Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.)

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Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.)

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I ragazzi del mondo, non solo di Berlino

5  24.02.2005

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Nessuno

Consiglio il prodotto: Sì 

Marco986

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Iscritto da:13.02.2005

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Il romanzo ‘Noi ragazzi dello zoo di Berlino’ racconta la triste e toccante storia di Christiane F. costretta a trascorrere una difficile infanzia subendo violenze e maltrattamenti da parte del padre, e successivamente a scontrarsi con un mondo nuovo e sconosciuto, e per questo affascinante, che è quello della droga .
Fin dalla più te era età non aveva avuto una vita facile per il fatto che troppe volte subiva lei e la sorella di un anno più piccola, le violenze del padre che quando tornava a casa dal lavoro picchiava la madre e le figlie per futili motivi .
Quando Christiane ebbe circa dieci anni, la madre divorziò dal violento marito con il quale non era mai stata veramente legata, andando a vivere con le due figlie e il nuovo compagno Klaus .
Christiane comincia a frequentare un circolo di ragazzi suoi coetanei o più grandi, gestito dalla parrocchia e chiamato ‘Hauss der mitte’.
Ma benché fosse un circolo ricreativo organizzato dalla chiesa, tra i ragazzi c’era un grosso giro di droga che non era mai stato scoperto .
A dodici anni Christiane cominciò a fumare hascisc, a bere alcolici, a prendere acidi e pasticche e a frequentare compagnie di ragazzi che facevano uso di droga e che per questo motivo erano visti da lei come un mito o un’ idolo da seguire ed imitare .
Comincia anche a frequentare la scuola a Berlino, ma non riesce ad instaurarsi ne ad impegnarsi più di tanto perché ormai la droga sta pian piano diventando sempre di più la sua unica ragione di vita .
La madre la vedeva spesso in stati di euforia e di eccitazione e non avendo il coraggio ne la forza di accettare a quello che veramente le stava accadendo, cercava di essere felice per la figlia .
Intanto Christiane comincia a frequentare un giro di ‘bucomani’, così chiamati coloro che si iniettavano di eroina, e col tempo comincia anche lei stessa a sniffare la sostanza che sembrava essere tanto benefica .
Ma sniffare non le dava più tanta soddisfazione e ormai inconsciamente dipendente dalla droga, comincia a bucarsi .
La droga era però difficile da procurare e in famiglia il denaro non bastava per soddisfare le sue esigenze .
Così, come era abitudine del suo ragazzo Detlef e delle sue amiche, comincia a fare ‘marchette’ e a frequentare la metropolitana e la zona più malfamata di Berlino: il Banhof Zoo.
Qui tutti i giorni riesce a guadagnarsi il denaro sufficiente a due o tre dosi di eroina.
Finché un giorno, chiusa nel bagno di casa sua per bucarsi, viene scoperta dalla madre che da questo momento comincia ad avere una crisi di nervi, dovuta a ciò che era successo ma soprattutto dai sentimenti di rimorso per aver sempre trascurato sua figlia .
Christiane comincia così a voler smettere di prendere la droga, ma anche dopo moltissimi tentativi di disintossicazione in vari centri di cura, ricade sempre nel tunnel da cui non riuscirà facilmente ad uscirne .
Christiane riuscirà finalmente a liberarsi del grave problema che continuamente la opprimeva, solo quando la madre la porterà lontano dalla città a casa della zia .
Qui non c’era un giro della droga e inoltre la ragazza trova ragazzi della sua età che la aiutano a superare il suo problema; trova finalmente persone che amano e la comprendono .
Qui riuscirà così a trovare ciò che non aveva mai trovato nella sua vita , la felicità, e a vivere la vita che non aveva mai avuto .

Il protagonista del romanzo è Christiane F., l’autrice del libro, che racconta la sua triste storia.
Fin da piccola era stata vittima delle violenze del padre che inoltre picchiava anche la moglie e l’altra figlia più piccola.
Christiane cresce dunque in un’ambiente che non la ama, in un ambiente in cui è continuamente costretta a ‘sopravvivere’ con carattere forte, e in un ambiente dove sarebbe sempre stata indifesa e impotente davanti a tutti .
La bambina comincia così a credere che ciò che è importante è essere superiori a coloro che le stanno attorno, e per questo motivo cerca sempre do avere autorità sugli altri .
Intanto la madre divorzia dal marito e le due figlie vanno ad abitare con lei, a Berlino .
Christiane comincia a far parte del giro della droga, e da qui riuscirà con difficoltà e fatica ad uscirne .

Il periodo in cui si svolgono i fatti è un lasso di tempo tra il 1973 al 1977.

Christiane non è un eroe ne una ragazza speciale .
E’ una ragazza comune come tante altre, che a causa degli avvenimenti che hanno rovinato la sua infanzia e la sua adolescenza, è cambiata molto psicologicamente; il cambiamento non è però positivo per la sua condizione già logorata.
L’unico momento di miglioramento della sua vita è stato il trasferimento dalla zia, lontano dalla droga e dalle cattive compagnie, dove la ragazza è finalmente riuscita a capire che la droga non è la ragione di vita .

I personaggi secondari sono molti .
La madre e il padre di Christiane che compaiono all’inizio del romanzo e poi vengono tralasciati .
Kessi è la prima amica di Christiane .
Le due si conoscono a scuola e da quel momento la ragazza la introdurrà al mondo della droga .
Presto cambia compagnia, la quale sarà composta dai ‘ragazzi dello Zoo di Berlino’.
Questi erano : Stella, Babette (Babsi), Atze, Bernd, e Detlef.
Detlef è tra questi il più descritto ed è forse la persona che ha dato più significato alla vita di Christiane .
Con lui divideva ogni cosa, forse li legava l’amore, ma forse come dice tristemente la ragazza, erano legati soltanto dall’eroina .
Inoltre hanno grande importanza i vari clienti e le varie persone che quotidianamente frequentavano il Banhof Zoo.
Queste infatti rendono più concreta la realtà e lo squallore sociale della periferia della città .

Vi sono inoltre alcuni animali che compaiono nella narrazione: due gatti e un cane a cui Christine, benché molto affezionata, dovette presto lasciarsi .

L’ambiente dove si svolgono i fatti è un ambiente povero, popolare, malfamato .
L’ambientazione viene descritta nella sua reale visione; spesso vengono descritte le stanze dei clienti, le case degli amici di Christiane, e i luoghi che ogni giorno percorre per arrivare al Banhof Zoo .

La vicenda narrata è la vera storia della vita di Christiane, che racconta minuziosamente ogni piccolo fatto della propria storia, ogni triste momento della sua infelice adolescenza .

La narrazione non ha però un significato morale -- esemplare; racconta problemi, timori, angosce, paure, dolori di una ragazza che uscita da un’infanzia molto triste, trova sfogo per la sua rabbia e allo stesso tempo per la sua infelicità nella droga .
Molto probabilmente l’autrice ha voluto raccontare al mondo la sua storia in modo tale da far capire ai giovani di stare bene attenti prima di agire in modo sbagliato .
E’ stata scelta questa determinata collocazione temporale perché l’autrice racconta i fatti nel periodo in cui sono veramente accaduti .

L’autrice scrive con semplicità e chiarezza ; la lettura è scorrevole e rapida.
Cristiane racconta ogni momento della sua adolescenza con chiarezza e lucidità, poiché il ricordo di tutta quella orribile esperienza rimarrà in lei per tutta la vita .
Ci sono molti dialoghi tra i personaggi, e il discorso indiretto è tutto intriso di parole comuni del gergo giovanile, mq soprattutto usato tra i tossicodipendenti .
Vi sono inoltre parole e citazioni di luoghi, quartieri e strade di Berlino in tedesco, per far capire al lettore la veridicità dello scritto .

La lettura di questo scritto mi ha interessato moltissimo .
E’ una lettura cruda e intrisa di tristezza e amarezza allo stesso tempo .
Christiane racconta di ciò che le è accaduto in modo chiaro e comprensibile, in poche parole esplicito .
Nello scritto racconta le vicende e le situazioni dove si è venuta a trovare nel modo forse più palese e più reale .
Leggendo questa biografia sono rimasto sconcertato e colpito ; forse perché non avevo mai approfondito il problema e non avevo capito bene a fondo ciò che costituisce uno dei più gravi problemi sociali .
Christiane da’ un’immagine vista con i suoi occhi della società degli anni 70’ , una società popolare e di periferia; vive una vita difficile, in cui ogni giorno bisogna assolutamente essere forti per riuscire a sopravvivere, ma questo è difficile quando quotidianamente viene a scontrarsi con una società corrotta, fredda, insensibile .
Non vede altro che tristezza, miseria, violenza, immoralità, solitudine, così cambia psicologicamente, ma in negativo .
Per prima cosa non ha avuto un infanzia felice e cresce così con la convinzione che nessuno l’avrebbe mai amata , ne’ capita e accettata .
Durante l’adolescenza passa dei momenti terribili, non consoni sicuramente ad una ragazzina di quattordici anni .
Forse l’unica felicità della sua adolescenza è stato Detlef, la prima persona che la comprende e la ama , e la prima con cui dividerà esperienze felici, ma nello stesso tempo terribili e angosciose .
Ho apprezzato molto il libro proprio perché mi ha fatto capire che non bisognia sempre avere pregiudizi su un tossicodipendente, o comunque una persona diversa da noi, lontana dal nostro modo di vivere e dal nostro modo di pensare.
Mi ha introdotto in un mondo per me sconosciuto, ma che sono riuscito a capire, anche se magari con fatica e difficoltà, ma che soprattutto sono riuscito ad accettare .


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Mercuriana64

Mercuriana64

24.01.2014 15:26

è una storia vera e racconta la realtà di tante esistenze che hanno vissuto lo stesso terribile percorso...

felicegaia

felicegaia

20.09.2007 17:46

Bellissimo libro!

olgamaggio

olgamaggio

25.03.2006 21:58

lessi il libro dopo aver visto il film, decisamente migliore e terribile. sono passati più di vent'anni e non l'ho mai dimenticato. del libro mi è rimasta un'immagine sbiadita e nebbiosa. ciao|!!!

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