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| Valutazione | 10 Opinioni |
Vantaggi Fa riflettere e appassiona
Svantaggi In alcuni punti non scorre tanto
"Assurdo"
Questa è la prima cosa che ho pensato appena ho finito il libro. Come spesso mi capita (praticamente sempre coi libri di Murakami), appena finito il libro mi sono soffermata a riflettere sulle quasi 500 pagine che ho letto. La conclusione che ho tirato è che questo autore è un folle genio che ha una capacità allucinante di coinvolgetti e farti entrare nella mente dei personaggi senza che tu neanche te ne accorga.
Dance Dance Dance è una storia di ricerca, sia materiale che spirituale.
Tutto ruota attorno ad un piccolo albergo, il Dolphin Hotel di Sapporo. Il protagonista, un giornalista free lance divorziato e insoddisfatto, ha incontrato lì, per l'ultima volta, Kiki, una squillo con la quale ha avuto una relazione di qualche mese e che è sparita senza lasciare tracce.
Ed è da lì che lui vuole ripartire: lascia il suo lavoro di giornalista, parte alla ricerca di Kiki e si improvvisa detective. E' una specie di ritorno alle origini anche se, lui stesso ne è consapevole, niente sarà più come prima e tutto si evoleverà continuamente.
E la prima rivoluzione c'è quasi subito: il piccolo albergo non è più così piccolo: è diventato un super albergo di lusso che in comune con il precedente ha mantenuto solo il nome.
Ma c'è qualcuno che lo chiama e che lui continua a sognare, non sa chi è ma è qualcuno collegato al vecchio albergo e la necessità di scoprirlo lo spinge a fermarsi nel nuovo albergo.
Il protagonista conosce la receptionist con la quale stringe subito una profonda amicizia. Questo la porterà a rivelargli un terribile segreto: a volte l'ascensore dell'albergo si ferma ad un piano buio, silenzioso, che sa di vecchio e di muffa, dove l'oscurità avvolge in modo totalizzante e paralizza ogni muscolo del corpo. E' così che il protagonista "ritrova" il suo vecchio albergo del Delfino ed incontra l'uomo pecora, un essere inumano che lo aiuterà a capire come iniziare la sua ricerca.
"Danza, danzare è la tua unica possibilità, devi danzare, e danzare bene. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Finchè c'è musica, devi danzare!"
Questo è quello che gli dice l'uomo pecora, e questo è quello che inizia a fare il protagonista.
Si viene così trasportati nel mondo parallelo che farà da filo conduttore per tutto il resto del libro, un mondo forse immaginario, forse reale o forse semplicemente sognato, ma un mondo che sembra esserci davvero e quel buio e quell'odore di muffa, grazie alle dettagliate descrizioni di Murakami, si riescono a percepire come reali.
Da quel momento altri personaggi entreranno nella vita del giornalista, stravolgendola ed infittendo sempre di più il mistero della scoparsa di Kiki. Yuki, una ragazzina tredicenne molto più saggia e adulta della sua età; Gotanda, un attore amico di infanzia del protagonista che condivide molte cose con lui; Mei, una bellissima squillo di lusso; Dick, un poeta con un braccio solo e 6 scheletri che guardano la televisione in un salotto a Honolulu.
Tutto è collegato, anche le situazioni che sembrano più assurde e distanti sono collegate, questo grazie ai personaggi, solidi pilastri su cui si regge tutto il libro. Non è infatti la trama a tenerti saldamente ancorato al libro finchè non l'hai finito, ma sono i personaggi e il bisogno che senti di capire perchè e come sono legati uno all'altro.
E poi c'è la musica che fa da sottofondo, dalla prima all'ultima pagina.
L'inizio è incerto e frammentario e così è anche la musica: si sente per i corridoi del Delphin Hotel ma non la si riesce a percepire pienamente.
Piano piano, però, mentre si districano i fili dell'ingarbugliata matassa degli intrecci e dei collegamenti, anche la musica si fa più ricercata e più chiara. I viaggi in macchina con Yuki sono accompagnati da Elvis, Beach Boys, Rolling Stones e il danzare si fa più facile e leggero.
Dance Dance Dance appunto.
Non è facile parlare di un libro così, come non è facile leggerlo senza farsi delle domande. Tutti nella vita siamo alla ricerca di qualcosa, di significati di attribuire alle cose, di scopi e idee da mettere in pratica, di sogni e desideri da realizzare e forse questo libro non è altro che un modo per dire che è solo danzando (cioè muovendosi e prendendo dei rischi) che si si può arrivare a fare qualcosa di importante nella propria vita.
Ancora una volta Murakami è riuscito ad impressionarmi e a regalarmi delle riflessioni, ed ancora una volta sono stata catturata in modo totale dai suoi personaggi e dalla loro psicologia.
Questo libro viene definito come un giallo noir, ma credo che questa definizione gli stia alquanto stretta.
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Alexroger 17/02/2005 09:59
ipatia 16/12/2004 19:17
Balurd 26/11/2004 11:57
ideaplatonica 11/10/2004 13:40
Prima di leggere questo libro volevo dare un'occhiata ad un'opinione..e la tua mi farà affrontare con entusiasmo la lettura!:-)
gategate 20/08/2004 22:38
Un libro "musicale"! Interessante! :-) Gate Jap
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