di queste avventure animate (non ce la faccio a chiamarle 'cartoni') prevede ormai tutta una serie di ingredienti liturgici che contribuiscono all'assaporamento di due ore di divertimento allo stato virginale, costruito con stampini di platino per servire al pubblico delle leccornie così scandalosamente, libidinosamente saporite da farne desiderare ogni nuova portata con un'attesa già certa della loro bontà.
Come antipasto: iI logo animato con la lampada da ufficio al posto della 'i' di Pixar, l'immancabile cortometraggio prima del film vero e proprio (stavolta l'esilarante "One Man Band"), addirittura il succulento trailer del prossimo capolavoro dell'estate 2007, "Ratatouille", incentrato su un irresistibile topo gourmet nei sotterranei di Parigi.
Come portata principale: la favolosa morfizzazione delle auto, rese personaggi dotati di personalità e spessore senza stravolgerne le fattezze meccaniche e nel rispetto delle proporzioni tra carrozzerie, ruote, superfici vetrate, motori.
I lay-out scelgono di sviluppare il tema degli sport motoristici (autodromi oceanici, evoluzioni in pista, sponsor e tv che assediano i protagonisti) ma anche quello della 'frontiera', con amplissime aperture d'obbiettivo su campi lunghi di praterie e deserti rocciosi solcati dal nastro grigio dell'asfalto.
Si sprecano naturalmente le citazioni, le strizzatine d'occhio e tutto il kit di ammiccamenti che ogni parodia a pastello ormai esige: dal cognome dell'eroe (l'omonimo Steve era un grande appassionato di motori e anche pilota sportivo) alla riproduzione nel film di figure popolari nel mondo dei motori Usa (il telecronista Bob Costas, il vecchio Mario Andretti, ma c'è spazio anche per Michael Schumacher e il gommista ferrarista Luigi col suo fidato carrello da pit-stop, Guido); dal ridisegno delle vetture più 'mitiche' nell'immaginario dei patiti delle quattro ruote al nome scelto per la marca degli pneumatici ('Lightyear' da Buzz Lightyear di "Toy Story" anziché 'Goodyear') il cui dirigibile tradizionalmente sorvola lo stadio del circuito.
Come dessert: dei titoli di coda letteralmente geniali, in cui vengono presi in giro (o richiamati amorevolmente, che è la stessa cosa) i precedenti film del connubio Pixar/Disney ma anche ridicolizzati i costosi Suv da città, ingombranti macchinoni pieni di paraurti cromati ma timidissimi di fronte a un banale sterrato.
Un pasto completo, una sciccheria, tre cucchiai da guida Michelin.
E con tutto questo ce la stava quasi facendo, "Cars", a non beccarsi le cinque stelle.
Splendide caratterizzazioni, gustose trovate (piccole beetles alate come insetti contro i vetri delle finestre e attorno alle luci notturne, il camion da trasporto di Saetta che fa le smorfie contro lo specchio convesso di una cisterna davanti a lui), doppiatori efficaci e indovinati (cfr. opinione di geekette per un utile approfondimento in proposito), l'ormai consolidata sfarzosità panoramica e di dettaglio tipica del pennello digitale Pixar.
Ma insomma, nulla che non avessimo in fondo già visto in tutti gli ormai numerosi capolavori usciti negli ultimi 10 anni dall'opificio di Emeryville, California: dal capostipite "Toy Story" (1995) all'ultimo "The Incredibles" (2004), passando per gioielli a ventiquattro carati come "Monsters & Co." (2001) e "Alla ricerca di Nemo" (2003): la bellezza, l'arguzia, il divertimento di come la tecnologia guidata dal cervello sappia creare poesia moderna per gli occhi di grandi e piccini.
Invece, quei marpioni di John Lasseter e Joe Ranfter (co-registi anche a capo di una folta squadra di sceneggiatori) non avevano fatto altro che incoccare i tiranti di una sofisticata trappola sentimentale, nella quale gli adulti ormai cautamente sbadiglianti piombano di botto: il centro focale si sposta imprevedibilmente dal dilemma personale di McQueen (amore e amicizia vs aspirazioni agonistiche) alla ben più ampia questione della filosofia americana del viaggio, all'epica della strada, alla focalizzazione dei valori fondanti su cui la civiltà della Conquista e della Transumanza aveva costruito imperi di asfalto, d'immaginazione e di metamorfosi da est a ovest, seguendo la rotta della quotidiana migrazione del sole.
Mentre l'automobilismo delle corse e degli sponsor rappresenta la modernità vorace e rombante, quello delle carrette bombate e delle auto vintage arrugginisce nelle province polverose della memoria: Saetta, prima inconsapevole poi 'illuminato' da Sally, si innesta come volano di collegamento tra la fretta rettilinea di autostrade e gare e il pacioso pionierismo della storica 'Route 66', vera tortuosa scoliotica spina dorsale di un corpo ingigantitosi in troppe direzioni troppo rapidamente.
Anche se ormai la mia ispessita scorza di filmivoro era preparata alla correttezza politica inevitabile e prefabbricata dei costosi manufatti dello spettacolo globalizzato, devo ammettere che la sgargiante scultura di tubi al neon che rivitalizzano come una linfa pop gli edifici orizzontali e le 'attività produttive' di Radiator Springs hanno avuto il potere di sommuovermi dal profondo, come se per un incanto di ispirati pixels un teatro abbandonato si fosse riacceso all'improvviso di tutta la tradizione di 'innocenza perduta' di cui la cultura di massa americana si era nutrita (e ci aveva rimpinzato), in un cinquantennio sfrecciato in un lampo: James Dean, American Graffiti, Happy Days, Ritorno al futuro, Grease, Stand By Me, Pleasantville, e ognuno di voi può aggiungere all'elenco la propria personale litania di miti di plastica.
"Cars" è, né più né meno, l'ennesimo irresistibile affresco di finta gomma e vera luce prodotto dalla Pixar.
Sul mio cartellino mezzo voto in meno del per me travolgente "Gli incredibili", ma per quanto riguarda la valutazione del sito sempre cinque stelle, che in questo caso significano: andatelo a vedere, bambini, e portatevi come sempre mamme e/o papà, che col pretesto di accompagnare voi si faranno un viaggio pressoché gratis in una nostalgia che quasi non si ricordavano di ricordare.
Bellezza, spirito dei tempi in movimento ed elogio della sosta, "Cars" finge un ruggito per emanare invece un'invocazione struggente alla cigolante meccanica dei sogni ad occhi aperti.
Mettiamoci in viaggio, e auguriamoci che sia infinito.
SCHEDA: CARS - MOTORI RUGGENTI (Cars, Usa 2006, 121'). Regia: John Lasseter, Joe Ranft. Soggetto: John Lasseter, Joe Ranft e Jorgen Klubien. Sceneggiatura: Dan Fogelman, John Lasseter, Joe Ranft, Kiel Murray, Phil Lorin, Jorgen Klubien. Montaggio: Ken Schretzmann. Scenografia: William Cone, Bob Pauley. Musiche originali: Randy Newman. (Voto: 7.5)
| Altre Opinioni |
>>>> NON CONTA SOLO LA VITTORIA >>>>
Valutazione del Prodotto Cars - Motori ruggenti (John Lasseter, 2006) scritta da
Jass7
Vantaggi: Animazione simpatica e scorrevole con auto favolose e tanti spunti di riflessione!
Svantaggi: Nessuno.
"Cars - Motori ruggenti"
Ecco un titolo che tutti noi abbiamo quanto meno sentito, un film che in molti attendevano fin dagli inizi dell'estate per via di una campagna pubblicitaria anticipata e di grande impatto.
Finalmente è giunto nelle nostre sale ...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente molto utile |
|
molto utile
18.09.2006
|
"La vita è un percorso, goditi il viaggio"
Valutazione del Prodotto Cars - Motori ruggenti (John Lasseter, 2006) scritta da
geekette
Vantaggi: semplicemente stupendo e perfetto
Svantaggi: le domande insistenti dei bambini in sala
La Pixar questa volta ha veramente superato se stessa.
Se con Toy Story ci ha introdotto in un mondo nuovo di concepire i cartoni animati, con A Bug's life ci ha fatto appassionare al mondo degli insetti, ci ha fatto innamorare del tenerissimo Sally e de ...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente molto utile |
|
molto utile
20.08.2006
|
Il film (animato) più spettacolare... del 2006
Valutazione del Prodotto Cars - Motori ruggenti (John Lasseter, 2006) scritta da
specialk27
Vantaggi: Ben fatto e divertente
Svantaggi: Come fanno le makkine a costruire case?
All'inizio ero un pò scettico riguardo questo film, ma dopo averlo visto devo dire che mi è veramente piaciuto. E' un film divertente e ben fatto sia per quanto riguarda grafica, trama, morale e personaggi, e per noi di casa, anche nel doppiaggio.
- la ...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente molto utile |
|
molto utile
07.11.2006
|
Pixar: Auto-emotion
Valutazione del Prodotto Cars - Motori ruggenti (John Lasseter, 2006) scritta da
metalgx85
Vantaggi: Animazione ottima per una fiaba raccontata con gusto...
Svantaggi: Una trama forse povera che si salva grazie alla genialità delle interpretazioni...
INTRODUZIONE
Dopo aver ammirato il trailer ancora parecchio tempo fa, ero in parte dubbioso su questo ennesimo lavoro Pixar.
Sia le gesta di Nemo che quelle della famiglia Incredibile mi avevano lasciato un pò con l'amaro in bocca e quindi ero perplesso ...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente molto utile |
|
molto utile
23.08.2006
(30.08.2006)
|
Non ti annoia mai
Valutazione del Prodotto Cars - Motori ruggenti (John Lasseter, 2006) scritta da
Lunita
Vantaggi: divertente
Svantaggi: l'ho visto troppe volte
Questo DVD mio marito l'avuto in omaggio quando ha fatto l'iscrizione all'ACI. All'inizio a Giorgia non piaceva molto tanto che avevamo provato a farglielo vedere ma non durava mai più di 5 minuti. Noi non l'avevamo mai visto, così una sera ce lo siamo vi ...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente molto utile |
|
molto utile
24.02.2008
|