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Central do Brasil (Dvd)

Opinione

per Central do Brasil (Dvd)
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5 Stelle LA VITA E' BELLA...
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Raccomandato: Si

Vantaggi Ben diretto sceneggiato ed interpretato: colonna sonora stupenda

Svantaggi Peccato che in pochi l'abbiano visto

L'autore

andrea1436 Dal 12 mar 2001

E' passato un po' di tempo .. continua

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Alle volte basta poco per passare dal trionfo alla sconfitta, dai riflettori del successo ad un grigio anonimato; così questo bel film brasiliano, pur vincitore del premio di Berlino del 1998, fu travolto pochi mesi dopo, nella notte degli Oscar 1999, dal ciclone Benigni e non ebbe mai il successo di pubblico che avrebbe meritato. Travolto per modo di dire, a quanto pare, perchè fu una vittoria molto contrastata e sul filo di lana... ma tant'è... "The winner takes it all" dicono gli anglosassoni (e anche gli Abba... ma questa è un'altra storia...) e così domani, insieme al "Corriere della Sera", per la collana "Il grande cinema" troverete "La vita è bella" e non "Central do Brasil". Così io, un po' bastian contrario un po' Robin Hood che ruba ai vincenti per dare ai perdenti (?!? forse stasera ho bevuto un po' di cabernet friulano di troppo, scusate...), non scriverò la millesima opinione su "La vita è bella", ma vi parlerò di questo film semisconosciuto.

[IL FILM]
Dora, la protagonista, è un ex maestra in pensione, che vive da sola una vita arida, senza più amori ne' speranze e sbarca il lunario alla stazione centrale di Rio de Janeiro scrivendo lettere per conto di chi non possiede l'istruzione per farlo.
Nelle scene iniziali del film, scandite da una colonna sonora davvero toccante, un'umanità varia e composita, unita dal comune analfabetismo, sfila davanti agli occhi di Dora e dello spettatore e affida e detta a Dora i propri racconti, i propri segreti ed i propri amori; ma sono lettere che non giungeranno mai a destinazione, perchè Dora, una volta rientrata a casa, la sera, in una sorta di cinico e crudele rito insieme alla sua amica Irene o le straccia o le mette in un cassetto dove staranno a prendere polvere per anni.
Ci vuole ben altro che queste storie di poveracci per far breccia nella dura scorza che ormai avvolge il cuore di Dora, abituata alla dura legge della sopravvivenza che ogni giorno vede e vive alla stazione di Rio; in una emblematica sequenza, nemmeno l'uccisione a sangue freddo di un ragazzo reo di aver rubato un oggetto da quattro soldi riesce a scuoterla, almeno apparentemente.
Così quando il piccolo Josuè, scappato insieme alla madre da un padre violento ed alcolista, rimane solo al mondo perchè sua madre viene investita da un camion davanti ai suoi occhi, Dora non si scompone più di tanto.
Anzi, per la cinica Dora Josuè può diventare occasione di guadagno; ed ecco che insieme al suo "protettore" vende Josuè ad una fantomatica associazione per l'adozione, dietro alla quale con tutta probabibilità si cela il tremendo fenomeno del traffico di organi. Con i soldi Dora non trova niente di meglio che acquistare un nuovo televisore, quasi un simbolo dell'apatia morale e nell'indifferenza nella quale ormai è sprofondata.
E' la sua amica Irene, con semplici parole ("Quando è troppo è troppo...") ad aprire uno spiraglio nella coscienza ormai atrofizzata di Dora, che con un gesto improvviso e forse inaspettato persino per lei, decide non senza correre dei rischi di andare a riprendersi il bambino per cercare insieme a lui suo padre.
Comincia così la parte "On the road" del film, nella quale i due protagonisti percorrono tutto il Brasile fino ad arrivare, tra varie vicende e traversie, nelle povere regioni del nord-est alla ricerca vana del padre di Josuè. E al viaggio si affianca un viaggio tutto interiore nella coscienza e nei sentimenti di Dora, alla quale nulla servono i suoi modi scorbutici di fronte alla coriacea, genuina, implacabile sincerità e semplicità di Josuè; le sue difese piano piano si sgretolano e le due storie, le due vite diventano una vicenda umana unica.
Il culmine di questa unione la si raggiunge nelle bellissime scene nelle quali, in una fiera paesana, grazie alla volontà e alla gioia di vivere di Josuè, Dora passa dalla più cupa disperazione per avere finito i soldi e non aver ritrovato il padre del bambino, alla felicità più autentica: quasi una metafora di come la forza dell'amore possa smuovere macigni che sembrano inamovibili.
Dolce-amaro, splendidamente malinconico il finale, con Dora che dopo aver ricongiunto Josuè ai suoi due fratelli, mentre prende la corriera per tornare a casa, scrive una lettera a Josuè; ed è finalmente una lettera che Dora scrive con il cuore, non per i soldi, una lettera che Dora stavolta spedirà. Una lettera piena di affetto, ma anche di tristezza, perchè per la prima volta Dora, privatasi della sua corazza di cinismo e indifferenza, si rende conto che forse per lei forse è troppo tardi, che i momenti più belli della sua vita forse le sono sfuggiti di mano.
"Ho nostalgia di tutto", conclude Dora nella sua lettera; ed il film si chiude con uno splendido, commovente primo piano in cui il pianto liberatorio per il passato perduto si confonde al sorriso per una vita forse ritrovata.

[CONCLUDENDO]
So di non attirarmi molte simpatie, ma secondo me, onestamente, pur apprezzando molto Benigni, a mio giudizio l'Oscar questo film lo avrebbe meritato. Perchè è un film che racconta una storia intensa e drammatica senza mai cadere nel patetico o nel melodrammatico ed evitando facili tentazioni per i sentimentalismi; è un film che riesce ad intenerire e commuovere mantenendo uno stile asciutto, essenziale.
Note di merito per la meravigliosa colonna sonora (dovrò indagare...), per la fotografia e soprattutto per l'interpretazione memorabile di Fernanda Montenegro, attrice che non conoscevo, nei panni di Dora.
Ma soprattutto questo film tocca temi che a mio giudizio sono centrali nell'epoca in cui viviamo: l'indifferenza, l'egoismo e la mancanza di solidarietà. Forse a ben guardare non è poi così difficile vedere intorno a noi uno, tanti Josuè da aiutare, ma che possono anche aiutarci a non rendere piatta la nostra vita, a non rimanere insensibili a tutto e tutti, per non svegliarci anche noi un giorno con tanta nostalgia.
Ecco, mi è scappato il predicozzo... scusate ancora, deve essere sempre il cabernet...

Ciao a tutti ed alla prossima...

[LA SCHEDA]
"Central do Brasil", Brasile, 1998
Regia: Walter Salles
Sceneggiatura: Joao Emanuel Carneiro - Marcos Bernestein
Attori protagonisti: Fernanda Montenegro (Dora), Vinicius de Oliveira (Josuè)
Distribuz.: Mikado

[LINKS]
http://us.imdb.com/Title?0140888
http://www.35mm.it/film/tuttiifilm/sched​afilm.xtml?id=1586&
http://www.elleu.it/Cinema/scheda_prodot​to.asp?id=221 (per acquistare il VHS)

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Commenti

Avete domande riguardo Central do Brasil (Dvd)? Domanda
Pagina 1 di 11 | 1 - 5 di 54 commenti
  • gadipa 24/04/2004 11:22
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    me ne hanno parlòato tutti benissimo, a breve lop vedrò! complimenti ben scritta

  • miluna74 15/01/2004 19:09

    E' davvero un film emozionante e intenso...ho visto anche l'ultimo, è sempre il Brasile dei poveri, quello più emarginato, ma è pur sempre un film molto bello!

  • Marathe 16/04/2003 07:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Visto...=°)...bellissimo...

  • ildelaura 15/04/2003 23:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Caro Andrea... l'ho visto. Ah, no, non mi devi venire a dire che non sai perché La vita è bella ha vinto e questo no! Caspita... in ballo non c'erano mica solo i buoni sentimenti!!! A parte l'ironia, l'ho trovato toccante nei contenuti (come non pensare ai troppi bambini abbandonati a loro stessi, non solo in Brasile, per i quali non c'è una Dora-angelo custode?) ma un po' lento nello svolgimento. Qualche "sottolineatura" un po' pesante. Sai cosa? forse avere dei figli cambia la prospettiva di visione di questi film, non so come spiegartelo, ma ne sono convinta (tra l'altro in questo film è assolutamente preponderante la figura del padre, che non c'è fisicamente ma del quale si parla in continuo fra ricordi di Dora e speranze del bimbo)... Mandi mandi!

  • the_economist 15/01/2003 17:24
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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