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Titanic, dietrologia e verità

1  29.04.2012 (06.05.2012)

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Mentre nei cantieri di Belfast cominciava a prendere forma la chiglia di quello che doveva essere il transatlantico più grande e lussuoso mai costruito, da qualche parte della costa della Groenlandia una enorme massa di ghiaccio si staccava dalla terraferma e cominciava sotto forma di iceberg con una altezza totale pari a una casa di 20 piani il suo viaggio passivo, trascinato dalla fredda corrente del Labrador verso Sud. Come in una tragedia greca, il Fato poneva le premesse del disastro marittimo che la notte del 15 aprile 1912 costò la vita a 1705 innocenti.

In tutti gli avvenimenti umani apparentemente inesplicabili o imprevisti, i cigni neri secondo la indovinata definizione del saggista Nassim Nicholas Taleb, gli umani abbiamo la tendenza a cercare una giustificazione razionale, un quadro completo, senza “perché” privi di risposta né punti oscuri. Allora si mette in moto la dietrologia, più o meno giustificada. Perfetto esempio è l'assassinio di Kennedy, in verità mai chiarito completamente.

La tragedia del Titanic non ha fatto eccezione, ci furono ipotesi che definirei umoristiche se l'argomento permettesse un sorriso. Personalmente, come è chiaro dalla premessa, credo che sappiamo praticamente tutto dell'affondamento della grande nave, e quel che non sappiamo quasi sicuro che non è rilevante né si saprà mai, inghiottito con molti protagonisti nelle acque gelate dell'Atlantico Nord. Invece, decisioni tecniche sbagliate e/o irresponsabili (mi viene alla mente il detto greco a chi Zeus vuole perdere, prima toglie la ragione, errori umani, casualità, si ammucchiarono in una agghiacciante concatenazione. In qualche momento, documentandomi minimamente per elaborare questo scritto, sono stato preso ora dalla commozione ora dall'indignazione, pensando alla leggerezza o codardia di alcuni e all'eroismo e abnegazione di altri e alla terribile morte di tanti infelici.

Di seguito, un riassunto delle informazioni che, leggendo qua e là, ho raccolto e le conclusioni a cui sono arrivato.

Il progetto

Titanic fu il secondo di una serie di 3 transatlantici, chiamata Olympic dal nome del primo, mentre il Britannic fu l'ultimo ad essere varato. A questo, furono apportate varie modifiche rispetto al progetto originale di Thomas Andrews, direttore di progetto e morto nel maufragio. Mentre la nave andava inesorabilmente a fondo, Andrews prendeva appunti su quel che bisognava cambiare in future costruzioni, appunti che affidò al suo assistente che fu tra i superstiti. Tutte le testimonianze furono concordi, Andrews si comportò eroicamente, non fece nessun tentativo di salvarsi, anzi si diede da fare per aiutare suoi sfortunati compagni di viaggio. Nel suo villaggio natale nell'Irlanda del Nord, una sala pubblica è a lui dedicata.

Per quanto riguarda le due gemelle del Titanic, ebbero sorte molto diversa : l'Olympic collisionò con un incrociatore della Royal Navy e dovette rientrare in cantiere per le riparazioni, a fianco del Titanic in costruzione. Però, tornato in servizio, la sua carriera come nave passeggeri si interruppe quasi subito. Era scoppiata la prima guerra mondiale e la nave fu requisita dalla marina britannica come trasporto truppe – capacità 6.000 soldati – e si calcola che nel corso della guerra trasportò la bellezza di 119,000 uomini in armi. Come aneddoto, l'Olympic fu l'unica nave non militare che affondò un sommergibile tedesco, in diverse occasioni dovette manovrare per schivare siluri nemici e, sembra, ne incassò 2 che però non esplosero. Per la sua buona fortuna e affidabilità, soldati e marinai gli diedero il nomignolo di Old Reliable (vecchio affidabile).Tornò ad attraversare l'Atlantico centinaia di volte come nave passeggeri fino al 1935 senza problemi rilevanti, quando fu smantellato. Il Britannic da parte sua (all'origine doveva chiamarsi Gigantic, ma dopo quello che successe alTitanic preferirono lasciar perdere la mitologia greca) non arrivò neppure a operare commercialmente in quanto appena varato fu a sua volta requisito per lo sforzo bellico, allestito come nave ospedale ed affondato da una mina tedesca nel Mediterraneo. Delle 1,100 persone imbarcate, 30 morirono.

Finita la parentesi, torniamo al progetto,

Fotografie per Con la T
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L'Olympic in riparazione a lato del Titanic in costruzione
che , contrariamente a quanto sostenuto da alcuni scrittori, non era assolutamente scadente. Quel che avviene è che, con l'ansia di fare rivelazioni, molti scrittori successivi dimenticarono lo “stato dell'arte” di quei tempi, osservandolo con le prospettive tecnologiche ed ingegneristiche che non corrispondevano all'epoca. Così, non è certo difficile trovare manchevolezze, come se un collaudatore osservasse che un'auto degli anni 60 non frena bene perché non è dotata di ABS, che è normale nei veicoli moderni.
Andrews in ogni caso ebbe una grave responsabilità, non seppe opporsi alle esigenze estetiche della White Star Line pregiudicando la sicurezza della nave e dei suoi passeggeri. In effetti, il consigliere delegato Joseph Bruce Ismay era ossessionato dal lusso e dalla maestosità che dovevano distinguere il Titanic.”Inimmaginabile che i milionari passeggino per i ponti con file di scialuppe che ostacolano la vista del mare”.Soluzione, via la maggior parte delle scialuppe, se questa nave è inaffondabile!E la presenza delle paratie stagne non permette che i saloni di prima classe e le scalinate offrano un colpo di vista trionfale degno della corte dei Faraoni?Be, si faranno più basse fino al punto che non diano fastidio – e buonanotte compartimenti stagni.

Da notare che le norme dell'epoca – folli ai nostri occhi – stabilivano che una nave passeggeri di più di 10.000 tonnellate era tenuta ad essere dotata di scialuppe di salvataggio con una capacità globale minima di almeno un terzo delle persone imbarcate. Andrews invece aveva previsto scialuppe in numero sufficiente per imbarcare la totalità dei passeggeri più l'equipaggio. Sappiamo che non si fece così. Le scialuppe alla fine furono 16, più 4 smontabili. Capacità di ogni scialuppa 65 persone. Per 16 = 1,040, più circa 130 in quelle smontabili. Capacità teorica totale 1.170
Passeggeri + equipaggio a bordo = 2.223.

Gli ingredienti della futura tragedia erano serviti

La costruzione

Molto si è scritto sui conflitti di lavoro nel cantiere che in qualche modo avrebbero influenzato la fabbricazione, sui difetti dei materiali e sulle carenze nei procedimenti costruttivi. Tutti argomenti col senno di poi. In particolare, si sottolinea la eccessiva presenza di scorie e di zolfo nella composizione delle lamiere. Corrispondevano agli standard dell'epoca e conferma lampante che nulla si fece fuori del normale troviamo nel fatto che l'Olympic (costruito prima del Titanic) fu dichiarato idoneo per il trasporto truppe secondo i rigidi criteri della Royal Navy. Da aggiungere poi che per le riparazioni dell'Olympic dopo la accennata collisione, ci furono “travasi” di materiali tra Olympic e Titanic (ricordiamo, in costruzione) per consentirle di riprendere il mare al più presto, e sappiamo che la nave continuò a navigare fino a quando fu radiata.
Vi furono anche dibattiti sui rivetti di unione delle lamiere, di ferro invece che d'acciaio.C'è del vero, ma esclusivamente per motivi tecnici : la tecnologia dell'epoca permetteva l'inserimento meccanizzato dei rivetti in acciaio solo in superfici perfettamente piane. Dove c'erano curvature, non era possibile. E la forza muscolare, a meno che l'operaio fosse Superman, non riusciva ad inserire rivetti d'acciaio, di ferro invece sì. Ed in tutti i cantieri si operava in modo analogo.

La collisione. La stupida arroganza umana de i giochi del destino

Con alcuni piccoli inconvenienti ebbe finalmente inizio il viaggio inaugurale della grande nave, che salpò da Southampton, imbarcò passeggeri a Cherbourg ed in Irlanda, a Queenstown, per poi lanciarsi a tutto vapore verso New York. Era rapida, circa 23 nodi. Ricordo che nei miei viaggi per mare, non pochi, con transatlantici molto più moderni, nel foglio dove ogni giorno si indicavano i nodi percorsi e la rotta seguita le precedenti 24 ore, le velocità medie si aggiravano sui 19-20 nodi.
Il destino aveva cominciato a tessere la sua trama con un fatto apparentemente insignificante. Il capitano Smith aveva grande fiducia nel comandante in seconda dell'Olympic, di nome Wilde, e chiese che lo affiancasse sul Titanic. Di conseguenza, il comandante in seconda precedentemente designato fu “degradato” a primo ufficiale e così tutta la catena di comando, fino al terzo ufficiale che fu sbarcato, e in quel momento non sapeva che gli era toccata la lotteria. Quest'uomo, mettendo in valigia i suoi effetti personali, si portò via inavvertitamente le chiavi dell'armadietto dove erano tenuti i binocoli. Nessuno, quando la traversata ebbe inizio, pensò a scassinare la serratura per consegnarli alle povere vedette che morte di freddo ai loro posti di osservazione scrutavano diligentemente il mare per avvisare per tempo di eventuali pericoli.

A proposito, il nuovo comandante in seconda non era a suo agio nella nave. Sua sorella ricevette una lettera imbucata nella tappa irlandese che sembra una premonizione. Tra l'altro scriveva : questa nave continua a non piacermi. Mi da strane sensazioni

Al servizio radio della nave che si dirigeva orgogliosamente sicura verso la costa americana cominciarono ad arrivare avvisi di presenza di ghiacci da altre navi, avvisi sempre più insistenti, i primi furono consegnati regolarmente in plancia, poi alcuni si altri no. Un piccolo mercantile, chiamato Californian, si era addirittura prudentemente fermato, ed il suo operatore radio fu maltrattato dal collega del Titanic per i messaggi di avvertimento che lo disturbavano mentre inviava senza sosta comunicazioni private dei ricchi passeggeri di prima classe. L'ultimo dispaccio del Californian, ricevuto alle 23,00, 35 minuti prima della collisione, informava che sulla sua rotta c'erano un bel po' di iceberg, alcuni di grandi dimensioni. Non arrivò mai al ponte di comando. Una avaria delle installazioni radio – pensiamo che siamo agli albori della trasmissione senza fili – aveva ritardato di varie ore il lavoro degli operatori, si doveva recuperare il tempo perduto. In tutto il dramma del Titanic le trasmissioni radio ebbero un ruolo importantissimo, con molte luci e poche ombre. Quelle commentate. Sarebbe cambiato qualcosa senza queste ombre?

Al ricevere i primi avvisi di ghiaccio, il comandante Smith si consultò con l'amministratore delegato Ismay sulla opportunità di ridurre la velocità, ricevendo una negativa. Ismay già sognava l'arrivo in gran gala a New York con un bell'anticipo sull'orario previsto, d'altronde le condizioni meteorologiche erano eccellenti , il mare calmo, tutto funzionava alla perfezione...22 nodi erano e 22 nodi dovevano essere. Come si sa, la decisione del comandante in mare è indiscutibile ed inappellabile, in mare il comandante è come un dittatore le cui decisioni non si discutono, si obbediscono. Però Smith – nonostante fosse uno dei capitani più illustri della marina civile ed avesse comandato le navi più prestigiose dell'epoca, fino al punto da essere soprannominato il capitano dei milionari – non fece valere le sue prerogative e la nave proseguì veloce verso il suo triste destino. Si limitò, per precauzione, a ordinare una leggera variazione di rotta a sud, dove le possibilità di incontri con i temuti iceberg erano ridotte, e a raddoppiare le vedette, 2 a prua e 2 in coffa.

Dopo aver cenato in una saletta privata con alcuni milionari, appunto, fece un salto in plancia, ordinò all'ufficiale di guardia di ridurre la velocità IN CASO DI FOSCHIA e si ritirò nella sua cabina. Comunque, nell'inchiesta svolta dalle autorità britanniche dopo il disastro, tutti i comandanti marittimi chiamati come testimoni affermarono che neppure in presenza di iceberg usavano ridurre la velocità, sempre che la visibilità fosse perfetta.

Nella notte gelida limpida e scura, chi stava all'erta, a occhio nudo come sappiamo, erano le vedette, che improvvisamente videro profilarsi a prua, a poche centinaia di metri, la gran mole di ghiaccio di cui il mare, calmo come uno stagno, non aveva rivelato la presenza con l'infrangersi dei flutti, visibile a maggior distanza. Frenetici avvisi al ponte, e decisioni forse discutibili dell'ufficiale al comando, che ordinò`”indietro tutta” e “timone tutto a babordo”.Molti commentatori sottolinearono che se non si fosse cambiata la rotta e si fosse investito l'iceberg frontalmente, il Titanic quasi sicuramente sarebbe sopravvissuto, avrebbe potuto proseguire, ferito e con qualche vittima,il suo viaggio, esperienze precedenti di altre navi lo confermerebbero. E chissà, forse il cambio di rotta sarebbe stato sufficiente – si è scritto anche che il timone era troppo piccolo per le dimensioni della nave – se non fosse stato accompagnato dal terribile “indietro tutta” che diminuì la pressione sul timone, che deviò la rotta un poco meno del necessario, forse questione di centimetri. O quattro compartimenti allagati invece di cinque. La differenza tra la vita e la morte.

Se se se....la storia non si fa con i se. La collisione ci fu. Quando Andrews fu informato, mentre nelle lussuose sale di prima classe e in quelle molto molto più modeste di seconda e terza nulla deviava dalla normalità, che cinque compartimenti si stavano inondando, non ci mise molto a concludere che in un paio d'ore la nave sarebbe affondata. Si sarebbe sbagliato di soli 20 minuti.

Il Naufragio

Scontato che il transatlantico era condannato, chi sapeva, sapeva anche che buona parte delle persone imbarcate sarebbe morta, chi affogato, chi assiderato in acque dove la sopravvivenza era impossibile più di 10 minuti, a meno che fosse successo un miracolo.
Ed il miracolo poteva essere il Californian, già citato, che si trovava a 10 miglia, una ora, tutt'al più una ora e mezzo di navigazione andando piano per i ghiacci..Ma l'operatore radio, dopo essere stato zittito dal collega del Titanic, alle 23.30 era andato a dormire. Dal Californian, il personale di guardia notò i segnali luminosi in alfabeto Morse che il Titanic trasmetteva incessantemente. Non seppe interpretarli, né interpretò correttamente gli otto razzi bianchi (il bianco significa richiesta di aiuto) sparati a intermittenza in cielo dalla nave che stava affondando. Fu svegliato il capitano Stanley Lord, non si sa esattamente cosa avvenne, però Lord tornò a dormire senza fare niente e solo molto più tardi, quando il dramma si era concluso, nel Californian notarono razzi verdi, questi lanciati da altra nave, il Carpathia. Stavolta svegliarono tanto il capitano come l'operatore radio e, in contatto radio con il Carpathia, appresero quanto avvenuto. Per coprire 31 Km. fino alla zona del naufragio, il Californian ci mise 4 ore, mai fu data una spiegazione convincente del perché di questa lentezza. Nelle indagini successive, il capitano Lord fu oggetto di dure condanne morali, non tornò mai più al comando di una nave e cercò fino alla sua morte nel 1962 di ripulire la sua immagine. Invano.
La nave, il Californian, fu silurato nel 1916 al sud del Peloponneso da un sommergibile tedesco .Ci fu una vittima.

Sull' altra nave più vicina, il Carpathia, invece erano ben svegli e non persero tempo appena seppero dei terribili problemi del Titanic. Il comandante Arthur Rostron diede immediatamente ordine di dirigere a tutto vapore, e più , verso il punto del naufragio, nonostante i ghiacci,Purtroppo, erano a 58 miglia, tardarono 4 ore, nulla poterono salvo recuperare i 706 sopravvissuti dalle scialuppe. Rostron ricevette per il suo comportamento la medaglia d'onore del congresso americano e tanto lui come il suo equipaggio furono oggetto di meritati riconoscimenti pubblici e privati.

Anche il Carpathia finì male, affondato dal solito sommergibile tedesco nel 1918.Morirono 5 macchinisti.

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Si noterà che non ho trattato i tragici momenti del naufragio. L'ho fatto a ragion veduta, si dice che una immagine vale più di mille parole e questa opi è già lunga. Ma mi son reso conto, che il film di James Cameron (che credo che tutti conosciamo e che è “responsabile” del revival di interesse moderno per l'affondamento del Titanic – la Encyclopaedia Britannica del 1929 dedica 5 linee all'argomento), Di Caprio, Wislett e comprimari a parte, calca con impressionante fedeltà quel che successe, dalla vergognosa e violenta separazione tra classi anche nella disgrazia al comportamento stoico di alcuni e vigliacco di altri, al panico e alla confusione che costò la vita a 400 persone, i posti vuoti nelle scialuppe, molte furono calate semivuote, e solo una tornò indietro alla ricerca di sopravvissuti in mare, ne trovò sei. E come non ricordare i celebri 7 componenti dell'orchestra che continuarono a suonare fino all'ultimo momento, concludendo la loro commovente prestazione con l'inno religioso Nearer, My God, to Thee (più vicino a te, Dio mio).Purtroppo, mai una musica fu più pertinente.

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Opinione riveduta e corretta di altra pubblicata in diverso sito

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waltermei

waltermei

28.04.2014 17:44

grazie delle informazioni

siriabella

siriabella

17.01.2014 14:09

una tragedia che avrebbe potuto essere evitata, o almeno avrebbero potuto essere meno le vittime; mi viene la pelle d'oca ad immaginare quei momenti, ben ricostruiti nel famoso film come anche tu fai presente

Rosella63

Rosella63

21.11.2012 18:24

E' un periodo che le "Eccellenze" vanno di moda, lo hai notato?

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