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Opinione su "Cile in generale"

pubblicata 29/03/2007 | Sentiero
Iscritto da : 25/10/2006
Opinioni : 92
Fiducie ricevute : 61
Su di me :
La vita è come un fiume di montagna che scorre e va veloce prendendo tutto con sé;non c'è momento,istante,secondo in cui si fermi il suo fluire,ma continuamente scorre.Così è la vita umana;come un fiume di montagna.(Buddha
Ottimo
Vantaggi Il contatto diretto con la natura
Svantaggi Per chi non alloggia nel parco sono gli spostamenti
molto utile
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia

"Le torri del Paine"

I corni del Paine

I corni del Paine

Il "Parque Nacional Torres del Paine" è stato dichiarato dall'UNESCO riserva della Biosfera e se lo merita in pieno.
Pur avendo un notevole afflusso di turisti ,sui suoi sentieri è ancora possibile camminare in solitudine e in armonia con la natura che ti circonda.
Percorrendo la strada, che da Puerto Natales porta all' entrata del parco, nuvole permettendo, si possono ammirare le alte guglie di granito delle Torri del Paine, che come missili pronti alla partenza, svettano nel cielo. Sul lato opposto del massiccio si trovano i Corni del Paine, che colpiscono il visitatore per i colori che passano dal chiaro della base al colore scuro delle loro punte.
Al centro svetta imponente la cima Almirante Nieto.
Entrando al parco bisogna registrarsi dai Guardia Parco e per evitare complicazioni è bene farsi apporre il timbro all'uscita, qual'ora non si alloggiasse al suo interno.
I percorsi sono davvero molti e si possono pianificare in base ai giorni a disposizione. I più classici sono il circuito del Paine, della durata di 7 giorni, o quello chiamato a "W" di 4 o 5 giorni.Questi due circuiti fanno parte della "Top Ten" dei Trekking mondiali.
Noi avendo a disposizione solo 3 giorni, ci siamo dovuti adattare. Anche alle condizioni della meteo.
Il primo giorno le Torri erano coperte dalle nuvole e al "mirador"(belvedere) del Paine nevicava. I guardia parco ci hanno sconsigliato di salire anche per il forte vento, che avrebbe reso pericolosa l'ascesa sul sentiero, che in alcuni tratti, rimane esposto alle raffiche del vento.
Nel periodo estivo, da Dicembre a Marzo,in alcune zone del parco, come al Passo John Gardener o lungo il lago Grey , i venti possono raggiungere anche i 160Kmh.
Decidiamo quindi per un giro ai vari laghi, spostandoci con il nostro pulmino.
Prima tappa della giornata alla cascata "Salto grande", da dove parte un sentiero, che in poco più di due ore a/r di facile cammino(tratto pianeggiante con breve salita finale) porta al belvedere "Cuernos", da qui si ha una veduta panoramica a 360° sul parco e sul lago Nordenskjold.
Abbiamo fortuna e almeno i corni del Paine si liberano dal manto nuvoloso e possiamo ammirarli nella loro bellezza. Purtroppo dobbiamo scendere al più presto perchè il vento è forte e a fatica si rimane in piedi.
Ripartiamo con il pulmino costeggiando il lago Pehoe e, raggiunto il lago Toro ci fermiamo per il pranzo al sacco.
Nel primo pomeriggio, arrivati al lago Grey, ci incamminiamo attraverso la lunga e larghissima spiaggia del lago per raggiungere la penisola,sede del mirador del: "Cemeterio de Témpanos".
I témpanos o iceberg sono blocchi di ghiaccio che si sono staccati dal ghiacciaio Grey e, spinti dal vento, percorrono alcuni chilometri prima di arenarsi nella parte terminale del lago.

Il giorno successivo, il tempo è stupendo e senza un filo di vento.
Arriviamo al lussuoso albergo Las Torres da dove parte il sentiero che porta al mirador delle Torri del Paine.
Il sentiero è ben segnato e dopo un primo tratto di salita, che porta al rifugio Cileno, si passa ad un percorso di sali scendi,attraverso boschi dall'aspetto fiabesco. Dopo circa 2 ore di cammino si arriva al Campeggio Torres e alla Guarderia; da li si devia a sinistra,seguendo le indicazioni.
Il sentiero si fa difficoltoso, attraversa un tratto morenico con una buona pendenza. Dal campeggio, il cartello, segna la salita in 45 minuti e ci vogliono tutti. Lo spettacolo all'arrivo è meraviglioso e la stanchezza svanisce in un batter d'occhio. Le Torri del Paine, nella loro conformazione, ricordano molto le nostre Dolomiti.
Rimango ad ammirare queste imponenti guglie , il ghiacciaio e il laghetto con tutto ciò che lo circonda per parecchio tempo e ho una stretta al cuore al pensiero di lasciare quel luogo così ameno, ma bisogna ridiscendere, perchè il cammino di rientro è altrettanto lungo.
A mio giudizio, questo è un trekking alla portata di tutti, solo l'ultimo tratto è particolarmente impegnativo per la pendenza e i massi da scavalcare. Con un buon passo, dal punto di partenza, si devono calcolare 6 ore abbondanti di puro cammino tra andata e ritorno, quindi con pause e la sosta al belvedere delle Torri, comodomente vanno via tra le 8 e 9 ore.

Il terzo giorno si decide per un trek che, in circa 2 ore e 1/2 ci porterà dalla Laguna Azul alla Laguna Cebolla. Ci incamminiamo ma, dopo circa due ore, veniamo letteralmente respinti dal vento. Non ce la sentiamo di lottare con la forza di questo elemento e quindi rinunciamo quando siamo giunti alla Laguna Vega. Rientriamo al luogo di partenza e sfidando le fredde acque del lago Azul, immergiamo i piedi per un pediluvio ristoratore. Seduti sulla riva del lago, con i piedi a mollo, lanciamo un ultima occhiata alle Torri del Paine, oggi sono coperte dalla nebbia e solo fugacemente a tratti si lasciano guardare per un ultimo saluto.

Sono state 3 giornate intense, ma godute fino in fondo e ripagate dalla visione di spettacolari montagne, dai colori delle acque dei numerosi laghi, i ghiacciai e gli iceberg dalle sfavillanti tonalità di azzurro e blu, i boschi e la steppa Patagonica ma anche e soprattutto gli animali.
All'esterno e all'interno del parco, la fauna è numerosa, si possono vedere: branchi di Guanachi(specie di lama), i Nandù (piccoli struzzi),le volpi, i fenicotteri rosa, i cigni dal collo nero, le lepri e altre varietà di anitre e uccelli e naturalmente il Condor. Questo maestoso uccello è inconfondibile con la sua grande apertura alare e il suo lento volteggiare nel cielo e, nel Parco Nazionale delle Torri del Paine, ce ne sono veramente tanti.

Ricordo, a chi volesse intraprendere una visita al Parco, che al suo interno vi è la possibilità di dormire in tenda nei campeggi o nei rifugi ma è bene sempre prenotare.Vi sono anche degli Hotel ma naturalmente i prezzi tendono a essere alti. Il nostro gruppo ha optato per sostare al piccolo e romantico paesino di Cerro Castillo, che si trova a circa metà strada tra l'entrata del parco e Puerto Natales. Noi avevamo a disposizione un pulmino privato ma volendo ci sono corse giornaliere con i mezzi pubblici.

In questo periodo si fa un gran parlare dei pericolosi incendi che stanno devastando il nostro territorio come anche quello di altre nazioni a noi vicine: vedi la Grecia o il Portogallo.
Permettetemi quindi questa aggiunta per parlare del nemico numero uno del parco, il fuoco.
Nel 2005 il Parco Torres del Paine ha subito un grandissimo incendio,143 chilometri quadrati di foresta, con alberi secolari andarono distrutti.Un turista della Repubblica Ceca,accampatosi vicino alla laguna Azul, non curante dei divieti si mise a cuocere una zuppa sul fornellino a gas.Accidentalmente la bombola del gas si rovesciò e i forti venti della Patagonia fecero il resto.Ci vollero due settimane di intenso lavoro per avere ragione sull'incendio ma purtroppo circa l'otto percento della superfice del parco andò distrutta.
Il turista resosi conto del danno si dileguò,scappando in Argentina.Fortunatamente si pentì del suo gesto e si costituì alle autorità cilene, la legislazione del Cile sulla prevenzione degli incendi è molto scarsa e il turista ricevette una semplice multa di $ 200.Questo fatto scatenò un vero pandemonio nel paese, tanto che il malcapitato incendiario diede fondo ai suoi pochi risparmi e li donò al parco.Il governo ceco si trovò nel più totale imbarazzo e decise quindi di intervenire con un supporto logistico e finanziario, anche se il risanamento richiederà decenni e molti milioni di dollari.
In Patagonia,dove la lenta crescita delle foreste e il suo fragile ecosistema, sono confrontati con una invasione di migliaia di turisti, si trova sprovvista di una legislazione chiara e forte sulla prevenzione degli incendi e la situazione in Argentina è ancora peggio.Dai governi, dopo questa catastrofe, ci si aspetta una risposta e, speriamo che ciò avvenga in breve tempo, prima di un'altra catastrofe.

Per informazioni potete contattare l'indirizzo
E-mail del Parco: torres_paine@hotmail.com
oppure: magallan@conaf.cl


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Commenti su questa Opinione

  • kickablu pubblicata 07/05/2008
    ti invidio questo viaggio
  • ocram32 pubblicata 17/12/2007
    bella città allora
  • ygramul pubblicata 09/11/2007
    Che bello! Io sono stato in Cile (per lavoro) nel 2000 a Santiago e lungo la costa a nord di Santiago
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Su Ciao da: 04/09/2000