Croazia Impressioni

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Opinione su "Croazia Impressioni"

pubblicata 02/08/2017 | senza-nome
Iscritto da : 25/02/2006
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Su di me :
Buono
Vantaggi terra ricca di bellezze naturali e monumenti
Svantaggi molto commerciale e poco economica
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"Viaggio in Croazia, parte uno: a mia nonna"

Zagabria, Trg kralja Tomislava

Zagabria, Trg kralja Tomislava

Mia nonna paterna era di Zara e aveva, durante la seconda guerra mondiale, sposato mio nonno, soldato italiano di stanza nella cittadina croata. Con lui aveva avuto un figlio lì e poi si erano trasferiti nel Sud Italia, dove avevano vissuto il loro grande amore, avuto un altro figlio, affrontato difficoltà economiche e di arretratezza culturale del posto in cui mia nonna si era ritrovata a vivere, guardata con disapprovazione da chi la considerava troppo libera e indipendente per quelle che erano le abitudini del nostro paesello legato a una mentalità molto rurale.
Mia nonna aveva sofferto molto in vita, ma la spingeva a guardare al futuro il folle amore che mio nonno provava per lei.
Mio nonno morì troppo giovane di infarto e mia nonna, senza di lui, persa in un posto che aveva sempre percepito estraneo e ostile, si lasciò morire pochissimo tempo dopo, quando io ero ancora piccola, troppo piccola per averla veramente conosciuta, vissuta a fondo, per averle chiesto un milione di domande su quella che sono oggi, sulla mia irrequietezza e sul mio animo mai paco… tutto dovuto a lei, visto che sono, esteticamente e caratterialmente, la sua fotocopia vivente.

Tutto questo mi ha sempre fatto provare una infinita curiosità di andare a visitare i posti in cui lei aveva vissuto da giovane, abbandonandoli, senza mai più tornarci, settanta anni fa.
Non so cosa speravo di trovarci, di vedere: sapevo che c’erano stati i bombardamenti della guerra mondiale e poi la terribile guerra dei Balcani… ma volevo portare quella fotocopia vivente nei posti in cui lei sognava quotidianamente di tornare.
E finalmente quest’anno ci sono riuscita.

Inizialmente avevo pensato di visitare Zara, ma visto che i voli da Londra (da dove parto) arrivano di sera molto tardi e che avrei viaggiato da sola, ho preferito arrivare a Zagabria prima, per poi raggiungere Zara in autobus. A quel punto avrei dovuto prendere il traghetto per tornare in Puglia a trascorrere l’estate con la mia famiglia. “Ma perché prendere il traghetto a Zara per arrivare ad Ancona e poi scendere in treno in una Italia che già conosco?” ho pensato, decidendo quindi di aggiungere un’altra tratta in autobus fino a Dubrovnik, da dove prendere il traghetto per Bari.

L’arrivo a Zagabria da Londra è stato perfetto: il volo della Croatia Airlines da Londra Heathrow è partito ed arrivato in orario, con personale disponibile e gentile, che parlava sia in croato che in inglese.
Superato il controllo passaporti all’arrivo, il primo obiettivo è stato quello di trovare un bancomat per prelevare un po’ di valuta locale, la kuna. Come sempre, il bancomat fa tassi di cambio molto più convenienti dei cambiavalute.
Mi sono poi rivolta all’ufficio informazioni turistiche dell’aeroporto per capire dove trovare l’autobus per raggiungere il centro cittadino. Ed è stato molto semplice e agevole raggiungere il bus terminal nel cuore di Zagabria, per sole 30 kune (meno di 5 euro), con una mezz’oretta d’autobus.
Arrivata, mi sono rivolta di nuovo all’ufficio informazioni turistiche per capire se ci fosse un abbonamento giornaliero per i mezzi pubblici, ma l’addetto mi ha consigliato di spostarmi utilizzando biglietti singoli, perché convenienti rispetto al giornaliero. E in effetti aveva ragione: Zagabria non è una città molto grande, il centro storico da visitare si percorre tranquillamente a piedi, quindi, anche alloggiando in zona non centrale come me (che dovevo utilizzare il tram fino al capolinea e da lì l’autobus per cinque fermate), un solo biglietto per i mezzi pubblici basta abbondantemente, visto che è utilizzabile per più corse fino ad un tempo massimo di un’ora dalla prima obliterazione.

Zagabria è una cittadina interessante da visitare: ricca di molto verde e di architetture che per alcuni tratti mi ricordavano Venezia.
La guest house presso la quale alloggiavo ha una proprietaria molto gentile e un rapporto qualità prezzo ottimo.
Ho assistito ad eventi in giro per la città, visitato monumenti e ristoranti e utilizzato il bus turistico che porta in giro per i posti più caratteristici del centro storico e della nuova zona della città (visto che i 36° di temperatura erano decisamente troppi per fare qualsiasi genere di movimento nelle ore di calura massima!).
Sono arrivata a Zagabria nel pomeriggio, rimanendoci anche tutto il giorno successivo. Mi è piaciuta, è stata una città “onesta”: non ha la fama di una delle capitali europee di grido, ma mostra elegantemente la sua storia, a prezzi ragionevoli. Man mano che mi spostavo verso sud ho trovato sempre meno questa ragionevolezza economica!

Il mattino della partenza mi sono recata di nuovo al bus terminal, dove ho preso il mio bus per Zara. E qui sono entrata in contatto con la prima nota dolente croata: il sistema viario ha una tempistica veramente imprevedibile. Il nostro viaggio sarebbe dovuto durare tre ore e mezzo, ce ne abbiamo messe due e mezzo in più, con la giustificazione che, essendoci un incidente sul tragitto, l’autista Flixbus aveva cambiato percorso.

Di nuovo nel bus terminal avrei voluto prendere l’autobus cittadino che mi era stato suggerito dalla proprietaria della guest house presso la quale avrei alloggiato, ma c’era la calca dei tassisti che si avvicinavano ai bus in arrivo, proponendo il loro servizio. Tra la noia di aver viaggiato molto più tempo del previsto e la curiosità di esplorare la città, ho deciso che le 50 kune di tassista erano veramente ben spese.

All’arrivo nella guest house mi sono resa conto di quella che a Zagabria pensavo fosse solo una erronea impressione: i croati meno giovani, anche quelli che gestiscono attività commerciali o che guidano autobus a contatto con turisti di tutto il mondo, non parlano inglese. La proprietaria della guest house è molto cordiale e socievole, ma il suo livello di inglese è inversamente proporzionale alla sua voglia di parlare: mette insieme parole croate, qualcosa di italiano, chiede di parlare in tedesco, si esprime a gesti… insomma, capisco l’età avanzata, ma la signora veramente ha difficoltà ad accogliere i clienti. Fortunatamente in casi estremi telefona a qualcuno (forse una parente) per parlare in inglese con gli ospiti.

Zara si è rivelata meno economica e più turistica della capitale Zagabria: biglietto dell’autobus cittadino 10 kuna, guest house spacciata per appartamento (con tanto di richiesta di compenso monetario per le pulizie di fine soggiorno, sebbene la camera non avesse alcunché di “appartamento”: un letto e un bagno, nessun frigo, nessuna possibilità di cucinare cibo… insomma un vero furto che, per quanto discusso telefonicamente con la persona capace di parlare inglese, tale è rimasto) e costi nei negozi vari più alti che nella precedente città.

Zara è una cittadina molto grande, ma il centro storico e turistico è racchiuso in un’isola, una bellissima isola caratterizzata da resti del periodo romano, monumenti e chiese, un lungomare su cui i bagnanti prendono il sole o fanno un bagno nel mare cristallino con, sullo sfondo, altre isole e montagne.
Per visitare il centro storico il pomeriggio del primo giorno e il successivo giorno intero sono stati più che abbondanti, considerando che i luoghi di interesse sono molto vicini e il resto sono stradine tipiche, popolate da ristorantini di ogni genere, con un aspetto molto simile ai vicoli veneziani.
Mi ha fatto immensamente piacere visitare monumenti e posti che sicuramente anche mia nonna era solita visitare durante i primi anni della sua vita, ma ho trovato Zara un po’ troppo commerciale rispetto a come l’avevo immaginata. Saranno stati i troppi ristoranti e negozietti di souvenir, i mezzi di trasporto turistici, i taxi in ogni dove, le milioni di offerte di escursioni nei dintorni… non so, ma il mio giro che voleva essere culturale è stato molto sminuito dallo sfondo.

Il mattino successivo sono partita per Dubrovnik e questa è stata davvero un’odissea: partiti alle 10:15 saremmo dovuti arrivare alle 16:15, ma siamo arrivati alle 19:00 e la causa del ritardo è stata attribuita al fatto che, nell’ingresso a Split, c’era traffico. Onestamente il traffico c’era, ma era il normale traffico di ingresso in una cittadina frequentata dai turisti in estate, quindi il tempo avrebbe dovuto essere preventivato nella durata totale del viaggio, visto che quello stimato era davvero irrealizzabile.

Anche a Dubrovnik sono arrivata al bus terminal e qui il taxi, per una corsa cittadina, mi ha chiesto ben 90 kune, confermando, insieme al costo dei biglietti degli autobus cittadini di 15 kune e ai prezzi assurdi di bar (cappuccino a 5 euro, altro che Piazza San Marco a Venezia!) e ristoranti, che più a sud si scende e più la Croazia diventa costosa.
E anche a Dubrovnik i gestori della guest house presso la quale ho alloggiato non parlavano inglese ma si affidavano al loro molto poco cortese figlio giovane, che qualcosa riusciva a dirla in lingua internazionale.

Il pomeriggio che avevo preventivato in giro per Dubrovnik era fallito causa viaggio troppo lungo, ma mi restavano due giorni interi prima di dover prendere il traghetto per l’Italia, quindi ero positiva sulla possibilità di girare la bella cittadina in lungo e largo.
Il mattino seguente ho incominciato con le mura cittadine, fortunatamente: il mio giro è iniziato alle 8:00 e finito alle 11:00, quando il sole stava diventando veramente insopportabile. Avevo letto che le mura circondano l’intero centro storico, ma non immaginavo ci volessero tre ore per percorrerle tutte. Uno spettacolo straordinario, stupendo, emozionante, ma penso che, a qualsiasi orario del giorno diverso dalla mattina presto, sia stremante per il caldo atroce.
Anche il centro storico di Dubrovnik, mura comprese, è facilmente visitabile in una giornata intera, quindi nel giorno seguente ho partecipato ad una escursione organizzata con meta Mostar, in Bosnia, fermandosi in un paio di tappe intermedie per delle bellissime cascate e per un villaggio medievale inerpicato su una montagna.

Dopo due giorni interi a Dubrovnik mi sono imbarcata per l’Italia con un traghetto della Jadrolinija.

Le conclusioni del mio viaggio, oltre al tempo smisurato che ci vuole per muoversi via autobus e al fatto che non moltissimi croati parlano inglese, sono due.

La prima è che la Croazia non è il posto economico e poco “venduto” al turismo che immaginavo: molto commerciale, molto invasa dal turismo di massa, molto costosa, specialmente al sud e sulle coste.

La seconda è che i croati, soprattutto i maschi, non sono per niente cordiali o simpatici: sembra che siano ancora in guerra contro il nemico. Le donne sono gentili e carine, ma i maschi sono solo estremamente belli da un punto di vista estetico, ma sono altrettanto sgarbati e scostanti.
Ora capisco perché, di fronte a cotanta bellezza, mia nonna abbia comunque preferito sposare un italiano!


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  • Dan91 pubblicata 07/08/2017
    eccellente resoconto.. ma riguardo alla scortesia dei maschi croati... boh, non generalizzo.. abbiamo anche noi vari parenti in Croazia
  • camy91 pubblicata 04/08/2017
    Rieccomi per l'eccellente :)
  • FedeBimba pubblicata 04/08/2017
    io sono stata solo di passaggio in Croazia con la nave da crociera... eccellentissima!:)
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Ciao

Su Ciao da: 30/04/2000