Opinione su "Doppio Taglio (R. Marquand - USA 1985)"

pubblicata 07/12/2017 | CinemaOdyssey
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Trama

"Jagged Edge"

Trama

San Francisco.

Nella sua villa di Baker Beach, la bella Paige Forrester (Maria Mayenzet), rampolla di un magnate dell'editoria, viene brutalmente assassinata, con un coltello a doppio taglio, da un misterioso maniaco incappucciato. Prima di fuggire nella notte, l'omicida elimina anche la cameriera e ferisce alla testa il marito di Paige, Jack (Jeff Bridges), che poco ricorda di quant'è accaduto. L'ambizioso procuratore Tom Krasny (Peter Coyote), nutre sospetti su Jack, unico beneficiario dell'eredità della moglie. In difesa del giovane, viene chiamata un'ex collaboratrice di Krasny, Teddy Barnes (Glenn Close), ancora scossa dal difficile caso di Henry Styles , un uomo di colore a cui il cinico procuratore aveva fatto infliggere una dura condanna; L'avvocatessa accetta con riluttanza l'incarico e, con l'aiuto di un'ex collega, l'investigatore Sam Ranson (Robert Loggia), cercherà di costruire una valida linea di difesa per Jack, del quale presto finirà per innamorarsi, credendo che il colpevole sia l'ennesimo serial killer....
Analisi

Diretto da Richard Marquand nel 1985, questo "Jagged Edge" è prodotto da Martin Ransohoff per la Columbia Pictures ed è scritto da Joe Eszterhas, autore di successi a sfondo diversamente "impegnato" che vanno da"Flashdance"(1983) a "Showgirls"(P.Verhoeven,1995), passando per "Betrayed"(1988) e "Music Box"(1989) entrambi per la regia di Constatin Costa-Gavras. Ottimamente girato e confezionato, il film avvia un'ipotetica "trilogia" di sesso e potere nella città californiana che, dalla penna dello strapagato sceneggiatore di origine ungherese, si diluirà in maniera irrisolta nel gratuito "Basic Instinct"(P.Verhoeven,1992) e nell'opaco "Jade"(W.Friedkin,1995).

Fotografia e montaggio sono a cura di Matthew F. Leonetti , Sean Barton & Conrad Buff . Le musiche di John Barry infondono la sufficiente dose d'inquietudine fra i pertugi dell'indagine giudiziaria, dall'incipit in stile argentiano fino al sospirato twist finale, che la produzione tentò (invano, grazie all'opposizione di Ezsterhas) di modificare e che mi permetto di anticiparvi parzialmente col solo scopo di esporre i motivi a sostegno del film.

All'interno di una schema narrativo classico, Marquand sa evitare macchinosità e tempi morti a cui un giallo processuale è intrinsecamente esposto, grazie anche alla grinta di una Glenn Close capace di compensare le verbose e accorate scene di tribunale con meditativi silenzi chiarificatori, nel suo progressivo avvicinarsi alla verità.

Il suo ruolo era stato inizialmente proposto a Jane Fonda, che non fu interessata. Grandissimo Robert Loggia nel ruolo del trasandato e sboccato detective.
Nel cast figurano anche John Dehner, nel ruolo del giudice Carrigan, Lance Henriksen, Al Ruscio e Karen Austin.
Il regista, noto per aver diretto il sesto episodio di "Star Wars"("The Return of the Jedi", 1983), morì a soli cinquant'anni nel 1987.
Commento

Ben più omogeneo del rovente e (involontariamente?) auto-parodico poliziesco che ha fatto riscuotere alla bella e brava Sharon Stone la meritata celebrità, "Jagged Edge" rimane ad oggi uno dei migliori legal thriller di tradizione hollywoodiana, non meno ambiguo nel far quasi simpatizzare il pubblico con il colpevole, facendone così un "caso clinico" a tutto tondo.

Nessun'altro meglio di uno splendido Jeff Bridges , dal cui sguardo ceruleo già traspare quel velo di follia che saprà esprimere negli acclamati ruoli borderline poi offertigli da Terry Gilliam e dai Coen, avrebbe potuto impersonare Jack Forrester, quasi un'antesignano maschile della Catherine Tramell di sette anni dopo: ambedue provenienti dal mondo letterario, conoscono l'arte manipolatoria della narrazione, tessendo e portando a compimento le loro trame criminose sotto una patina di attraente e opulenta normalità; e se le loro controparti rappresentano l'autorità che cercano di (r)aggirare, è proprio nel confronto con esse che il loro archetipo sociopatico conquista la "sospensione dell'incredulità"

Lungi da me tracciare profili psicologici di personaggi appartenenti alla fiction, trovo sia comunque interessante come il cinema abbia cercato, pur in funzione dell'intrattenimento, di ricreare per lo schermo le diaboliche manovre che contraddistinguono soggetti deliberatamente sadici, portandoci a riflettere sul senso e sulle conseguenze delle loro azioni, che la cronaca nera riporta, talvolta morbosamente, alla nostra attenzione.

Come il bordo seghettato della lama usata per i delitti, anche la relazione fra la tormentata giurista e l'affascinante imputato, è un amore a "doppio taglio", fra chi si nasconde dietro un uomo innamorato e chi se ne innamora finendo dritto in quel nascondiglio, col fine di evitare che un innocente perda la propria libertà, ma a proprio rischio e pericolo.

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Commenti su questa Opinione

  • Ciobin pubblicata 16/12/2017
    eccellente
  • bracciola pubblicata 14/12/2017
    Grazie x la tua ECCELLENTE informazione *_*
  • camy91 pubblicata 09/12/2017
    Non conoscevo questo film, davvero interessante.... Grazie per l'eccellente pagina
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