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TONNO COOP CHE NON UCCIDE....
Vantaggi Salvaguardare la natura
Svantaggi speriamo sia veramente cosi
Reti che sono trappole mortali per tutto quello che si muove nel mare, sono barriere insormontabili per tutti i pesci sfortunati che hanno la disavventura di caderci dentro.
Ci sarà qualcuno che obbietterà che le reti sono fatte per ingabbiare e prendere più pesci possibili a vantaggio di chi quella rete la stende tutti i giorni e tutti i giorni la ritira su.
Questo è legittimo per chi deve campare con questo lavoro che oltretutto è faticoso e rischioso più che mai.
Ma è anche giusto che ci si preuccupi di salvaguardare certe specie di animali che non rientrano nelle nostre abitudini alimentari e quegli animali che sono in via di estinzione.
Io credo che sia eticamente giusto che l' essere umano faccia qualcosa per salvare l' immenso patrimonio che è il mare e lo deve fare perchè cosi facendo difende anche il suo benessere.
La Coop, almeno nella pubblicità che promuove il suo prodotto, è impegnata a combattere chi fa morire centinaia di delfini, tartarughe , squali e altri animali con una politica che previlegia il tonno pescato all' amo piuttosto che con reti lunghe chilometri che fanno fare molto profitto ma anche infiniti danni all' ambiente.
La Coop con questo suo impegno si è messa all' avanguardia nel proteggere le specie che se si impigliano nelle reti illegali fanno una fine miserevole e sicuramente meglio mangiare una scatoletta di tonno che magari non sia di qualità eccelsa ma sapere che questo piccolo sacrificio serve per salvaguardare i nostri mari.
La Coop già in altri tempi si era impegnata a non usare prodotti nelle bombolette spray che erano caricate con gas che intaccavano lo strato di ozzono e adesso con questa campagna si mette all' avanguardia per difendere la fauna marina minacciata.
Da pescatore sportivo ritengo che la pesca al tonno con l' amo sia pure un' esperienza indimenticabile e credo che la soddisfazione di pescare un tonno con le mie mani sarebbe il massimo.
Già i Giapponesi ci mettono del loro per distruggere il poco rimasto; la caccia alle balene per scopi scientifici che finiscono a pezzi nelle loro pentole, la mattanza di delfini trattati come tonni che fanno la stessa fine delle loro colleghe, meno male che in Italia ci sono realtà come la Coop che si preoccupa dell' ambiente e della sua salvaguardia e speriamo che le promozioni commerciali non si indirizzino più sul fatto che il tonno pinna gialla sia pescato nei mari più puliti o il tonno che si spezza con un grissino ma sia sempre di più quello che la Coop sta pubblicizzando e che è la fiocina lanciata da un pescatore che sparisce nel momento che sta per colpire un delfino e la voce afferma che vendiamo solo tonno che pescato all' amo non uccide i delfini.
Speriamo che sia una pubblicità veritiera e non ci siano sotto i soliti interessi commerciali.
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larima 15/05/2006 13:58
bludolphin 15/05/2006 09:28
di solito preferisco altre marche..
dolcevalery 15/05/2006 02:16
rotrebor 15/05/2006 00:24
Rotrebor è sempre presente(¦^_^¦):= grazie!
Ottime segnalazioni!!! La pesca del tonno è diventata oggetto di controversie da quando il governo americano ha limitato il numero di delfini che possono essere presi nelle reti dei pescatori di tonno. Ho letto di un'intervista a Roger Soares che per anni ha avuto un peschereccio. Ti segnalo solo una parte di questa intervista: <<LA RETE circondò il banco di delfini, l’estremità superiore sostenuta da sugheri mentre il resto scendeva alla profondità di molte braccia nell’acqua. Formava un muro circolare di rete senza fondo e abbastanza profondo da racchiudere i tonni che nuotavano sotto i delfini. Mentre altri stringevano i tiranti per chiudere il fondo della rete, io e un paio di altri giovani ci tuffammo in acqua per aiutare i delfini a scavalcare i sugheri e fuggire. Era un lavoro pericoloso, perché nella rete erano stati presi anche degli squali>> Così Roger Soares descrisse uno dei lavori che faceva nei primi tempi della sua carriera di pescatore di tonni. Le sue parole ribadiscono un punto: i pescatori coscienziosi apprezzano i delfini e cercano di salvarne il maggior numero possibile. A quell’epoca, pescavano con la pertica poi erano passati alla pesca con reti a circuizione fatte di nylon. Un paio d’anni più tardi lavoravano con le reti: allora lui si tuffava per aiutare i delfini a scavalcare i sugheri”. “Insieme agli squali". Alcuni pescatori rimasero feriti. Un ragazzo morì in seguito all’assalto di uno squalo”. Ciao da Enzo.