Cartoons - Francesco Baccini

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ARRIVA SUPERBACC - 01 - Canzoni animate.

4  02.03.2007

Vantaggi:
Primo scoppiettante album

Svantaggi:
Non tutte sono canzoni imprescindibili

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Qualità dei testi

Qualità della musica

Voce artista

Originalità

Design del disco

Paragone con dischi precedenti dell' artista


UomoDado

Su di me:

Iscritto da:05.12.2006

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Fiducie ricevute:44

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 39 utenti Ciao

Premessa.
Ah, i dadomalanni! Ah, le mucose infiammate che implorano giustizia ghiandolare! E pensare che fino a pochi giorni fa, nei meriggi emulavo con potenti assoli le prime gesta di questo singolare cantautore genovese, uno dei miei preferiti da piccolo.
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Serata di gala a Ciaocity: tutti i ciaoini hanno ricevuto l'invito al "Palaopinioni". Chi ha deciso di partecipare, dopo aver parcheggiato la propria virtualvettura ha oltrepassato l'ingresso e ora cerca la corrispondenza tra numero sul biglietto e cifra sullo schienale del suo posto nell'Auditorium.

Buio in sala. Fascio di luce sul palco.
Uno strano figuro, occhi spiritati, microfono cubico in mano:
"Signore, Signori e ambigui, ecco a voi... Francesco Baccini (applausi entusiasti), al secolo Francesco Baccini (applausi meno entusiasti), alias Francesco Baccini (mormorìo disapprovante), ovvero... (lancio d'ingredienti per il minestrone; la folla invoca la deposizione del presentatore, preferibilmente in uno scarico fognario)".

Sale sul palco Francesco.
Il pubblico si spella le mani per salutare degnamente SuperBacc, oltre che per picchiare il dadoanchorman (AHIO!).
Francesco emerge dalle tende, leggermente spaesato. Era convinto di trovare come minimo Maik Buonanotte. Essendo uomo di spettacolo, non si scompone e sorride al pubblico:
"Grazie, grazie. Sono felice di essere qui, per ripercorrere insime a Voi i miei esordi, i brani del mio PRIMO ALBUM CARTOONS"
Nel conversare, Francesco attaraversa la relativa oscurità della pedana e si avvicina al cono di luce diretta che illumina un pianoforte nero e lucido.
"...CARTOONS l'ho realizzato nel 1989. Per me ha significato moltissimo..."
Siede allo sgabellino e s'inchioda professionale con le sue scarpe blue suede sui pedali.
"Avevo ventinove anni... ed ancora oggi è forse il disco che amo di più."
Mentre solleva l'anta che protegge i tasti, li accarezza in modo quasi impercettibile, accogliendoli in uno sguardo affettuoso. Leva gli occhi verso l'alto con un cenno di sorriso.
"Più che parlare, a me piace però... suonare... e cantare. Quando il Maestro desidera, io sono pronto."
L'arcata inferiore del palco s'illumina abbastanza da sagomare un'orchestra nel fossato.


01 FIGLIO UNICO 01

Un apparente madrigale alla "Carlo Martello" di DeAndrè volge in un inaspettato e piacevole rock prima maniera: cantante uluante con la banana (capigliatura ragazzi, capigliatura, non anatomia!) ingelatinata.
Un figlio unico [di madre vedova e con una sorella a carico (!) suonatrice di arpa celtica (Plink/plink/plink/PLONK)] svela la sua indole infantile a una ragazza che gli ha detto sì. Come dire "lei non sa chi sono io"! Sono uno che fa "PAM PAM!" o "QUACK QUACK"; e voglio una che "nonparlichecucinichemistirilecamicechemilaviancheicalzini AHU!"
Un Peter Bacc, un "caso clinico di infantilismo cronico", il cantante che non vuole crescere mai, giocoso e gigione.
La voce è potente, non invadente ma istrionica.
Si abbozza, in questo FIGLIO UNICO, il prototipo di antilatinlover che sarà riproposto perfezionato in numerosissime successive creazioni musicali dell'Autore.
-La curiosità: ho trovato una recente versione live http://www.youtube.com/watch?v=cz1QLMwhPI4
Considerate che la voce nel cd è molto più limpida, meno ingessata perchè è
1) la versione di studio
2) cantata da un giovinotto ^__^
3) la qualità del clip fa schifo...
4) ...oppure nel videoclip è alticcio. ^_^;
Ma la grinta non gli manca neppure dal vivo.


02 PENELOPE 02 02

Un leggerissimo soffio di canto DeGregoriano. Musica d'organetto da saloon o da colonna sonora chapliniana fa da sfondo alla narrazione di uno strano amore. La Penelope del titolo non ha alcun gomitolo di lana. E se l'avesse credo ne farebbe uno scarabocchio di filo... dato che è una gattina. Salvata da un sicuro incidente, raccolta dall'asfalto automobilistico. Il protagonista se ne innamora perchè lei ha le qualità che lui vorrebbe in una donna: ascolta sempre, non parla, dorme placida con la testa sulla sua mano e ha un pelo fulvo ...Vabbè, forse quest'ultima qualità dalle donne nessuno la vuole, ma badate alla sostanza perbacc(i)o ^__^; La delicatezza e il desiderio di protezione di questa cucciolotta persiana aprono il cuore dell'eroe, che sogna di portarla a ballare, metterle la gonna, fino a fantasticare nella conclusione: "facciamo un gattino".
Un pò tenera. E a me le cose tenere fanno pensare di compiere i più atroci delitti.
Gusti personali a parte, la traccia fa sorridere, e c'è un'idea melodica gustosa, retrò. E, come anticipavo, sento una sottile, rispettosa parodia dell'omonimo Francesco di "Buffalo Bill" e "Titanic".


03 FOTOMODELLE 03 03 03

Tre colpi di rullante.
E parte.

"Quante belle fotomodelle
incartate come caramelle
Quante belle fotomodelle
lucidate come le piastrelle
HEI! Tu parli oppure oppure no
mi fai capire
io con te io non ci sto
(in falsetto)VIOLA!!
Avevi il corpo ovale
ai tempi della scuola
ma ti ricordi
(in falsetto)VIOLA!
ti ho vista sul giornale
con un sorriso idiota
ed una scritta
"Oui, io bevo acqua di Vichy"
piripirì
piripirì
piripirì
Quante

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Cover
belle fotomodelle
di giornata come mozzarelle
Quante belle fotomodelle
tutte alte depilate e snelle..."

Fiocco azzurro: con questo brano nasce ufficialmente il BACCINI ironico cantautore/scanzonato che mi ha colpito quando avevo 15 anni circa (quindi 15 anni fa circa). La mandavano a manetta sulla radio!! Lo stile e la voce si avvicinano al charleston più travolgente. Mentre si aggira in un bosco di top-model (nell'89 in Italia si usava ancora l'italiano e le si chiamava ancora fotomodelle) il protagonista s'accorge che sta facendo il farfallone con una ex compagna di classe e, a quanto pare, anche ex "peso massimo". La narrazione s'interrompe e non capiamo quale sia la risposta di VIOLA (leggetela in falsetto, mi raccomando) alle avances del mandrillo (è irritante quando lasciano le storie a metà, vero?), ma forse l'importante era "fotografare" le fotomodelle, una realtà che in quel periodo si stava consolidando come preciso e miliardario fenomeno, antesignano dell'era dell'apparire cui oggi abbiamo spalancato porta, finestre e uscita di servizio.


04 MANAGER 04 04 04 04

Una tromba con sordina contrappunta (si può dire?) un pianoforte. Insieme ci suggeriscono subdoli locali fumosi e jazz da gangster. Lui è un uomo stropicciato. Molti sbattimenti (di dita sul pianoforte) e pochi verdoni. Gli ci vorrebbe un manager (e aggiunge sconsolato "Gimme money UO-OH" ^__^ ).
Divertente come venga sottolineata la possessione dalla musica. Anche nel vedere la sua disgraziata calvizie da stress lui non riesce a fare a meno di contare come negli show:
"Guardo i miei capelli
sul cuscino a pois
li conto uno ad uno
uan ciù trì for fàiv"
Parolata con particolare attenzione, MANAGER è pregna di suggestioni che raccontano la vita del pianista per natura, squattrinato e con una donna insensibile, glaciale. Forse sognata. Perchè se è vera lo mollerà ben presto. Tutto questo Baccini non lo scrive, nè lo canta: le belle melodie sanno suggerire caratteristiche di personaggi solo accennati e ipotesi di svolgimento narrativo.
O è una mia pippa mentale? o__O;


05 TI AMO E NON LO SAI 05 05 05 05 05

Ha toppato. M'ha fatto una canzone d'amore. Quattro diconsi quattro minuti primi e quarantanove minuti secondi. Ci scommetto che è una delle sue preferite, perchè di solito sono sempre quelle meno apprezzate dl pubblico. Ci scommetto che è parzialmente autobiografica. Ci scommetto che ripete "Ti amo e non lo sai" almeno una ventina di volte. Ci scommetto che a me non piace.
Una vena malinconica non mancherà mai, in nessun'opera di Baccini, anche se con esiti a volte differenti dal presente. Oserei dire migliori.
Comunque dato che non voglio fare il giudice de'sto caxxo ho trovato un filmato su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=z9gyrsyvNp4
E' anche questo un live. Giudicate voi se "TI AMO ENLS" è bella, brutta o media.
Il compositore è OSCAR PRUDENTE, anche lui genovese doc. Prudente è abbastanza caxxuto in quanto ha lavorato con Battisti e (sembrerebbe quasi scontato) il compaesano Fabrizio de Andrè. Forse di Prudente conoscete "Jesael" che m'ha messo parecchi brividi ogni volta che l'ho sentita nei programmi di revival sulla Rai. Ha inoltre co-creato "Pensiero Stupendo" della fusissima Patty Pravo.
-La curiosità: Prudente era il batterista di Luigi Tenco e CARTOONS di Baccini ha vinto appunto il premio Tenco!


06 ARMANI CAMBIAMI IL LOOK 06 06 06 06 06 06

Jerry Lee Lewis lo conoscete? No?
Avete visto GREAT BALLS OF FIRE? No?
E quando Michael J.Fox "Levi Strauss" impazzisce con la chitarra in RITORNO AL FUTURO scandalizzando tutti, band compresa? Manco quello avete vistoo???! Ma dove meeeenghiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa vivete?!
Vabbè, ora che mi sono tolto lo sfizio di offendere per essere pestato a sangue ancora e ancora e ancora, posso proseguire. La traccia 6 è un sentito omaggio al primo vagìto del rock ribelle inaugurato dal folle JLLewis che voleva fare le scarpe a Elvis. Le chitarre si scatenano in distorsioni ai limiti dell'udibile (ok, sto esagerando, NON è death metal!) e Francescuzzo sfrutta a dovere ogni centimetro sfruttabile della sua ugola.
Il tipo mollato dalla sua "iena" ^__^; cerca aiuto alla corte del "re dell'italian-style" che ormai è affermato in tutto e haffirmato di tutto, dalle mutande ai cappellini, a Richard Gere nella sua interezza.
"Armani [...] MA CHE SQUALO SEI!"
-La curiosità. GB Of FIRE con Dennis Quaid è uscito nello stesso periodo di questo cd (1989).


07 VENDO TUTO 07 07 07 07 07 07 07

Questa è piuttosto conosciuta. E carina.
"Vendo tudo / torno a casa
Vendo tudo / back my home"
Si racconta di chi ha il ritmo nel sangue ma nessun soldo nelle tasche. E spesso mancano pure le tasche. Il vu-cumprà, che ti vende "occhiali di una marca inesistente (il prezzo fallo tu)", che si mantiene allegro col ritmo anche se ha una vita ai limiti della sussistenza, in un Paese in cui non ha documenti, non ha diritti, ma diventa ben visibile solo quando qualcuno vuole picchiarlo.
Sonorità giamaicane, strumenti a percussioni e lo spirito di Marley ad accompagnare la distorta citazione finale: "No, no man no cry".
E' una delle canzoni più nelle corde del Bacc. Personale e sentita.
Insieme a "Fotomodelle" è la mia preferita dell'intero CD.
Un'ultima cosa: Baccini dice "vendo tuDo" non "tuTo" come nel titolo.
-La curiosità: nel suo cd successivo Baccini avrebbe ripreso il tema dell'extracomunitario con "Coatto Melody", brano più elaborato e divertente di "VENDO TUTO", che non è comunque malaccio.


08 RAMBO-RSE' 08 08 08 08 08 08 08 08

A parte la filastrocca completamente idiota che si alterna alle strofe, e il titolo, che ha un gioco di parole privo di significato e fondamento alcuno, non è da buttar via. Prende di mira, più che il reduce psicotoccato del primo film di Ted Kotcheff, i sequel dell'85 e dell'88, smaccatamente macho-man-action-movie.
Un marito prega Rambo di uscire dalla tv, farsi una doccia e lucidare i muscoli per la mogliettina insoddisfatta.
GIORGIO CONTE firma il brano. In effetti non fa solo questo: è il produttore dell'intero CARTOONS. Questo signore, a dispetto del fatto di essere il fratello del più famoso PAOLO, ha realizzato negli anni numerosi successi sia con il consanguineo (fra tutte "La topolino amaranto") che da compositore per artisti di un certo calibro (Mina, Vanoni, Leali etc..). La sua impronta è riscontrabile in RAMBO-RSE' per lessico simpaticamente antiquatuccio e per quantità di sillabe per strofa, che costringono il cantante di turno a repentini tour de force vocali. Elio e le Storie Tese hanno sapientemente fatto proprio tale metodo esasperandolo con i risultati che tutti conosciamo.
Infine la vena charleston/pianobar permea CARTOONS e non è aliena alla produzione di Paolo Conte, di cui Giorgio condivide esperienze e almeno parte dei gusti. ...Ma che cavolo ne so io?! Boh! ^__^;


09 IL MOSCERINO 09 09 09 09 09 09 09 09 09

Il fumo d'una sigaretta scivola sui vetri.
Lui ha finito la sua birra. Lei sta sorseggiando una Sprite.
Il fumo d'una sigaretta è scivolato sui vetri. Purtroppo un moscerino è scivolato nel di lui caffè.
Lei manco se ne accorge, accampa una scusa e se ne va.
Lui fa lo stesso, senza parole, senza aver nulla dentro di sè. Anzi sì: un moscerino.
Più tardi, da solo, conclude amaramente che era stato con lei forse solo per averla nel suo carnet.
A livello subauricolare Fred Buongusto.
A livello sublinguale il Califano più ironico e disilluso.
Un pezzo che comunica sensazioni parlando di bibite.
Very good.


10 W GLI SCOUT 10 10 10 10 10 10 10 10 10 10

Un pianoforte superswing ci racconta un transfuga dell'amore: lui aspettava il treno da Voghera dell'una di notte. Ma il treno tarda, Gilda non arriva ancora. E gli dà tempo per pensare se vuole davvero attenderla. Invece della legione straniera lui si arruola tra i più accessibili scout una cui divisione stazionava proprio lì. O più probabilmente si mimetizza come un cartone animato.
Una situazione un pò pretestuosa... mah...
Comunque capiamo che a Francesco piace molto -mi sembra abbastanza naturale- anche Fred Buscaglione.


11 I WISH 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11 11

"Vecchi muri, colori demodè, sto seduto
mentre passa il cameriere e versa fuori il mio caffè".
Un pianista inesperto maltratta un brano e le sue note riportano Frank Bacc alla vecchia New Orleans.
E con la sua voce nasale: "I wish I could afford to live the life I'm living"... siamo catapultati con lui.
In qualsiasi secolo fosse nato, Baccini avrebbe fatto pianobar e con questa deliziosa canzone la sua e la nostra mente di tanto in tanto sono catturate dallo spirito degli anni '30 che s'impossessa una volta del pianista e un'altra di una bionda svampita alla Monroe (interpretata sempre da lui con esilaranti risultati) che lo circuisce e con cui Frank decide di passare "The rest of the life" in un finale da music-hall in bianco e nero.
Alla parte medley collabora Enrico Lisei (l'unica cosa che so di lui è che successivamente ha fatto un cd: "Dove finisce il mattino" mai trovato nè ascoltato);
il resto è composto da Eaton (l'unica cosa che so di lui è che ha arrangiato il resto di questo pezzo).


12 GOLF 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12

Al parco. Lei gioca a Golf. Lui deputato a subirsi una pallata in testa (8 punti di sutura! Emmadonna! Altro che Jungle town ^__^;) Ma lui è colpito più profondamente, fin dentro il cuore. Un amore lancinante: da quella volta non l'ha più vista... sopratutto perchè non vede più nulla.
Altro marchio di fabbrica di Baccini (vedrete anche nei successivi lavori), storie fallite presto/mai iniziate/solo sognate, ma pennellate sempre con toni sarcastici. Tipico diventerà lo svelare la (sfigata) verità con un ribaltamento dell'ultimo secondo.
Bella voce anche qui, espressa al massimo delle sue potenzialità.
-Curiosity: L'arrangiamento è opera di SERGIO CONFORTI, un tipaccio che conosco bene. Il buon vecchio Confo è stato per anni e anni e anni il tasterie degna spalla del Maestro...Elio! ^___^ Un grande. Ehi, ma abbiamo già citato Elio sopra! Piccolo il mondo. La sua presenza è riconoscibilissima, infatti potrebbe tranquillamente essere un brano delle Storie Tese di quel periodo, quando avevano appena inciso il primo album ufficiale ma lavoravano già da anni allo Zelig, in trasmissioni e facevano bootleg.


13 MAMMA DAMMI I SOLDI 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13

AH AH AH AH! Uh... AH AH AH... scusate, non è colpa sua, ma neppure mia (!) se Baccini esordì con lo pseudonimo di "Espressione Musica". AH AH AH... "Espressione Musica"... Ih ih... ma ci credete?! Ah ah...emh. Ok, torno serio. Fu obbligato, a quanto pare, dalla direzione di Sanremo. Questo brano 13 era infatti la sigla di chiusura del programma festivaliero. Anzi siamo proprio in periodo. Successe esattamente 19 anni fa, nel 1988. Fu il primo singolo di Bacc, per cui venne distribuito prima dell'album stesso, anche se sotto il nome di... sotto il nome di... umfghrfx... UAHAHAHAHAAH... ehm... Di "Espressione Musica". OhMyGosh!!!
Coooooomunque, per essere una sigla è proprio corretta. Ha vari momenti esclusivamente melodici e il titolo è ripetuto più e più volte. E' fatta apposta per finire in dissolvenza in ogni attimo. Atmosfera disco ricca di effetti. Scanzonata e virtuosistica, ragionata per fare da sfondo a grandi ambienti. Carina, sì.

"Tutti i rumori di questo disco li ho fatti io (e si sente un vetro in frantumi... ^__^ )
gli arrangiamenti, invece,un amico mio
la produzione no, la produzione no, la produzione no, la produzione no:
WUH!
OH! OPPEOH! OhMMamma dammi i soldi! OH! OPPEOH! OhMMamma dammi i soldi! (ad lib.)"

(( ARRANGIAMENTI (((((((((((((

Andrea Braido. Trentino, classe 1964 (come Sergio-Rocco Tanica-Conforti, che però è milanese.), Andrea è una silenziosa ma costante presenza nei lavori di Baccini. Braido è un eclettico musicista e compositore ricco di talento che ha avuto una lunga esperienza con Vasco Rossi, cominciata proprio dopo CARTOONS. Tra gli altri ha collaborto con Mina e Zucchero. Svolge comunque una carriera da solista e ancora oggi lavora con Superbacc.
Tutti gli arrangiamenti di CARTOONS, salvo dove diversamente indicato, sono realizzati da lui insieme a Francesco.


)) L'IDENTITA' DI CARTOONS ))))))))))))

"Forse non sono un tipo strong/però ho il carisma di Indiana Jones": un estratto di"Armani cambiami il look" che ribadisce la distanza dal modello del supermacho (la dose è rincarata in RAMBO-RSE') e anche la vicinanza a eroi da fumetto, più infantili ma anche affascinanti e trasognati. CARTOONS già nel titolo preannuncia un approccio alla vita colorato (e, se capita, colorito) ridanciano, ma non stupido. Baccini si sente (ed è) un tipo un poco alla buona, un pò un bizzarro cartone animato, impegnato in un'appassionata cavalcata di generi con manciate di nostalgia per le origini del rock e un desiderio quasi incontrollato di intrattanere il pubblico con voce e pianoforte.
Musica leggera con effettacci (1/3/4/6/13) si alterna a interpretazioni più intime (2/5/9).
Un'anima da piano bar pulita ed energetica che se ne frega se talvolta travalica per diventare circo. Quindi niente peli sulla lingua o sulle dita (anche se sul dorso non difettano certo ^_^;) e una vena di blues che s'ingrosserà col passare del tempo.
Un'altra caratteristica che viene alla luce in CARTOONS, e diverrà pressochè sistematica, è la riproposta, in coda a ogni brano, del tema musicale del brano medesimo.


? DOVE ACQUISTARE QUESTO CD ??????????????

Ovvio, sempre che lo si voglia cercare: Baccini può piacere o meno. E' da molti considerato un autore in declino che non è riuscito a conservare il mordente dei primi lavori e che ha bisogno di trovate pubblicitarie per ricordare al pubblico di esistere. Eviterò di esprimere -al momento- opinioni al riguardo. Lo farò più avanti, se lo riterrò opportuno per un'analisi più corretta della sua Opera.
COMUNQUE, dubbi sul soddisfacente valore dei primi LP NON ci sono. E dato che stiamo parlando del PRIMO LP in assoluto ne consiglio l'ascolto spassionatamente:
CARTOONS resta, per gli appassionati e per Baccini stesso, figlio più unico che raro.
Non ci stiamo occupando di un autore d'enorme successo, per cui i suoi album -tranne i recentissimi- non hanno una reperibilià immediata. Vanno cercati in negozietti e fierozze. O scaricCCOFF! CCOFF! Scusate, ho la tosse, non riesco a finire la frase ^__-


+- LA COVER -++-+-+--+--+--++--+++--+-+

Gli appassionati d'arte l'avranno notato subito. Io ho avuto uno shining qualche tempo fa. Nella copertina del cd, Betty Boop ha tolto il volante nientepopodimenoche alla pittrice Tamara Gorska, più nota come Tamara de Lempicka. Pare che questo autoritratto (visto che è pure in auto, non esiste autoritratto più autoritratto di così!) sia stato realizzato nel 1929, per cui esattamente 60 anni prima del cd Cartoons. Inoltre Tamara era nata nel 1898, per cui quando ha eseguito la tela aveva più o meno l'età di Francesco all'epoca di Cartoons. BETTY BOOP, infine, è nata nel 1930 dalla matita di Grim Natwick, un animatore dei talentuosi Studi Fleisher (un giorno o l'altro voglio parlarvi di questi meravigliosi pionieri dell'animazione). Ma la cosa più bella è che Betty era ispirata ad HELEN KANE, una cantante dello stesso periodo. Sia Helen che Betty di riflesso incarnano un periodo musicale molto amato dal cantautore genovese. Il cerchio si chiude.
AIUTO, STO DIVENTANDO COME LIMITI ^__^;; (citazione caparezzosa)


Per stasera il sipario cala. Al prossimo buco con la musica intorno!

...E se vi chiedete come mai ho commentato con nonchalance tutti e 13 i brani malgrado nel racconto pareva m'avessero riempito di botte e fatto fuori prima dell'entrata in scena di Francesco, bè... L'ho scritto io il canovaccio, quindi posso tornare quando mi pare ^___^


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"Hey! Ci stai un pò con me?
Ti porto a casa e t'ipnotizzo con il flash"
[da: Fotomodelle]
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)( IMMAGINI )()()()()(

1) Front CD - Betty Boop si prepara a piratare la strada.
2) Retro CD - Francesco "Quack quack" Baccini.
3) Francesco. Figlio più unico che raro.
4) Il fighissimo Andrea Braido (lo scimmiotto dietro è Vascone Rossi)
5) I collaboratori occaZionali Giorgio Conte e Sergio Conforti
6) Mi pareva di aver visto quella cover già altrove... (Tamara de Lempicka - Autoritratto - 1929 circa)
7) Betty Boop/Helen Kane. Sto riuscendo ad andare abbastanza fuori tema? Se m'impegno posso andare ancora oltre! ^__^

(copyright degli aventi diritto)

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looigi27

looigi27

08.10.2012 11:57

Grazie

konan23

konan23

26.01.2010 05:06

Ottima opinione!!!

konan23

konan23

26.01.2010 05:06

Ottima opinione!!!

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