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Megapolis

4  25.10.2010 (11.12.2010)

Vantaggi:
Un futuro ipotetico che può NON avverarsi

Svantaggi:
Un futuro ipotetico che può avverarsi

Consiglio il prodotto: Sì 

storm75

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Iscritto da:06.09.2010

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Esistevano di certo posti confortevoli, riparati ed accoglienti.

Esistevano sicuramente posti in cui un viandante si può rilassare e sentirsi protetto, al sicuro, come davanti ad un focolare domestico.

A Megapolis quei posti dovevano esistere, ma se davvero c’erano, probabilmente dovevano trovarsi proprio ai Piani Alti, in quei complessi residenziali collocati agli ultimi lvelli dei grattacieli, quei giganti d'acciaio così fitti che talvolta erano stati uniti in ampi terrazzamenti aerei. Forse per trovare uno di questi luoghi favolosi bisognava salire almeno di cento piani, forse di più. Ma di sicuro c’era il fatto che bisognava appartenere al ceto sociale dominante, a quell'elite della popolazione che ricopriva cariche decisionali o dirigenziali nelle potentissime Mega Corporation che controllavano il governo e quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Se invece si viveva Bassifondi, nella società non si contava nulla... e non si sarebbe mai messo piede così in alto nella propria grigia vita. Ci si doveva accontentare della strada, dell’umido, della puzza e al limite di un falò acceso tra i rifiuti per asciugarsi di dosso quell’umidità che entrava nelle ossa.
Probabilmente, nella zona in cui si trovava, la cosa più vicina ad un focolare domestico erano i maleodoranti e fatiscenti cybercafè, dove la gente poteva consumare le più strane bevande, al riparo dal maltempo, e poteva connettersi alla Rete, per ricominciare a vagabondare... anche se questa volta le strade erano le rotte nel cyberspazio.

Camminava sotto la pioggia, con il bavero alzato, e scivolava tra le persone che come lui vagavano all’ombra dei giganti d’acciao, aggirando rottami e detriti, affannandosi per raggiungere un qualunque posto in quella sterminata città che forse alcuni chiamavano “casa”.
Pioveva, pioveva ancora, pioveva sempre... ma era contento che quel giorno il tempo fosse buono, ci voleva proprio un miglioramento!
La pioggia infatti quel giorno non era molto intensa, scendeva giù dritta, fine e soprattutto... non urticava la pelle, non corrodeva, praticamente non si sentiva quasi addosso!
Le piogge acide, portate dalle grigie nubi di quel cielo eternamente plumbeo che ricopriva da tempo immemorabile la megalopoli come una cappa oscura, erano forse frutto di una violenza che l'uomo aveva fatto alla natura... o di una maledizione che qualche dio adirato aveva scagliato su quel luogo di perdizione, quell'immenso formicaio umano dove si alternavano le più grottesce forme di esistenza che la razza umana poteva offrire, il crogiuolo del meglio ma soprattutto del peggio di quella specie di parassiti che stava stravolgendo il pianeta nella sua più profonda essenza...
Magapolis era la città più popolosa del pianeta, la città più grande e più potente, la capitale del settore centrale, l'agglomerato urbano più esteso del mondo: centinaia di miglia ricoperte a perdita d’occhio da altissime costruzioni metalliche con terrazzamenti, ponti e passerelle sospese, piattaforme aeree e ciminiere che eruttavano fumo malsano...
E in cima alle torri più alte, come degli dei, gli "Altissimi", i privilegiati che potevano guardare in basso verso questa distesa infinita, più simile ad un girone dantesco che ad un luogo in cui vivere... e ringraziare gli dei per la loro condizione “altolocata”, in ogni senso.
Qualcuno sosteneva addirittura che da lassù, al centesimo, al duecentesimo piano, o più in alto ancora, potessero respirare un'aria più fresca, più salubre... e magari alcuni di loro, i privilegiati tra i privilegiati, gli “oligarchi” che realmente controllavano la società, riuscissero perfino a vedere il sole!
Nessuno però nei Bassifondi sapeva dire esattamente che aspetto avesse questo "sole", si immaginava solo fosse una grossa fonte cangiante di luce multicolore collocata in qualche punto indefinito del cielo.


Mentre marciava sgusciando tra la gente, in quella strada particolarmente caotica, ogni tanto un veicolo sfrecciava sulla sua testa, in alto ma non troppo distante... ma non meritavano certo la sua attenzione... forse qualcuno di quegli Altissimi, che pagano i loro scintillanti veicoli con i preziosi crediti delle cinque Mega Corporation, amavano scendere un po' a dare un’occhiata, come un dio che scende tra i mortali... ma senza mai mescolarsi troppo a loro, per paura di “sporcarsi”. O magari erano solamente guidati dall’istinto e dalla curiosità che li spingeva a studiare quelle strane formichine confuse che si affaccendavano giù in basso nella sporcizia, in mezzo alla bruma e al vapore delle condotte che perdevano.
Si chiese che senso avesse tutto il potere di questi privilegiati, se il mondo stava diventando ogni giorno più invivibile, sgretolandosi poco alla volta per via della sua stessa corruzione mentre quelli dall'alto delle loro spledide gabbie dorate non facevano nulla per impedirlo.
Al massimo si limitavano ad osservare svogliatamente... la loro unica preoccupazione in fondo era quella di conservare la loro posizione, difendere la morbida condizione ovattata, nulla di più.


Camminava a passo spedito, guardandosi attorno senza darlo a vedere... doveva affrettarsi, perchè aveva appena concluso un affare: due celle di memoria cibernetiche pronte da impiantare, pagate con crediti che "scottavano". Probabilmente molto presto sarebbero stati bloccati dalla Corporation che li aveva emessi, perchè di sicuro avrebbero scoperto che qualcuno se ne era indebitamente appropriato.
Prima che si verificasse quello spiacevole inconveniente doveva quindi accertarsi di essere ben lontano da un compratore arrabbiato, specialmente da quell’enorme indivuduo poco rassicurante ricoperto di innesti cibernetici con cui aveva appena concluso l'affare, un ricettatore cinico e spietato, ormai più simile ad una macchina che ad un essere umano.
La prima cella se l'era subito innestata dietro la nuca, dove aveva lo slot cibernetico di aggancio, il plug. Si trattava solo di un obsoleto slot HESB, perchè purtroppo il suo impianto era vecchio e logoro, tanto che spesso per questo motivo le celle che installava tendevano a deteriorarsi piuttosto in fretta, costringendolo a fare spesso delle copie dei suoi ricordi e travasarli in nuove celle. Ma il tutto avveniva sempre con il costante rischio
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Con la  M Megapolis
Megapolis
di perdere qualcosa qua e là a causa di possibili errori di duplicazione.
Da questo punto di vista ora però si sentiva piuttosto tranquillo, sapeva ormai di avere accumulato abbastanza crediti "buoni" per farsi sostituire l'impianto con una tecnologia più efficiente: doveva solo vendere la seconda cella a qualcuno bello gonfio di crediti “buoni” e poi trovarsi un posticino tranquillo in cui farsi impiantare un nuovo sistema di buona qualità. Avrebbe così risolto il problema per sempre... o giù di lì.
Non poteva però aspettare più molto, perchè se il vecchio sistema l’avesse lasciato con un black out dopo tutti quegli anni di utilizzo e di dipendenza dagli apparati cibernetici, a stento sarebbe stato in grado di parlare, ma non certo di concludere nuovi affari o anche solo di sopravvivere nei Bassifondi!


"Roomax, dove stai andando?"
"Dannazione, è tornato e mi ha già trovato!", pensò. "Sono fregato! Devo trovare un modo per nascondermi e cercare di fuggire tra la folla... ma dove posso andare?"
Mentre si guardava attorno in cerca di una via di fuga, scorse invece tra la folla rumoreggiante i lineamenti piuttosto anomini di Jax, l'uomo da cui spesso comprava del pessimo cibo dalle dubbie origini, prodotto in chissà quale laboratorio e cotto direttamente in strada.
Era un uomo di mezz'età, con la pelle ambrata, i capelli neri lisci e gli occhi neri con un taglio vagamente a mandorla... i tipici lineamenti che si potevano vedere in quel melting pot multietnico e multiculturale che era diventata Megapolis, il centro del degradato impero commerciale globalizzato del grande Continente Vecchio.
A parte forse i privilegiati dei Piani Alti, che usavano sia la chirurgia estetica che la terapia genetica per esaltare o far affiorare alcune caratteristiche fisiche ormai quasi del tutto scomparse (come i capelli rossi o gli occhi chiari), tutti gli altri abitanti, vuoi per il miscuglio genetico, vuoi per le condizioni di vita precarie, si somigliavano abbastanza tra di loro, sia come aspetto fisico che come modo di vestire.

"Da nessuna parte", gli rispose ,"sto solo cercando un posto in cui farmi un goccetto ed un bel giro in Rete, devo testare un nuovo software!”
"Allora prima di rinchiuderti ore e ore in un CyberCafè devi fermarti un attimo a provare questa: ho appena trovato una partita di manzo sintetico della BioTech che ti farà rimpiangere di non avere abbastanza crediti da potertela permettere tutti i giorni!".
Gli porse una porzione di carne cotta su una piastra rovente, riscaldata con un qualche principio fisico che le permetteva di rimanere in temperatura nonostante la mancanza di energia e la pioggia continua. Questa particolare forma di cibo aveva però un pessimo aspetto, un colore marroncino giallognolo davvero poco invitante. Forse il colorito strano era dato semplicemente dai riflessi di un'insegna gialla fluorescente che ronzava sfarfallando su un muro dietro le sue spalle, ma comunque questo pasto al momento non stimolava il suo appetito. A pensarci bene erano quasi meglio le ordinarie pasticche nutritive della CibaTech, in fondo non sentire alcun gusto doveva essere meglio di provare un sapore sgradito.

Roomax fece un gesto con la mano, come rifiuto, alzò il bavero e si rimise a camminare sotta la pioggia fitta, mentre quell’altro gridava in mezzo al vociare: “Non sai cosa ti sei perso!”

In verità più che un goccetto di qualche brodaglia ad alta gradazione alcolica, voleva assumere un super-stimolante un po' più forte del solito, una di quelle droghe sintetiche ipnotiche e talvolta allucinogene che i reietti nei Bassifondi ingurgitano con strema leggerezza, quasi come se si trattasse di acqua naturale. Questo era il loro modo per rendere meno insopportabile la vita, per non pensarci troppo... facendo invece dei viaggi onirici ad occhi aperti. Quelle stesse sostanze, anche se non ufficialmente, erano prodotte dalle medesime Mega Corporation che controllavano la politica e l'economia, prima fra tutte la stessa CibaTech che produceva anche la carne sintetica e gli altri cibi venduti a chi voleva stimolare le proprie papille gustative, oppure a riempire semplicemente lo stomaco che a forza di pasticche rischiava l’atrofìa.


Un brivido gli percorse all’improvviso la schiena... Sentiva freddo, tanto freddo... ma perchè? Che senso aveva? Era protetto da un lungo impermeadile grigio-marroncino che lo schermava dall'acqua e lo copriva allo stesso modo tutti i giorni, anche in quelli più freddi di questo.
Si stava forse ammalando di qualche morbo strano?
Poteva forse essere un sintomo della "febbre grigia", una malattia degenerativa neurale piuttosto diffusa, che si pensava avesse origine dalla sovrastimolazione che i sistemi cibernetici causavano alle reti neurali biologiche umane... oppure poteva trattarsi solamente di una forma di intossicazione da qualcosa, forse qualche droga, ma di quelle Roomax conosceva perfettamente gli effetti e le conseguenze.
No, non poteva essere lei... chi cominciava a manifestare i sintomi della febbre grigia pian piano perdeva il controllo delle proprie percezioni sensoriali, tra cui il senso dell’equilibrio e la percezione dei colori (da cui il nome di febbre grigia). L'unica cosa che si poteva fare in quei casi era prendere i farmaci palliativi prodotti dalla CibaTech (o forse erano "droghe"... il confine tra le due cose era ormai molto confuso), che alleviavano i sintomi, contrastavano l'avanzare della malattia ma non guarivano mai completamente il malato.
C'era chi pensava che la cura definitiva ci fosse, che fosse ormai chiara l'origine del problema, ma le Mega Corporation trovavano più redditizio continuare a vendere i palliativi per tutta la vita dei malati piuttosto che guarirli definitivamente e perdere così un mercato molto redditizio.

Roomax realizzò quindi con sollievo che non poteva trattarsi della febbre grigia... se i primi sintomi erano le percezioni sensoriali attutite, a lui stava succedendo esattamente il contrario...

Intanto rabbrividiva, a momenti sentiva davvero un freddo gelido... e si sentiva sempre più perplesso, non aveva proprio alcun senso...
I Bassifondi erano le vecchie strade di un tempo, le piazze, gli slarghi e tutti gli spazi a terra tra gli altissimi grattacieli che aggredivano il cielo come i denti affilati di un enorme animale morto con le fauci spalancate...
Una volta che le strade furono cadute in disuso a causa del diffuso utilizzo delle monorotaie sospese e dell’introduzione sul mercato dei veicoli volanti prodotti dalla MDC (la "Massive Dynamicz Corporation", specializzata in automi e meccanica ad alte prestazioni), erano diventate le zone frequentate ed abitate dal ceto più povero, nonchè il vero e proprio habitat di una schiera di diseredati, in buona parte nullatenenti che vivevano “alla giornata”, dormendo dove capitava e vivendo di espedienti.
Le vecchie strade erano ricoperte ormai di rottami e detriti, c'erano ovunque grosse condutture che emanavano calore, sbuffi di vapore, e vi erano piccoli falò artificiali nei posti riparati dalla pioggia continua dove le persone cuocevano il cibo o si riscaldavano i più deboli, vecchi, o malati...
Lì non faceva mai particolarmente freddo... anzi: l'affollamento, le condutture, l'aria che circolava poco, facevano sì che in genere ci fosse in genere un caldo piuttosto afoso, sia durante le ore del giorno che della notte (anche se la differenza tra una giornata plumbea ed una notte, illuminate entrambe dalle tante insegne luminose appese su praticamente tutti gli edifici, rendevano difficile distinguerle... la differenza tra notte e giorno nei Bassifondi era più che altro una convenzione, nulla di più).
Il vero problema dei Bassifondi era piuttosto l'umidità eccessiva o l'aria ben poco salubre che vi si respirava.

Si strinse ancor di più nell’impermeabile ed aumentò il passo, ansioso di arrivare alla sua fatiscente dimora e farsi di qualcosa che alleviasse le sue tribolazioni.
Urtò diverse persone perchè, anche se in quel momento si trovava in un ampio slargo libero da rottami e rifiuti, quella zona era particolarmente sovraffollata.
Alcune aree dei Bassifondi erano infatti diventate molto frequentate perchè molto popolari tra i "Middlerers", i cosiddetti “Mezzani”, i borghesi, il ceto intermedio che viveva per l’appunto nei piani intermedi dei giganti d’acciao: interi settori talvolta collegati tra loro da passerelle o dai treni monorotaia che sfrecciavano a mezz’altezza tra gli edifici. Erano interessati a quelle zone malfamate perchè talvolta vi si poteva trovare droghe, cibo esotico e robaccia elettronica di contrabbando a buon mercato; inoltre c'erano anche "intrattenimenti" piuttosto economici, luoghi dove le persone erano dedite al gioco d'azzardo, o alla prostituzione, o ai combattimenti clandestini... oltre che agli scambi di software cibernetico illegale, attività diffusa più o meno ovunque laggiù.
Queste forme di “intrattenimento” venivano disdegnate solamente dagli Altissimi, perchè quegli snob erano così benestanti e privilegiati da potersi permettere quasi tutto quel che desideravano dalla vita, mentre invece i più bassolocati Mezzani potevano scendere un po’ più in basso per compensare le loro mancanze concedendosi qualche vizio ad un prezzo alla loro portata.

Troppo poveri per viveve in cima, ma abbastanza benestanti da ergersi dalla feccia, Mezzani trovavano le loro dimore nei piani meno alti e meno nobili, sovente vicino ai mezzi pubblici o alle piattaforme aeree di scambio, tavolta anche vicino alle ciminiere... Queste abitazioni costavano molto meno di quelle dell’elite, ma erano tutto sommato abbastanza decorose e distanti dalla bassa marmaglia della città.
Questa parte di popolazione, che rappresentava forse la metà del totale, viveva più o meno dignitosamente perchè ricopriva piccole cariche amministrative o funzionarie all'interno degli enti governativi o delle Mega Corporation dominanti. Dopo che fu stipulato il "Grande Patto" tra le 5 principali "sorelle", che decisero di smettere di farsi la guerra reciprocamente per creare invece di comune accordo un establishment che permettesse loro di controllare la politica e di condizionare l’intera società, la distinzione tra una carica governativa e un impiego privato in una delle principali Corporation era diventata fumosa ed indefinita, tanto che le amministrazioni pubbliche stesse utilizzavano i crediti delle Mega Corporation per pagare il proprio personale. Il Grande Patto fece anche sì che smettessero di farsi concorrenza diretta nei settori principali e più redditizi del mercato, di fatto spartiti tra di loro in modo che non vi fossero sovrapposizioni. La concorrenza c’era ancora con le Corporation minori, ma nessuna di esse era in grado di competere con il loro controllo economico e politico, quindi si accontentavano di raccogliere le briciole.

Stava appunto attraversando in quel momento una di quelle zone dove le bancarelle malridotte promettevano affari d'oro quando, dopo aver urtato l’ennesimo compratore distratto, o un vagabondo che non voleva scansarsi, si accorse di provare uno strano dolore alle braccia.
Era una sensazione anomala, era piuttosto normale farsi largo in quel modo tra la folla e la cosa non gli aveva mai dato alcun fastidio prima d’ora.
C'era qualcosa che non tornava... a tratti aveva freddo e a tratti no.
A momenti sentiva dolori lancianti agli arti, ma poi sparivano all'improvviso.
Sentiva delle sensazioni contrastanti ed in qualche modo amplificate...
Si chiese se avesse assunto qualche stimolante, qualche integratore che amplificava le percezioni e le reazioni del corpo, ma non poteva essere... erano sostanze che difficilmente poteva permettersi e comunque non sapeva che farsene... preferiva lasciare che le utilizzassero i Mezzani che volevano eccellere nel loro lavoro e mettersi in evidenza agli occhi degli Oligarchi, lui di solito prediligeva annebbiarsi la mente, piuttosto che renderla troppo attenta alla realtà!

All'improvviso realizzò il problema: la cella di memoria che aveva comprato era difettosa, stava dando problemi al suo vecchio sistema cibernetico e di conseguenza sovraccaricava di stimoli fittizi il suo sistema nervoso, ecco cosa non andava!
Doveva fare qualcosa... tutto ad un tratto si accorse di essersi perso, non sapeva più dov'era e soprattutto dove diavolo era diretto!
Il panico si impadronì di lui... iniziò a battere i denti per il freddo e per lo shock nervoso... solo un'idea chiara si fece strada nitidamente nella sua mente:
se non sostituiva immediatamente la cella, non sarebbe mai più stato in grado di farlo e, peggio ancora, avrebbe potuto perdere tutte le informazioni immagazzinate!

"Dannazione, avrei dovuto comprare quella stupida unità di Backup quando ne ho avuto l’opportunità!" pensò.
"Beh, in fondo se mi ricordo di NON avere più un'unità di Backup, questo è già un ricordo solido, quindi ancora non è tutto perduto!"

Prese il tool di travaso della memoria e inserì in uno dei connettore la cella nuova, quella che intendeva rivendere. Poi si sfilò la cella difettosa dallo slot nella nuca e la inserì nel tool... sostituendola temporanemente nella sua testa con la "memoria di sopravvivenza", una piccola card pensata per fornire i ricordi tecnici di base all’utente, in modo da portare a termine le operazioni di sostituzione delle memoria cibernetica. Conteneva qualche ricordo base precostruito ed un tool per evitare che, durante le sostituzioni di memoria, non accadesse che l'utente fosse talmente in stato confusionale da non riuscire ad inserire la nuova cella di memoria.
Prese quindi con ansia la cella difettosa e la inserì nel doppio connettore per avviare la copia, prima che fosse troppo tardi.

In men che non si dica realizzò di non avere più freddo e di non sentire più dolore. Sentiva piuttosto un vago senso di inadeguatezza: le persone di solito tengono uno o più Backup al sicuro ma soprattutto NON comprano celle a buon mercato, di bassa qualità. Per lo meno non lo fanno se hanno un unico connettore impiantato nel proprio sistema cibernetico e quindi ci devono mettere tutta la loro memoria principale!
Mentre pensava questo, aiutato dal tool tenico di sopravvivenza, si accorse che vi erano dei problemi tecnici nel travaso dei dati.

"No!", pensò. "Non è possibile, non può essere un caso!"
Gli dovevano aver venduto due celle di una partita avariata che qualche dipendente della CyberTech (questo era il produttore, almeno vedendo il logo impresso sopra... ormai non ricordava nemmeno più come e con chi avesse concluso l’affare), probabilmente aveva trafugato invece di distruggere come doveva essere fatto. Questo spiegava come potevano costare così poco certi componenti elettronici: o erano rubati e contrabbandati, oppure si trattava di sicuro di prodotti fallati destinati alla disintegrazione.

No... mentre pensava a questo alzò lo sguardo verso il cielo plumbeo e, con la pioggia che gli scrosciava in faccia, come a sciacquargli via i ricordi direttamente dagli occhi che li avevano registrati, si sforzò di ricordare qualcosa del suo passato.
Deboli ricordi d'infanzia riaffiorarono... facce, episodi, qualche nome... tutto però antecendente all'installazione del suo primo ed unico plug di connessione, quando da adolescente, come buona parte dei suoi coetanei, aveva iniziato ad immagazzinare la sua vita su memorie esterne. Queste venivano installate già in parte precaricate con l'istruzione scolastica di base: si usava così, perchè nessuno voleva perdere tempo spaccandosi la testa per imparare cose che, almeno a livello teorico, potevano venire caricate direttamente nelle loro memorie!
Non era però mai arrivato ad avere un secondo slot con una seconda cella di memoria, nè tantomeno ad avere l'istruzione scolastica avanzata che potevano permettersi i Mezzani.

Realizzò però che il suo nome almeno se lo ricordava... e la città gli era familiare...
Vide un'insegna colorata e fortunatamente constatò di saper leggere... era già qualcosa!
Ma dove viveva? Cosa faceva nella vita? Aveva un Backup della sua esistenza da qualche parte? Ma dove?

Nulla, tabula rasa!

Riprese a camminare e si diresse per qualche minuto in una direzione pseudo casuale, cercando di seguire la fiumana principale della gente.
Ad un certo punto fiutò un odore forte di carne sintetica abbrustolita e scoprì di avere fame, il suo stomaco era totalmente vuoto da giorni, solo le droghe sintetiche l'avevano riempito, almeno in minima parte...
Gettò a terra le due celle di memoria ormai inutilizzabili e le frantumò con un piede, tanto per evitare di ripetere in futuro l'errore.
Si mise le mani in tasca e tirò fuori un chip di credito e una pasticca bluastra.
Ingoiò la pasticca senza nemmeno guardarla o chiedersi cosa fosse, come se fosse un gesto abituale -e probabilmente lo era - poi si avviò verso la direzione da cui provenienza di quell'odore con il chip di credito in mano: sembrava trattarsi di una bancarella piuttosto puzzolente di un ambulante che cuoceva il suo cibo sintetico direttamente sulla strada, come tanti altri.

Mentre si avvicinava, l'ingiustificato ottimismo stimolato in parte dalla card, la “memoria di sopravvivenza” che aveva ancora installata nella nuca, lo portò a pensare che se si era trovato in quel luogo, così vestito, con delle celle di memoria scadenti, tutto sommato la vita di cui aveva perso i ricordi non doveva essere poi granchè... forse, anche se non aveva idea di cosa fare, quella poteva essere comunque un'occasione per iniziare una nuova vita. Se la precedente era davvero pessima come poteva sembrare, tanto valeva ricominciare da zero...
Però prima doveva accertarsi di non avere conti in sospeso col suo passato, altrimenti avrebbe potuto trovarsi nei guai senza nemmeno sapere il perchè!

Fece un cenno a quell’ometto che cuoceva la carne sintetica sulla piastra rovente e lui vedendolo esordì con un’esclamazione: "Roomax! ...lo sapevo, nessuno può resistere alla mia carne. Ci mettiamo le patate proteiche?"

"Mi conosci?" rispose Roomax.
Il vecchio Jax, veterano della strada, vide subito che teneva ancora in mano tool di travaso e allora riconobbe immediatamente l'espressione intontita e semistupefatta che l’altro aveva stampata sul volto. Capendo il motivo del suo stato confusionale, realizzò quindi ciò che gli era appena successo.
"Un altro" pensò, "certo che la vendita di partite difettose sta diventando un attività redditizia per qualcuno quaggiù..."

"Certo che ti conosco", gli rispose Jax.
"Come potrei non sapere chi sei? ...Sei il mio dannato aiutante, dove accidenti eri finito! Dovevi prendere la salsa Power BLC e tornare qui! ...dove la tieni, era forse finita??"
"Non ricordo...", provò ad abbozzare lui.
"Basta, ora finiscila con questi stupidi giochetti e rimettiti al tuo posto ai fornelli, sono stanco di sostituirti... non ne posso più di questo stramaledetto caldo infernale!"

Lui obbediente, seppur un po' titubante, eseguì l'ordine.
Nel mentre Jax si asciugò la fronte, tirò un ampio sospiro di sollievo e si fece sfuggire un mezzo sorrisetto a denti stretti, come chi ha l'aria compiaciuta di aver dimostrato di saperla lunga...
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Commenti su questa Opinione
princesita

princesita

02.01.2011 20:35

eccellenti terminati! complimenti..

ilpaolino

ilpaolino

17.12.2010 09:39

di bene in meglio.....complimenti per lo stile particolarissimo...ciao

asz_xever

asz_xever

22.11.2010 22:54

eccellente....... bacini anna

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