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Opinione

per Diabolik (Carlo Scaringi)
Leggi l'opinione successiva "Diabolik un mito senza tempo"
4 Stelle Stavolta l'eroe è il cattivo
23 su 24 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Molti,è il padre di tutti gli eroi negativi del fumetto Made in Italy

Svantaggi Pochi,giusto se vi annoia una certa ripetutività delle storie

Dettagli

Qualita' grafica
Qualita' delle storie
Simpatia/credibilita' dei personaggi
Reperibilita'
Prezzo 1,70 €

L'autore

concordio Dal 20 mag 2001

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La letteratura di genere, di stampo poliziesco, si è sempre nutrita della contrapposizione poliziotto-criminale, o, più spesso, del duello tra il rappresentante dello status quo, sia pure atipico come può essere un investigatore privato e il rappresentante della devianza da questo ordine costituito, il criminale. E’ scontato dire che, in un contesto dove una delle regole non scritte dell’editoria è quella di tutelare la moralità di chi legge, alla fine della storia è d’obbligo rappresentare la vittoria del Bene con il criminale di turno assicurato alla giustizia in modo che, da perdente, non possa mai rappresentare un esempio da imitare per il lettore, al quale, come figura di riferimento, viene sempre e comunque proposto il rappresentante della legge. Inoltre, è comunque sconsigliato all’autore presentare il cattivo in maniera troppo “glamorous”, dandogli più fascino e spessore del suo antagonista positivo: non si può rischiare che il pubblico provi più simpatia per il villain o, addirittura, si metta a tifare per lui, sarebbe come legittimare quello che, invece, è fuori da qualsiasi legalità, sia nella realtà che nella fantasia.

Tutto questo, almeno, fino a quel giorno di Novembre del 1962, quando, nelle edicole italiane, fece capolino il primo numero di quello che viene presentato come “il fumetto del brivido”: un albetto in formato pocket(una scelta che farà scuola) intitolato “Il Re del Terrore”, un’avventura noir il cui protagonista, un audace quanto spietato ladro chiamato “Diabolik”, incredibile a dirsi, al termine dell’avventura, la fa franca in modo da potersi ripresentare all’appuntamento successivo con il suo pubblico da indiscusso protagonista della sua serie, lui, eroe negativo che, in base ai canoni sopra descritti, avrebbe dovuto fare ben altra fine.

L’autore, anzi le autrici di questo rivoluzionario personaggio erano due sorelle milanesi, Angela e Luciana Giussani, e il luogo che fu decisivo per fornire lo spunto per la nascita del personaggio fu la carrozza di un treno: fu lì infatti che le due sorelle trovarono casualmente, probabilmente abbandonata da un altro passeggero, una copia di un romanzo popolare francese che narrava le gesta di uno spietato avventuriero trasformista, “Fantomas”(gli autori erano i giornalisti parigini Pierre Souvestre e Marcel Allain) e fu sempre osservando i pendolari che partivano ogni mattina alla stazione che nacque l’idea di proporre all’editore Sansoni, marito di Angela, un nuovo personaggio per un albo a fumetti che avrebbe dovuto avere, come pubblico di riferimento, proprio quello dei viaggiatori di treno, in cerca di un diversivo per affrontare le lunghe, quotidiane ore di viaggio. Il personaggio in questione sarebbe stato un ladro, spietato quanto astuto, cinico, amorale e inguainato in una calzamaglia nera che gli lascia scoperti solo gli occhi. Il suo nome è tutto un programma: Diabolik!

Il ladro delle sorelle Giussani è una diretta filiazione del Fantomas della coppia Souvestre-Allain, talmente simile che si potrebbe azzardare l’ipotesi, senta tema di sbagliare, di un singolare caso di plagio dal romanzo al fumetto: come il suo predecessore letterario, Diabolik è un ladro, con una spiccata propensione a rubare tutto ciò che desidera. Ama il lusso e le belle donne, è cinico, spietato, completamente amorale, oltre che essere un uomo di una intelligenza sopraffina e un trasformista di incredibile abilità: non c’è persona di cui non sia in grado di prendere l’aspetto, grazie a delle speciali maschere di sua invenzione che, una volta indossate, gli consentono di assumere l’identità di chiunque. E’ usando questo stratagemma che il diabolico(l’aggettivo è d’obbligo) ladro riesce a sconvolgere, nella sua prima avventura, la vita del giovane Gustavo Garian, giovanissimo erede di un considerevole patrimonio: nei panni di suo padre, Stefano Garian, Diabolik riesce a far internare prima la madre di Gustavo, per fare di lui l’unico erede della fortuna di famiglia e poi a condizionare a tal punto il giovane fino a spingerlo sull’orlo della follia, in modo da potersi impadronire del patrimonio. A contrastare i piani del Re del Terrore un tenace quanto perspicace poliziotto, l’ispettore Ginko.

Esattamente come l’ispettore Juve della serie di “Fantomas” Ginko è l’esatto contrario del suo avversario, integerrimo almeno quanto Diabolik è amorale, completamente disinteressato al denaro e quindi incorruttibile, in perfetta contrapposizione all’amore del criminale per il lusso ed animato da un forte senso di giustizia, ha dedicato la sua vita e la sua carriera alla cattura di Diabolik e fra i due, oltre alla fortissima rivalità c’è anche una sorta di reciproca ammirazione, venata di rispetto e, non a caso, le sorelle Giussani scelgono di far raccontare proprio a Ginko, in una situazione di pericolo mortale per entrambi, la storia delle origini del personaggio: abbandonato da genitori sconosciuti, un bambino viene raccolto dagli uomini di un certo King, uno spietato boss che ha eletto a suo piccolo regno personale una sperduta isola nell’oceano, dove ha dato asilo a criminali provenienti da ogni parte del mondo, specializzati nelle più diverse arti, dalla lavorazione di diamanti alla chimica. Il bambino cresce e apprende da ognuno dei presenti sull’isola tutte le nozioni necessarie a fare di lui un perfetto criminale, tanto da attirare l’attenzione dello stesso King, intenzionato a scoprire il segreto di certe maschere di plastica che il ragazzo starebbe perfezionando. Lo scopo del boss è farsi rivelare il segreto delle maschere e poi uccidere quello che potrebbe diventare un suo pericolo rivale ma viene preceduto dal ragazzo che, dopo averlo ucciso, fugge dall’isola per iniziare la carriera criminale che lo farà conoscere da tutti con il nome di battaglia che gli ha dato lo stesso King in punto di morte, Diabolik.

Ma un uomo come Diabolik, spietato ed amorale, può amare qualcuno? La risposta arriva già nel primo numero della collana, con la seduzione da parte del criminale, nei panni del ricco ed affascinante Walter Dorian, della giovane ed ingenua Elisabeth, la ragazza che contribuirà, in “L’arresto di Diabolik”(terzo numero della serie) alla clamorosa cattura dell’inafferrabile criminale da parte di Ginko, cattura alla quale il nostro eroe riuscirà a sfuggire solo grazie al provvidenziale appoggio di quella che poi diverrà la sua donna, l’affascinante bionda lady Eva Kant.

Eva Kant è davvero l’alter ego al femminile del nostro: intelligente, scaltra e spietata quando si tratta di difendere il suo uomo, dopo essere divenuta la compagna di vita di Diabolik ne condivide l’attività, formando così la più temibile coppia di criminali che Clerville(l’immaginaria città che è sede delle avventure del ladro in calzamaglia) abbia mai conosciuto. Contro di loro c’è solo la tenacia dell’ispettore Ginko, supportato dall’amore della bella duchessa Altea di Vallemberg e dall’amicizia di Gustavo Garian, il ragazzo una volta vittima delle macchinazioni del Re del Terrore, che, una volta divenuto giornalista, aiuta l’ispettore per vendicarsi del criminale che, a suo tempo, gli sconvolse la vita.

Il successo editoriale di “Diabolik” fu clamoroso sin dalle prime uscite: il protagonista e l’albo mensile che raccoglieva le sue avventure diventarono uno dei simboli di un’epoca in cui si respirava dovunque voglia di rinnovamento, di rompere gli schemi consolidati in ogni campo e, in questo, la carica eversiva di un cattivo come protagonista di una serie a fumetti, fece la sua parte.

E, ai giorni nostri, l’inafferrabile ladro in calzamaglia, forte di un successo editoriale alimentato dalle sempre avvincenti storie sfornate dalla squadra capitanata dall’attuale direttore Mario Gomboli oltre che da una ininterrotta attività promozionale, continua a rubare, oltre che gioielli e preziosi di ogni tipo, anche l’attenzione di centinaia di lettori..

Scritto già apparso sul sito ww.lankelot.com e sul mio blog http://terrificantesimmetria.blog.tiscal​i.it a firma "Nemo".

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Commenti

Avete domande riguardo Diabolik (Carlo Scaringi)? Domanda
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  • Vale90Vale 26/01/2007 19:50

    Bella recensione!!! e' uno dei miei fumetti preferiti, ma lo leggo poco per via del tempo!!!

  • irene-arale 23/10/2006 15:01
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    L'ho sempre letto fin da piccola, grazie a mio zio che lo comprava puntualmente in edicola! Complimenti per la bellissima opinione.

  • Cara.mella 22/12/2004 20:19
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • TigellinoI 20/12/2004 22:03
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    non ho più eccellenti a disposizxione: ripasserò

  • tamtam 19/10/2004 07:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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