Di Verdura

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Opinione su "Di Verdura"

pubblicata 25/11/2002 | kumquat
Iscritto da : 07/02/2002
Opinioni : 88
Fiducie ricevute : 153
Su di me :
Buono
Vantaggi La faccia di chi li riceve, a meno che non odi il pesce: INFORMATEVI PRIMA, conviene
Svantaggi Lungo, noioso, laborioso, ma ne vale la pena
molto utile

"Regali di Natale 1. Peperoncini ripieni di tonno"

Volete sapere che cosa fa Kumquat di questi tempi?

Cucina per Natale.

Ora, non pensate male; non intendo avvelenare i miei cari con cibi avariati preparati con un mese di anticipo.Da qualche anno a questa parte, invece, ho riscoperto il vero valore della festa di Natale, e cerco di vivere questa festività nel modo più tradizionale. Do libero sfogo ai riti, divento sentimentale, e dopo una overdose durata anni di regali all’insegna della fretta e del consumismo ho constatato che i doni più sentiti e accettati sono quelli fatti con il proprio cuore e le proprie mani.

Io adoro cucinare, e per me l’arte della cucina è una grande espressione d’amore. Quale occasione migliore del Natale per dimostrare l’affetto ai propri cari, per regalare qualcosa che dimostra un investimento di tempo e di cura nei confronti di una persona? Acquisto tanti vasetti e scatoline e li riempio di prodotti fatti con le mie mani e soprattutto con il mio tempo prezioso (che è il bene più inestimabile che abbiamo, altro che qualche Euro per comprare l’ennesimo paio di guanti).

Il primo prodotto che esce dalla mia cucina è il PEPERONCINO RIPIENO. E’ un prodotto tipico del Piemonte (è originario dell’Astigiano) e viene servito a tavola negli antipasti misti piemontesi. Benché sia di facile preparazione, il confezionamento dei peperoncini ripieni è molto lungo.

I peperoncini utilizzati per questa ricetta sono facilmente reperibili fra fine ottobre ed inizio dicembre al supermercato o al mercato della verdura. Sono piccoli, tondi, e hanno un picciolo verde. Io non acquisto mai i peperoncini a peso; LI CONTO. Già questo è un procedimento lungo…. In genere preparo duecento peperoncini, quindi ne acquisto duecentoventi. Qualcuno si spacca o diventa molle durante la fase di preparazione, qiundi ho imparato a stare larga.

Per duecento peperoncini acquisto quattro vasetti di capperi sotto sale (e NON sottaceto), un Kg. di ventresca, due Kg. di tonno sott’olio, venti acciughe sotto sale e due etti di prezzemolo. Poi controllo nella mia dispensa se ho del buon olio di oliva (mi servono almeno tre litri di olio d’oliva extravergine), un Kg. di sale grosso, e una bottiglia di aceto bianco.

Poi tiro fuori un paio di guanti di gomma, stacco tutti i telefoni, metto sullo stereo una bella musica rilassante e mi rendo irreperibile per un paio d’ore.

Lavate via l’eccesso di sale dalle acciughe e dai capperi, e mettete a bagno le acciughe in un piatto con del latte. (sì, del LATTE. Zitti e fate come vi dico.)

I duecentoventi peperoncini vanno puliti, tagliando via la sommità con il picciolo e poi scavando l’interno per togliere tutti i semini bianchi. ATTENZIONE : TENETE SEMPRE I GUANTI ADDOSSO E NON TOCCATEVI (soprattutto lì; ma da NESSUNA PARTE) finché siete alle prese con i peperoncini. Una volta avevo i capelli sugli occhi, me li sono tolti e pensavo di rimanere cieca! Dopo mezz’ora di risciacqui di acqua fredda mi sono fatta accompagnare in pronto soccorso. Uomo/donna avvisati….

Nel frattempo mettete sul fuoco il pentolone più grosso che avete , mettete un paio di litri d’acqua e tre / quattro pugni (250/300 grammi circa, non misuro mai niente) di sale grosso. Anzi, se avete due pentoloni, fatelo in due pentole in contemporanea. Quando l’acqua bolle, abbassate la fiamma e versatevi un bel bicchiere grossoda acqua di aceto bianco, e immergete i peperoncini (devono essere completamente coperti d’acqua). Lasciate sobbollire a pentola socchiusa (appoggiate il coperchio sopra ma lasciate uno spiraglio) per dieci minuti, poi scolateli e ripetete l’operazione (o buttateli nell’altro pentolone con acqua, aceto e sale che bolle). Questa operazione eserve a rendere i peperoncini mangiabili per chi non ha la bocca ricoperta di amianto; li rende solo piacevolmente piccanti, tollerabili a tutti.

Nel frattempo tirate fuori il vostro robot da cucina perché dovete frullare gli altri ingredienti e probabilmente (se siete fortunate come me) dovrete farlo in due operazioni diverse perché il Bimby non è abbastanza capiente; con un frullatore o un robot da cucina classico dovrete farlo almeno quattro volte. ORA POTETE TOGLIERVI I GUANTI, e lavatevi subito le mani perché non si sa mai!
Io verso la ventresca e il tonno scolati completamente dell’olio, i capperi, le foglie di prezzemolo lavate e mondate e le acciughe scolate dal latte, asciugate e tagliate a pezzi tutto in un grosso recipiente e mescolo il tutto, poi frullo in parti fino ad ottenere una pasta densa (se necessario aggiungo un po’ d’olio di oliva extravergine fresco). Assaggiate la pasta, perché spesso manca un po’ di sale.

Scolate i peperoncini dalla seconda bollitura e sciacquateli sotto acqua fredda corrente, metteteli a raffreddare e prendetevi una pausa gratificante nel frattempo. Almeno un’oretta; i peperoncini devono essere al massimo tiepidi. Poi prendete un cucchiaino da caffè e con tutta la pazienza e la devozione che vi è rimasta riempite a livello ogni singolo peperoncino con la pasta di tonno. Infilate i peperoncini farciti nei vasetti (STERILIZZATI, mi raccomando !) a strati e colmate ogni vasetto fino all’orlo di olio d’oliva extravergine. Poi, se siete fanatiche e ipocondriache come lo sono io (il botulismo è sempre in agguato), chiudete i vasetti ermeticamente con l’apposito tranello/trappola; altrimenti potete sempre vivere pericolosamente e chiuderli così come sono.

Io mi ritrovo con venti vasetti da dieci peperoncini cadauno, che decoro con due nastri (verde e rosso) e con etichette fatte a mano da me.

La cosa bella di essere mezza americana e mezza italiana è quella di poter spaziare fra ricette di ogni tipo. Così, oltre ai peperoncini ripieni che sono una ricetta piemontese (esistono varianti simili in Calabria, in Liguria e in Sardegna mi pare), regali tipicamente kumquattiani per le feste natalizie sono vasetti di antipasto Gianduia (altra specialità piemontese), vasetti di ragù, di pesto alla genovese e di sugo ai funghi – specialmente per i miei parenti negli USA che non hanno ancora capito come si fa un piatto decente di pasta - Marron Glacées (stivaletto non ridere, questi li faccio io, è passato tanto tempo e in più non li regalo più a chi è allergico), chocolate chip cookies (biscotti con le gocce di cioccolato) amaretti e Toffees nelle scatole in latta; mio fratello pensa alla grappa alla ruta e alle bottiglie di Barbera. Quest’anno ho deciso che farò anche i biscotti al burro con la glassa di cioccolato ritagliati con le forme natalizie: sono già stracolma di formine, ma finora li ho solo usati come sull’albero di natale (rigorosamente vivo, ripiantato, sempre sopravvissuto, e carico del mio unico, immortale hobby: gli addobbi natalizi.Ne ho centinaia, fatti da me, acquistati ai quattro angoli del mondo, e sono il mio tesoro più inestimabile!)

La gente immancabilmente si commuove, e io mi sento un angioletto.

Non si accettano richieste di servizio a domicilio, né invii di campioni gratuiti per l’assaggio. Ma se volete, vi regalo anche le altre ricette. Tanto adesso ho tempo; ho finito il maglione (EH GIA’ GIORGIO, HO FILATO TUTTA LA MIA LANA!) e ho già preparato i vasetti dei sughi e i peperoncini.

Oppure se preferite, ci vediamo per il vin brulé e il Glogg. Appuntamento il 24/12 dopo la messa di mezzanotte.

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Commenti su questa Opinione

  • commark pubblicata 13/04/2010
    Originale preparazione...molto piccante...
  • SanSiroBird pubblicata 24/10/2007
    Sono ottimi, li adoro!! Ti do Eccellente non solo per l'ottima opinione scritta, ma anche per premiarti della tua pazienza che hai avuto nel prepararli!!
  • Smillaneve pubblicata 25/09/2005
    opinione davvero spiritosa! che cucinata...la preparazione di questi peperoncini, per come la descrivi tu, assomilgia ad un pellegrinaggio alla Mecca... però i eperoncini devono essere eccellenti. io non li preparerò mai, ne sono certa, quindi mi limito ad "immaginare" il sapore. ciao!
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Su Ciao da: 12/05/2002