Comfort Hotel Benvenue, Timaru

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Comfort Hotel Benvenue, Timaru

Hotel - Sh 1 / 16-22 Evans Street, Timaru, 7910, Nuova Zelanda

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Opinione su "Comfort Hotel Benvenue, Timaru"

pubblicata 09/06/2017 | CHEZIAOTTO
Iscritto da : 18/07/2007
Opinioni : 314
Fiducie ricevute : 180
Su di me :
Un abbraccio Cristiano a tutti I componenti di questo meraviglioso Sito! Che Geova vi benedica per il vostro cuore a Lui dedicato Umberto Polizzi (CHEZIAOTTO)
Ottimo
Vantaggi Ottimi posti naturali
Svantaggi Nessuno
Eccellente
Rapporto qualitá prezzo
Qualitá
Assistenza al cliente
Collocazione
Arredamento

"Spettacoli da mozzafiato nelle vicinanze dell'hotel"

Comfort Hotel Benvenue, Timaru

Comfort Hotel Benvenue, Timaru

Con il naso appiccicato ad una vetrina di una TRAVEL AGENCY,
che sarebbe poi Agenzia di Viaggio, vi erano poste in bella vista alcuni ‘brochure’ di gite organizzate per ogni parte del mondo.
Volete fare un voletto con me? Se sì, prima vi racconto una mia precedente esperienza turistica.
"Periodicamente, quattro giorni all'anno, la compagnia di bandiera della Nuova Zelanda, effettua voli turistici a prezzi modici sia per la Nuova Zelanda che per l'Antartide.
In compagnia di mia moglie, e suocera, iniziai un viaggio verso l'"ottava meraviglia del mondo”. All'inizio, già nella fase organizzativa, c'era da mandar tutto a monte per via di quei concetti e di quelle opinioni che si diversificano fra il carattere pratico del maschio, sempre semplice e precario nelle sue faccende più comuni, dal carattere ‘femminile’ che riesce a complicare tutto e a preventivare tutto di ciò che potrà essere utile o non essere utile, con il portarsi dietro le cose più impensate riempiendoti, le valigie, le... tasche e scatoline varie.
E, guai a metterci il becco in quelle cianfrusaglie inutili e confuse.
Correresti il rischio anche di essere accusato di crudeltà mentale e crearti un rimorso per tutto il periodo della gita e oltre. Non ti toglieresti più di dosso il marchio del maschilista crudele, superficiale, dalle sfumature persino sadiche perché di questo saresti accusato da quella vasta classe componente il sesso debole in eterna conflittualità con l'elemento banale e giuggerellone che è il maschile.

Uno stupendo e accogliente hotel in ottima posizione


Giungiamo nell'hotel che si trova in ottima posizione che ci permette di essere in grado di raggiungere la maggior parte delle aree che avevamo deciso di visitare.
Il personale era gentile e disponibile. La gestione era semplicemente accogliente e cordiale. La camera era molto confortevole e il personale è estremamente disponibile per soddisfare le nostre esigenze. Siamo stati trasferiti in camera "superior". Molto spaziose e molto confortevoli. I pasti nel ristorante erano di altissimo livello.
Il parcheggio era molto vicino all'hotel e disponibile gratuitamente.
Tutte le camere sono riscaldate e dispongono di minibar e set per la preparazione di tè e caffè. Ogni camera dispone di un bagno con asciugacapelli e articoli da toeletta gratuiti.
Il Comfort Hotel si trova a 5 minuti in auto dal campo da golf Highfield e 15 minuti di auto dall' aeroporto di Timaru.
Christchurch è raggiungibile in 2 ore di auto.
La struttura offre viste sulla baia di Caroline, Brooklyn - Il ristorante offre una cena a la carte in un'atmosfera rilassata dal lunedì al venerdì. Il bar di Harry serve una vasta gamma di birre, vini e cocktail.
Il banco escursioni è in grado di prenotare escursioni vinicole e birrificerie, nonché escursioni nei luoghi culturali del Maori. L'hotel offre anche una biblioteca con DVD e una lavanderia per gli ospiti.

Fuori dall'hotel


Lasciate le discusse valigie in albergo, ci affrettammo di seguire un gruppetto di turisti come noi in visita a questo remoto angolo dell'Isola del Sud nella Nuova Zelanda, la dodicesima isola del mondo in ordine di grandezza.
Eravamo diretti in visita al Fiordland National Park un'isolato angolo sud occidentale del paese che costeggia il mare di Tasmania, quasi a volerlo contenere dalle sue terribili mareggiate che si abbattono come staffilate perenni innalzando, alte nel cielo, spruzzi d'acqua gelida e inebriante di iodio.
Al di là di questa tremenda vastità oceanica, per oltre 1.900 chilometri avevamo lasciato l'Australia.
Ci trovavamo ora in un mondo diverso. Diverso nei colori e nel profumo dell'aria carica di ossigeno di questo Parco di natura alpestre che si estende da nord a sud lungo la costa per 260 chilometri circa. Essendo tagliato da una dozzina di fiordi, il Parco sviluppa una costa lunga quasi 1.600 chilometri.Il solo modo possibile per visitare la maggioranza dei fiordi è ancora la barca o l'idrovolante.

Spettacoli da mozzafiato


Solo nel 1953 fu completata una strada lunga centoventi chilometri che porta fino all'imbocco di uno dei fiordi più spettacolari che la natura ci abbia donato:
Milford Sound.
Uno spettacolo a mozzafiato ci viene rappresentato dai laghi gemelli, Manapouri e Te Anau dai quali si può accedere al parco.
- Belli, di una lucentezza variegata a seconda del riflesso della natura circostante, questi due gioielli naturali a volte appaiano come due occhi tristi per l'eterna loro solitudine di cui soffrono.
Sembrerebbero offesi da tanta trascuratezza da parte dell'uomo che concede loro solo un'istantanea di ammirazione alla loro infinita bellezza circonfusa da tanta pace.
Sono, inoltre, circondati da monti ammantati da foreste di faggi fino a quota 900 metri, quasi a comporre un volto, un'espressione vitale, mentre in alto fino all'estremità alta del monte, un oscuro manto di velluto verde si adagia per attenuarne i contorni irregolari a graziare un' immagine ove si legge il trascorrere dei secoli.
Proseguendo verso il nord di questi laghi, fra le spregiudicate curve a "U" di improvvise discese e salite, ci troviamo con il fiato mozzato e lo stomaco in gola nell'incantevole valle del fiume Eglinton.
Mai che si fosse disturbata un solo istante, la mia dolce metà. A lei neanche le terribili ondate del mar di Tasmania sulle fiancate della leggera motobarca l'avevano scomposta. Mentre esploravamo i fiordi sbalottati come fuscelli e sentivo prossima una fine tragica fra quelle selvagge ondate dagli spruzzi ghiacciati, lei sgranocchiava placida e compiaciuta un panino con la mortadella.
" Ne vuoi un po’ darling...?”, accennò indisturbata l'esile e imperturbabile creaturina, “ ...se vuoi puoi finirlo!" -concluse. Non capisco come la madre l’abbia potuta prima partorire e poi allevarla...! Grandi sono i misteri imperscrutabili e fuori della percettibilità e la sensibilità di noi bruti maschi.
Fece appena in tempo a ritirare il braccio proteso verso di me con il panino semi divorato che le rovesciai ai piedi anche quello che avevo mangiato la sera precedente.
Niente. Niente la disturbava. Non le faceva effetto mai niente.
Ciò che speravo era che non ci fosse concesso scendere dal ‘Bus’, altrimenti si sarebbe riempita di ciotoli, semi, conchigliette, sassolini, rametti di varie forme e intrecciature varie e foglioline da poi serbare nel ‘garage' sicché io, per conservare questi cimeli raccolti in una precedente escursione, ho dovuto parcheggiare la macchina sulla strada. Mah! Dovrò smetterla di criticarla...Se non altro per non essere tacciato di crudeltà mentale...”
Beh! Dove eravamo arrivati?
“Sì, perché vedete, ogni tanto uno sfogo devo pur prendermelo per non scoppiare... ! “Ma lei che vita coduce- mi chiese il medico di famiglia- per avere una pressione così strambalata...?”
“Lasciamo perdere..., dottore! La mia guarigione sarebbe un’intera confezione di strichinina a chi dico io...!”

Accesso ai fiordi


Belli, profondi (448 metri) e tristi, i laghi gemelli, Manapouri e Te Anau, formano un attraente accesso al parco. Sono circondati da monti ammantati da foreste di faggi fino al limite del bosco a circa 900 metri, e si ha l’impressione che un panno di velluto verde scuro sia stato steso sui monti per attenuarne i contorni irregolari.
A nord di questi laghi c’è la valle del fiume Eglinton, una valle subalpina pianeggiante, in dolce salita, larga da due a tre chilometri, da ciascun lato della quale si levano quasi verticalmente vette incappucciate di neve alte da 1.500 a 1.800 metri. La strada per Milford Sound è un percorso tortuoso che attraversa radure e foreste di faggi, prati non recintati, e che costeggia ininterrottamente lo scintillante fiume alimentato dallo sciogliersi delle nevi, uno dei fiumi migliori del paese per la pesca alla mosca.
Nascoste fra l’agrostide e altre erbe dei prati vi sono numerose piante subalpine, dalle sfumature così delicate che sarebbe facile non vederle. Decisi a non passare inosservati, comunque, sono i variopinti lupini dei mesi estivi, che crescono a profusione sulle isole ciottolose del fiume e che fanno un brillante contrasto con le varietà rossa, argento e nera dei faggi.

Il “Viale della montagna che svanisce”


All’improvviso, davanti a noi, alla fine di una strada lunga, diritta, stretta e fiancheggiata da alberi, c’è una torreggiante vetta incappucciata di neve incorniciata tra la foresta e il cielo. Mentre proseguiamo lungo il viale i muscoli dei nostri occhi si tendono letteralmente per tenere a fuoco questa vetta mentre si rimpicciolisce lentamente e sparisce dalla vista! Ma non è tutto, poiché quando lasciamo quel “Viale della montagna che svanisce” ed entriamo in una radura, ci appaiono non una ma cinque vette, ognuna delle quali poteva essere responsabile dell’illusione.
Il segreto sta apparentemente nel fatto che la strada sale impercettibilmente ma considerevolmente, ciò che cancella a poco a poco la vista del monte. Tuttavia, siamo sicuri che quelli che costruirono la strada non lo fecero apposta!
A un centinaio di chilometri da Te Anau la strada termina infine in una valle a forma di catino, del diametro forse di due o tre chilometri. Paragonabile al punto dove in un catino per lavarsi le mani ci sarebbe un’apertura per lo scolo dell’acqua è il luogo in cui si trova l’accesso orientale della galleria di Homer che porta a Milford, e che appare miseramente piccolo ai piedi di vette che, simili a gigantesche pietre tombali, si ergono raggiungendo l’altitudine di 2.000 metri. Le silenziose montagne impongono quasi la quiete a un piccolo corso d’acqua che scende saltellando dalla parete di una d’esse con il caratteristico mormorio dell’acqua che cade.
La galleria è sopra il limite del bosco, per cui ci sono pochi alberi nella valle e quelli che crescono sono stentati ed esili. Tuttavia, in mezzo ai ciuffi d’erba e all’agrostide ci sono vere e proprie piante alpine dai delicati colori. In dicembre enormi ranuncoli trasformano il fondo della valle in una distesa dorata, e circa un mese più tardi le margherite bianche gli danno una nuova veste.
Molti visitatori si fermano qui perché la galleria di 1.200 metri ha una sola corsia ed è aperta per venticinque minuti in ciascun senso ogni ora. Tale sosta è gradita ai sensi e ci dà il tempo di riflettere sulle bellezze di questo straordinario paese.
Discesa a Milford
Finita la sosta, il buio della galleria di Homer accentua il breve tratto che ci separa da Milford. Quando usciamo dalla galleria, ci appare un’altra valle a forma di catino, che sembra più immensa perché la strada scende di un livello di 700 metri negli undici chilometri di curve strette e ad U, e si tuffa nella lussureggiante vegetazione nativa di arbusti, felci e foresta, tutte prove di una precipitazione annua di oltre 635 centimetri. In tutto questo verde predominano maestose felci arboree. Nessuna meraviglia che la Nuova Zelanda abbia come emblema nazionale la felce!
Infine, la strada termina ai bordi dell’acqua. Dietro di noi c’è la foresta pluviale dominata da vette la cui altezza, man mano che si perdono in lontananza, aumenta a millecinquecento, duemila, duemilacinquecento, tremila metri. Là a sinistra, a sud-ovest, c’è il famoso Mitre Peak, il più alto strapiombo o falesia del suo genere (1.695 metri) mentre dall’altra parte del fiordo, a tre chilometri di distanza, c’è un precipizio di 1.570 metri proprio di fronte a un altro profondo 1.310 metri, somiglianti in modo sorprendente a un leone che chiacchiera con un elefante sdraiato! Ed è così che sono chiamati: il Leone e l’Elefante.
Che luogo immenso! Ci si rende conto davvero della piccolezza dell’uomo stando al livello del mare rimpiccioliti dalle cime coperte di neve. Scendendo lungo il Sound verso il mar di Tasman su una lancia turistica, possiamo capire i sentimenti che provò Kipling vedendo questo canyon marino lungo quattordici chilometri, profondo quasi 500 metri all’imboccatura, ma la cui profondità diminuisce fino a una frazione d’essa quando sfocia nel mare.
Da ogni parte siamo costretti a guardare verso il cielo e ci vien fatto di pensare che quegli strapiombi alti più di trecento metri scendono alla stessa profondità sotto l’acqua. In questa zona la forte precipitazione annua, che in un anno recente è stata in media di due centimetri e mezzo al giorno, contribuisce in notevole misura al verdeggiante splendore di Milford. In una limpida giornata dopo la pioggia, letteralmente centinaia di cascate scendono lungo le pareti rocciose del fiordo, simili a fili luccicanti. Qua e là passiamo davanti a una colonia di foche o di pinguini che prendono il sole sugli scogli, i soli abitanti, pare, di questo vasto paradiso acqueo.
Quando il gonfiarsi del mare annuncia che siamo alla foce di Milford Sound e la lancia torna indietro, non ci sorprende sentire che capitan Cook, che circumnavigò il globo, oltrepassò l’imboccatura, pensando che fosse solo un’altra baia.

Non di formazione glaciale


Il capitano della lancia informò i turisti che ghiacciai di enormi proporzioni, durante le “ère glaciali”, tagliarono questo fiordo e altri da un altipiano. Addusse come prova le pareti levigate del fiordo, sulle quali ci sono segni notevoli ad angolo quasi orizzontale. Questa era un’indicazione che qualcosa aveva sfregato contro e lungo queste pareti, e si afferma che i ghiacciai sono l’unica cosa in grado di far questo. Ma forse ora sa che le cose stanno diversamente, perché gli lasciammo una copia di un libro comprovante che l’uomo e la terra vennero all’esistenza non per mezzo dell’evoluzione, ma per mezzo della creazione.
Gli spiegammo che i ghiacciai si muovono per forza di gravità e affinché un ghiacciaio delle proporzioni immaginate tagliasse Milford Sound e le valli circostanti ci sarebbe voluta una montagna “madre” attualmente inesistente di enorme altezza per provvedere la pendenza.
Da dove sarebbe venuta l’acqua per formare i supposti 180 metri di ghiaccio? L’evaporazione degli oceani è stata citata come fonte, ma per produrre sufficiente vapore acqueo che si condensi e cada sotto forma di neve sufficiente per comprimersi e formare i colossali ghiacciai necessari gli oceani avrebbero dovuto bollire! E questo in un tempo in cui, per centinaia d’anni di seguito, sarebbero dovute prevalere condizioni di gelo per produrre ghiaccio in tali quantità!
Quanto è più facile, e in armonia con i fatti e le prove disponibili, riconoscere che la superficie terrestre subì un enorme rimodellamento per opera del diluvio torrenziale del tempo di Noè. Mentre il ghiaccio può scalfire le superfici delle rocce come la ruvida carta vetrata può scalfire il piano lucidato di un tavolo, solo l’acqua sotto grande pressione, trasportando massi e detriti, poteva scavare profonde valli, staccare e trasportare i fianchi dei monti, così come una scure taglia il piano di un tavolo —
È stato senz’altro un piacere visitare questo bel posto isolato, ed è stato un piacere dirvi quello che abbiamo visto: delicate bellezze della creazione accanto a manifestazioni della vigorosa, dinamica energia del grande Geova Dio, e tutte in grandi proporzioni in questo maestoso parco alpino, la regione neozelandese dei fiordi.
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Caratteristiche
Tipo: Hotel
Indirizzo: Sh 1 / 16-22 Evans Street, Timaru, 7910, Nuova Zelanda
Via: Sh 1 / 16-22 Evans Street
Cap.: 7910
Città: Timaru
Stato: Nuova Zelanda
Continente: Australia e Pacifico

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  • partyshop pubblicata 19/07/2017
    eccellente
  • SUPERNELLA pubblicata 04/07/2017
    Eccellente
  • happydebby pubblicata 03/07/2017
    Eccellente!
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Hotel - Sh 1 / 16-22 Evans Street, Timaru, 7910, Nuova Zelanda

Caratteristiche Tecniche

Tipo: Hotel

Indirizzo: Sh 1 / 16-22 Evans Street, Timaru, 7910, Nuova Zelanda

Via: Sh 1 / 16-22 Evans Street

Cap.: 7910

Città: Timaru

Stato: Nuova Zelanda

Continente: Australia e Pacifico

Ciao

Su Ciao da: 28/03/2011