Costa Brava - Family Album

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I panni puliti si asciugano al vento

5  27.04.2012

Vantaggi:
La freschezza europea di un gustoso minimalismo alleniano .

Svantaggi:
È praticamente impossibile che riusciate a vederlo !

Consiglio il prodotto: Sì 

brest

Su di me: Cliccando su 'biglietto da visita', potete fare la conoscenza di mio figlio. (7/11/2012: O B A M ...

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Istantanee da una metropoli di successo: a Barcellona Anna (Marta Balletbò-Coll) è una guida turistica corpulenta e spiritosa, ma nel suo intimo cova l’aspirazione di monologhista brillante, e la vediamo provare e riprovare il suo pezzo forte sulla ventosa terrazza di casa. Timida di talento, la trentenne pende dalle labbra del suo idolo ed ex-amore, l’affermata attrice Marta Puig (Montserrat Gausachs) ma esita a lanciarsi davvero nel mondo dello spettacolo in cui vorrebbe abitare in modo permanente. Quando si decide a spedire il suo monologo ad un festival di teatro-off di S. Francisco, lo fa con la stessa convinzione con cui il naufrago dell’isoletta sperduta getta in mare un messaggio in bottiglia.
Un giorno scocca la scintilla dell’attrazione tra Anna e la schiva ricercatrice universitaria Montserrat (Desi Del Valle), ingegnere israelo-americano alla scoperta delle sue radici nella vecchia Europa. Il flirt diventa presto relazione, con tutte le conseguenze d’impegno e necessità di scelte decisive che questo comporta.
Inatteso, infine, giunge il ronzio frusciante di un fax dalla California…

Solo i più ciao-datati di voi (ce n’è ancora qualcuno?) ricorderanno che nella sezione ‘cinema’ esisteva una volta la categoria ‘Un film introvabile!’, e ancora non so se fu creata per caso o per errore. In ogni caso, oggi è sparita, come molte cose del resto. Mi sono sempre chiesto se e quando mai avrei utilizzato quell’anomala categoria, e finalmente, la recherche esistenziale di visioni cinematografiche, che sto compiendo a ritroso negli appunti dei film della mia vita e che tra qualche decennio (secondo le stime più ottimistiche) dovrei portare a compimento, mi ha condotto a raccontarvi oggi di un film davvero introvabile , semplicemente perché mai distribuito nel nostro paese (né in sala, né in tv, né in home-video) e dunque mai doppiato per il mercato italiano.
Lo vidi proprio nella capitale della Catalunya la sera del 25 settembre 1995, durante un mio lungamente sospirato soggiorno presso un amico dottorando in economia, e l’ho recuperato solo da poco grazie alla rete. La versione originale che vidi allora era in inglese, quella che ho recuperato formato file video è invece doppiata in castigliano, ma è stata più che sufficiente per rinfrescarmi la memoria.
La sceneggiatrice e regista di questa piccola storia d’amore barcellonese è l’autoctona Marta Balletbò-Coll,
Fotografie per Costa Brava - Family Album
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Costa Brava - Family Album Immagine 1
Copertina del dvd in commercio (ma non in Italia)
allora trentacinquenne ma già ben strutturata quanto a personalità autoriale e a confidenza con le forme dell’espressione filmica: nella sua carriera, riferisce imdb.com, finì per inanellare pochi altri film (il corto “Intrepidissima” nel ’96 e l’opera seconda “Sévigné” otto anni dopo), nessuno dei quali io avessi mai sentito nominare tra quelli apparsi sotto qualunque forma (anche in festival o rassegne in lingua originale) sugli schermi grandi e piccoli del nostro paese.
Le corde della commedia sentimentale sono quelle che MBC sfiora con più agio e complicità, e non si fa fatica a intravedere in Woody Allen un suo nume ispiratore, sia per l’uso poetico della città, sia per il candido pudore nella ‘traduzione’ su pellicola delle pulsioni del desiderio e del sesso (molto indovinata la silenziosa funzione di un’utilitaria rossa nella pineta deserta in riva al mare), sia infine per la naturalezza con cui sono resi drammatici e narrativi i tanti inciampi che l’Io incontra nell’avventurosa ricerca dell’affermazione di sé (le paure, gli alti e bassi dell’autostima, le balbuzie del cuore).
La storia tracciata è davvero semplice fin quasi a sembrare banale, eppure è esattamente nelle onde sintoniche della sua conclamata normalità che sfrigolano le basse frequenze dello stile, zampillano i picchi inattesi dell’umorismo, accade il silenzio cronometrico dell’amore.

Arte povera, film fatto in casa con l’aiuto di amici qualificati e il regalo di avanzi di pellicola 35 mm da parte di case di produzione barcellonesi, madrilene e basche, “Costa Brava” è un gioiello tagliato all’impronta in sole due settimane di riprese, con l’uso preponderante della camera a spalla e l’occhio allenato alla sintassi filmica di una vera cinefila (nei titoli di testa la dedica a Nestor Almendros, direttore della fotografia della Nouvelle Vague e Gerald Mast, studioso e storico americano della settima arte), che sin dal primo fotogramma mostra al pubblico cosa significhi la sensibilità di un occhio autoriale: un terrazzo di panni stesi copre solo parzialmente le guglie della Sagrada Familia, che sbucano sullo sfondo come un ibrido rabbioso tra una colata lavica e un’astronave aliena.
In quell’iniziale inquadratura c’è già tutta la poetica della regista, e al tempo stesso il sale e il pepe del film, della Spagna e forse della vita: se l’ipocrisia conformista pretende che i panni sporchi si lavino in famiglia, i panni puliti si asciugano davanti a tutti, sotto il cielo e nel vento, anche (e soprattutto) all’ingombrante cospetto della sacralità mastodontica e incompiuta.
Lungi dal firmare un film gay ‘militante’ o spettacolarmente esibizionista (come sanno essere i sarcastici affreschi mono-sessuali o tutti al femminile del più famoso connazionale Almodóvar), Marta Balletbò-Coll ricama piuttosto un dolce velo merlettato, tutto riflesso nei piccoli grandi gesti della semplicità intima, della familiarità ordinaria, della mut(u)a complice vicinanza.
Ecco che, indovinando il registro stilistico più appropriato al soggetto della narrazione, l’autrice nativa de L’Hospitalet de Llobregat fa scattare senza sforzo apparente la chiave invisibile con cui si entra nella piena immedesimazione del pubblico: una volta eseguito questo fluido accesso, ogni comportamento delle protagoniste ci giunge come familiare e spiazzante al tempo stesso, favorendo una pervasiva empatia nei confronti di queste due giovani donne alle prese con i dilemmi e i compromessi di ogni coppia moderna.

La duttile truppa di lavorazione utilizza in piccole parti di contorno i titolari di altre voci produttive, ma porta alla ribalta soprattutto le due attrici protagoniste: la regista Marta Balletbò-Coll è una bella donnona corpulenta, aggraziata, buffa; la sua co-protagonista Desi del Valle (anche co-autrice dei dialoghi) uno scricciolo castano, curioso e irrequieto.
Tendo a intuire che le due donne abbiano portato in scena né più né meno il loro vero modo d’essere, e merito della sceneggiatura dunque non è quello di aver ‘creato’ due grandi personaggi, ma di aver sfruttato con intelligente senso di economia le potenzialità psico-morfologiche che già le attrici recavano in sé, incorniciandole nel contesto in cui fossero più efficaci e godibili dagli spettatori.
Eppure anche altri elementi del film sono davvero di livello superiore, e per tutti valga qui la menzione d’onore alle musiche originali di Emili Remolíns Casas, Xavier Martorell e Miquel Amor, che costituiscono per la pellicola molto più che un semplice accompagnamento df’atmosfera, ma arrivano a meritarsi sul campo il ruolo di co-protagoniste, nella loro miracolosa adeguatezza al clima morale del racconto, nel loro fondamentale contributo al suo equilibrio, nella loro compiuta opera di raccordo emotivo tra la successione dei fatti narrati e il loro significato ultimo per le persone che ne sono coinvolte.
La delicatezza, la modernità, la necessità della ricerca di un respiro felice nel raggio solare dell’oggi e del domani: prendetemi per sciroccato se volete, ma è esattamente questo che le musiche del film, secondo me, aiutano a raccontare.

Dovete fidarvi sulla parola, malgrado siano tempi davvero infelici per questo e altri esercizi di abbandono intellettuale: dovete farlo semplicemente perché, a meno di munirsi di pazientissimo mulo informatico, è virtualmente impossibile che veniate messi di fronte a questa piccolissima e sorprendente storia d’amore e stand-up comedy .
Però, siccome nella vita non si può mai dire, tenete a mente le mie parole, soprattutto voi che abbiate il gusto del cinema raro e autoriale nel senso meno ingessato e ingombrante del termine: “Costa Brava-Family Album” è davvero una parentesi di frizzante intelligenza, che beneficerà come un balsamo chiunque sia predisposto alla visione che abbia anche la fortuna o la tenacia di viverla, poco importa se su piccolo o grande schermo (io ho rivisto il film in treno su un piccolo notebook e mi è piaciuto ancor più della prima volta.
Non mi vergogno di ammettere l’applicazione di un ingente ‘fattore simpatia’ al mio giudizio, che traduce un generoso 7,5 nell’ancor più tondo punteggio delle cinque ciao-stelle.

Alla fine e nonostante tutto, se mai vi capiterà di finire davvero davanti a questo film, vedrete una commedia briosa ed elegante, ‘scritta’ con la mano libera della camera a spalla non meno che con il morbido rigore di una solida predisposizione introspettiva e quasi malinconica.
Vedrete una città luminosa e quieta, come protetta da un angelo custode sproporzionato e onnipresente, che forse altro non è che la trasgressiva metafora del sogno realizzabile, in una società giusta, da qualunque persona innamorata della vita e di un suo simile.
Una sacra famiglia.

SCHEDA
COSTA BRAVA-FAMILY ALBUM (Id., Spa 1995, 90’). Regia: Marta Balletbò-Coll. Soggetto: Marta Balletbò-Coll, Ana Simón-Cerezo. Sceneggiatura: Marta Balletbò-Coll, Steven Winchell, Marel Malaret, Desi del Valle. Fotografia: Teo López-García. Montaggio: Ignacio Pérez de Olaguer Córdoba. Scenografia: Gloria Martí-Palanque. Costumi: Ricard Fernández. Musiche originali: Emili Remolíns Casas, Xavier Martorell, Miquel Amor. Con Marta Balletbò-Coll, Desi Del Valle, Montserrat Gausachs, Josep Maria Brugués, Ramon Mari, Sergi Schaaf, Marel Malaret, Marta Marti-Palanques, Emili Remolins Casas, Luz Marina Reyes Peirò, Anna Casellas. (Voto: 7,5)

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apo1971

apo1971

06.01.2013 13:22

Una sacra chicca questa, ma oltre le mie possibilità (sia di trovarlo che di comprenderlo in lingua originale).

mrforni

mrforni

08.05.2012 23:37

eccellente

Asiuletta

Asiuletta

07.05.2012 12:55

Questa sì che è una vera e propria chicca e, poiché mi piacciono le sfide, credo che cercherò di beccare in qualche modo questo film introvabile!

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