La coraggiosa denuncia di una vera cinese
22.05.2006 (09.10.2011)
Vantaggi:
bellissimo
Svantaggi:
forse un pò di crudezza nel rendersi conto che sono vicende vissute
Consiglio il prodotto:
Sì
 ondalis
Su di me:
Alcune mie recensioni, modificate o meno, sono anche su dooyoo e sul mio blog...... Mi affaccio e va...
Iscritto da:05.05.2005
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 33 utenti Ciao
Ho letto questo bellissimo libro già qualche anno fa nell'edizione economica della Tea 2, corredato di foto autentiche della nonna, dei genitori e dell'autrice stessa; e non vi dico come mi ha lasciato esterrefatta alla fine. Sapevo già molte cose sulla dittatura maoista, gli omicidi e le deportazioni di massa, oltre ad altre bestialità, ma tutti i risvolti delle faccende interne alla Cina stessa non le sapevo così bene. Trovai il libro esposto in un' edicola della stazione centrale di Milano, da cui dovevo partire per un lungo viaggio. Avevo già con me la lettura che mi avrebbe fatto compagnia lungo il percorso, come è mio solito. Ma la smania di vedere e comprare sempre nuovi libri non mi passa mai (né ho voglia di farmela passare), mi portò a dare un'occhiata. E gironzolando anche per ingannare il tempo intorno alle varie edicole vidi Cigni Selvatici e lo comperai senza esitazioni. Durante il viaggio, curiosa, lo iniziai a sfogliare, come faccio sempre con i libri nuovi, e vedere che quel libro partiva dagli ultimi anni dell'impero celeste fino ai giorni nostri mi attizzò di interesse a tal punto da tralasciare il libro che avevo già iniziato a favore del più nuovo. LA NONNA Cigni selvatici è la storia vera di tre donne, tre generazioni a confronto, a cominciare da quella della più anziana, la nonna dell'autrice nata durante l'impero, nel 1909 (coi piedi fasciati) e data come concubina a 15 anni dal padre ad un "signore della guerra", in visita nella città della ragazza per motivi legati alla sua carica. Dare una figlia come concubina ad un alto funzionario imperiale era, per la Cina di allora, quasi come darla in sposa, perchè la ragazza usciva dalla casa dei genitori con un corteo degno di una sposa per andare a vivere in una nuova casa da sola attendendo i favori del suo signore. E' proprio questo ciò che succede alla prima protagonista del libro, che visitata dal suo signore a distanza di anni, riuscì a concepire una figlia che restò l'unica erede. Poco tempo dopo l'uomo espresse il desiderio di rivederla e di vedere la figlia a casa sua nel nord della Cina, essendo in punto di morte. La giovane madre, pur accontentandolo e vivendo per qualche tempo - dopo la morte di lui - in quella nuova casa, con la moglie e le altre concubine (era obbligata a vivere lì, essendo la madre dell'unica erede, se voleva vedere sua figlia ereditare qualcosa) un bel giorno, organizzò la fuga grazie ad alcuni servi e tornò nella sua città e dai suoi genitori. Era il 1932. Dopo qualche tempo la giovane donna sposò il medico di famiglia, il dottor Xia, un vigoroso sessantacinquenne (lei ne aveva 25), scatenando un putiferio tra i figli e le nuore di lui, per cui dopo un pò la coppia decise di trasferirsi in un'altra città dove ricominciarono tutto da capo. LA MADRE La vita della madre di Jung Chang non è stata meno facile, tanto più dopo il matrimonio con un devoto e zelante funzionario del nascente partito comunista. Costantemente vittime di sospetti (come tutti d'altronde), durante la Rivoluzione Culturale i due coniugi saranno deportati in un campo di rieducazione, soggiorno che alienerà per sempre la mente del padre dell'autrice.
L'AUTRICE Anche Jung Chang non avrà un destino molto diverso. Allevata come "guardia rossa" si oppose dapprima in modo velato alla dittatura maoista, poi sempre più apertamente. Finchè non sarà esiliata in un luogo sperduto ai piedi dell'Himalaya. Tutto ciò fino all'insperato pretesto per espatriare: una vacanza-studio nel 1978 in Inghilterra da cui non tornò mai più. IL LIBRO Cigni selvatici è una biografia agile e commovente, un coraggioso atto di denuncia da parte di una vera cinese, che apre gli occhi sul regime maoista e sulle assurdità esistenti come ad es. la requisizione del metallo a tutte le famiglie per costruire armi e divenire nel giro di pochi anni una potenza mondiale; o le improbabili accuse della Rivoluzione Culturale. Chi non ha ancora molta dimestichezza con la storia della Cina e vuole avvicinarsi perchè è attratto, è bene che legga prima questo libro di facile e semplice comprensione. Poi, secondo la mia opinione, è il caso di procedere con autori come Yu Hua e la cino-belga Han Suyin, anch'essa in esilio e autrice di L'amore è una cosa meravigliosa, che affronta in Finchè verrà il mattino, con un'aspra critica, le assurde e contraddittorie leggi del comunismo cinese che pretendevano di controllare perfino la scelta del coniuge, se una persona manifestava l'intenzione di sposarsi. E in Cigni selvatici se ne parla ampiamente, a proposito del matrimonio dei genitori di Jung Chang. Altra autrice da tenere d'occhio su questo filone di esiliati e che in Italia non è molto conosciuta è Bette Bao Lord (Luna di Primavera, Voci di primavera e il Cuore di mezzo unici suoi romanzi pubblicati in Italia), attualmente ambasciatrice di un'associazione internazionale riguardante proprio gli immigrati, se non mi ricordo male. Bene, è tutto per il momento. A presto. ***************************************** opinione presente in dooyoo e sul mio blog
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10.09.2011 17:05
davvero interessante, e ottima esposizione
06.01.2011 21:33
Molto interessante.
15.06.2009 23:14
Io li sfoglio a partire dalla fine...