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Di datazione incerta (alcuni studiosi ritengono sia stato scritto nel 49d.C., subito dopo l'esilio; altri che sia stato scritto nel 62d.C., dopo essersi ritirato definitivamente) è senza dubbio uno degli scritti più interessanti di Lucio Anneo Seneca.
Risulta subito facile alla lettura, grazie allo stile originale, specchio dell'età imperiale nella quale egli viveva, e si pone in contrasto con un suo predecessore, Cicerone, che aveva fatto della CONCINNITAS un suo stile di scrittura. Con Seneca, al contrario, si afferma l'INCONCINNITAS, e lo si nota dalle molte coordinate presenti nel testo e dal procedimento che egli usa, associando idee simili e mettendo per iscritto pensieri senza una forte elaborazione precedente.
Si può dire che il "De brevitate vitae" sia attraversato da due antitesi, che si richiamano l'un l'altra: la prima è legata al TEMPO vs. SAGGEZZA, mentre la seconda agli OCCUPATI vs. SAPIENTI. L'idea di fondo è quella di un tempo sfuggente, fonte di ansia per l'uomo che non è in grado di controllarlo. Egli percepisce il presente come sfuggevole, il passato come un rimpianto e il futuro come qualcosa di incerto e non riesce a vivere la sua vita appieno. Diversamente fa il sapiente che vive il suo tempo in termini QUALITATIVI, che riesce a "cogliere l'attimo" (Protinus vive, appunto), e si basa sul fatto che gli occupati non riescono a vivere la loro vita e giungono alla morte con parecchi rimpianti, mentre il sapiente è in grado, arrivato il suo momento, di mettere da parte la sua stessa vita, poichè "Non bisogna imparare solo a vivere, ma anche a morire".
posto probabilmente tra il 49 e il 55 d.C. ed dedicato a Paolino, da identificarsi forse con il suocero del filosofo: un uomo dunque sufficientemente maturo per compren...
10.10.2010 01:25
...ottimo consiglio... forse solo un po' impegnativo, per chi non ha fatto il classico come me! :)
06.10.2010 11:52
concordo con irina....scherzi a parte, credo interessi ad un pubblico selezionato. grazie cmq
04.10.2010 18:33
Maximum vivendi impedimentum est exspectatio, quae pendet ex crastino, perdit hodiernum !!!!