Mentre il giovane archeologo Fabrizio Castellani è impegnato in una ricerca sui tesori etruschi al Museo di Volterra, nella campagna circostante stanno succedendo cose terribili:... continua
Una Opinione di avva_necate su Chimaira (Valerio M. Manfredi) 7 Ottobre 2004
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edicola
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mediocre
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mediocre
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Atmosferico e scorrevolissimo
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Di Valerio Massimo Manfredi avevo già letto "La torre della solitudine", "L'ultima legione" e i "Cento cavalieri". Tranne l'ultimo titolo, gli altri due mi avevano intrigato abbastanza, e avevo deciso di tener d'occhio questo autore. Così, sempre alla ricerca di un romanzo horror, quando ho letto la sinossi sul retro di Chimaira, mi sono affrettato a comperarlo.
La storia ha inizio quando il protagonista, Fabrizio Castellani, un giovane laureato in Archeologia, arriva nella tranquilla cittadina di Volterra per studiare la statua etrusca di un fanciullo - soprannominata l'Ombra della Sera - conservata nel museo locale. Fin da subito, c'è qualcosa che turba il soggiorno del protagonista. Il giorno dopo il suo arrivo, Fabrizio viene accolto da un ululato mostruoso che lo coglie in mezzo alla strada, e da una telefonata anonima e minacciosa, che gli ordina di lasciar perdere la statua del fanciullo. Nello stesso giorno le forze dell'ordine rinvengono nei pressi di un'inviolata tomba etrusca il corpo massacrato di un tombarolo. L'attività di Fabrizio s'intreccia ben presto con questa scia di sangue. L'enigmatico Soprintendente regionale permette a Fabrizio di scavare e aprire la tomba etrusca, che rivela l'esistenza di un misterioso e atroce rito etrusco solo ipotizzato dagli studiosi: il Phersu. Intanto le forze dell'ordine, guidate dal tenente Reggiani, scopriranno che l'autore dell'omicidio non è un uomo, ma un animale dalle dimensioni mostruose. Nel frattempo gli atroci assassinii continuano, e l'idea di trascorrere un periodo di studi e lavoro tranquilli sparisce presto dalla mente di Fabrizio. La statua del fanciullo, la tomba etrusca e i suoi enigmi, i morti, le telefonate anonime, la comparsa di uno strano bambino solitario sembrano schegge impazzite di una pioggia assurda di eventi che gli piomba addosso inesorabilmente. Lo stesso Fabrizio fa un incontro ravvicinato e agghiacciante con il mostro che terrorizza Volterra e che miete un'altra vittima. Ormai coinvolto nelle indagini, Fabrizio comincerà a rimettere insieme i pezzi di quell'incubo, e in ciò lo aiuteranno il tenente Reggiani, diventato suo amico, e Francesca, una dottoressa del museo, per la quale Fabrizio prova qualcosa di più di un'amicizia. Altri personaggi vengono coinvolti, e a mano a mano che i pezzi tornano al loro posto, la spiegazione che si affaccia diventa sempre più assurda e irrazionale. Fabrizio dovrà fare i conti con tombaroli, con una strana donna che gestisce un locale eccentrico in stile "etrusco" vicino al paese, con un palazzo nobiliare abbandonato, ma, soprattutto, con una maledizione antichissima di secoli, che è sul punto di annientare l'intera Volterra.
Il genere della storia può essere definito come un giallo-thriller archeologico a tinte horror, o come una storia con un nucleo horror di base, ma sviluppato estesamente come un giallo-thriller archeologico. L'elemento orrorifico è presente, ed è irriducibile a una spiegazione razionale. Durante la storia sono formulate varie ipotesi scientifiche per l'animale mostruoso, ma l'esistenza di questa chimera furiosa e bevitrice di sangue, e soprattutto il suo legame con la maledizione, rimarrà inspiegabile. L'atmosfera del giallo è ben congegnata. Certamente, non si ha l'impressione che gli indizi maggiori siano poi così lontani fra loro, ma l'autore li ha saputi disseminare in modo strategico e abbastanza omogeneo, in modo che la ricomposizione della storia "che sta dietro" provoca certamente piacere ed è efficace. Ben scollegato (quindi, generante maggiore attesa) e di più appagante ricomposizione è l'indizio del palazzo nobiliare e della donna del locale. Gli artifici thriller funzionano. Da un punto di vista generale, devo dire che la tensione della storia è condotta molto bene, e prima del climax finale i punti di tensione e risoluzione tengono viva l'attenzione, sia parlando dei momenti in cui si scopre qualcosa, sia per i più semplici momenti di paura. Ci sono alcune scene che mi sono rimaste in mente, come le battute di caccia dei carabinieri; il panico che coglie il protagonista in mezzo alla strada quando lui ode l'ululato della bestia; oppure quando Fabrizio, uscendo dal suo casolare con il fucile in mano, per cercare di evitare un'altra morte orribile, incontra la belva. Accattivante è il capitolo dove Fabrizio, Francesca e il bambino si perdono nella villa abbandonata, la descrizione dei cunicoli, delle stanze e delle strane cose che vi sono racchiuse. L'elemento archeologico è senza dubbio ben costruito. Manfredi parla di ciò che ben conosce, è il suo campo, e le spiegazioni tecniche, le descrizioni dei lavori di scavo, di catalogazione dei reperti, dei programmi di computer-grafica specifici, gli ambienti del museo, sono tutti comprensibili, scorrevoli e abbastanza intriganti. Riesce a rendere con una narrazione semplice ed efficace la ricostruzione storica essenziale per il nucleo della maledizione. S'impara anche qualcosa sulle inclinazioni comportamentali dei tombaroli!
Il modo di scrivere dell'autore. Qui le mie riflessioni, se viste in modo unitario, potrebbero essere un po' confuse. Se mi limito a riflettere sul semplice uso del linguaggio (scelta delle parole, costruzioni delle frasi e dei periodi, cambi di registro ecc.), posso dire che l'autore è senz'altro scorrevole (cosa buonissima), ma non mi convince completamente. I cambi di registro a volte paiono improvvisi e immotivati: a volte l'autore ama usare termini preziosi anche quando non sono necessari (toscanismi o sost.femm. colti al posto del maschile come "la viottola"); a volte scivola all'improvviso nel registro quotidiano. Spesso, nei momenti di tensione si può notare una lieve stanchezza nella ricerca dei termini per rappresentare lo stato di terrore dei personaggi. Ma sono dubbi puntuali, nel senso che la stonatura, se c'è, la si avverte un momento e poi basta, perché la fluidità del narrato riesce a far andare avanti la storia senza problemi (a volte le frasi sono un po' troppo veloci, e devono essere lette tutte di un fiato: qualche virgola qua e là, comunque, ce l'avrei messa). La costruzione narrativa è buona. Adeguata e logica la disposizione degli eventi per far crescere la tensione narrativa, tant'è che se si guarda alla storia dopo aver finito la lettura, si può avere la sensazione che l'autore abbia scritto qualcosa di molto ben "studiato", quadrato, e per questo riveduto e "vissuto". L'incipit è lento, senza dubbio. L'inizio non ti butta subito in un'azione, o con qualche mistero che grava sul personaggio. Bisogna attendere una decina di pagine perché si abbia la prima incrinatua nell'attività tranquilla di Fabrizio. L'attacco è sull'arrivo di Fabrizio nella sua nuova casa di campagna, dove alloggerà durante il suo soggiorno a Volterra, e la descrizione di questo meraviglioso casolare. Un momento alquanto immobile, eppure... eppure molto bello perché atmosferico. Anche qui a volte le descrizioni della natura sono un po' piatte, eppure l'insieme colpisce, affascina. Immagino che alla fine sia una predisposizione del lettore per certi tipi di scrittura, ma la caratteristica potente di questo romanzo è che, comunque, è fluido e pieno di atmosfera. La storia ti affascina, senza dubbio.
Ho letto una delle precedenti opinioni, dove l'autrice dice di aver letto il romanzo in 5 giorni. La capisco benissimo. Io l'ho letto in due giorni. L'ho iniziato di domenica e praticamente ho passato tutto il giorno a leggerlo. Per quanto riguarda i personaggi, ripropongo l'ambivalenza che ho appena finito di sottolineare.
I personaggi, tecnicamente, non mi paiono grandiosi. Fabrizio, se vogliamo, è anche un po' piatto e, personalmente, non sopporto il modo un po' troppo brusco con il quale tratta Francesca e gli altri amici (tranne Reggiani). Francesca, che assume un rilievo di una certa importanza, è poco più di una spalla silenziosa di Fabrizio. Il tenente Reggiani è un po' più vivo, ma andando verso i personaggi secondari non si trova granché. Eppure... eppure i personaggi funzionano.
Le vicende d'amore sono debolucce. Quella più potente si ricollega alla maledizione e aumenta il suo fascino per via della dettagliata ricostruzione storica degli eventi.
In definitiva, precisando che il genere è giallo-thriller archeologico con elementi horror, mi sento di poter consigliare l'acquisto di questo libro, perché la storia è veramente efficace, intrigante e scorrevole, sebbene si possano notare dei dubbi "tecnici" dello scrittore. Ripeto: io l'ho letto in due giorni e ogni tanto me lo rileggo completamente, e proprio per provare di nuovo l'emozione di calarmi in quell'atmosfera, in quella situazione... e ogni volta ci riesco! L'ho già riletto cinque volte.
...sconosciuto, che ricorda molto la Chimaira (o chimera) raffigurata nelle pitture etrusche …
Tutte le morti sembrano collegate fra loro, e collegate a loro volta con la profanazione di una tomba, nella quale sembra essersi svolto uno dei rituali più misteriosi ed agghiaccianti della civiltà etrusca : il Pershu, la condanna di un uomo che si era macchiato di un orribile delitto, che veniva rinchiuso in un sacco insieme ad una belva feroce, lasciando ... ...cittadina di Volterra, mentre la Chimaira colpisce ancora, sembra in maniera casuale, ma vedremo che così non è, che tutto sembra ricondurre ad una antica maledizione, lanciata da un innocente per gli atroci e inimmaginabili dolori subiti, e l'unico in grado di capire, e di provare a fermarla, sembra essere lui, Fabrizio … Mi fermo qui, nel parlare della trama, per non togliere il gusto al lettore di scoprire piano piano cosa è stato capace di fare ...
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26.02.2007
Chimaira, Etruschi Valutazione del ProdottoChimaira (Valerio M. Manfredi)scritta da
gwyneth_pacco
Vantaggi: affascinante Svantaggi: alcuno
La ricerca di un giovane studioso di etruscologia, focalizzata su una presunta anomalia contenuta nella nota ed affascinante scultura bronzea denominata "l'Ombra della sera", è il punto di partenza per una inquietante vicenda che si dipana nel sud della Toscana, assumendo, via via connotati polizieschi, thriller ed infine sovrannaturali.
Già il titolo "chimaira" (la letterale dizione greca con cui si pronuncia il nome del mostruoso ibrido mitologico ... ...raffigura la famosa chimera d'Arezzo animata e minacciosa), ha avuto indubbiamente il pregio di incuriosirmi, quale lettore e, soprattutto di ricordarmi, conoscendo altre opere di Valerio Massimo Manfredi, la sua apprezzabile e profonda preparazione culturale, grazie alla quale lo scrittore riesce a rendere affascinanti e godibili i suoi romanzi di ambientazione storica.
Purtroppo, nello scorrere del racconto, non ho potuto evitare di rimanere deluso ...
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Thriller in salsa etrusca Gli Etruschi, forse a causa della loro lingua incomprensibile, e perciò forse a causa delle relativamente poche informazioni che si conoscono su di loro, hanno sempre dato adito a leggende, misteri e storiacce di reincarnazioni e vendette di origine millenaria. Ricordo dalla mia adolescenza il film "L'Etrusco uccide ancora" che non vidi, ma il titolo mi restò impresso.. lo vide una mia cugina che se ne spaventò moltissimo. ... ...Valerio Massimo Manfredi. Ci sono entrato per caso, in una sera di mancanza di libri nuovi, di quelle che risolvo andando e cercare tra i libri consigliati dalle prof a mio figlio, alla scuola media o al liceo, e quindi senza la minima idea di quale fosse l'argomento. L'inizio sembra interessante: un giovane ricercatore desidera approfondire i suoi studi sulla celebre scultura, denominata "L'ombra della sera" che raffigura, in modo estremamente stilizzato, ...
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12.12.2009
I misteri etruschi Valutazione del ProdottoChimaira (Valerio M. Manfredi)scritta da
luca7373
Vantaggi: bel libro Svantaggi: zero
Stasera Manfredi e' nella mia citta' per presentare il suo nuovo libro, "L'ultima legione", e purtroppo non potro' andare a vederlo...
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Lo scrittore di questo bellissimo romanzo, Valerio Manfredi, e' un'apprezzato archelogo che ha partecipato a numerosi scavi in Italia ed all'estero e vanta al suo attivo numerose pubblicazioni di valore internazionale; ha pure insegnato in diverse universita' ... ...tempo di csrivere romanzi creando uno stile nuovo, il 'thriller archeologico': grazie alla sua enorme esperienza nel settore, ed alla profonda conoscenza della storia antica, ha scritto bellissimi romanzi di questo genere tutto nuovo.
L'ultimo suo romanzo in ordine di pubblicazione, "Chimaira" (dal greco, significa "Chimera"), narra di un giovane studente universitario di archeologia, Fabrizio, che si reca a Volterra per esaminare da vicino una ...
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29.11.2001
(12.04.2002)
Assolutamente da leggere Valutazione del ProdottoChimaira (Valerio M. Manfredi)scritta da
nardik
Vantaggi: tanti Svantaggi: finisce presto!
...bestia feroce, immensa, gigantesca, una chimaira appunto. Ma da dove e' sbucata? Tutte le notti appare, ed il suo terribile ululato fa venire i brividi anche al lettore....
Ad aiutare Fabrizio, nel suo duplice lavoro di archeologo e detective, ci sono Francesca, una collega archeologa, e qui ci sara' lo spazio anche per una storia d'amore, Il tenente dei carabinieri Reggiani, SOnia, una sua amica esperta biologa e poi tanti altri personaggi piu' ... ...Angelo un bambino.
La vicenda si svolge in un intrigo senza fine, e la scoperta di una iscrizione in etrusco e latino, a cui manca un pezzo, da una svolta definitiva alle indagini. Li' c'e' scritto tutto, la storia del rito nella tomba, ed un pezzo di vita, di cronaca del tempo, e voglia di vendetta mai sopita, a dispetto dei secoli passati....
Non posso svelare tutto, ma posso dire che il racconto fila via liscio, i dialoghi sono essenziali, le ...
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Ciao
Su Ciao da: 29/11/2001
Descrizione del fabbricante del prodotto
Mentre il giovane archeologo Fabrizio Castellani è impegnato in una ricerca sui tesori etruschi al Museo di Volterra, nella campagna circostante stanno succedendo cose terribili: una creatura mostruosa non ben identificata, una bestia feroce e insaziabile, semina la morte sbranando vive numerose famiglie, tra cui molti tombaroli a caccia di cimeli nelle tombe etrusche. Fabrizio viene coinvolto nelle indagini insieme a una giovane ispettrice della Soprintendenza. La soluzione ruota attorno al ritrovamento di un 'arà', una misteriosa iscrizione che rappresenta una maledizione per un orrendo crimine commesso a Volterra nell'antichità. Quale spaventosa tragedia si è consumata 25 secoli prima in quelle terre?