È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o... continua
League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso mol...
Una Opinione di baol70 su Dance dance dance (Haruki Murakami) 6 Luglio 2008
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Certo che sono stato rapito da certe frasi di Vasco Rossi quando leggevo. Causa forse la recentre visione del suo concerto dal vivo a Venezia. Non è questo il mondo che vorrei, vorrei poter urlare ogni tanto mentre svolto la pagina assetato della successiva.. Un po' egoista ed egocentrico, direi, se mi passate il termine. Come l'encomiabile e inattaccabile protagonista del romanzo in questione. Uno che fa il maschio doc, di un certo livello certo. Uno che dimentica eppure ricorda anzi poi ricorda di dover scordare. Uno che è distratto ma si ripromette sempre di rimediare, quando sarà. Uno che ama ma poi non ama più o forse semplicemente ama altrove, in un quando, in un dove, in un forse. Come gli dice una delle non molte donne avute, "torna sulla luna, lì stai bene". Certo. I marziani non sono per questa terra si direbbe. Se non altro per incompatibilità di oroscopi. Nessuno può predire il futuro ad uno che con la testa sta in un'altra galassia. Come la mettiamo con la geometria dell'universo? Vogliamo mettere a distruzione l'intero desiderio terrestre che questo futuro sia veramentre da predire e soprattutto lo possiamo anche conoscere? Ok diciamolo. I conti non tornano. E questo libro è un' apoteosi della operazione matematica più famosa del mondo: due più due non fa quattro, a voltre tre o cinque ma comunque il risultato è variabile.
**** "Cucu" faceva per salutare di prima mattina la prostituta di alto bordo Mei, lei che sapeva fare l'amore come nessun'altra, lei, che roba, gaia e felice, abile nei corpo a corpo, con un sorriso che illuminava la notte. E gli piaceva godere ascoltando Bob Dylan, mica musica pop e ci sapeva fare per naturale istinto, non per mera finzione, non lo faceva per soldi ma diceva che gli piaceva, tutto qui. E nel frattempo si rammarica Gotanda, lui che fa l'attore. Lui che si dilania per essere sempre perfetto, sulla scena, ma reclama un posto al sole anche quando non è sul palcoscenico, perché sente di avere una polpa, un midollo osseo dell'anima, un cuore che fa da polmone quando si respira una vita che non lascia ossigeno emotivo ma solo anidride carbonica di stupide e lascive e commestibili pose da divo. Gotanda non sei Gioconda, si dimenticheranno presto. Di te e di me e di quello che hai fatto. Compresa tua moglie che ogni tanto ritrovi e ci fai l'amore, in un motel, dio che tristezza, ma il divorzio ha nutrito il sesso di ritorno, va bene così. Yumiyoshi intanto ora si tocca gli occhiali.Ha un modo assolutamente sensuale di farlo ed insomma, anche se fa solo l'addetta alla ricezione in questo hotel a suo modo maledetto ma nello stesso tempo assai ricercato. Perché la storia che vi racconto ruota intorno ad un hotel dal nome bislacco, hotel Delfino, albergo incancrenito e cancerogeno, una volta sorta di rudere ed oggi dotato di sala massaggi, camere con viste ed ogni conforto che. Ti perdonerò Yumiyoshi, giovane ragazza, con quel tuo fare di sbattere il telefono in faccia e non dare confidenza, toglierti la giacca per rimetterla quando vuoi senza aver nemmeno sfiorato altro indumento. Farò finta di niente che il tuo nome lo dirai al protagonista della narrazione dopo oltre duecento pagine. L'amore è fatto anche di attesa, mai troppo e mai tutto subito. Donna che non sei altro. Ci sono anche una madre e figlia, che si chiamano come gli eventi atmosferici, pioggia, neve, cielo,sole e chissà che altro ed infatti chi gli sta vicino si sente come le previsioni del tempo, improbabile. Una fa la fotografa di successo ed ha dimenticato che dovrebbe anche essere madre, una è sua figlia ha dimenticato di fare la figlia e cerca di scappare dalla bambina che è per recitare una donna improbabile. Mettetici infine l'Uomo pecora che compare nei sogni (o realtà?) di tutti per capire che non se ne esce indifferenti, ma colpiti e disillusi come sempre. Perché, a far finire il romanzo, si è certo che siamo nel capitalismo avanzato, come dice il protagonista, scritto da un giapponese che di orientale ha forse i tratti somatici ma come scrittura è stato completamente assorbitoall'Ovest..
Ok ci siamo. Nel romanzo del quasi sessantenne Haruki Murakami, giapponese di nascita ma assolutamente scevro di qualsiasi odore o sapore medio orientale troviamo di tutto e di più. Insomma testo che ti struscia, che fa lo "struscio" alla mente e alla emotività. Surrealista quanto vuoi, iper-realista se vuoi, ma costruito con sapienza e che ti ti tiene incollato. Alla voglia di leggerlo. Una storia con tinte gialle e noir tra Tokio e Sapporo, con molte donne, un paio o anzi tre uomini e molti sogni che invadono la narrazione e la rendono talvolta quello che deve essere, un mondo parallelo ed onirico che. Il segreto sta nel danzare, nel ballare sempre a ritmo, magari con qualche pezzo dell'enorme sequela di gruppi e canzoni citate nel romanzo. Sì forse è così. O forse no. Nell'enorme continuità di disastri, di incontri e scontri, di distanze e di vicinanze. Testo non difficile, anzi, reso leggero, quasi inconsistente, ma costuito solidamente, con sapienza narrativa. Non credo che volesse dire molto oppure fosse teso a non dire niente. E' come un arco, con molte frecce nel paniere e tutte vengono scagliate e chissà se tutte o nessuna giungono al bersgalio. Non si rimane confusi alla fine, più che altro si è emozionati, contenti o delusi o qualcosa di simile, però quelle ore lì, sulle pagine, insomma.Non le rimpiango.
Il protagonista di "Dance dance dance" è un giornalista che recensisce ristoranti per una rivista giapponese. Divorziato e con alle spalle alcune relazioni sentimantali finite tutte senza un reale motivo - cosa che lo spingerà a fare interessanti riflessioni durante la storia - è vittima di un sogno ricorrente, in cui sente che qualcuno sta piangendo per lui in uno sperduto albergo in cui ha soggiornato alcuni anni prima, il Dolphin Hotel di Sapporo.
... ...come Murakami sa scrivere, "Dance Dance Dance" è un romanzo a dir poco interessante, in cui elementi fantastici e reali si miscelano in un risultato assolutamente credibile; Murakami ha l'innato dono di rendere credibile l'incredible e di proporlo in maniera tale che il lettore non si chiede basito la possibilità di certi eventi, ma li vive come se fossero del tutto naturali seppur così non possono essere.
In "Dance dance dance" il protagonista ...
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06.12.2007
Realtà o fantasia ? Valutazione del ProdottoDance dance dance (Haruki Murakami)scritta da
dario_cima
Vantaggi: Originale Svantaggi: Qualche ripetitività
L'innominato protagonista e voce narrante di questo romanzo ambientato nel "rampante" Giappone degli anni '80, è un trentaquattrenne pseudo-giornalista. L'apparente mancanza di stimoli, che tanto hanno "modernizzato" i suoi connazionali del capitalismo avanzato (dall'obbligo dello spreco alla totale detraibilità di tutto dalle tasse, dall'abuso edilizio alla prostituzione globalizzata), lo ha portato ad una vita solitaria ed ad un lavoro giornalistico ... ...riempimento soprattutto su ristoranti). Sono ormai oltre quattro anni che l'uomo ha avuto l'ultimo lampo di vita, l'incontro ed una breve relazione con la prostituta Kiki; una settimana sull'isola di Hokkaido, in un decrepito albergo di Sapporo dall'aspetto inquietante e dalle frequentazioni al limite del misterioso. Durante una pausa nel suo lavoro (che per il protagonista è un'attività necessaria come spalare la neve), la sensazione di un lamentoso ...
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11.09.2006
Un destino giapponese Valutazione del ProdottoDance dance dance (Haruki Murakami)scritta da
astrale
Vantaggi: imperdibile, si legge tutto di un fiato- Svantaggi: nessuno
Haruki Murakami mi ha preso il cuore.
In questo mio periodo berlinese (chi ha letto il mio precedente commento capira') ho deciso di portarmi alcuni libri tra cui l' immancabile Murakami, diventato tale dopo la lettura dell' imperdibile "Tokio Blues".
Mi sono addentrata in questo romanzo con grandi speranze, e devo dire che sono state tutte soddisfatte.
Piu' di quattrocento pagine che corrono tra le dita, negli occhi. La storia di un giornalista ... ...e' scrivere, ma soddisfare alle curiosita' degli altri) divorziato e con alle spalle un periodo di isolamento in casa, che si trova a ricercare "spettri del passato" che gli tornano ripetutamente alla mente. Per soddisfare le sue richieste si trova a fermarsi un periodo a Sapporo, nel nuovo Dolphin Hotel, invaghendosi di una receptionist e conoscendo il misterioso uomo scimmia.
Nella sua vita entrano poi una tredicenne figlia di una famosa fotografa, ...
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29.05.2008
Lo spalatore di neve Valutazione del ProdottoDance dance dance (Haruki Murakami)scritta da
Balurd
Vantaggi: grandissima capacità evocativa Svantaggi: ......
Il senso del romanzo “Dance Dance Dance” di Haruki Murakami è un merletto che prende forma con lentezza, ma con la giusta velocità. Siamo davanti alla storia di un viaggio nel tempo, ma anche nei luoghi del Giappone ed in Polinesia, ma ancora di più nella mente del protagonista, giornalista freelance di argomenti futili e disparati (che per questo paragona il proprio lavoro allo spalare la neve, cosa necessaria ma che non lascia traccia ... ...fine rimarrà, unico personaggio del romanzo, senza alcun nome.
“L’importante è danzare, danzare senza mai fermarsi”. Dà il titolo al romanzo la metafora della danza come di un percorso già segnato per vivere. La danza è una sequenza di passi, prestabiliti, che conducono sempre ad una conclusione prestabilita. Chi vive chiedendosi il perché dei propri atti perde di vista i passi della danza, ed il suo percorso svanisce nel nulla. ...
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Vantaggi: Fa riflettere e appassiona Svantaggi: In alcuni punti non scorre tanto
...tu neanche te ne accorga.
Dance Dance Dance è una storia di ricerca, sia materiale che spirituale.
Tutto ruota attorno ad un piccolo albergo, il Dolphin Hotel di Sapporo. Il protagonista, un giornalista free lance divorziato e insoddisfatto, ha incontrato lì, per l'ultima volta, Kiki, una squillo con la quale ha avuto una relazione di qualche mese e che è sparita senza lasciare tracce.
Ed è da lì che lui vuole ripartire: lascia il suo lavoro di ... ...fa più facile e leggero.
Dance Dance Dance appunto. Non è facile parlare di un libro così, come non è facile leggerlo senza farsi delle domande. Tutti nella vita siamo alla ricerca di qualcosa, di significati di attribuire alle cose, di scopi e idee da mettere in pratica, di sogni e desideri da realizzare e forse questo libro non è altro che un modo per dire che è solo danzando (cioè muovendosi e prendendo dei rischi) che si si può arrivare a fare ...
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...'alone di mistero ciò che affascina maggiormente in questo libro, cone in tutta la produzione di questo autore.
Di MurakamiHaruki infatti ho già letto Tokio Blues, L'Uccello che girava le viti del mondo, Dancedancedance, sotto il segno della pecora.
Ma posso dire,a senza esitazione alcuna, che KAFKA SULLA SPIAGGIA è il più bel Murakami che abbia letto finora.
Consigliatissimo. L'ideale Auto-regalo di Natale, per tutti coloro che amano le letture affascinanti e misteriose. Una storia meravigliosa in cui sentimento, tensione, mistero e surrealismo si fondono perfettamente tra loro ....
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Alice Classification: LETTERATURE STRANIERE: TESTI
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 2005
Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.
Ciao
Su Ciao da: 05/08/2004
Descrizione del fabbricante del prodotto
È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.