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Opinione

per Diabolik (Carlo Scaringi)
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5 Stelle L'eroe "nero" e i miei "amarcord"...
32 su 32 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Sceneggiature, disegni, fascino "anni '60"

Svantaggi Non ne vedo...

Dettagli

Qualita' grafica
Qualita' delle storie
Simpatia/credibilita' dei personaggi
Reperibilita'
Prezzo

L'autore

Petshop238 Dal 21 gen 2002

♥♥♥ PEACE¹²³ AND LOVE¹²³ ♥♥♥ --- "Io sono l'Antipatica e la Bella..." (Anna Oxa) continua

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Sono stato bambino negli anni Settanta, in quell'epoca universalmente conosciuta come il "periodo d'oro del fumetto italiano".
Avevo tre cugini, fratelli tra loro, allora adolescenti, che in casa avevano un armadietto letteralmente traboccante di fumetti di tutti i tipi: da Topolino a Tex Willer, ad Alan Ford, a... "Jacula", una vampirona molto zoc... ehm, un po' "farfallona", un "must" del fumetto porno di quegli anni. Eheheh... :-)))
Ok... non divaghiamo!
Il "pezzo forte" della collezione dei miei cugini era però costituito da una serie interminabile di fumetti di Diabolik, che io divoravo avidamente nei pomeriggi in cui andavamo a trovare questi parenti e io mi annoiavo perchè, appunto, i miei cugini erano parecchio più grandi di me (curioso... ora che siamo tutti adulti, siamo molto legati!).
E oggi, tornando a casa all'ora di pranzo, mi sono fermato a guardare i vecchi Diabolk in una bancarella di libri e fumetti usati vicino casa mia... e ho fatto scorta! Mi capita ancora, e spesso, a dire la verità: il fascino dell'eroe "maledetto", che mi incantò da bambino, si fa ancora sentire!
E, in effetti, Diabolik costituisce una realtà decisamente "atipica", e per molti versi a se stante, nel panorama del fumetto italiano.
Fu creato nei primissimi anni Sessanta (credo nel 1961) dalla fervida fantasia delle sorelle milanesi Angela e Luciana Giussani: fu la più grande di loro, Angela, ad avere l'ispirazione guardando dalla finestra i pendolari che uscivano dalla stazione delle "Ferrovie Nord": volle creare quello che poi fu definito "il giallo a fumetti", con storie sufficientemente brevi da poter essere lette in treno, ma comunque ben articolate e affidate a disegnatori di altissimo livello.
E fu subito successo. Enorme, tanto che negli stessi anni Sessanta fiorì una schiera di imitatori del tipo "Satanik", "Kriminal"... e chi più ne ha più ne metta. Perfino gli sceneggiatori della Walt Disney italiana (allora credo fosse ancora Mondadori, però) diedero alla luce Paperinik, alter ego "noir" del celeberrimo e sfigatissimo Paperino!
Ma cos'è che rende ancora unico Diabolik, a più di quarant'anni dalla sua nascita?
Nonostante sia un "fan" dichiarato di questo fumetto, me lo domando spesso... ancora oggi! Forse il fatto che sia stato il "primo"? Bè, sì... almeno in parte, ma non credo sia solo questo.
In realtà, le mitiche sorelle milanesi sono state bravissime a tratteggiare un personaggio dalla psicologia piuttosto complessa, a tratti anche inquietante ma dotato comunque di una sua "logica", di un suo ferreo "codice morale" e, dulcis in fundo, legatissimo alla sua donna, della quale non potrebbe fare a meno.
Bisogna dire anche che l'efferatezza iniziale del personaggio è andata via via stemperandosi: nei primissimi numeri Diabolik lasciava dietro di se una impressionante scia di morti, dagli anni Settanta in poi non uccide a meno che non sia necessario per salvarsi, oppure per mettere in atto le sue implacabili vendette, soprattutto contro chi osa fare del male alla sua Eva. Meno sangue, quindi, e più spazio all'audacia, all'intelligenza, alla spregiudicatezza: ogni nuovo colpo è una sfida a se stesso e al suo coraggio, e la vittoria finale, suggellata da uno dei famosi, appassionatissimi baci tra Diabolik ed Eva, diventa sempre più "sospirata" e viene alla fine di una interminabile serie di colpi di scena.
Diabolik costruisce i suoi sofisticatissimi congegni (radio-orologi, microfoni direzionali, e tutto l'arsenale di cui è dotata la sua Jaguar "E-Type") e usa le sue famosissime mascher per mettere in atto la sua personale sfida contro il mondo: contro l'ispettore Ginko, in primis, contro una società che lo vorrebbe sulla ghigliottina, contro la malavita organizzata che vorrebbe farlo fuori... e la sua Eva, che gli è vicina dal terzo numero della serie (al posto dell'insignificante Elisabeth, che per di più lo tradirà, consegnandolo alla polizia) non è con lui per farlo "riavvicinare" al mondo, ma per condividere la sua solitudine.
Eva, che nasce come inquietante "dark-lady" (giovanissima vedova di un anziano ambasciatore morto in circostanze misteriose), diventa una presenza assolutamente imprescindibile per il suo uomo, scegliendo di condividerne il destino fatto di fughe e di sfide al limite dell'impossibile.
E, fatto incredibile se si pensa che si tratta di un fumetto degli anni Sessanta, Eva non è assolutamente in posizione subalterna rispetto al suo uomo: non è l'"eterna fidanzata" ma è la sua compagna e complice, necessaria, insostituibile: lo affianca nei sui colpi, diverse volte lo ha salvato quando la sua situazione sembrava disperata, ed è la sua amante appassionata (anche se, a volte, la sua gelosia è causa di litigi).
E non può mancare il "rivale": l'ispettore Ginko, astuto e intelligente quanto Diabolik, con il quale si è trovato spesso faccia a faccia: la nota "curiosa" del rapporto tra questi due personaggi è che, pur essendo "nemici" hanno un profondo rispetto l'uno per l'altro: si sono trovati spesso faccia a faccia e ognuno dei due avrebbe facilmente potuto uccidere l'altro, ma non lo ha fatto. Ginko, integerrimo, vuole consegnare Diabolik alla giustizia; l'altro, invece, non vuole rinunciare alle "sfide" con un uomo che riconosce del suo stesso valore.
Curiosa l'evoluzione subìta, nel cors degli anni, da Altea, la compana di Ginko: da annoiata nobildonna, diventa via via una donna forte e audace, spesso affianca il suo uomo e addirittura qualche volta lo "supera", in situazioni nelle quali Ginko preferisce non muoversi, per il suo fortissimo senso della giustizia, e lei... non si fa troppi scrupoli! Il loro rapporto è diventato, con il tempo, assolutamente "speculare" a quello tra Diabolik ed Eva, e anche Ginko non saprebbe fare a meno, oggi della sua Altea.

Concludo la mia "opinione-fiume" con due piccole curiosità:

- Le sembianze "fisiche" di Diabolik sono ispirate a Robert taylor, attore inglese molto in voga negli anni Sessanta, e quelle di Ginko... allo stesso attore! Fateci caso... i due si assomigliano!
Eva, invece, secondo Angela Giussani, non era ispirata a qualche donna in particolare, ma ad un generico "tipo" di modelle in voga all'epoca (anche se, secondo me, ha molto di Kim Novak... e un po' di Grace Kelly!).

- Diabolik ed Eva non dormono nello stesso letto (anche se negli ultimi numeri capita, a volte) per via di... un pretore di Lodi, che negli anni sessanta giudicò "immorale" che il fumetto mostrasse un uomo e una donna non sposati che dormivano in un unico letto!!! Piccole "ipocrisie" italiane... eheheh!

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Commenti

Avete domande riguardo Diabolik (Carlo Scaringi)? Domanda
Pagina 1 di 7 | 1 - 5 di 33 commenti
  • mauro_meo 01/05/2008 15:36
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Marte1969 30/06/2006 01:16
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • doroman 13/11/2005 09:58
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    grande sia l'opi che il fumetto

  • gategate 17/06/2005 11:16
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    MIracolo, ho trovato un'opi fumettosa di Petshop! ... ma io sto sul genere manga, acc! Ho leggiucchiato qualcosa di Diabolik, ma non mi appassiona... uff! :-)

  • Alexroger 02/03/2005 22:12
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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