Tredici perle, tredici piccole poesie
18.03.2003 (22.03.2003)
Vantaggi:
disco raffinato e disarmante, in cui la musica si fonde, fino a confondersi, con la poesia .
Svantaggi:
averlo apprezzato tardi
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Qualità dei testi
Qualità della musica
Voce artista
Originalità
Design del disco
Paragone con dischi precedenti dell' artista
 modicat
Su di me:
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Un uomo poetico, affascinante. Che disarma ed incanta. "Tutto quello che un uomo", brano straordinario presentato al 53esimo Festival di San Remo, gli ha regalato un meritatissimo terzo posto e il premio intitolato alla memoria di Mia Martini, dimostrazione di quanto "l'intelligenza possa ancora trionfare sulla mediocrità" (Repubblica). E proprio il brano San Remese potrebbe essere parafrasato con "Tutto quello che un cantante sognare potrà". Sì, perchè Sergio Cammariere, 42enne da sempre outsider nativo di Crotone, è interprete coinvolgente e sognatore, pianista estremamente raffinato, appartenente alla tradizione jazz di Jobim, Cartola, Bill Evans e de Moraes.
Dalla sua formazione, ne risente prepotentemente anche l'nfluenza esercitata da Peter Nero e Keith Jarrett, passando dalle sinfonie di Beethoven, dalle sonorità sudamericane e dalla tradizione italiana di Paolo Conte e Vinicio Capossela. Dalla collaborazione decennale con Roberto Kunstler, poeta e amico d'annata, nasce, nel 1993, "I ricordi e le persone", primo album composto e arrangiato dal cantautore calabrese, poco apprezzato dalla critica italiana ed estera. Ma il 1997 si presenta come l'anno della svolta: Cammariere partecipa al premio Tenco (eccellente fu definito in un tributo ad Endrigo), la cui giuria gli conferisce all'unanimità il Premio Imaie come migliore interprete, compositore e rivelazione dell'anno.
Ma tutto ciò non basta a vivere di musica. Dopo essersi trasferito a Roma, Cammariere pubblica nel 1998 "Tempo perduto", splendido e complesso ep promozionale, che comprende tre brani di una delicatezza e raffinatezza rara. Nel 2001, in collaborazione con una band d'alti nomi, nasce "Dalla pace del mare lontano": un'opera suggestiva e malinconica, tutta incentrata sul peso dei ricordi e del mare, del mare e del malessere di vivere incantenato ad amori lontani. Amori, che mai come nella prima parte del disco, sanno di pace, che sanno di vita, di sapori intensi, forti e sospesi al contempo.
L'unione Kunstler-Cammariere è presente in tutto il disco: le parole bilanciano la musica e viceversa, le sonorità jazz acquistano una nuova consistenza, il disco sa di terra bruciata e di una nuova dimensione rilassante, pacata, ma viva. I testi sono ancora una volta scritti magnificamente da Kunstler, ad eccezione tuttavia della settima traccia ("Il mare"), brano Trenet tradotto da Pasquale Panella. La fine del disco è segnata da due pezz ironici e taglienti: "Cantautore piccolino" e "Paese di gol", volti a stuzzicare un' Italia adagiata sui soliti miti musicali (citato Gino Paoli su tutti) e sui riti di ogni week-end (il campionato di calcio, i bomber, la serie A).
Un'opera assolutamente innovativa che permette di avvicinare chiunque al mondo del jazz, dell'armonia, del canto autentico e significativo. Che non stanca mai. Una voce leggera, suadente, che traduce i versi poetici in musica e fà in modo che la musica stessa ne segua il percorso incontaminato, leggero, brillante. La track list del disco, infine, è così articolata:
Sorella Mia Tempo Perduto Via Da Questo Mare Cambiamenti Del Mondo Dalla Pace Del Mare Lontano Apri La Porta Canto Nel Vento Le Porte Del Sogno Il Mare Per Ricordarmi Di Te Paese Di Goal Vita D'Artista Cantautore Piccolino Da segnalare, è anche il singolo di "Tutto quello che un uomo": oltre a contenere, infatti, l'omonimo brano presentato in concorso, nel cd sono inclusi il brano "Sorella mia" (feat. alla chitarra Alex Britti) e una inconfondibile e preziosa "My song", brano risalente al 1978, firmato da Keith Jarrett. E in conclusione, vorrei riportare stralci di due testi che mi hanno appassionata, lacerata ed emozionata. Il primo è il pezzo che apre il disco, si intitola "Sorella mia", il secondo, invece, è quello che dà il titolo all'album, liberamente ispirato da "I figli del Mare" di Carlo Michelstaedter.
*** "..E se ora provi a chiudere gli occhi Vedrai la notte e dopo il mare Le stelle del tramonto Oltre le nuvole passare" (da "Sorella mia", di Kunstler/Cammariere, ed. Emi Music)
*** "..La linea d’ombra confonde Ricordi e persone nel vento Ma è solo un’eco nel vento Nel vento che mi risponde Venga la pace dal mare lontano Venga il silenzio dalle onde". (da "Dalla pace del mare lontano", di Kunstler/Cammariere-Kunstler, ed. Emi Music) ***
per informazioni sul tour, colonne sonore, video e la band, il nuovo sito cui fare riferimento è: www.sergiocammariere.com per informazioni sui testi, invece, è opportuno fare riferimento alla vecchia versione del sito: www.cammariere.it
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14.06.2004 22:49
Una vera perla rara in un mare di ciottoli.
29.05.2003 15:29
Devo approfondire la mia cultura musicale su questo autore....l'opi è un invito in tal senso. Ciao. Vincenzo.
13.05.2003 14:30
da quanto ho avuto modo di ascoltare in radio, Cammariere è in effetti un soggetto interessante