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Tutto questo, almeno, fino a quel giorno di Novembre del 1962, quando, nelle edicole italiane, fece capolino il primo numero di quello che viene presentato come “il fumetto del brivido”: un albetto in formato pocket(una scelta che farà scuola) intitolato “Il Re del Terrore”, ... Leggi l'opinione
Una Opinione di concordio su Diabolik (Carlo Scaringi) 29 Giugno 2001
La valutazione di questo autore:
Qualita' grafica
mediocre
Qualita' delle storie
mediocre
Simpatia/credibilita' dei personaggi
mediocre
Reperibilita'
edicola
Vantaggi:
Molti,è il padre di tutti gli eroi negativi del fumetto Made in Italy
Svantaggi:
Pochi,giusto se vi annoia una certa ripetutività delle storie
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Sì
Opinione completa
La letteratura di genere, di stampo poliziesco, si è sempre nutrita della contrapposizione poliziotto-criminale, o, più spesso, del duello tra il rappresentante dello status quo, sia pure atipico come può essere un investigatore privato e il rappresentante della devianza da questo ordine costituito, il criminale. E’ scontato dire che, in un contesto dove una delle regole non scritte dell’editoria è quella di tutelare la moralità di chi legge, alla fine della storia è d’obbligo rappresentare la vittoria del Bene con il criminale di turno assicurato alla giustizia in modo che, da perdente, non possa mai rappresentare un esempio da imitare per il lettore, al quale, come figura di riferimento, viene sempre e comunque proposto il rappresentante della legge. Inoltre, è comunque sconsigliato all’autore presentare il cattivo in maniera troppo “glamorous”, dandogli più fascino e spessore del suo antagonista positivo: non si può rischiare che il pubblico provi più simpatia per il villain o, addirittura, si metta a tifare per lui, sarebbe come legittimare quello che, invece, è fuori da qualsiasi legalità, sia nella realtà che nella fantasia.
Tutto questo, almeno, fino a quel giorno di Novembre del 1962, quando, nelle edicole italiane, fece capolino il primo numero di quello che viene presentato come “il fumetto del brivido”: un albetto in formato pocket(una scelta che farà scuola) intitolato “Il Re del Terrore”, un’avventura noir il cui protagonista, un audace quanto spietato ladro chiamato “Diabolik”, incredibile a dirsi, al termine dell’avventura, la fa franca in modo da potersi ripresentare all’appuntamento successivo con il suo pubblico da indiscusso protagonista della sua serie, lui, eroe negativo che, in base ai canoni sopra descritti, avrebbe dovuto fare ben altra fine.
L’autore, anzi le autrici di questo rivoluzionario personaggio erano due sorelle milanesi, Angela e Luciana Giussani, e il luogo che fu decisivo per fornire lo spunto per la nascita del personaggio fu la carrozza di un treno: fu lì infatti che le due sorelle trovarono casualmente, probabilmente abbandonata da un altro passeggero, una copia di un romanzo popolare francese che narrava le gesta di uno spietato avventuriero trasformista, “Fantomas”(gli autori erano i giornalisti parigini Pierre Souvestre e Marcel Allain) e fu sempre osservando i pendolari che partivano ogni mattina alla stazione che nacque l’idea di proporre all’editore Sansoni, marito di Angela, un nuovo personaggio per un albo a fumetti che avrebbe dovuto avere, come pubblico di riferimento, proprio quello dei viaggiatori di treno, in cerca di un diversivo per affrontare le lunghe, quotidiane ore di viaggio. Il personaggio in questione sarebbe stato un ladro, spietato quanto astuto, cinico, amorale e inguainato in una calzamaglia nera che gli lascia scoperti solo gli occhi. Il suo nome è tutto un programma: Diabolik!
Il ladro delle sorelle Giussani è una diretta filiazione del Fantomas della coppia Souvestre-Allain, talmente simile che si potrebbe azzardare l’ipotesi, senta tema di sbagliare, di un singolare caso di plagio dal romanzo al fumetto: come il suo predecessore letterario, Diabolik è un ladro, con una spiccata propensione a rubare tutto ciò che desidera. Ama il lusso e le belle donne, è cinico, spietato, completamente amorale, oltre che essere un uomo di una intelligenza sopraffina e un trasformista di incredibile abilità: non c’è persona di cui non sia in grado di prendere l’aspetto, grazie a delle speciali maschere di sua invenzione che, una volta indossate, gli consentono di assumere l’identità di chiunque. E’ usando questo stratagemma che il diabolico(l’aggettivo è d’obbligo) ladro riesce a sconvolgere, nella sua prima avventura, la vita del giovane Gustavo Garian, giovanissimo erede di un considerevole patrimonio: nei panni di suo padre, Stefano Garian, Diabolik riesce a far internare prima la madre di Gustavo, per fare di lui l’unico erede della fortuna di famiglia e poi a condizionare a tal punto il giovane fino a spingerlo sull’orlo della follia, in modo da potersi impadronire del patrimonio. A contrastare i piani del Re del Terrore un tenace quanto perspicace poliziotto, l’ispettore Ginko.
Esattamente come l’ispettore Juve della serie di “Fantomas” Ginko è l’esatto contrario del suo avversario, integerrimo almeno quanto Diabolik è amorale, completamente disinteressato al denaro e quindi incorruttibile, in perfetta contrapposizione all’amore del criminale per il lusso ed animato da un forte senso di giustizia, ha dedicato la sua vita e la sua carriera alla cattura di Diabolik e fra i due, oltre alla fortissima rivalità c’è anche una sorta di reciproca ammirazione, venata di rispetto e, non a caso, le sorelle Giussani scelgono di far raccontare proprio a Ginko, in una situazione di pericolo mortale per entrambi, la storia delle origini del personaggio: abbandonato da genitori sconosciuti, un bambino viene raccolto dagli uomini di un certo King, uno spietato boss che ha eletto a suo piccolo regno personale una sperduta isola nell’oceano, dove ha dato asilo a criminali provenienti da ogni parte del mondo, specializzati nelle più diverse arti, dalla lavorazione di diamanti alla chimica. Il bambino cresce e apprende da ognuno dei presenti sull’isola tutte le nozioni necessarie a fare di lui un perfetto criminale, tanto da attirare l’attenzione dello stesso King, intenzionato a scoprire il segreto di certe maschere di plastica che il ragazzo starebbe perfezionando. Lo scopo del boss è farsi rivelare il segreto delle maschere e poi uccidere quello che potrebbe diventare un suo pericolo rivale ma viene preceduto dal ragazzo che, dopo averlo ucciso, fugge dall’isola per iniziare la carriera criminale che lo farà conoscere da tutti con il nome di battaglia che gli ha dato lo stesso King in punto di morte, Diabolik.
Ma un uomo come Diabolik, spietato ed amorale, può amare qualcuno? La risposta arriva già nel primo numero della collana, con la seduzione da parte del criminale, nei panni del ricco ed affascinante Walter Dorian, della giovane ed ingenua Elisabeth, la ragazza che contribuirà, in “L’arresto di Diabolik”(terzo numero della serie) alla clamorosa cattura dell’inafferrabile criminale da parte di Ginko, cattura alla quale il nostro eroe riuscirà a sfuggire solo grazie al provvidenziale appoggio di quella che poi diverrà la sua donna, l’affascinante bionda lady Eva Kant.
Eva Kant è davvero l’alter ego al femminile del nostro: intelligente, scaltra e spietata quando si tratta di difendere il suo uomo, dopo essere divenuta la compagna di vita di Diabolik ne condivide l’attività, formando così la più temibile coppia di criminali che Clerville(l’immaginaria città che è sede delle avventure del ladro in calzamaglia) abbia mai conosciuto. Contro di loro c’è solo la tenacia dell’ispettore Ginko, supportato dall’amore della bella duchessa Altea di Vallemberg e dall’amicizia di Gustavo Garian, il ragazzo una volta vittima delle macchinazioni del Re del Terrore, che, una volta divenuto giornalista, aiuta l’ispettore per vendicarsi del criminale che, a suo tempo, gli sconvolse la vita.
Il successo editoriale di “Diabolik” fu clamoroso sin dalle prime uscite: il protagonista e l’albo mensile che raccoglieva le sue avventure diventarono uno dei simboli di un’epoca in cui si respirava dovunque voglia di rinnovamento, di rompere gli schemi consolidati in ogni campo e, in questo, la carica eversiva di un cattivo come protagonista di una serie a fumetti, fece la sua parte.
E, ai giorni nostri, l’inafferrabile ladro in calzamaglia, forte di un successo editoriale alimentato dalle sempre avvincenti storie sfornate dalla squadra capitanata dall’attuale direttore Mario Gomboli oltre che da una ininterrotta attività promozionale, continua a rubare, oltre che gioielli e preziosi di ogni tipo, anche l’attenzione di centinaia di lettori..
Scritto già apparso sul sito ww.lankelot.com e sul mio blog http://terrificantesimmetria.blog.tiscali.it a firma "Nemo".
Parlare di Diabolik è come parlare di un mito, nato dalla penna delle sorelle Giussani agli inizi degli anni sessanta ha accompagnato generazioni di lettori. Il mito di Diabolik non nasce subito anzi agli inizi è stato aspramente condannato perchè diseducativo, un eroe negativo con l'unico scopo di rubare uccidere e possedere ricchezze enormi, tutto ciò potrebbe essere anche vero, ma bisognerebbe leggere anche tra le righe e valutare anche l'evoluzione ... ..." IL RE DEL TERRORE" Diabolik non si chiama ancore così ma si fa chiamare Walter Dorian in pubblico si fa vedere con il suo volto e la sua donna non è Eva Kant ma Elisabetta, è sicuramente un efferato assassino e da subito il suo alterego è l'ispettore Ginko indomino tutore della legge. Solo dopo alcuni numeri arriva la figura di Eva Kant " L'ARRESTO DI DIABOLIK" una donna bellissima è affascinante con un alone di mistero intorno, con una famiglia ...
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Vantaggi: Sceneggiature, disegni, fascino "anni '60" Svantaggi: Non ne vedo...
...ancora sentire!
E, in effetti, Diabolik costituisce una realtà decisamente "atipica", e per molti versi a se stante, nel panorama del fumetto italiano.
Fu creato nei primissimi anni Sessanta (credo nel 1961) dalla fervida fantasia delle sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani: fu la più grande di loro, Angela, ad avere l'ispirazione guardando dalla finestra i pendolari che uscivano dalla stazione delle "Ferrovie Nord": volle creare quello che ... ...via stemperandosi: nei primissimi numeri Diabolik lasciava dietro di se una impressionante scia di morti, dagli anni Settanta in poi non uccide a meno che non sia necessario per salvarsi, oppure per mettere in atto le sue implacabili vendette, soprattutto contro chi osa fare del male alla sua Eva. Meno sangue, quindi, e più spazio all'audacia, all'intelligenza, alla spregiudicatezza: ogni nuovo colpo è una sfida a se stesso e al suo coraggio, e la ...
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Vantaggi: Il primo vero noir tutto italiano Svantaggi: Non più ai fasti del passato
...tavole anzichè 120.
Ma Diabolik ha una differenza fondamentale. E' un criminale incallito.
La sua comparsa, nell'ormai lontanissimo 1962, lo stesso anno di Spider Man (la prima puntata è datata Primo Novembre) fece scalpore, perchè era la prima volta che un malvivente era reso protagonista di una collana a fumetti. E' il primo grande fumetto noir italiano, e fece parlare di sè non poco. Diseducativo, pericoloso immorale, queste le (solite) critiche ... ...neanche un nome. E così Diabolik cresce nell'isola di King, il padrone incostratato dedito a loschi traffici, lì apprende tutte le nozioni che gli saranno utili poi in futuro (come creare i veleni, le maschere , ecc.) per poi tradirlo ed ammazzarlo alle spalle. Come la temibile pantera nera impagliata che sovrastava l'ufficio di King, chiamata per l'appunto Diabolik.
Sua compagna da sempre e la bionda ed algida Eva Kant, comparsa per la prima volta ...
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Vantaggi: FUMETTO Stupendo, Intrigante, Accattivante e ancora di più Svantaggi: E' un mensile
...ruolo di antagonista, praticamente un Diabolik buono.
Ma la battaglia tra diabolik e Ginko, non è solo la classica sida tra il buono ed il cattivo. Altrimenti oggi l'editore dovrebbe scrive una riedizione del principe e il povero, infatti Diabolik dovrebbe essere uno riccone aristocratico, e ginko bisognerebbe mandarlo a dirigere il traffico. Ma non è cosi infatti questa sfida racchiude il vero significato, del BENE contro il MALE.
Diabolik ruba ... ...invertire la notte e il giorno; Mentre Ginko, l'eterno buono, quante volte avrebbe potuto inniettargli una dose di cianurro e ucciderlo prima di arrivare alla ghigliottina, o magari sparargli a freddo. Ma non è così, perchè chi vuol giocare, gioca con le nostre regole, in primis: IL RISPETTO.
Il vero Poker d'assi, delle sorelle Giussani, viene calato con la creazione di Eva Kant, che sostituirà quella "perfetta stupida" di Elisabeth, personaggio ...
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Diabolik è un fumetto di origini italiane, anzi milanesi siccome le sue due autrici sono due sorelle milanesi che di cognome fanno Giussani. La prima storia di Diabolik esce nel 1962.
Diabolik potrebbe somigliare al famosissimo ladro gentiluomo Arsenio Lupin ma rispetto a quest'ultimo è decisamente più "cattivo" e spietato nei confronti dei suoi nemici e agisce sempre con furbizia e genialità!
Diabolik è diabolicamente geniale, la sua inventiva ... ...colpi!
La dolce metà di Diabolik è la bionda e bellissima Eva Kant, anche lei come Diabolik è astuta, geniale e molto furba. Inoltre Eva è l'aiutante di Diabolik per i suoi furti.
La storia di Diabolik è particolare, la rivela al suo acerrimo nemico Ginko mentre sono legati in una stanza e sotto minaccia di morte. Diabolik quindi gli racconta la sua vita, di come era stato trovato abbandonato su una scialuppa e poi trovato da alcuni uomini di un ...
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Alice Classification: DISEGNO, ARTI DECORATIVE E MINORI
Editore: Gremese Editore
Data di pubblicazione: 2002
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