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Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | buono |
| Qualità Materiale | mediocre |
| Prezzo |
"Nessun grande libro è, più di questo, tagliato fuori dagli universali del Cielo e dell'Inferno" (E.M. Forster)
"A strange way of killing" (uno strano modo di uccidere) è il titolo di un saggio critico di M. H. Williams su Cime tempestose, ma è anche una frase pronunciata da Heathcliff, riferita ai tormenti che Cathy, dopo la morte, continua crudelmente ad infliggergli. "E' uno strano modo di uccidere, il suo ! Non a gradi, ma goccia a goccia, allettarmi con la parvenza di una speranza, per 18 anni di seguito !".In breve, la trama del libro.
Di ritorno da un viaggio d'affari a Liverpool, il Sig. Earnshow, padre della piccola Cathy e di Hindley, reca con sé un trovatello, figlio di zingari, o forse frutto di una sua relazione segreta (non ci è dato di saperlo), al quale attribuisce il nome di Heathcliff.
Il fanciullo, diventato, da subito, il prediletto dell'uomo, col passare degli anni si legherà in modo intimo e profondo a Cathy, suscitando l'invidia e la gelosia di Hindley, il quale si sente defraudato dell'affetto del padre e della sorella.
Alla morte del Sig. Earnshow, Hindley, che ha ereditato la proprietà, riduce Heathcliff alla condizione di servo, cogliendo ogni pretesto per vessarlo e umiliarlo, e per contrastare il suo profondo legame con la sorella Cathy. La quale, diventata ormai donna, fa la conoscenza di Edgar, giovane rampollo di una famiglia aristocratica, i Linton, che vive nella zona.
Cathy ed Edgar si frequentano assiduamente, suscitando la gelosia di Heathcliff il quale, col passare del tempo, si abbrutisce e diventa sempre più selvaggio, al punto che Cathy, pur amandolo, si rende conto che un matrimonio con lui significherebbe una vita di stenti alla mercè del fratello.
Decide pertanto di accettare la proposta di matrimonio di Edgar, ma Heathcliff, venuto a conoscenza della cosa, sentendosi tradito e rifiutato, fugge.
Cathy, dapprima disperata, finisce poi col rassegnarsi e con lo sposare Edgar.
Dopo 3 anni di lontananza, Heathcliff ritorna, ricco e rispettabile, ma divorato da un desiderio di vendetta, che lo porterà a distruggere la vita, non solo di coloro che odia, ma anche della stessa Cathy, alla quale lo lega una passione morbosa e devastante, di natura sadomasochistica, che condurrà in breve tempo la donna, che è in attesa di un figlio, prima alla follia, poi alla morte.
Pazzo di dolore, Heathcliff implora Cathy, morta, di non abbandonarlo, ma di continuare a stargli vicino, tormentandolo, rendendogli l'esistenza un inferno…Mentre lui, d'ora in avanti, avrà un solo scopo nella vita: continuare la sua opera di vendetta. Approfittando della debolezza dell'uomo, ormai distrutto dall'alcool, Heathcliff s'impadronisce dei beni di Hindley, che morirà poco dopo, e relega il figlio di lui, Hareton allo stesso stato di abbrutimento ed ignoranza nel quale lui era stato ridotto dal padre. Dopo la morte della moglie Isabella, fuggita a Londra lontano da lui, Heathcliff, pur detestandolo, accoglie presso di sè figlio il avuto da lei, Linton, un ragazzo debole e viziato, malato di tisi; e poco prima che questi muoia, giovanissimo, riesce nel diabolico piano di fargli sposare la cugina Catherine, venendo così in possesso anche del patrimonio dei Linton. Nel frattempo Edgar, malato di tisi, muore a sua volta. Restano soltanto la giovane Catherine, vedova a soli 18 anni, ed Hareton, figlio di Hindley: annientati loro, l'opera di vendetta sarà conclusa. Ma Heathcliff , ormai stanco e indifferente a ciò che lo circonda, desidera una sola cosa: riunirsi alla sua adorata Cathy, nell'aldilà. Incurante della pioggia e del freddo, privandosi del cibo e del sonno, egli si lascia morire, dopo aver pagato il becchino, perché lo seppellisca accanto a Cathy. Dopo la morte di Heathcliff, Catherine ed Hareton, tornati in possesso delle rispettive proprietà, e innamoratisi l'uno dell'altra, potranno vivere in pace il loro amore.
Scritto nella prima metà dell'800, interamente ambientato in una landa desertica, poche case, pochi personaggi, un cimitero, un susseguirsi continuo di funerali, il romanzo aveva tutte le carte in regola per essere un polpettone noioso e scialbo.
E invece...
Passioni estreme e devastanti animano questa storia, in cui la violenza è fatta di parole, di sguardi, di piccoli gesti; in cui si uccide senza versare una sola goccia di sangue; in cui l'ordinario si mescola continuamente allo straordinario, e cose semplici e rassicuranti come la casa, il camino acceso, la legna, una collezione di piatti in peltro, fanno da sfondo all'imperversare delle passioni, che si scatenano con violenza inaudita, paragonabile solo a quella degli elementi atmosferici. L'esasperazione è una dote e un vizio, una malattia e una ricchezza, di tutti i personaggi di Cime tempestose, maggiori e minori.
Il tutto (e anche qui sta parte della bellezza e della straordinarietà del libro) vissuto come fosse normale.
La buona e saggia Nelly, donna pratica e piena di buon senso, non sembra stupirsi più di tanto di quanto avviene intorno a lei, di questo turbinio devastante di passioni così estreme...amore, odio, rancori, vendette.
E quando esorta gli altri alla calma, alla moderazione, lo fa come lo farebbe un genitore, di fronte alle marachelle dei propri figli.
Pubblicato nel 1847, con lo pseudonimo di Ellis Bell (la scrittrice non voleva fa conoscere la propria identità) il romanzo fu giudicato cupo, perverso, brutale e immorale. Ci si chiese se fosse opportuno, per uno scrittore, creare personaggi come Heathcliff, la cui natura ha ben poco di umano, ma è più simile a quella di un vampiro, o di un lupo mannaro…
Emily accettò le critiche con umiltà, quasi con rassegnazione. Del resto, se non fosse stato per le insistenze della sorella Charlotte, la quale volle a tutti i costi consegnarlo a un editore, il romanzo non avrebbe varcato la soglia di casa.
Un anno dopo, nel 1848, il fratello adorato Branwell, l'unico figlio maschio del reverendo Brontë, morì, minato dall'alcool e dall'oppio, sul divano di casa, fra le braccia di Emily.
Minata a sua volta dalla tisi, ella non volle sopravvivere a Branwell. La sua morte fu quasi un suicidio.
Prese freddo durante il servizio funebre del fratello e invano, nei giorni seguenti, la sorella Charlotte, che la sentiva tossire insistentemente, la scongiurò di curarsi. Emily ne aveva abbastanza della vita, e conosceva bene l'inutilità di quei rimedi. Soltanto poco prima di morire, permise alle sorelle di chiamare un medico. Spirò sopra il divano di casa, quello stesso sul quale, un mese prima, era morto il fratello.
Si è fatta l'ipotesi che il personaggio di Heathcliff, eroe romantico per eccellenza, forte, ribelle, dal fascino tenebroso e un po' perverso, fosse stato ispirato, ad Emily, dal fratello Branwell, per il quale nutriva un affetto quasi morboso.
Non lo sapremo mai.
Possiamo soltanto immergerci nell'atmosfera cupa ed elettrizzata di questo staordinario romanzo, e insieme ad Heathcliffe e Cathy, inebriarci col profumo dell'erica, lasciarci sferzare dalle folate di vento gelido del nord, perderci in mezzo alle rocce di Penistone, e respirare il fulmine…
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Rock_Betz 04/07/2008 14:33
Esaltante. Ottima. Conosco le sorelle Bronte, tuttavia, non ero al corrente dell'aneddotica che le circonda. La straziante morte del loro fratello, l'amore di Charlotte, l'abbandonarsi di Emily... Lessi "Jane Eyre" ed "Agnes Grey". Entrambi deliziosi. In "Jane Eyre" ho potuto assaporare un personaggio dalla forza psicologica straordinariamente erculea. Attende e respira un amore che infine si concretizza e si incarna in un uomo, un figlio, un ricordo, un paesaggio... "Agnes Grey" mi ha, in certi passi, allibita. Una figura certamente, interessante, ma in ugual modo paradossale. Taluni suoi atteggiamenti hanno dell'inconmprensibile. Mi manca "Cime tempestose", a quanto pare il migliore dei tre. Nel mentre in cui leggevo la tua recensione, avevo di sottofondo la colonna sonora di "Braveheart" che mi ha suggestionata ancor di più. L'acquisterò assolutamente. Elisabetta
eljsjr 12/06/2007 22:08
Molto bello, complimenti. Anch'io ho letto il libro e sono rimasta affascinata, le sorelle Bronte sono divine.
oriflamma 10/06/2007 16:53
è stato bello leggerti.
mamy22 13/04/2007 16:17
in una sola parola DIVINA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! CIAO
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fantastica, non ho altro da aggiungere, solo che adoro anch'io questo romanzo!