Una frase di solo 4 parole ma che spiega molte cose. Una frase che abbiamo già sentito tantissime volte e che ancora si sente tutt'oggi e non solo nei riguardi della droga ma verso tutto ciò che crea dipendenza come l'alcohol e la nicotina. "Smetto quando voglio" è la frase più volte pronunciata ... Leggi l'opinione
quartiere dormitorio. Sempre pi? sola perch? la sorella preferisce andare con il padre e la madre ? totalmente presa dal lavoro e da un amante, cerca di evadere dalla triste realt? che la circonda. La sua amica Kessie la porta al "Sound", la discoteca pi? grande d'Europa dove conosce molti giovani coetanei e impara da loro a fumare e prendere I'L.S.D. Al "Sound" incontra Detlev, un ragazzo gentile e premuroso di cui s'innamora. Dopo qualche tempo Christiana si accorge che Detlev ? dedito all'eroina, ma la scoperta anzich? smorzare i suoi entusiasmi trascina anche lei. I due gradatamente raggiungono lo stadio della tossicodipendenza e, per procurarsi la droga, cadono sempre pi? in basso e perdono ogni inibizione e senso morale. Quando cercano, in una scena di grande drammaticit?, di liberarsi dalla schiavit?, e quasi ci riescono, ? sufficiente riprendere i contatti con i compagni di un tempo per ricadere di nuovo preda della droga. Quando Christiane scopre che il Detlev tanto amato non ? altro che un inibito e un succube si allontana per sempre. Verr? cos? curata e recuperata contrariamente a quanto invece accade ad alcuni suoi amici che saranno fatalmente vittime della droga.
anni, un padre violento e una madre spesso fuori casa. Inizia a fumare hashish e a prendere Lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroin
Cristiana, una ragazza berlinese, vive con la madre e la sorella in uno squallido quartiere dormitorio. La ragazza si ritrova ogni giorno più sola e, cercando di evade
Una Opinione di cricket su Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.) 27 Giugno 2004
La valutazione di questo autore:
Regia
buona
Attori
convincenti
Sceneggiatura
ottima
Colonna Sonora
da comprare!
Vantaggi:
E' ancora attuale e fa riflettere e capire molte cose
Svantaggi:
A parte la crudezza (ma è uno svantaggio per questo genere?), nessuno
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Sì
Opinione completa
Una frase di solo 4 parole ma che spiega molte cose. Una frase che abbiamo già sentito tantissime volte e che ancora si sente tutt'oggi e non solo nei riguardi della droga ma verso tutto ciò che crea dipendenza come l'alcohol e la nicotina. "Smetto quando voglio" è la frase più volte pronunciata da Christiane Vera Felscherinow nel corso della sua rapida discesa nel regno della droga e della disperazione.
- - La trama - - Siamo nei primi anni '70 e Christiane ha solo 14 anni quando esce di casa per recarsi con una sua compagna di classe alla nuovissima discoteca "Sound" che sarà anche la stazione di partenza per il suo lungo viaggio nel mondo della droga. Amicizie sbagliate o forse solo voglia di emulare ed essere accettata dal gruppo la fanno avvicinare alle droghe, prima l'LSD, poi l'eroina, all'inizio sniffata e poi iniettata con la siringa. E le droga, sua nuova amica, la fa avvicinare al mondo della prostituzione per procurarsi i soldi, così come faceva il suo fidanzato, Detlev, e tantissimi altri ragazzi della sua stessa età nella Berlino degli anni '70. Potrei continuare a raccontare la trama, è una storia vera in fondo, non è un thriller con colpi di scena che potrei svelare e così rovinare lo spettacolo, perchè proprio di spettacolo non si può parlare. Questo film è un viaggio nella disperazione che continua anche dopo la fine del film. Perchè la vita di Christiane è reale e nulla è un parto della fantasia. Ma comunque non mi dilungherò ulteriormente nel trattare la trama perchè credo possa così perdere il suo potere di colpire lo spettatore e farlo riflettere su una storia che è stata uguale a milioni di altre e che, sfortunatamente, è ancora attuale. Voto: 9
- - Il film e altre considerazioni - - Quando l'ho finito di vedere è stato per me come un pugno allo stomaco. Avevo visto "Trainspotting" che, comunque tratta il problema della droga, ma che a confronto sembra una commedia. Il film è crudo, diretto, senza mezzi termini e il fatto che i protagonisti siano così giovani fa stare ancora più male. Il disagio giovanile creato da una famiglia disgregata (i genitori di Christiane sono separati, la madre ha un nuovo compagno e la sorella di Christiane va a vivere con il padre) sono solo il primo passo verso il baratro che attende la giovane protagonista. Sono spesso a Berlino e ho visto anche la parte non turistica di questa immensa città. Ho visto i palazzoni molto simili a quelli in cui abitava Christiane, sono stato negli appartamenti e devo dire che, a più di 30 anni di distanza, nulla è cambiato (se non forse le persone che ora ci abitano). L'angoscia che assale quando entri in quei portoni e vedi quelle porte tutte uguali in corridoi/pianerottoli interminabili, è immensa. E all'epoca non avevo ancora visto il film. Il mondo della droga è brutto. Ma ancora più brutto è la facilità con cui questa circolava negli ambienti frequentati dai ragazzi. La discoteca "Sound" era solo un grande spaccio. La porta del bagno aveva una grande H dipinta in vernice color oro, "Heroin", quasi fossero le porte dell'inferno. I ragazzi che ne uscivano avevano lo squardo e l'aspetto di zombie. E così, per farsi accettare dal gruppo, per conoscere le persone più "in" o il bel Detlev che a Christiane tanto piaceva e per essere come lui, per provare quello che provava lui, che la giovanissima ragazzina inizia ad assumere droghe. Ma non è questo il momento peggiore del film. Lo è quando l'euforia delle prime assunzioni di droga cede il passo al terrore dei primi decessi tra i suoi amici. Quando il bisogno di una dose la spinge a prostituirsi o a vendere i suoi dischi di David Bowie. Gli scenari sono deprimenti. La città è grigia, sporca, quasi fosse anche lei tossica. Impressionante è stato vedere tutti questi ragazzi dallo sguardo vitreo e perso nel vuoto, nei corridoi sotterranei della metropolitana, all'uscita per lo Zoo di Berlino, in piedi o seduti per terra, aspettando l'ora della prossima dose. Voto: 9
- - La colonna sonora - - Discorso a parte merita la colonna sonora curata da David Bowie, che si vede anche nelle battute iniziali del film, quando Christiane, sua grandissima fan, va al concerto. Bellissimo il momento in cui Christiane riesce ad arrivare sotto il palco mentre Bowie canta "Station to station" e per un attimo sembra che si guardino proprio nel momento in cui il testo dice "...it's too late...", quasi a sottolineare che ormai l'incubo di Christiane è iniziato ed è troppo tardi per tornare indietro. La colonna sonora è eccezionale, e non lo dico solo perchè sono un fan di Bowie. Le musiche create da Bowie e Eno nel periodo "Berlinese" danno corpo alle sensazioni e allo stato d'animo angosciato di Christiane quando vaga per le buie strade della città. Prima fra tutte menzionerei "Sense of doubt", il cui titolo la dice già lunga. Ma anche "Warszawa" e "V-2 Schenider" non sono da meno. Nella discoteca frequentata da Christiane, il "Sound", sentiamo sempre le canzoni di Bowie, "Boys keep swinging", "Stay" e la bellissima "Heroes/Helden" - "Heroes" con delle strofe tradotte e cantate in tedesco - fa da colonna sonora all'unico momento di vera felicità che ho potuto notare nel film, quando cioè, Christiane entra a far parte del gruppo e inizia la sua storia d'amore con Detlev. Voto: 10
- - Il DVD - - A parte il film presentato in italiano 1.0 e 5.1 e in tedesco e gli ovvi sottotitoli in italiano e in tedesco, il disco non offre poi molto altro. C'è un'intervista al regista Uli Edel e una, testuale, alla vera Christiane, dove scopriamo cosa ne è stato di lei dopo la fine del film e cosa sta facendo ora. Per il resto non c'è altro. La confezione non presenta nemmeno un foglio con i titoli dei capitoli in cui il film è stato suddiviso in DVD. Voto: 5
Un film, o forse un documentario, sulla sofferenza. Girato nel 1981 da fatti accaduti negli anni '70 ma che sono ancora attuali. Non si fa più così largo uso di eroina, ma le altre droghe, quelle ci sono sempre affiancate da nuove e come trent'anni fa non è difficile sentire i ragazzi dire, prima di prenderle, "posso smettere quando voglio".
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UN PUGNO ALLO STOMACO Valutazione del ProdottoNoi i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.)scritta da
aantea
Vantaggi: La crudezza Svantaggi: La crudezza
La storia vera di Christiane F., la tredicenne eroinomane della Berlino degli anni ’70, fece il giro del mondo, il suo racconto descritto in un libro-intervista ebbe un enorme successo così come il film del 1981 diretto da Uli Edel con lo stesso titolo “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”.
Ho letto il libro anni fa e quasi per caso ho avuto la possibilità, qualche giorno fa, di guardare il film tratto da esso con una conclusione che non può non ... ...stomaco, il film è stato una sorta di ipotesi reale su come potrebbe essere l’inferno su questa terra.
Cristiane ha solo tredici anni e vive in una fredda e buia Berlino con la madre e la sorella patendo molto l’assenza del padre. La sorella sceglie di andare dal papà lasciando sola la piccola Christiane, sola con una madre praticamente assente, un madre sulla carta che pecca di rimproveri e di divieti.
Christiane vive la realtà della sua età, ...
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molto utile
05.11.2004
Il romanzo della perdizione Valutazione del ProdottoNoi i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.)scritta da
danielec1984
Vantaggi: nonostante sia un film molto duro, è molto bello ed educativo Svantaggi: è un film molto duro, VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI
"Christiane F - noi ragazzi dello Zoo di Berlino" venne pubblicato nel lontano 1981 e subito divenne un manifesto per i giovani dell'età di Christine, quattordicenni che molto spesso si trovavano immersi nella stessa società in cui la giovane ragazza aveva vissuto la sua infanzia. Essi si specchiavano nella vita di quella fanciulla che era entrata nel tunnel buio e infinito della droga, e in particolare nel "circolo vizioso" dell'eroina.
Proprio ... ...produzione di un film che raccontasse la triste e dolorosa infanzia di Christine fu sentito come doveroso, anche per evitare che tanti altri giovanni ragazzi potessero cadere nella stessa drammatica realtà in cui si era rinchiusa la giovane ragazza.
Il film rappresenta in modo esemplare la faccia della ricca Germania più disagiata di cui proprio i ragazzi dello zoo di Berlino erano il simbolo.
Simbolo della perdizione, della fuga dalla realtà difficile ...
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Vantaggi: semplice e reale Svantaggi: non mi sembra ce ne siano
… pensare che quando uscì questo film, io avevo appena qualche mese… mentre Christiane F. aveva già vissuto un'esperienza dura e triste che ha segnato la sua vita! Io sono cresciuta in un piccolo paese e in una famiglia unita; lei, invece, è figlia di genitori separati e che in quel periodo abitava con la madre in uno di quegli squallidi palazzoni della periferia di Berlino. A soli 14 anni lei già si bucava, mentre io a quell'età non sapevo neanche ... ...sa … e come!!! Ne mi sarei mai sognata di chiedere il permesso ai miei per uscire la sera o in discoteca… la risposta era categorica: NO! Non dico che sia giusto porre sempre limiti di questo tipo e che questi servano a tenere lontani i propri figli dal mondo della droga - forse in certi casi generano proprio l'effetto contrario - ma nel caso di Christian porre delle regole e dei punti fermi… ed attraverso questi far sentire la presenza e la vicinanza ...
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Sceneggiatura
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molto utile
17.11.2005
Pensieri e parole sulla droga Valutazione del ProdottoNoi i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.)scritta da
sconfiggiamolamafia
Vantaggi: Lascia comprendere il male della droga Svantaggi: crudo
...e che fumavano
marijuana quando noi andavamo via dalla chiesa.
Poi, dopo i sedici anni (nel 1989) ho frequentato i centri sociali che ho
considerato importanti realtà di aggregazione per giovani. Il Centro
Sociale Fucine Meridionali di Bari lo era.
Il ricordo di Christiane Felscherinow e dei ragazzi dello zoo di Berlino
(che poi era la stazione ferroviaria ZooBahnhof) era sempre vivo in me,
quell'immagine della morte con la siringa infilata ... ...per
il ragazzo).
Ecco che noi riteniamo che, in questo passaggio, lo Stato sociale dovrebbe
intervenire non lasciando soli i tossicodipendenti.
Dovrebbe anche abbandonare l'ipocrisia che ha condotto finora il loro
recupero.
E' compito dello Stato-apparato, mediante le sue strutture
socio-sanitarie, consentire innanzitutto che il drogato possa avere
condizioni igieniche ottimali (anche nell'ottica della prevenzione da
problematiche molto ...
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Regia
Attori
Sceneggiatura
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molto utile
21.06.2006
Non entrare in quello zoo Valutazione del ProdottoNoi i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.)scritta da
zizou79
Vantaggi: la realtà, nuda e cruda Svantaggi: attori non all'altezza
Christiane ha quattordici anni e voglia di evadere dalla monotona realtà della periferia berlinese. Quando conosce Detlef se ne innamora e inizia a fare tutto quello che fa lui, compreso "farsi". All'inizio si tratta di qualche pippata di ero ogni tanto ma poi passano alla siringa e a quel punto imboccano un tunnel da cui è difficile uscire. Christiane inizia la sua odissea tra casa sua e la stazione di Berlino dove i ragazzi si prostituiscono per ... ...e Christiane sarà costretta ad osservare impotente la morte di parecchi suoi amici.... Rivedere il film a distanza di anni non fa più lo stesso effetto, è vero, però rimane una pellicola nuda e cruda che ripercorre fedelmente, senza lasciare niente all'immaginazione, la vicenda della ragazzina tedesca che ha sconvolto il mondo con la sua storia.Natja Brunckhorst se la cava degnamente nei panni della protagonista anche se per il resto il cast non ...
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Vantaggi: La ricostruzione di un'epoca, la tensione Svantaggi: L'eccessiva spettacolarizzazione dei crimini della Raf
...1981 di "ChristianaF. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino", è la ricostruzione di questo periodo della storia tedesca, che va dal finire degli anni Sessanta alla seconda metà degli anni Settanta, di cui fino ad ora il cinema non si era mai volutamente occupato. Ispirato al libro omonimo di Stefan Aust (per molti anni direttore di "Der Spiegel"), ad oggi la migliore e più completa ricostruzione della storia della RAF, la Rote Armee Fraktion, il gruppo terroristico che insanguinò e spaventò il paese sino alla morte dei suoi leader, per suicidio (anche se qualcuno vorrebbe che fosse stata la ragione di Stato a suicidarli) mentre erano in carcere, tra il 1976 ed il 1977.
Ulrike Meinhof era una raffinata ed impegnata giornalista di sinistra che, col passare degli anni, cominciò a dubitare della possibilità di avere una vera e propria...
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Vantaggi: La ricostruzione storica, il cast e il ritmo andante (senza brio). Svantaggi: Malgrado gli sforzi contrari, la superficialità dei caratteri principali e delle loro motivazioni.
...della polizia antiterrorismo Horst Herold (Bruno Ganz), sarà l'ultima compiuta dai 'giustizieri del popolo': da lì in poi, il piombo di quegli anni si trasmuterà nell'acciaio delle sbarre.
Uli Edel è un regista ex-scomodo (suo "ChristianeF. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino" nel 1981) che negli anni e attraverso le macerie dei muri ha mantenuto vivo l'interesse per la 'questione tedesca', quella ferita della cultura e della storia europea che seppe produrre le tragedie più immani e le divisioni più ulceranti nel cuore del Vecchio Continente. Temo che il sessantunenne di Neuenberg am Rhein abbia attraversato fasi non esaltanti della sua carriera, se è vero che negli ultimi quindici anni ha lavorato solo in tv dopo aver (ahilui) firmato quell'indecente obbrobrio di "Body of Evidence" (1993).
Eppure, forse un cineasta impegnato e decaduto era...
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