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Opinione

per De Gregori Francesco
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5 Stelle L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
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gErmE

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A volte, penso di essere in ritardo. Spesso, penso di essere nata in ritardo. Gli anni '70 li ho solo sfiorati, non attraversati e vissuti come avrei voluto. Avrei voluto avere vent'anni negli anni '70. Quelli si' che erano anni. Non ha avuto senso avere vent'anni negli anni '90. Troppo facile, oppure, troppo difficile. I '90 hanno soltanto cercato di ricalcare, pallidamente, i '70. Ma tra la copia e l'originale c'e' sempre una differenza abissale.

La settimana scorsa ho visto ancora De Gregori in concerto. L'ho trovato un po' invecchiato e ingrassato rispetto all'ultima volta, cinque anni fa. Pero', non era poi tanto diverso. Se andassi a sentire Venditti, la settimana prossima, lo troverei molto diverso dall'ultima volta, nove anni fa. E non solo fisicamente.

Avrei voluto avere vent'anni negli anni '70. La mia vita sarebbe stata diversa, molto diversa. Io stessa sarei stata diversa. In qualche modo, credo, avrei fatto la mia rivoluzione. Avrei vissuto di concerti - i concerti degli anni '70, non quelli di oggi! - e di manifestazioni e cortei, sventolando bandiera rossa, quando la bandiera rossa aveva un senso.

Dicevo di De Gregori. Quindi dicevo anche dei cantautori. Non hanno cambiato il mondo. Non ci hanno neppure provato, forse. Ma hanno lasciato qualcosa. La loro voce, le loro parole, la loro testimonianza. Quando la vita si nutriva di politica e la politica si nutriva di vita. Oggi e' diverso. Oggi la coscienza politica, la coscienza civile, non esiste piu'.

Tante cose, De Gregori. La colonna sonora di una vita, anche per merito di papa'. Fin da bambina. La poesia di De Gregori, quella che mi ha convinta che anche le parole delle canzoni andrebbero studiate a scuola, assieme a Manzoni, a Leopardi, a Montale. Perche' anche quella e' Letteratura, perche' anche quella e' Storia.

"La storia siamo noi
Nessuno si senta offeso (...)
La storia siamo noi attenzione
Nessuno si senta escluso (...)
La storia siamo noi
Siamo noi che scriviamo le lettere
Siamo noi che abbiamo tutto da vincere
O tutto da perdere (...)
E poi la gente (xche' e' la gente che fa la storia)
Quando si tratta di scegliere e di andare
Te la ritrovi tutta con gli occhi aperti
Che sanno benissimo cosa fare
Quelli che hanno letto un miliore di libri
E quelli che non sanno nemmeno parlare
Ed e' per questo che la storia da' i brividi
Perche' nessuno la puo' cambiare
La storia siamo noi
Siamo noi padri e figli
Siamo noi "bella ciao" che partiamo (...)
La storia siamo noi
Siamo noi questo piatto di grano".

Hanno ancora valore queste parole? Quando le sento, brucio dentro. Mi assale la rabbia, un senso di impotenza. E mi viene davvero voglia di scegliere e di andare, solo che poi mi fermo e rimango chiusa nel mio guscio di comodita' e convenienza.

La Storia e le storie. Di oggi e di ieri. E le ferite. Le ferite di ieri. Le crepe. Quello che e' stato. Che non abbiamo vissuto e ci hanno raccontato. Quello che, ancora, ci fa impallidire e tremare e indignare. Quello che e' stato ma avrebbe potuto non essere.

"E i cavalli a Salo'
Sono morti di noia
A giocare col nero perdi sempre
Mussolini ha scritto anche poesie
I poeti che brutte creature
Ogni volta che parlano e' una truffa".

E, a dispetto della Storia, a dispetto della lezione, il nero non e' stato cancellato, il nero avanza, prende campo, si ripulisce, si auto-legittima, acquista quasi dignita'. Il nero, forse, ci schiaccera'.

E questa Italia va alla deriva, senza saperlo, senza volerlo. Italia nera e cieca. Ma come fai poi a non amarla? Nelle sue contraddizioni, nella sua debolezza, nella sua fatale inconsapevolezza.

"Viva l'Italia
Presa a tradimento
L'Italia assassinata
Dai giornali e dal cemento
L'Italia con gli occhi asciutti
Nella notte scura
Viva l'Italia
L'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia
L'Italia che e' in mezzo al mare
L'Italia dimenticata e
L'Italia da dimenticare
L'Italia meta' giardino
E meta' galera
Viva l'Italia
L'Italia tutta intera".

Mi emoziona De Gregori, mi emoziona sempre. Quell'uomo elegante e distinto che parla poco e lascia parlare la sua musica. Il Principe che sa rendere anche le cose piu' semplici piene di delicata meraviglia, che canta l'amore al di la' dei luoghi comuni e delle facili banalita'.

"Buonanotte buonanotte fiorellino
Buonanotte tra le stelle e la stanza
Per sognarti devo averti vicino
E vicino non e' ancora abbastanza
Ora un raggio di sole si e' fermato
Proprio sopra il tuo biglietto scaduto
tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di te'
Buonanotte questa notte e' per te".

E la notte ha sempre un sapore strano e il nero del suo cielo e' tutt'altro che monocromatico ma si carica di milioni di sfumature difficili da cogliere, definire, catalogare. Un po' come l'amore.

"Ma se soltanto per un attimo
Potessi averti accanto
Forse non ti direi niente
Ma ti guarderei soltanto
Chissa' se giochi ancora
Con i riccioli sull'orecchio
O se guardandomi negli occhi
Mi troveresti un po' piu' vecchio".

Il tempo passa e agisce sulle cose, sulle persone. Cambia, trasfigura, trasforma. A volte si'. Ma, a volte no.

"E con le mani amore per le mani ti prendero'
E senza dire parole nel mio cuore ti portero'
E non avro' paura se non saro' bella come dici tu
Ma voleremo in cielo in carne ed ossa
Non torneremo piu'
E senza fame e senza sete
E senza ali e senza rete
Voleremo via".

Solo un pianoforte.

"Due buoni compagni di viaggio
Non dovrebbero lasciarsi mai
Potranno scegliere imbarchi diversi
Saranno sempre due marinai".

De Gregori vuol dire anche Rimmel, Buffalo Bill, Generale, Pablo, Titanic, Niente da capire. Per me, vuol dire soprattutto Pezzi di Vetro. E La leva calcistica della classe '68, quella che ogni ala vorrebbe dedicata a se'.

"E la strada e' gia' piazza
E la sera e' gia notte
Se ci fosse la luna
Se soltanto ci fosse la luna
Si potrebbe cantare
Lalalalalalalalalala".

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Commenti

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Pagina 1 di 8 | 1 - 5 di 37 commenti
  • Erato 21/08/2009 07:34
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Non lo so se mi piace De gregori. Di sicuro mi sei piaciuta tu.

  • janicot 16/08/2005 17:26
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • gregluk 16/03/2005 01:34

    Amo De Gregori e sono cresciuto con le sue canzoni. Non credere che sentimenti ed emozioni tanto forti e belli da far piangere siano appannaggio esclusivo della tua fede politica. Te lo dice un ragazzo di destra. CIAO

  • girasole73 26/09/2004 16:24
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Condivido a pieno la tua opinione.

  • inghilterra 07/05/2004 14:06
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Speriamo tutti che quelle canzoni che tu descrivi così eccezionali per te, sopvavvivano alle accellerazioni innaturali che dobbiamo sostenere, tutta la discografia di Francesco ci fà pensare che è bella e dura la vita, da raccontare con le canzoni...nonostante ciò, c'è chi riesce ad emozionarci e chi no, quindi quando ascoltate musica metteteci sempre un grado di attenzione in più, così come si suggerirebbe il nostro capitano....buonanotte fratelli.

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