Vidi Cube una volta sola, in videocassetta. Ricordo ancora il film nitidamente, di conseguenza ho deciso scrivere la mia opinione. Non soffermiamoci sugli attori e sul regista perchè non sono molto famosi, ma cerchiamo di fare il punto sulla trama. Individui di ogni estrazione sociale si trovano all'interno di una misteriosa macchina composta da cubi di metallo colorati. Nessuno ricorda in che modo sia finito lì dentro, ma la cosa certa è che non si sa come uscirne. Un genio della matematica (più precisamente dei calcoli matematici) cerca di studiare l'architettura di questo cubo e di capirne il funzionamento.
Perchè questo cubo contiene delle trappole? Da dove nasce l'esigenza di costruire tale struttura se a prima vista si rivela inutile all'umanità?
Alcuni pensano che il cubo rappresenti la concretizzazione geometrica di quel passaggio che dalla morte conduce all'aldilà e che fornisce una possibilità di riscatto a chi è in grado di trovare l'uscita. Altri pensano che il cubo sia una struttura fatta costruire dai militari per esperimenti vari, del resto questa è la tesi sostenuta da "Cube II", il seguito di questo film, continuazione multidimensionale stupida e deludente. Ma c'è un conto che non mi torna, perchè i militari avrebbero dovuto spendere ingenti risorse umane e finanziarie per la costruzione di un oggetto la cui utilità primaria è quella di uccidere le persone? Ci sono metodi più efficaci e veloci per uccidere al giorno d'oggi.
Appurato che la spiegazione di questo film purtroppo non esiste e che d'altra parte al suo interno non viene affrontata alcuna tematica degna di particolare interesse, propongo una tesi che secondo me rende questo film simil-perfetto e irripetibile.
Sappiamo bene che tutti i film trattanti le tematiche più disparate hanno sempre un piccolo difetto. Non esiste un film perfetto perchè del resto chi lo produce non è perfetto. Ci sono invece film più belli di altri perchè rendono meglio a livello cinematografico, approfondiscono determinati aspetti e via dicendo... Aggiungo inoltre che quasi tutti i film alla fine insegnano qualcosa, implicitamente o esplicitamente.
Il cubo non affronta nessuna tematica, l'inizio è inspiegabile e del tutto casuale, la fine è misteriosa, si svolge tutto all'interno di stanze geometricamente perfette e gli stessi personaggi vagano nel vuoto alla ricerca di una soluzione. Essendo gli ambienti sempre gli stessi non c'è alcun criterio per misurare lo scorrere del tempo e non conosciamo la locazione di questa struttura, potrebbe essere ovunque nell'universo (ammesso che sia nel nostro universo).
Questi sono i motivi che rendono "Il Cubo" quasi perfetto. L'umana insondabilità della perfezione è stata aggirata furbamente dal regista che ha volutamente rimosso ogni dettaglio che potesse rendere oggetto di critiche la scenografia e la trama. Un film migliore di "Il Cubo" sarebbe solo un non-film, cioè un prodotto che essendo perfetto si contempli in sè e per sè e che quindi non avrebbe motivo di essere visto, nè addirittura prodotto.
12.03.2004 13:37
...o leggasi alla voce 'come si gira un film in un ascensore'. Ciao!
10.03.2004 12:24
Uhm. Francamente non mi sono ancora dato una spiegazione. ma la scena finale quando l'autistico si allontana nella stanza bianca... beh... assume le sembianze di una creatura aliena. A me Hypercube, cmq, è piaciuto molto
08.03.2004 09:17
Io l'ho visto 3 volte questo film, mi è piaciuto molto... anche se non sono riuscita a capirne il vero significato.