"Posso smettere quando voglio"
27.06.2004
Vantaggi:
E' ancora attuale e fa riflettere e capire molte cose
Svantaggi:
A parte la crudezza (ma è uno svantaggio per questo genere?), nessuno
Consiglio il prodotto:
Sì
 cricket
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 46 utenti Ciao
Una frase di solo 4 parole ma che spiega molte cose. Una frase che abbiamo già sentito tantissime volte e che ancora si sente tutt'oggi e non solo nei riguardi della droga ma verso tutto ciò che crea dipendenza come l'alcohol e la nicotina. "Smetto quando voglio" è la frase più volte pronunciata da Christiane Vera Felscherinow nel corso della sua rapida discesa nel regno della droga e della disperazione. - - La trama - - Siamo nei primi anni '70 e Christiane ha solo 14 anni quando esce di casa per recarsi con una sua compagna di classe alla nuovissima discoteca "Sound" che sarà anche la stazione di partenza per il suo lungo viaggio nel mondo della droga. Amicizie sbagliate o forse solo voglia di emulare ed essere accettata dal gruppo la fanno avvicinare alle droghe, prima l'LSD, poi l'eroina, all'inizio sniffata e poi iniettata con la siringa. E le droga, sua nuova amica, la fa avvicinare al mondo della prostituzione per procurarsi i soldi, così come faceva il suo fidanzato, Detlev, e tantissimi altri ragazzi della sua stessa età nella Berlino degli anni '70. Potrei continuare a raccontare la trama, è una storia vera in fondo, non è un thriller con colpi di scena che potrei svelare e così rovinare lo spettacolo, perchè proprio di spettacolo non si può parlare. Questo film è un viaggio nella disperazione che continua anche dopo la fine del film. Perchè la vita di Christiane è reale e nulla è un parto della fantasia. Ma comunque non mi dilungherò ulteriormente nel trattare la trama perchè credo possa così perdere il suo potere di colpire lo spettatore e farlo riflettere su una storia che è stata uguale a milioni di altre e che, sfortunatamente, è ancora attuale. Voto: 9
- - Il film e altre considerazioni - - Quando l'ho finito di vedere è stato per me come un pugno allo stomaco. Avevo visto "Trainspotting" che, comunque tratta il problema della droga, ma che a confronto sembra una commedia. Il film è crudo, diretto, senza mezzi termini e il fatto che i protagonisti siano così giovani fa stare ancora più male. Il disagio giovanile creato da una famiglia disgregata (i genitori di Christiane sono separati, la madre ha un nuovo compagno e la sorella di Christiane va a vivere con il padre) sono solo il primo passo verso il baratro che attende la giovane protagonista. Sono spesso a Berlino e ho visto anche la parte non turistica di questa immensa città. Ho visto i palazzoni molto simili a quelli in cui abitava Christiane, sono stato negli appartamenti e devo dire che, a più di 30 anni di distanza, nulla è cambiato (se non forse le persone che ora ci abitano). L'angoscia che assale quando entri in quei portoni e vedi quelle porte tutte uguali in corridoi/pianerottoli interminabili, è immensa. E all'epoca non avevo ancora visto il film. Il mondo della droga è brutto. Ma ancora più brutto è la facilità con cui questa circolava negli ambienti frequentati dai ragazzi. La discoteca "Sound" era solo un grande spaccio. La porta del bagno aveva una grande H dipinta in vernice color oro, "Heroin", quasi fossero le porte dell'inferno. I ragazzi che ne uscivano avevano lo squardo e l'aspetto di zombie. E così, per farsi accettare dal gruppo, per conoscere le persone più "in" o il bel Detlev che a Christiane tanto piaceva e per essere come lui, per provare quello che provava lui, che la giovanissima ragazzina inizia ad assumere droghe. Ma non è questo il momento peggiore del film. Lo è quando l'euforia delle prime assunzioni di droga cede il passo al terrore dei primi decessi tra i suoi amici. Quando il bisogno di una dose la spinge a prostituirsi o a vendere i suoi dischi di David Bowie. Gli scenari sono deprimenti. La città è grigia, sporca, quasi fosse anche lei tossica. Impressionante è stato vedere tutti questi ragazzi dallo sguardo vitreo e perso nel vuoto, nei corridoi sotterranei della metropolitana, all'uscita per lo Zoo di Berlino, in piedi o seduti per terra, aspettando l'ora della prossima dose. Voto: 9 - - La colonna sonora - - Discorso a parte merita la colonna sonora curata da David Bowie, che si vede anche nelle battute iniziali del film, quando Christiane, sua grandissima fan, va al concerto. Bellissimo il momento in cui Christiane riesce ad arrivare sotto il palco mentre Bowie canta "Station to station" e per un attimo sembra che si guardino proprio nel momento in cui il testo dice "...it's too late...", quasi a sottolineare che ormai l'incubo di Christiane è iniziato ed è troppo tardi per tornare indietro. La colonna sonora è eccezionale, e non lo dico solo perchè sono un fan di Bowie. Le musiche create da Bowie e Eno nel periodo "Berlinese" danno corpo alle sensazioni e allo stato d'animo angosciato di Christiane quando vaga per le buie strade della città. Prima fra tutte menzionerei "Sense of doubt", il cui titolo la dice già lunga. Ma anche "Warszawa" e "V-2 Schenider" non sono da meno. Nella discoteca frequentata da Christiane, il "Sound", sentiamo sempre le canzoni di Bowie, "Boys keep swinging", "Stay" e la bellissima "Heroes/Helden" - "Heroes" con delle strofe tradotte e cantate in tedesco - fa da colonna sonora all'unico momento di vera felicità che ho potuto notare nel film, quando cioè, Christiane entra a far parte del gruppo e inizia la sua storia d'amore con Detlev. Voto: 10
- - Il DVD - - A parte il film presentato in italiano 1.0 e 5.1 e in tedesco e gli ovvi sottotitoli in italiano e in tedesco, il disco non offre poi molto altro. C'è un'intervista al regista Uli Edel e una, testuale, alla vera Christiane, dove scopriamo cosa ne è stato di lei dopo la fine del film e cosa sta facendo ora. Per il resto non c'è altro. La confezione non presenta nemmeno un foglio con i titoli dei capitoli in cui il film è stato suddiviso in DVD. Voto: 5 Un film, o forse un documentario, sulla sofferenza. Girato nel 1981 da fatti accaduti negli anni '70 ma che sono ancora attuali. Non si fa più così largo uso di eroina, ma le altre droghe, quelle ci sono sempre affiancate da nuove e come trent'anni fa non è difficile sentire i ragazzi dire, prima di prenderle, "posso smettere quando voglio".
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27.10.2008 14:51
devo ancora vederlo. Grazie
21.10.2007 15:33
Purtroppo la droga è la "peste" del nuovo millennio... Vidi il film parecchi anni fa, adesso ho 38 anni ed una figlia di 13! ho acquistato il film per farlo vedere (insieme a me) a mia figlia... ma ancora non me la sono sentita... forse perchè lei è ancora tanto bimba.... ma purtoppo, queste, sono le realtà della vita... :(
11.06.2007 22:46
bella recensione! lo devo vedere!