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Come un quadro di Mirò
Vantaggi Guardarsi dentro in un disordinato viaggio musicale, forse perdendosi e ritrovandosi
Svantaggi il disordine è voluto, quindi nessun svantaggio. Basta saperlo "sopportare" e ripercorrerlo per dipanarlo
Dettagli
| Design del disco | |
|---|---|
| Qualità dei testi | ottima |
| Qualità della musica | ottima |
| Voce artista | ottima |
| Originalità | non originale |
| Paragone con dischi precedenti dell' artista | migliore |
Da A ad A, da un punto a se stesso, la distanza può essere inesistente o infinita.
Inesistente se resti fermo, tanto sei già lì, considerandoti già arrivato;
infinito se partendo da dove sei, fai un'interminabile giro di perlustrazione, dentro e intorno a te stesso, per poi ritornare laddove eri partito.
E in questo suo nuovo album,Morgan ci accompagna appunto in questo suo lungo viaggio per sentieri intricati, fino a ritornare al punto di partenza, per rimanere sempre se stessi; un viaggio affascinante tra rock, poesia e sonorità a volte evocative di sound "passati" altre sperimentali, che riflette il creativo disordine interiore di Morgan.
Come dicevo già nel titolo dell'opinione, sembra quasi di ritrovarsi in un quadro di Mirò. Già partendo dall'osservazione della copertina si ha questa sensazione.
Una sensazione di disordine multiforme,che a tratti rasenta la confusione interiore; a seconda delle prospettive da cui lo guardi cambiano le forme, le impressioni che ti suscita, le interpretazioni. Ma non per questo cambia il fascino che la sua musica riesce ad esercitare su di te.
- Il viaggio parte dalle percussioni di un AMORE ASSURDO ed è il testo stesso che parla di voli di libellule, di temporali, di un divenire all'inseguimento di un vecchio amore perduto, animati dal
desiderio di recuperare qualcosa nel
"desiderio di rimaterializzare il nostro disordine speciale...nonostante il cuore infranto, da lontano ho voglia di esser grato.."
- ANIMALI FAMILIARI è un viaggio tra la variegata fauna di "animali" che vivono mimetizzati all'interno del genere umano.Ognuno
rispecchia i diversi lati delle personalità umane. Il tutto al ritmo di
un'allegra marcetta dove coesistono più strumenti.
"..Ed io mi porto sempre fuori e dentro un animale; che ti vuole, che ti viene a cercare.."
- DEMONI NELLA NOTTE è una raffinata ballata intorno ai demoni interiori che sovente si agitano in ognuno di noi: dubbi e incertezze che ci tolgono spesso lucidità.
"..Non ti preoccupare, non ci sono demoni nella notte.." i demoni sono dentro di noi, sta a noi saperli esorcizzare.
- LA VERITÀ incombe sul viaggio interiore di Morgan, come un bagliore che anziché illuminare abbaglia, impedendo di veder chiaramente dentro di se, sul ritmo iniziale di un quasi-tango o forze valzer. Difficile definire e anche questo è merito del disordine volutamente evocato e provocato dal disco. Sta di fatto che, in un brano dove coesistono in diversi momenti sia i fiati che il violino, "lei" arriva a passo di danza e
"..La verità si mostra chiaramente solo a chi sa sopportarla.." anche qui l'interpretazione di Morgan è eccellente, e fa di questo brano forse quello che attualmente più mi piace di tutto l'album.
- Le percussioni irrompono quasi prepotenti, e anche le chitarre elettriche nel brano più Rock del viaggio, LA COSA. Col sentiero musicale che a tratti spiana, per poi irripidirsi quasi subito su pendenze nuovamente rock e trascinanti.
- Ma dopo le trascinanti sonorità de La Cosa, ecco che ci si imbatte in- il viaggio è stato lungo, estenuante, ricco di scoperte rivelazioni e di
alternanza di momenti gioiosi e malinconici; quasi inevitabile dunque che, ora che è giunto alla fine, si finisca con lo sbattere CONTRO ME STESSO. Una lucida analisi e autocritica su come quasi sempre ostacoli e freni,provengano da noi stessi dall'assenza di autostima, e non da impedimenti esterni.
"...Faccio di tutto per impedire il mio successo stesso, perché son contro me stesso..Io non mi curo, non intendo ringiovanire, non ho niente da preservare.."
La parte finale del brano, del viaggio e del disco, è lunghissima e bellissima. Ritmo cadenzato, sofferto accompagnato da sonorità tribali e africane.
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giuseppone70 18/10/2008 14:00
48mietta 13/10/2008 21:30
Complimenti
ziatopolina 11/10/2008 07:21
paropiri 15/07/2008 05:31
Bravissimo ....come sempre........dettagliatissima opinione..............CIAO
Soffio81 29/06/2008 22:21
La più bella e completa recensione che ho letto finora.Magnifica. I miei sinceri complimenti per il tuo modo di scriver, di comunicare, di interpretare. Sei riuscito a incuriosire una persona come me che il suo "genere" mal lo sopportava. Lo ascolterò.
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