Concerto per pianoforte e orchestra n° 2 in do min. op. 18 - S. Rachmaninov

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Concerto per pianoforte e orchestra n° 2 in do min. op. 18 - S. Rachmaninov

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Il lirismo nostalgico di Rachmaninov

4  14.08.2006

Vantaggi:
Ha immediata presa sul pubblico

Svantaggi:
E' il cavallo di battaglia di tanti (troppi) pianisti

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Qualità dei testi

Qualità della musica

continua


Leira

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All'interno della produzione per orchestra di Rachmaninov il Concerto n. 2 si colloca di certo fra i brani che in assoluto hanno ricevuto dal pubblico un'attenzione ed un interesse direi quasi assoluti ed immediati, il tutto legato all' amabilità del tema iniziale ed all'uso particolarmente naturale dell'orchestrazione. Lo stesso autore è stato interprete più e più volte del concerto in questione e ho la possibilità di ascoltare spesso in cd una sua interpretazione dello stesso legata alla Boston Orchestra diretta da Eugene Ormandy. L'opera ci presenta l'immagine di un musicista dal mestiere ben collaudato e dotato di una ispirazione felice, ma la cui concezione musicale è stata sconvolta a partire dal suo esilio volontario dalla Russia nel 1917. Rachmaninov non sopporta quest' esilio, sia che si trovi in Europa, sia che risieda negli Stati Unitit, tranne nel caso in cui si possa sentire unito musicalmente al proprio paese natale. Come straniero si sente sempre un "turista" non certamente un emigrato. Per tutto il resto della propria vita il compositore si sforzerà inconsciamente di imitare le sue composizioni russe e, nel momento in cui le imiterà, di ritrovare i sereni momenti della propria esistenza durante i quali erano state composte. Questo tentativo è particolarmente evidente in questo brano per orchestra.
E' stato per pura casualità che Rachmaninov ha rielaborato la formula dei concerti per clavicembalo di J.S.Bach, nei quali il solista suona senza fermarsi, passando e ripassando di continuo alla parte solistica, mentre la massa orchestrale è aumentata, ovvero ridotta, a seconda che il pianoforte si fonda in essa o si distacchi dalla stessa per assumere il proprio ruolo concertante. Questa formula pre-classica, nella quale si interseca un linguaggio imparentato con il romanticismo di fine XIX secolo, ci regala, in questa Concerto n. 2 per pianoforte e per orchestra, risultati davvero soddisfacenti. Oserei definire questo brano orchestrale "sontuoso", proprio per la ripresa semplice e schietta di un importante tema russo nel terzo movimento, quello che ci regala invero le più alte vette di lirismo. Lontano dal non essere che una futile dimostrazione di "pianismo eccentrico", il concerto possiede una personalità ed un carisma innegabili, motivo per cui è prepotentemente entrato da subito nel repertorio dei grandi pianisti del Novecento e di molti giovani pianisti che hanno nel cuore il semplice desiderio di far "breccia" nell'anima dell'ascoltatore.

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Commenti su questa Opinione
Mabuse

Mabuse

14.11.2007 19:01

...famosa è l'interpretazione dell'autore al pianoforte con la Philadelphia Orchestra diretta da Leopold Stokowski, registrata nel 1927.

Mabuse

Mabuse

14.11.2007 18:59

Questo concerto è stato spesso saccheggiato per varie colonne sonore, anche se non ha avuto la fortuna di essere protagonista di un film, come è avvenuto per il Concerto n.3 in re, op. 30, citato come “Rach 3” nel film “Shine”...

rogen81

rogen81

19.05.2007 15:37

ottimo, senza considerare che dal II°tempo del concerto, eric carmen ha copiato la famosissima "ALL BY MYSELF".... ciau!

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