Echi di Milonga e di Mare
14.06.2004
Vantaggi:
. . . ora è pure in "nice price"
Svantaggi:
peccato la musica costi così tanto
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Qualità dei testi
Qualità della musica
Voce artista
Originalità
Design del disco
Paragone con dischi precedenti dell' artista
 franz_rivo
Su di me:
... so che hai avuto degli amanti | bisogna pur passare il tempo | bisogna pur che il corpo esulti |...
Iscritto da:20.07.2003
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 34 utenti Ciao
Ne sono davvero convinto. Certa musica - come la vendetta - va gustata fredda. Ovvero, passata la concitazione dell'attimo, quando l'animo si apre ad una valutazione meno emozionale ma più pacata.
E' qui che i "fad" si sfumano e le produzioni riprendono il loro effettivo valore. A parte il fatto - sempre positivo - che vengono offerte ad un prezzo decisamente inferiore (una nota - abbassate il prezzo dei cd che è tra i più alti al mondo). Cammariere appartiene a questo tipo di interpreti.
Il disco che l'ha rivelato, al di là della famosa, toccante sanremese "Tutto quello che un uomo", propone piccole perle di musica, che rievocano da una parte Paolo Conte, con le sue atmosfere da milonga stanca, e dall'altra un Gino Paoli giovane, ancora fresco, quando ancora non giocava ad interpretare Gino Paoli - uniti da un'origine comune, quella di uomini "nati al mare". Un "mostro" con cui si confronta, in modo furbetto e stuzzicante, nella sua ultima "Un cantautore piccolino".
"Cantautore piccolino / confrontato a Paoli Gino". Ma forse, più del Gino nazionale, Cammariere riesce ad arricchire i suoi pezzi inserendo nella sua musica le citazioni del jazz, i suoi ritmi sincopati, echi di sudamerica (Canto nel vento, quasi una samba) e fondendoli in modo assolutamente mirabile e maturo per ottenere risultati inaspettati e assolutamente diversi ogni volta.
Nella musica di Cammariere si respira il mare e il vento, sottolineati da un'indubbia capacità tecnica al piano, e conditi con filastrocche di naviganti scandite dalla penna del suo paroliere, Kunstler. Sono testi "normali" in fondo e in gran parte - si parla di amore, di mare, di sogni, di me e di te. Insomma, i soliti ingredienti delle canzoni italiane, specie quelle che piacciono a Sanremo. Ma qui assumono una forma diversa, un aspetto diverso grazie a tutto il lavoro e la partecipazione che c'è dietro.
La sua mediterraneità è come un alone che si trasmette attraverso le sue note - pervasiva, malinconica, un rapporto di odio e di amore insieme che parla di un'indissolubilità non solo dichiarata, ma profondamente sentita. I suoi pezzi - tutti quanti - sono pieni, ricchi, costruiti sapientemente. Gli arrangiamenti sono secchi, puliti e armonici. Gli strumentisti che lo accompagnano, ottimi (finalmente dei pezzi dove Britti riesce a dimostrare quanto è bravo a suonare la chitarra senza essere costretto a piacioneggiare per accontentare le ragazzine).
E il piano di Cammariere canta. Forse a volte più di lui. Basta sentire l'assolo di "Cambiamenti del mondo" per rendersene conto, dove duetta con un violino appassionato, o nella veloce, dinamica "Dalla pace di un mare lontano". Non manca la citazione - sempre in tema marino - di Charles Trenet con la sua famosa "La mer". Swingato e pieno di groove.
Sono quattordici pezzi, che vale la pena di sentire. Pezzi che non stancano e che sanno accompagnare piacevolmente nelle ombre della notte. Chissà se riuscirà a replicare con qualcosa di altrettanto valido. Io, francamente, glielo auguro.
Fotografie per Dalla pace del mare lontano - Sergio Cammariere
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11.03.2006 20:40
Mi piace. E molto oltrettutto.
28.11.2004 16:54
Sono perfettamente daccordo con te che la Musica e la vendetta vanno gustate a Freddo!!! Ma la milonga neanche al polo sud riuscirei a gustarla... Opinione impeccabile. Ciao. Andrea
10.08.2004 03:13
opinione condivisa.