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Opinione

per Chi ha paura di Virginia Woolf?
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4 Stelle Virginia Woolf?
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Raccomandato: Si

Vantaggi animosità verbale e ambientale della vicenda e dei personaggi

Svantaggi "botta e risposta" troppo continui..

Dettagli

Contenuti piacevoli
Reperibilità altri canali
Layout: mediocre
Qualità Materiale mediocre
Prezzo

L'autore

Federik81 Dal 4 gen 2005

"Se cerchi quel che conviene materialmente.. non troverai mai ciò che serve interiormente... continua

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Una coppia di coniugi (Richard Burton e Elizabeth Taylor), marito e moglie anche nella vita privata, in una serata come tante entrano in drammatica combutta esistenziale, minacciandosi e attaccandosi ripetutamente per via verbale.
Invitano una coppia di amici in casa e le scintille aumentano in ampiezza, coinvolgendo anche gli ospiti con reciproche accuse, molto spesso illogiche e infondate.
I padroni di casa iniziano così ad attaccarsi in maniera disperata, tra accuse reciproche e pesanti ignominie.
La moglie del primo (E.Taylor) inizia a scherzare e giocare con l'altra persona ospite nella casa, un giovane bellimbusto, professore di biologia all'università, arrivando a discutere di muscoli e bellezza esterna.
Il marito geloso, in una scena sorprendente, va nello sgabuzzino, prende il fucile, esce, mira verso la moglie ma al momento del click anzichè una pallottola, fuoriesce un ombrello e dopo l'attimo di panico, scattano le immancabili risate, per via anche dell'alcol che i presenti mandano giù a rotoli.
Dopo vari litigi e incomprensioni, battibecchi, botta e risposta pesanti, i tre decidono di uscire e casualmente, incrociando un locale, decidono di svagarsi un pò con la danza ma le cose non faranno altro che peggiorare, fino alla parte finale del film, in cui la situazione crolla per poi riprendersi in speranza, inaspettatamente, con una stretta di mani calorosa, in controluce serale.

Mike Nichols, regista prettamente teatrale ma maniacale e perfetto per questo genere di film, imbastisce un confronto a quattro (un pò come nell'eccellente Closer) piuttosto vigoroso, con dei dialoghi scioccanti, considerando la data d'uscita del film in America (1966), quindi si pone proprio come uno dei primi esempi veramente significativi, di rottura con le false moralità del Codice Hays.

Gl'interpreti sono tutti eccelsi, in primis la vioncitrice dell'Oscar, Elizabeth Taylor, così impressionante per carattere e credibilità nella parte, probabilmente della sua vita e si vede benissimo che questo ruolo è suo nel profondo.
Richard Burton inizia un pò in sordina per poi farsi valere alla grande soprattutto nell'ultima mezz'ora del film, quando astutamente prende la piega della vendetta, la sua sete di ribellione nei confronti della forza cosiddetta di "lingua" della moglie.
Gli altri due se la cavano in maniera credibile.

Ciò che convince del film è la fotografia, luci effeminate e suadenti, con ombre nel chiaro-scuro e nel grigio ambientale, che riflette quello dell'intera vita coniugale dei protagonisti.
Convincono le intepretazioni ovviamente ma soprattutto i dialoghi: fulminanti, botta e risposta accattivanti e persino all'avanguardia, in questo Nichols ha sempre stupito (da non dimenticare anche Conoscenza carnale del 1971).
Convince meno, invece, questo continuo andirivieni di accensioni di animi, questo continuo scaldarsi dei caratteri, alla lunga un pò pesa.
Ma l'originalità della vicenda e dell'intrigo non delude le aspettative, considerando che è un film tratto comunque da una piece teatrale (come lo è il recente Closer).
Spiccano anche alcune soluzioni registiche di assoluto valore, nonostante l'ambiente chiuso e cuircoscrito in cui è ambientato gran parte del film. Soprattutto colpiscono alcune inquadrature o stacchi improvvisi con immagini dai connotati quasi sillogistici.
La macchina da pres segue i personaggi, primi piani ossessivi e un uso della macchina da presa maniacale, che indugia sui volti segnati delle difficoltà della vita coniugale, da questi furibondi litigi, si denota questa mobilità.
Alcune inquadrature sbilenche, ricordano un pò quelle di Welles. Infatti, ce ne sono anche dal basso o restano nascoste (come nella scena del locale al momento in cui i quattro escono per la chiusura). Non mancano persino zoomate improvvise, come nella scena-cult del fucile ombrello.

Insomma, un film rabbioso, grintoso, ricco d'accensioni e di sfumature di caratteri e condito anche da tocchi di sapiente maestria registica.

Il fulcro, riguarda un figlio che in realtà non c'è mai stato.
Lo stato di catarsi e rabbia interiore dei due, esplode definitivamente, coinvolgendo gli ospiti, forse rei di aver accentuato le gelosie omnicomprensive della coppia infelice.

Ma la vita è lunga e dato che davanti all'altare si giura amore e fedeltà in eterno, allora non si sa mai.
Ma qualcuno ha paura, tanta paura dell'avvenire, ormai roso dall'insicurezza bistrattata della loro realtà.


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Avete domande riguardo Chi ha paura di Virginia Woolf?? Domanda
Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 6 commenti
  • syren81 18/05/2007 08:15
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • LYA77 18/02/2006 18:23
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Anche se la categoria è quella dell'omonima opera teatrale, buona opi come sempre!

  • ClarissaDalloway 18/02/2006 16:35
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Opinione onesta, immediata, come spesso le tue. Un film particolare con gradi attori - come tu stesso ricordi - e un dramma meraviglioso, inquietante, sulla perdita delle illusioni.

  • Mayal 18/02/2006 15:41
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • lain78 18/02/2006 10:24
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 6 commenti

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