Opinione su "Córdoba"

pubblicata 26/03/2017 | Sybille_80
Iscritto da : 18/10/2008
Opinioni : 216
Fiducie ricevute : 45
Su di me :
Ottimo
Vantaggi Città giovane ed interessante
Svantaggi -
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"Un dedalo di strade ad unire due culture"

Córdoba - Mezquita interno

Córdoba - Mezquita interno


Seconda parte del nostro viaggio ‘on the road’ nella regione spagnola dell’ Andalusia. La provincia di Cordoba, la più settentrionale dell’Andalusia, è attraversata da est ad ovest della valle del Rio Guadalquivir. Sulla riva settentrionale del fiume, sorge Cordoba (la nostra meta), città meravigliosa dominata dalla millenaria Mezquita, uno dei monumenti più preziosi e particolari al mondo.

Verso Cordoba

Da Siviglia muoversi verso Cordoba è piuttosto semplice. I collegamenti ferroviari in Andalusia funzionano benissimo e se saprete organizzarvi bene, sarete in grado di raggiungere qualunque posto utilizzando semplicemente i mezzi pubblici.

La stazione di Santa Justa a Siviglia, è piuttosto grande, ma prenotare un treno non è difficile anche se non conoscete lo spagnolo riuscirete ad andare dovunque senza difficoltà. Anche in Andalusia, ci sono offerte sui treni super veloci, e potreste essere fortunati riuscendo a spendere per un alta velocità pochi euro. Noi non conoscendo benissimo il programma che avremmo seguito ed il tempo che avremmo impiegato per visitare le singole città, avevamo deciso di prenotare gli hotel ma di non prenotare gli spostamenti, saremmo state troppo vincolate e lontano dallo spirito della vacanza.

La distanza tra Siviglia e Cordoba, viene coperta in un oretta di viaggio, super comodo su un alta velocità freschissimo (devo proprio dirlo rispetto al caldo di Siviglia). Ci fermeremo a Cordoba soltanto un giorno, per cui siamo piene di aspettative ed un po’ stressate per le tantissime cose da vedere.

Cordoba la città più calda dell’Andalusia

Cordoba è decisamente la città più calda che mi è capitato di visitare durante questo viaggio. Si tratta di una città davvero bellissima, ma il primo ricordo che ho è di quel piazzale assolato davanti alla stazione ferroviaria. Il caldo era talmente intenso e mi è rimasto davvero impresso. Purtroppo il nostro albergo non era vicinissimo e la calura tanta, comunque bagagli in spalla (non nel senso letterale) ed armate di parecchia pazienza ecco dirigerci verso il centro città.
La Mesquita

La giornata inizia all’alba, siamo intenzionate a visitare la Mesquita di Cordova, probabimente il suo monumento più famoso ed una delle meraviglie del mondo.
Se ben ricordo, la visita alla Mesquita è gratuita di prima mattina e deve avvenire entro le dieci, quando la cattedrale viene svuotata per permettere al pubblico pagante di entrare.

La Mesquita merita di essere vista (sia a pagamento che no), però se possibile vi consiglio di utilizzare l’orario mattutino per evitare folle oceaniche. In realtà al mattino presto i visitatori ci sono (e sono numerosi) ma non sono così numerosi come per l’apertura a pagamento.

Il monumento è probabilmente uno dei più rilevanti dell’intera Andalusia, e rimarca la continua lotta di religione che nei secoli è stata compiuta in questa regione. Ancora una volta una moschea lascia spazio ad una chiesa, con un risultato che lo snatura ma che chiaramente, fa da rimando all’arte arabo islamica.

La costruzione deriva dall’ antica chiesa visigota di San Vincenzo, i musulmani occuparono Cordova nel 756 e la chiesa fu inizialmente suddivisa ed utilizzata in contemporanea da musulmani e cristiani. Fu sotto il controllo di Abd ar Rahman I, ad iniziare i lavori di costruzione della grande moschea, acquistando dai cristiani il sito della cattedrale di San Vincenzo. Per motivi economici e di tempo, gli architetti di Abd ar Rahman incorporarono nella nuova struttura la parete dell’ex cattedrale e per questo motivo il muro della preghiera del mihrab non è perfettamente rivolto verso la Mecca. Ai tempi della sua realizzazione era la più grande moschea del mondo musulmano del tempo.

Avendo già visitato l’Alcazar di Siviglia, posso dire che ero parzialmente preparata a quello che avrei visto. Ma la meraviglia, una volta entrata è stata grande comunque. Il labirinto di colonne, è davvero qualcosa di unico e meraviglioso.
Immaginate, ci sono 856 colonne, lungo 19 navate della moschea. Questo tipo di costruzione è tipico della cultura araba dove si cercava di creare un effetto di infinito tramite labirintiche trame di esili colonne. Il visitatore era disorientato ed allo stesso tempo intimidito da tale maestosità. Ed era proprio questo l’effetto che si voleva ottenere. Inizialmente, tutte le diciannove navate della moschea si aprivano sul cortile esterno chiamato Patio de los Naranjos, in modo tale che le file delle colonne interne apparissero come un prolungamento degli alberi.

Oggi, solo una delle porte d’ingresso rimane aperta e l’effetto dei colonnati rimane soltanto all’interno, perdendo il rapporto tra la luce esterna e la semioscurità interna. Le colonne sono tutte sormontate da capitelli in stili diversi. Su queste colonne si appoggiano delle arcate doppie in mattoni e pietra bianca, che permettono di avere un soffitto altissimo donando allo stesso tempo all’edificio un impressione di leggerezza.

Il mihrab non è orientato verso la Ka’ ba della Mecca ma verso sud, per la ragione di cui ho scritto prima ciò nonostante la leggenda vuole che l’emiro avesse scelto di dare lo stesso orientamento della moschea di Damasco. Gioiello architettonico eretto nel X secolo, la cupola del mihrab e i vani che si aprono su entrambi i lati sono decorati con mosaici in oro, rosso ramato, turchese e verde, opera di artigiani.

Quando Cordova fu riconquistata dai cristiani di Ferdinando III di Castiglia, la moschea fu convertita in cattedrale. Vennero abbattute alcune file di colonne per lasciare libero lo spazio per la cappella Reale decorata con stucchi mudejar. Ma fu proprio Carlo V, successivamente che avviò la costruzione della cattedrale richiedendo la distruzione di molte delle caratteristiche di arte islamica delle moschea. Il risultato è una fusione di stili gotico, rinascimentale e barocco, ma da comunque da pensare alla meraviglia che c’era prima e che per creare spazio è stata distrutta. Lo stesso Carlo V, che aveva voluto la chiesa cattolica, al termine dei lavori esprime incertezza con la sua frase ‘avrete costruito qualcosa che si può vedere ovunque distruggendo qualcosa che invece era unico al mondo. Lascia l’amaro in bocca, perché la Mesquita è davvero stupenda, ma è quasi impossibile pensare a come doveva essere prima della distruzione per fare spazio alla chiesa che ospita.

Decisamente uno dei monumenti che mi è rimasto più impresso dell’intera vacanza per la sua particolarità. L’atmosfera dell’edificio è particolare, soprattutto perché è evidente il contrasto tra la maestosa semplicità della moschea e l’enigmatica penombra della cattedrale, che è al centro dell’edificio, ma allo stesso tempo ne sembra isolata.

Piccola Sinagoga e Juderia

La Juderia, è l’antico quartiere ebraico, a pochi passi dalla Mesquita. Si tratta di un vecchio quartiere ebraico, che ricorda un po’ il Barrio Santa Cruz di Siviglia. Vi consiglio di visitarlo anche se, non createvi forti aspettative perché ci sono troppi negozi di souvenir (ed io ho sviluppato una grande insofferenza). I vicoli stretti sono caratteristici e tinteggiati di bianco, un classico dell’Andalusia moderna. Questa Juderia, è una delle più importanti d’Europa. Le abitazioni bianche hanno quasi tutte un piccolo giardinetto sul davanti, sono arroccate fra di loro e separate da stradine molto strette. Il dedalo di strade ci guida attraverso la piccola sinagoga, una delle poche spagnole sopravvissute all’espulsione degli ebrei nel 1492.
Plaza del Potro

Proseguendo verso est dalla Mezquita si incontra uno dei luoghi storici di Cordoba, Plaza del Potro, una bella piazza antica che prende il nome dal puledro che adorna la fontana al centro della piazza. Questo luogo, un tempo, era considerato un luogo malfamato dove si riunivano mercanti di cavalli e di muli. Malfamato come lo era la Posada del Potro, di cui Cervantes parla nel suo Don Chisciotte e dove senza dubbio ha alloggiato. Oggi l’edificio è stato restaurato ed è diventato un centro per lo studio dell’arte del flamenco.

Ponte Romano

Il Ponte Romano è un ponte di 250 metri, oggi pedonale. Separa la parte storica della città dalla parte nuova. Il ponte attraversa il fiume Guadalquivir, che è l’unico fiume navigabile di tutta la Spagna, il suo nome dalla lingua araba significa ‘Fiume Grande’. La costruzione di questo ponte fu voluta da Augusto, e nel corso dei tempi è stato lo scenario di parecchie battaglie.
Palacio Viana

Abbiamo dedicato davvero poco tempo, a Cordova. Avrei voluto avere più giorni ed essere in un periodo diverso dall’estate per poter ammirare la bellezza dei patii, cortili decorati per cui Cordova è davvero conosciuta.

Ogni primavera, infatti, Cordova si riveste di tutti i colori dei fiori e tutti le case con patio concorrono ad una speciale gara per l’elezione del patio più bello.

Una delle ville più conosciute per la bellezza dei suoi patii è Palacio Viana, che è diventata un museo, grazie all’elevato numero di Patii e la loro bellezza. Il Palazzo- Museo de Viana, è una dimora signorile, la cui ricostruzione risale al XIV secolo, ma nel tempo si è allargata lentamente fino ad inglobare le abitazioni circostanti. Palacio Viana si trova ad ovest di San Agustin, in Plaza de Gome, ed è davvero uno degli edifici più belli che ho visitato in spagna.

Visitare questo palazzo consente di conoscere l’evoluzione architettonica degli stili più rappresentativi di Cordoba, fino ad oggi. Sono evidenti poi le varie abilità delle maestranze a partire dai pavimenti mosaicati di epoca romana, ai soffitti di cassettoni di stile mudejar e rinascimentale. All’interno di questo palazzo- museo ci sono 12 patii. Noi siamo capitate in questa città in piena estate, e l’estate Andalusa è davvero molto calda e quindi non abbiamo visto fiori ma soltanto allestimenti.

Il palazzo è grande 6.500mq e qui predominano i cortili, i giardini, le piante e le fontane, come nella classica tradizione araba e romana. Un modo per abbellire la propria dimora ma anche renderla più fresca, visti i 45 gradi estivi della città.

Hotel Saint Miguel

Durante questa vacanza siamo davvero state fortunate con gli hotel. Tutti molto diversi tra loro, tipicamente in stile andaluso e molto carini con un ottimo rapporto qualità prezzo.
Quest’hotel è stato un po’ difficile da trovare, sono sincera, forse è stata l’unica volta che abbiamo avuto difficoltà.

Situato in Plaza San Miguel, a pochi passi da Plasa de lasTendillas. E’ piuttosto in centro, ci vuole circa un quarto d’ora a raggiungere la Mesquita. L’hotel è stato realizzato in un palazzo che per anni è stato adibito a taberna y bodegas tipica della zona, ed è considerato uno dei patrimoni artistici della zona. La nostra camera dava su un terrazzino che lasciava intravedere il cortile interno, un piccolo cortile decorato con tantissimi fiori. Un tipico patio andaluso.

La nostra stanza (una tripla), era abbastanza spaziosa e comoda. Il bagno forse uno dei migliori che ho incontrato in questa vacanza andalusa. Il resto dell’arredamento era nella media, ricordo ilcopriletto con le maxi margheritone che mi sono rimaste impresse durante tutta la vacanza, ed il piccolo frigo bar che avrebbe dovuto contenere tutti i nostri biscotti (errore magistrale).

Non ricordo di avere fatto colazione in questo albergo. E’ usanza andalusa, offrire la colazione come servizio separato rispetto alla notte. Onestamente ci sembrava un pochino uno spreco (perché il costo della colazione era alto) e così avevamo deciso di farla un po’ dove ci saremmo trovate. L’hotel è comunque stra raccomandato perché sono stati davvero gentili e l’accoglienza è stata ottima. Di seguito vi lascio i dettagli.

Hotel San Miguel
C/San Zoilo, 4
Cordoba
Concludendo

Sono un po’ dispiaciuta di essermi fermata poco in questa città. E’ davvero molto conosciuta per la bellezza della Mezquita, ma il resto della città è comunque molto giovane ed interessante. Il ricordo più bello che ho di questa città è la bella passeggiata serale che abbiamo fatto appena arrivate, è una città piena di locali e di eleganti caffè, ci si può fermare ad assaggiare qualcosa di buono oppure proseguire a curiosare tra i negozi , è veramente una città da scoprire.


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Commenti su questa Opinione

  • pepppino pubblicata 17/06/2017
    Ci sei stata poco ma l'hai vissuta molto e tanto ci hai dato con questa tua splendida presentazione. Grazie
  • Dan91 pubblicata 04/06/2017
    psti cui difficilmente andrò a visitare
  • Grazy.84 pubblicata 27/03/2017
    Davvero stupenda *.* eccellente disamina, complimenti :))
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Su Ciao da: 10/09/2002