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Contro la fine dell'architettura (Vittorio Gregotti)

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Non solo per architetti

5  15.11.2009

Vantaggi:
Concepire l'architettura in funzione dell'uomo

Svantaggi:
nessuno

Consiglio il prodotto: Sì 

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 11 utenti Ciao

Credo che questo è un libro che non debba essere relegato solo nell'ambito
specialistico del mondo dell'architettura, spero che ci sia qualche architetto o studente di architettura che possa leggermi per condividere quanto annotato nelle righe che seguono.

E' un libro che ci consente di riflettere sul modo di fare architettura rispetto al passato, un mondo come l'attuale dove sono cambiate prima di tutto le condizioni tecniche rispetto al passato, ma -è questo un punto importante- Vittorio Gregotti parla della
liquefazione dell'architettura che è sempre più distante dalla realtà empirica fino a perdere la propria identità.

L'architettura che può essere definita come l'arte applicata alla scienza della costruzione è sempre più alla ricerca di nuove strade, strade spesso sperimentali e tutto questo -dice gregotti- è vissuto come liberazione di forza creativa, ma fino a che punto può spingersi l'architetura? E proseguendo il paragone con l'arte, fino a che punto può spingersi l'arte nella sperimentazione senza rischiare di liquefarsi?

Qualche tempo fa ho rivisto, dopo anni, una mostra delle opere di Alberto Burri, la prima mostra la vidi alla Galleria d'Arte Moderna a Roma, mi sono fatto la stessa domanda: fino a che punto può spingersi la sperimentazione senza rischiare di perdere contatto con la realtà?

Lo stesso Gregotti afferma: Naturalmente chi scrive qui( non solo come
architetto) ha da sempre considerato, come molti della mia generazione
la categoria del postmoderno una funesta, anche se storicamente propria,
descrizione a volte caricaturale (la caricatura insieme alla sproporzione
è un carattere rilevante dell'età post moderna) della condizione di progressiva
disgregazione degli impegni critici della cultura difronte allo stato delle cose, disgregazione che è proseguita e che permane immutata.

L'architettura arrivando trent'anni dopo le altre arti si trova in questa
situazione sperimentale come lo si sono tovate le altre arti, Gregotti parla di plastica estremista, di significati inacessibili ed auspica che:

l'architettura ritorni alla sua vocazione prima che è connessa all'idea di abitabilità. all'idea di costruzione, di solidità riconducendo la sperimentazione sopratutto alla ricerca di nuovi materiali ecocompatibili, di nuove forme di utilizzo degli stessi in chiave di risparmio energetico.

Nota personale A questo proposito è interessante ricordare che in diverse città del mondo tra cui anche a Milano e in Alto Adige sono state costruite delle abitazioni totalmente ecocompatibili che sono arrivate ad abbattere circa dell'80%
l'utilizzo de riscaldamento tradizionale, proprio questo modo di fare edilizia dovrebbe essere fare dell'architettura di qualità.

Non bisogna quindi dimenticare l'essenza dell'architettura - dice Gregotti- senza perdere di vista la capacità di fare arte, di fare belle cose senza inutili bizzarrie.

Provocazione finale le gigantesche colate di cemento che hanno prodotto dei mostri in tutte le città sono buona architettura? Quegli inutili casermoni da mutuo fino al 100% sono costruiti seguendo i criteri di abitabilità? E in ultimo quale compatibilità vi può essere tra politica ed architettura in un paese in cui non esistono più piani regolatori ma semplici accordi di programma che autorizzano a costruire il brutto e lo legittimano come sociale?

Ve lo ricordate il famoso sacco di Palermo quando in una sola notte vennero firmate 4000 licenze edilizie dall'allora sindaco di Palermo Vito Ciancimino che decretarono la distruzione di decine di ville liberty per costruire enormi casermoni?

L'auspicio finale dell'autore , richiamandosi al filosofo tedesco Adorno è quello di fare un'architettura degna dell'uomo


Un' architettura degna dell'uomo deve avere degli uomini e della società
un'opinione migliore di quella corrispondente al loro stato reale

Adorno

Vittorio Gregotti
Contro la fine dell'architettura
Editore Einaudi
Pag. 133
Prezzo euro 10,00

Immagini
Contro la fine dell'architettura (Vittorio Gregotti) 8806192930g - Contro la fine dell'architettura (V.
Contro la fine dell'architettura (V. Gregotti)
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ester87

ester87

20.11.2009 15:59

Grazie per il suggerimento

Alienna

Alienna

20.11.2009 11:42

leggendo la tua opinione mi sono venuti in mente tutti i mostri che hanno deturpato la mia città. Ciao e grazie per l'opinione

geolele

geolele

19.11.2009 13:15

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