“ In un mondo strano, tutto tuo,
fatto di figure di cartone
e di tante bambole di stoffa, vivi tu…
Vivi chiusa in quelle quattro mura,
non ricordi chi ti ci ha portato,
e conosci solo chi ora gioca con te…”
( Figure di cartone – Le Orme)
Audrina: una dolce ragazzina, dai capelli a volte colore del miele, a volte colore dell’oro, con gli occhi cangianti dal blu al viola….Ella vive in una grande villa ormai in decadenza insieme alla sua strana famiglia, composta dalla madre Lucietta, il padre Damian, la zia Ellsbeth e la cugina/sorella Vera…
Ma Audrina non è come le altre ragazze; ella non sa esattamente la sua età, non sa mai se sia primavera od autunno, non va a scuola come i ragazzi della sua età; e nessun componente della sua famiglia la aiuta a comprendere i frequenti vuoti di memoria…Su tutto, la presenza ingombrante e fastidiosa della Prima Audrina, la sorella Perfetta morta in circostanze misteriose nel bosco che separa la proprietà di famiglia dal più vicino centro abitato..
Audrina vive una vita sempre uguale, senza contatti con il mondo esterno; Lucietta, la madre, sta sempre stesa sul divano a leggere libri per dimenticare il suo sogno ormai sfumato di diventare una pianista famosa; Damian, il padre, fa l’agente di borsa, e domina tutte le donne della sua famiglia, inculcando in Audrina il timore degli uomini e di quello che potrebbero farle; Ellsbeth, la zia, si occupa delle incombenze di casa, quasi fosse la serva; Vera, la cugina/sorella, si comporta crudelmente con Audrina, trattandola spesso male, quasi come se la odiasse.
Riuscirà Audrina a scoprire i segreti che la circondano ed a vivere una vita normale?
Leggendo questo romanzo, mi è sembrato di vedere la vecchia villa in decadenza, con le sue persiane sgangherate e le grandi sale, piene di polvere e di silenzio, i divani ormai rovinati con le molle che escono dall’imbottitura, la stanza ormai in disuso con la sedia a dondolo dove Audrina è costretta dal padre a sedersi, per rievocare gli incubi del passato….
Sembra quasi di ascoltare quelle folli e spaventose cantilene infantili, spesso utilizzate in molti film horror…
In realtà questo non è un vero e proprio romanzo horror; non ci sono spettri urlanti e rumore di catene; il terrore è molto più sottile e strisciante, per la piccola Audrina: il vero terrore sta nel non conoscere veramente la propria identità, nel non avere ricordi della propria infanzia, nel comprendere che nessuno vuole squarciare il velo che le obnubila la mente… eppure Audrina non è né pazza né ritardata…
Il terrore impalpabile che trasuda dalle pagine di questo libro sta proprio nei rapporti morbosi ed ambigui che intercorrono fra i componenti della famiglia di Audrina, nei segreti non svelati, nei dubbi che si insinuano subdolamente in ognuno di loro; le mura domestiche diventano una prigione per la ragazzina e per le altre donne della casa, tutte soggiogate da Damian per motivi diversi; il tempo trascorre lentamente per queste donne, i cui rituali sono sempre gli stessi, e dai quali a volte traspare la disperazione, l’impossibilità di uscire da una situazione allucinante e malsana, che le conduce pian piano quasi ai confini della pazzia.
Fra gli altri libri scritti da questa autrice, V. C. Andrews, uno dei più noti è “Il seme dell’odio” , che è stato tradotto in tutto il mondo ed ha venduto moltissime copie.
“DOLCE, CARA AUDRINA” ( “MY SWEET AUDRINA”) – V.C. ANDREWS
pgg.369
EDIZIONI SONZOGNO BESTSELLER
27.11.2007 13:56
Splendida recensione, esaudiente e minuziosa. Complimenti!
09.07.2004 11:41
non conoscevo questo libro, cercherò di trovarlo! Ciao e complimenti per la opi!
29.04.2004 13:23
Una splendida recensione, molto puntuale e diretta. Bravissima! 8-)