Gabry Ponte, il DJ torinese più famoso d'Italia, ha fatto centro anche stavolta. L'uscita del suo secondo album da solista "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ" rafforza la sua notorietà non solo nell'ambito della discografia italiana ed europea, ma anche nell'ambito di quella mondiale. Già con l'uscita del suo primo album, intitolato con il suo nome, "GABRY PONTE" (vedi l'opinione: Musica>Discografie>Dischi italiani>G: "GABRY PONTE: Un Ponte tra anima elettronica e sonorità melodica") ha fatto sentire le sonorità del suo primo, importante disco, uscito sotto la casa discografica "Universalmusic". Anche questo secondo album è uscito sotto la stessa casa discografica, che è una delle più importanti a livello mondiale; questo non fa che sottolineare la "fioritura" della musica italiana anche all'estero. E non è poco. E' stata - ed è ancora, sotto diversi aspetti - una sfida su cui pochi nostri connazionali avrebbero scommesso; quelli che l'hanno fatto, hanno vinto. Hanno vinto un incremento d'orgoglio per ciò che di buono l'Italia riesce ancora a dimostrare al resto del mondo, e in questo caso l'Italia ha dimostrato di essere ancora sveglia in campo musicale, parlando di musica moderna. Ma, in primis, coloro i quali hanno scommesso nell'accensione in campo extra-europeo di una nuova fiamma made in Italy hanno vinto la soddisfazione di aver fatto conoscere agli americani così come ai russi, un personaggio di rilievo della musica dance italiana relativamente nuovo; una stella da cui dipende il futuro della musica dance: Gabry Ponte. Un ragazzo d'oro, semplice, testardo, con un'instancabile voglia di creare, elaborare, produrre nuove musiche, nuove melodie... per farci mettere ancora una volta le ali e per farci sognare da svegli, per farci volare in alto.
Cinque anni prima, con il loro album "EUROPOP", gli Eiffel 65 sono riusciti nell'intento di piantare il seme della nuova musica dance italiana in America; la semina è andata a ottimo fine, con oltre 10 milioni di copie vendute per il loro album. Il successo si è poi replicato (seppur non nelle stesse dimensioni del loro boom iniziale) con i loro album successivi: "CONTACT" e "EIFFEL 65".
NOTA: purtroppo, a partire dal marzo 2005 Gabry Ponte non fa più parte del gruppo degli Eiffel 65, gruppo che adesso risulta formato esclusivamente da Maurizio Lobina (Maury) e Gianfranco Randone (Jeffrey) - rispettivamente, il tastierista e il cantante. Gabriele non ha potuto far altro che accettare, a malincuore, la separazione dai suoi "fratelli", perché la sua carriera da solista che aveva già cominciato ad intraprendere e quella del gruppo al completo, si ostacolavano a vicenda. Chiusa la nota.
E così, Gabry Ponte ci fa sentire giovani una seconda volta. Evito di fornire nuovamente informazioni biografiche sull'autore, dal momento che potete trovarle, in questo sito, nella mia opinione su "GABRY PONTE: Un Ponte tra anima elettronica e sonorità melodica". Questa opinione tratta, com'è intuitivo, del primo album da solista di questo fantastico DJ (se non lo avete ancora ascoltato, come fate a giudicare a priori?).
Fornisco però un'informazione che potrebbe interessarVi, semplicemente per darVi un utile consiglio riguardo la musica che Gabry Ponte ascolta e trasmette nei suoi dj set e non solo.
Attualmente Gabry Ponte trasmette le sue sequenze mixate nel programma musicale "Tribe", in onda tutti i sabato sera dalle 21:00 alle 22:00 sulle frequenze di M2O.
E, adesso, passo ad esporre la mia opinione (scusate se lo faccio solo ora) riguardo l'uscita del suo secondo album.
L'album di Gabry Ponte "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ" contiene un solo CD, il quale contiene a sua volta 12 tracce, per una durata complessiva di 55'44'' di musica. E' difficile esprimere a parole, anche se scritte, quanto sia musicalmente orecchiabile e trascinante la musica di questo album. Molti brani in esso contenuti mi sono piaciuti tanto. Com'è ben noto, le sensazioni di piacere e di gradimento che scaturiscono dall'ascolto di ciascun brano definito "bello", oltre che ad essere soggettive, sono anche tutte leggermente differenti tra loro, proprio perché differenti le canzoni, differenti le musiche, differenti i ricordi, le emozioni e le associazioni di idee che dal loro ascolto riemergono dal chiuso della nostra mente (chiuso apparente).
Questo album è una novità dal punto di vista delle sonorità. Le differenze rispetto al primo album "GABRY PONTE" sono parecchie. Innanzitutto, come già anticipato, i suoni, molto più "commerciali" dei precedenti. Una definizione schematica di musica "commerciale" potrebbe essere la seguente:
<<la "commerciale" è quel genere di musica che ha il basso in levare e un synth che riproduce la melodia del ritornello e uno slogan sufficientemente facile da cantare>>. Queste le testuali parole di Gabry Ponte, anzi, qui in versione un po' più epurata dalle sue critiche lanciate alla definizione di tale genere musicale. Nello stesso messaggio, scritto nel forum della "Blisscorporation" (storica etichetta discografica italiana, "mamma", tra l'altro, oltre che di Gabry Ponte, anche degli Eiffel 65, di Roberto Molinaro, dei DaBlitz e del BlissTeam), Gabry Ponte - come dicevo - ha anche scritto che egli divide semplicemente la musica in "musica che (gli) piace" e in "musica che non (gli) piace", aggiungendo che il suo è un giudizio sindacabile, com'è ovvio che lo sia per qualsiasi forma d'arte, allo stesso modo in cui si può giudicare un quadro: qualcuno piace qualcuno no, qualcuno tanto, qualcuno per niente, ecc. Egli ha inoltre aggiunto: << tornando al lato prettamente musicale della cosa, termini come "House" piuttosto che "Progressive" o "Underground", o "Trance" o "Tekkhouse" o "Garage", cosa significano? La musica non è una formula. (...) Non voglio essere polemico, ma mi preme chiarire come ragiono>>.
Beh, che dire? Giusto. Giustissimo. Una definizione sterile come quella di musica "commerciale" non piace dunque neanche a (Mister) DJ Gabry Ponte, il quale sostiene anche che il voler "definire" un genere è la rovina della musica. La fisica è fatta di definizioni... ma la musica è arte. Non importa se la chiami techno, house... Secondo Gabry, infatti, la musica o piace o non piace. E questo mi sembra giusto. Credo inoltre che le opinioni del DJ torinese possano essere universalmente condivise, qualsiasi sia l'orientamento musicale di ciascuno di noi.
Un'ulteriore caratteristica di tale album che lo differenzia dal primo ("GABRY PONTE") è costituita da una maggiore presenza di "collaboratori" al suo fianco; è praticamente attorniato da una schiera di professionisti di altissimo livello, quasi tutti della Blisscorporation, ma la parte maggiore del lavoro è stata fatta da lui.
Tornando alla mia opinione relativa al secondo album da solista di Gabry Ponte "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ", vi elenco le seguenti dodici tracce che sono inserite nell'album:
1) FIGLI DI PITAGORA
2) DEPENDS ON YOU
3) PUMP UP THE RHYTHM
4) LA DANZA DELLE STREGHE
5) LA BAMBOLINA
6) YOU WILL BELIEVE
7) A SILVIA
8) DOTTOR JEKYLL E MISTER DJ
9) MAKE LOVE TO YOU
10) CRAZY
11) RADIOATTIVITA'
12) ROCKSTEADY BEAT
Ognuna di queste tracce meriterebbe un'analisi più accurata di tutte le singole componenti che le caratterizzano.
Per cominciare, i brani non suonano monotoni, ripetitivi o - peggio ancora - noiosi. Tutt'altro, le tracce sono inconfondibili l'una dall'altra. Ognuna ha una sua storia, ognuna ha una sua vita. E questa vita non morirà mai, perchè basta ascoltare un'ulteriore volta una canzone, qualsiasi essa sia, per farle vivere una nuova vita.
In particolar modo se si tratta di una canzone che ha lasciato il segno. Se essa infatti, al momento del primo ascolto, ha suscitato in noi emozioni forti, struggenti, tanti ricordi, nostalgia o gioia, quando ripercorrerà nuovamente il nostro condotto uditivo - il meato acustico -, quando questa musica farà vibrare
della stessa melodia i nostri timpani, allora sì che potrai piangere di nuovo, o metterti a cantare o a ballare. O a sorridere o a riflettere. E questo è importante.
Questo album è... certamente molto complesso e... sicuramente molto vario, ma soprattutto suscettibile di commenti che toccano alcune tematiche interessanti e più che mai attuali; tematiche su cui mi soffermerò traccia per traccia.
In generale, ho subito avuto l'impressione che "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ" fosse più "romantico" dell'album precedente del DJ torinese, "GABRY PONTE". Qui per "romantica" intendo una traccia musicale in cui predominano espressioni (vocali e melodiche) di gentilezza , benevolenza, rimembranza e amore nei confronti della persona amata. Sono parecchie le tracce che ne parlano, riferendosi a un legame affettivo tra due persone che si amano. In queste tracce emergono tanta dolcezza, tanta gioia, tanta serenità; il tutto è condito da basso in levare e cassa in 4/4 che non da' il minimo scampo a tonalità tipiche della musica classica, anche se queste non sono del tutto assenti. Però posso garantirvi che il risultato è ottimo.
Gabry Ponte non delude mai. Gabry Ponte ci offre sempre musica con ritmi, battute, melodie e suoni del tutto originali. Certo, a parte alcuni brani "presi in prestito" da cantautori precedenti - fra i quali, per esempio, il celeberrimo Fabrizio De Andrè con "Geordie" (vedi l'opinione: "Un Ponte tra anima elettronica e sonorità melodica - Gabry Ponte") - a parte questi brani, il DJ torinese si è sempre distinto per l'originalità delle sue scelte musicali. Scelte che, fino ad ora, si sono sempre rivelate esatte, anche perchè un DJ deve conoscere i gusti del suo pubblico e deve saper prevedere le tendenze musicali preferite dai frequentatori delle discoteche; una delle principali capacità che un DJ deve possedere è quella di sapersi orientare tra i gusti e i desideri dell'uditorio. Non è di certo facile. Eppure, Gabry ci è riuscito.
Come ho già anticipato, questo album - che avvia una radicale svolta al tradizionale sound di Gabry Ponte - non può mai dirsi monotono, ripetitivo o tediante. Al contrario, i ritmi e le sonorità sono diversi da un brano all'altro, ricorrendo all'utilizzo del FILTER, del FLANGER, della DISTORTION, del COMPRESSOR e di tanti altri effetti sonori.
Gabry Ponte ha ritenuto opportuno utilizzare tali effetti per dare quel tocco in più (il tocco dell'artista) che rende davvero unica ogni sua composizione. Dunque, alla stessa maniera del discorso sui suoni digitalizzati (vedi l'opinione: "TRANCE TO DANCE: la quarta alba di DJ Tiësto - IN SEARCH OF SUNRISE 4"), anche nel caso degli effetti musicali presenti in questo secondo album di Gabry Ponte, non ho nulla da ribattere. In fondo il maestro è lui, e nessuno nel suo campo sa destreggiarsi meglio tra un'infinità di suoni digitali.
Ma ecco che, finalmente, analizzo - come posso - ciascuna traccia musicale dell'album di Gabry Ponte "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ" (Attenzione: per insufficienza di spazio il team di "Ciao" non mi ha permesso di potere andare oltre la descrizione della traccia n.9). Scusate ancora).
1) FIGLI DI PITAGORA
Questo brano, oltre a essere presente come prima traccia in questo album, è stato in seguito estratto da esso, costituendo un singolo di indubbio successo, una hit colossale. Una delle cause più influenti sull'enorme riscontro positivo del pubblico è certamente la partecipazione alla realizzazione del brano da parte di Little Tony, indiscussa rockstar degli anni '60. Gabry Ponte e Little Tony, appartenenti alla stessa casa discografica (UNIVERSALMUSIC), si sono conosciuti durante il festival di Sanremo 2003 e da quel momento hanno pensato di realizzare un progetto suggestivo: cantare insieme. Detto fatto, il 30 Aprile 2004 è uscito in tutt'Italia il singolo "Figli Di Pitagora", frutto della collaborazione del DJ Gabry Ponte e dell'inossidabile Little Tony.
Per l'esattezza, questo brano (il cui testo è tutto in italiano) è stato reinterpretato dal cantante, in quanto esso è il rifacimento di un brano già apparso nell'ultimo, omonimo album degli Eiffel 65. Questa nuova versione rimane piuttosto fedele all'originale del gruppo della Blissco.
L'arrangiamento invece è nettamente superiore... Vi sono bei giochi di synth in stile LDDS. Nella seconda parte di cantato entra un basso a dir poco "pauroso" e in alcuni tratti c'è una bella chitarrina stile Hotel Saint George. Inoltre, nella parte in cui suona il synth, è ritornato il caro, vecchio "tac" che era stato abbandonato nell'LDDS!
Nel complesso, è un buon disco... e se è stato possibile realizzare tutto ciò, il merito è dovuto a una trattativa che andava avanti da mesi e ai potenti mezzi della multinazionale che ha messo sotto contratto il trio (ormai ex) da diverso tempo.
Il testo della canzone mette in risalto l'opposizione tra i falsi valori su cui si basa l'odierna società italiana - distratta da veline che ballano, padroneggiata da boss e ateliers, dominata da falsi eroi - in contrapposizione ai valori fondanti dell'Italia, unici, veri e autentici, i quali ci fanno ricordare che veline, eroi e boss vari non possono nulla contro le eredità che pietre miliari come Pitagora, Totò, Michelangelo, Machiavelli e Dario Fo ci hanno lasciato. Si tratta dunque di un auspicio non tanto a un ritorno al passato, quanto a una presa di coscienza che ci faccia riflettere su dove stia andando a finire l'Italia oggi, con la sua economia, la sua politica e i suoi falsi valori; un'Italia che sembra allontanarsi sempre di più da queste virtù secolari ormai quasi del tutto scomparse.
In occasione dell'uscita del singolo, Gabry Ponte e Little Tony hanno anche realizzato un videoclip girato il 23 Marzo 2004 in una discoteca di Torino per promuovere il loro nuovo brano.
2) DEPENDS ON YOU
E' il secondo brano estratto dall'album "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ" di Gabry Ponte. Esso diviene così il singolo più ascoltato dell'anno scorso, non solo di tutta l'estate 2004! Basti pensare che vi sono stati diversi DJ e molti altri autori che si sono cimentati nel remix di questo singolo di incredibile successo. Lo stesso Gabry Ponte ha lavorato talmente tanto al remix di questo disco che i suoi sforzi, come sempre chi ben lavora, lo hanno premiato: pensate che il brano è stato introdotto perfino nella compilation di Gabry Ponte "DJ SET", uscita il 15 Aprile del 2005!
Questa song è una bellissima produzione di Gabry Ponte; è tra le migliori produzioni del DJ. La base della canzone è ottima e, quello che più conta, ha uno stile di livello opposto a brani quali, per esempio, "Figli Di Pitagora".
In questa versione si sente molto il tocco del tastierista degli Eiffel 65 Maurizio Lobina e del cantante Jeffrey Jey. E poi... che dire di Chiara Fiorenza... semplicemente sensazionale.
Il testo, completamente in inglese, sembra affermare princìpi <<fatalistici>>: "...the end always comes and there's nothing to do", ovvero "...la fine giunge sempre e allora non c'è più niente da fare". E ancora: " ...the end always comes and there's nothing to win", ovvero " ...la fine giunge sempre e allora non c'è più niente da vincere".
Si fanno riferimenti al volere del destino in una visione laica, chiedendosi che cosa ne sarebbe se non esistesse Dio e se non dovesse esistere per l'eternità, negando inoltre l'esistenza del soprannaturale. Quest'ultimo non può esistere, dal momento che ciò che facciamo dipende solo ed esclusivamente da noi, ...and when comes your time it's just goodbye.
Questo brano esprime il punto di vista di quanti "believe in a Lord but not without a sin", cioè di quanti credono in un Signore (poco importa che si chiami Buddah, Allah o Gesù), ma non senza un peccato.
Si afferma dunque il principio del "faber est quisque suae fortunae", che tradotto letteralmente significa "ciascuno è artefice della propria sorte". Se è così, allora, l'unico artefice del destino è l'uomo; ed è esattamente questo il tema centrale del brano "Depends On You" di Gabry Ponte.
3) PUMP UP THE RHYTHM
Si tratta di uno dei brani in cui il suono a cui Gabry Ponte ci aveva tanto abituati, viene meno, in sostituzione di un sound del tutto nuovo, di matrice dance.
Il testo, interamente in inglese, è carino, molto orecchiabile e ballabile. Un pezzo non criticabile, non martellante; tutt'altro, è molto leggero e coinvolgente. Mette allegria, il basso fluisce non così rapidamente come in altri brani; è presente un giusto rapporto tra le componenti musicali, per cui il suono, seppur particolare, non risulta affatto dissonante.
Il brano si apre con un ripetuto battito di mani a tempo, per poi introdurre basso in levare e voce del vocalist. Seguono synth e cassa in un crescendo di effetti sonori e di pause, in cui la melodia sembra rallentare il ritmo - grazie anche all'uso del FILTER - per poi "riesplodere" in un nuovo ciclo musicale principale.
Per consacrare il suo successo, questo brano è stato ripetutamente suonato da Gabry Ponte nei suoi DJ set prima, durante e dopo l'uscita dell'album "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ".
4) LA DANZA DELLE STREGHE
Si tratta di un brano che, insieme a "Figli Di Pitagora" e a "Depends On You", è stato estratto anch'esso e in seguito distribuito come singolo. Questa è la ragione per cui - probabilmente - questo brano è più conosciuto degli altri brani contenuti nell'album "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ".
Anche questo è un disco dance, forse fin troppo... A tratti sembra sconfinare nel terreno della techno, anche se in realtà il disco non può certamente essere annoverato fra le produzioni di questo genere di musica.
La musica dance che caratterizza le sonorità di questa traccia - a mio parere - sembra essere "spinta" oltre una 'barriera' che nessun artista Dance aveva mai superato. Questo è dovuto all'uso massiccio di basso, synth, effetti sulla voce - tutte caratteristiche che <<pestano>> moltissimo... Ecco il perchè della mia <<esagerata>> definizione di disco "semi-techno". Ma in realtà non è così. Rientra sempre nell'ambito della Dance.
Questa è una song che sembra essere perfettamente adatta per trascorrere in tranquillità la notte di Halloween... Mi spiego meglio.
Il testo della canzone, specialmente la strofa iniziale (cantata da una voce femminile rauca... un po' maligna, proprio da vera strega) rappresenta un'invocazione agli spiriti potenti che devono vegliare sulle streghe (le "streghe di Gabry Ponte") che danzeranno di notte.
Il lupo grida all'ombra della luna, tramontano le stelle, dodici rintocchi di una remota campana squarciano la notte scura, streghe sorgono dalle tenebre, il fuoco nero lento brucia, l'intero mondo dell'oscurità balla su questa canzone. Essa è davvero bella, bellissima. Sicuramente tutti i vari effetti sonori ivi applicati rendono al meglio l'idea e le immagini che il DJ ha voluto offrire all'ascolto di questo brano.
Un consiglio: ascoltatela di notte, magari in una di quelle notti in cui avete poco sonno o non riuscite a dormire; meglio se la ascoltate in cuffia. Fate in modo che siate immersi nel buio più totale. Pigiate il tasto <<play>> e... ricordatevi che la danza delle streghe non porta mai fortuna.
5) LA BAMBOLINA
Carinissima song di quest'album, probabilmente la più graziosa. Questo è dovuto non solo alla particolare musicalità del brano quanto anche all'argomento di cui tratta.
Tutta la canzone è incentrata infatti sulla figura di una bambolina (probabilmente assimilabile a una ragazza reale), una bambolina - dicevo - "che si difende come può... dietro alla vetrina dei suoi no no no no...".
Sembra già bella, soltanto leggendo il testo. Posso assicurarvi che è molto più bella se ascoltata, ma soprattutto se poi (come si dovrebbe fare in seguito all'ascolto di ogni canzone) si riflette sul messaggio che il brano intende darci.
Il testo di codesta song continua. Emerge dunque la figura di una "bambolina" indifesa, inesperta del mondo (si trova dietro a una vetrina) e, a causa di ciò, diffidente nei confronti delle persone che intravede dal posto in cui si trova e nei confronti di chi non conosce.
Ma arriverà anche il lieto fine, proprio come accade nelle favole, perchè la bambolina "imparerà da me un bacio che cos'è". Ancora più graziosa.
Questa canzone non è stata ideata tale e quale alla versione che ascoltiamo in questo album. In realtà, la traccia era stata inizialmente concepita da DJ Maxwell. Ma - occorre prestare molta attenzione - Gabry non ha ripreso la song di DJ Maxwell. Quando quest'ultimo, infatti, aveva finito di realizzare "La Bambolina", lui e Gabry avevano preso accordi con un'etichetta che era molto interessata al disco, senza però aver firmato nessun contratto. DJ Maxwell così, quasi per gioco, aveva deciso di inviarla a Gabry, il quale lo ha subito contattato perchè il disco a lui piaceva molto e voleva stamparlo con la sua etichetta (la Bliss). Così entrambi sono andati a Torino e insieme hanno deciso di inserirlo all'interno dell'album "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ" di Gabry Ponte, disco che era in prossimità di uscire.
Ovviamente, essendo il suo album, necessitava di una versione propriamente sua, ovvero Gabry ha profondamente modificato la versione originale di DJ Maxwell e ne ha rielaborata una personale, che è quella contenuta nell'album in questione.
6) YOU WILL BELIEVE
"You Will Believe" è un brano frutto della collaborazione fra due giovani artisti appassionati di italodance. Prodotto da Johndeejay e DJ Lez, "You Will Believe" ha suscitato l'interesse della Blisscorporation. Gabry Ponte, allora in pieno corso d'opera dell'edizione del suo primo album da solista - album che da lì a poco sarebbe uscito in tutti i negozi di dischi - si è interessato al brano.
Già il titolo è meritevole di nota: sembra che non sia nulla di eccezionale, e invece è una pura meraviglia sia tecnicamente che "musicalmente".
Si comincia con una melodia un po' hard con delle percussioni a mio avviso un po' troppo forti in rapporto al sottofondo musicale. Esse però si integrano alla perfezione, poichè il brano è stato studiato appositamente per accogliere sonorità del genere.
A partire dal 45esimo secondo inizia il classico <<crescendo>>
adottato da Gabry Ponte in tutte le sue produzioni di musica dance, pop ed elettronica (è impossibile definire un genere assoluto; ogni canzone presenta mille sfumature che potrebbero allontanare il brano dalla propria "matrice" centrale riguardante il genere musicale in cui essa è stata classificata).
Ed ecco che entrano in scena la melodia più "dance" e la cassa. Si elevano gli strumenti uno per uno, facendo cessare la parte cantata. La voce è impeccabile. Essa si adatta perfettamente all'atmosfera dell'intero brano.
Ricomincia la melodia, molto ben costruita. A 2'25'' si riconosce distintamente il lavoro sulla voce realizzato da "DJ Lez" LAINARD. In questo punto ho anche notato l'utilizzo del FLANGER. La melodia è ammirevole, in tutti i sensi.
I cuts e i reverses sanno troppo dei Kronos. Nella parte finale il bip varia e va su di giri, concludendosi in un ritorno a un ritmo più dolce e pacato.
Il testo della canzone è stato scritto da Johndeejay, un nuovo compositore francese venuto alla popolarità grazie alla sua collaborazione con Gabry Ponte.
Questo brano è la chiara dimostrazione della complessità musicale raggiunta dal DJ torinese nelle sue produzioni. I ritmi sono ancora più efficaci. E' da notare, inoltre, la collaborazione che Gabry ha ricevuto da parte degli Eiffel 65, inseparabili collaboratori musicali.
Il tema che tratta codesto brano è prettamente amoroso, più che romantico. Vengono espresse la pesante oppressione della solitudine, la presa di coscienza di una vita vissuta imperfettamente, la ricerca dell'amore vero. Il protagonista sa di cadere sempre più in basso nella fossa da lui costruita; giorno dopo giorno il suo fiato diventa più corto perchè l'amore non può aspettare. Lui e lei, insieme per sentirsi meglio.
Un quadro d'amore dai toni forti, a tratti violenti. E' l'urlo di dolore da una vita insipida, che diventa insignificante senza avere accanto la
Fotografie per Dottor Jekyll & mister Dj - Gabry Ponte
persona che è la nostra unica ragione di vita. Il finito alla ricerca dell'infinito. L'imperfetto alla scoperta del perfetto, unico motivo di una vita vissuta intensamente.
Un brano senza precedenti nella storia delle produzioni del maestro Gabry Ponte.
7) A SILVIA
Questa canzone, a mio parere, è una delle più spettacolari dell'intero album "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ", e i motivi per una tale valutazione sono tanti.
Innanzitutto, si noti dal titolo che questa canzone è dedicata all'omonima destinataria di una famosa poesia di Giacomo Leopardi. Tutto il brano ruota attorno a questa figura femminile con toni energici e vivaci, grazie alla messa in atto di alcuni accorgimenti stilisticamente e musicalmente eccellenti.
Ignoro se Silvia, la protagonista di questo brano, abbia davvero a che fare con il DJ torinese, se abbia avuto qualche episodio della sua vita in comune con lui o se sia tutto inventato. Il testo, cantato in parte in inglese (parte centrale) e in parte in italiano (nel ritornello), narra una storia d'amore credibile tra due giovani innamorati.
La parte centrale del testo, quella in inglese, recita:
"Silvia, tante volte ho pensato a te, ai giorni del diluvio, durante i quali da me venisti per chiedermi di diventare mia moglie.
Silvia, infiniti versi ho a te dedicato, infinite rime ho su di te scritto, riguardanti quella notte di domenica, quando corresti via dalla mia vita.
O, Silvia mia!, parlando delle cose più futili non ti ho mai rivolto la parola veramente, tanto sembrava difficile. Tu sei lontanissima dal mio cuore, e di questo io mi rendo conto.
Vagabondo nel buio della mia solitudine e adesso Wata parlerà di te e di me".
Questa era la parte tradotta del testo in inglese. Ovviamente, nel testo originale ogni verso, in connessione con i successivi, crea uno schema poetico che da' origine a diverse rime che, nella traduzione in italiano, non possono essere rese. Nell'ultima parte del testo scritto in precedenza vi è un riferimento a Eddie Wata, noto cantante di hits dance di grande successo quali "Jam", "In Your Mind" e "La Bomba".
Subito dopo la performance canora di Wata, Cristiana Tallone (anche lei una componente Blissco) canta il ritornello della canzone, che non è altro che un assemblaggio dei titoli delle più celebri poesie di poeti romantici, quali Leopardi e Carducci, e di poeti ermetici (l'Ermetismo è stata una delle più significative correnti poetiche del Novecento), quale per esempio, Montale. Per darvi un riscontro effettivo di ciò che ho appena scritto, in via del tutto eccezionale riporto il testo del ritornello di "A Silvia", scritto e arrangiato (come tutti gli altri brani) da Gabry Ponte:
"Silvia, rimembri ancora la quiete dopo la tempesta, meriggiare pallido e assorto l'infinito temporale alla sera.
Silvia, rimembri ancora la quiete dopo la tempesta. D'improvviso m'illumino d'immenso alla sera del dì di festa".
Uno dei brani più belli dell'intera produzione Gabrypontiana. Un brano costruito alla perfezione, come tutti; solo che qui l'infinita bellezza emerge con maggiore chiarezza perchè tutto si gioca sulle tonalità estremamente nitide, vigorose, potenti, trascinanti.
Basta ascoltare per credere.
8) DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ
Evidentemente, si tratta del brano da cui è nato il titolo di questo album. "Dottor Jekyll & Mister DJ" è dunque il titolo che Gabry ha dato al brano e all'album insieme, prendendo spunto dal celebre romanzo dello scrittore inglese Robert Louis Stevenson (1850-1894).
Questo romanzo narra di un dottore (Dottor Jekyll), il quale inventa una pozione che lo trasforma nel doppio di se stesso; il doppio si chiama Hyde, o meglio Mister Hyde, creatura capace di ogni misfatto. Vittima della sua stessa creatura, Jekyll cade in una trappola autodistruttiva, fino a identificarsi spontaneamente con Hyde. E, proprio prendendo spunto da questo romanzo avvincente, Gabry Ponte ha pensato di realizzare un brano incentrato sui temi portanti di questa trama, come il tema del cambiamento, lo specchio, il sosia, la metamorfosi e il doppio. Temi perfettamente visibili nel testo - completamente in italiano - del brano.
Dottor Jekyll è qui un professore universitario che si lamenta di essere "condannato per due soldi alla normalità". La normalità che impone la società, con le sue contraddizioni, le sue fobie, le sue incertezze, le sue insicurezze.
Dottor Jekyll, dunque, si sente schiavo della società. Come tutti, del resto. Ma il dottore nasconde un lato di sé che tutti ignorano... egli di notte si trasforma e "di colpo tutto cambia quando arriva lui". Pausa. I toni si smorzano, diventano più fievoli fino a scomparire. Apparentemente. Subito dopo, infatti, esplode la melodia con tanto di beat, accompagnamento del synth, del basso e degli effetti musicali che "trasformano" anch'essi la melodia iniziale della song, rendendola una traccia ideale da ballare in pista. Ed è questa nuova melodia più energica, più forte e martellante che Gabry Ponte utilizza come sfondo per la continuazione della storia, la sua storia, introducendo il personaggio di Mister DJ.
Il nome cambia. Adesso scompare Dottor Jekyll; al suo posto entra in scena Mister DJ, rinnegato dalla società. Un po' come tutti i DJs, se ci fate caso.
Mister DJ vende "cassa in 4/4 alle anime ribelli" della sua città.
Bella immagine per mostrare, semplicemente, il modo in cui lavora il DJ, quale sia il suo ruolo in società, come viene visto da essa e dai fruitori della sua musica. L'immagine è, inoltre, efficace per illustrare come lui veda le persone che frequentano la discoteca ("anime ribelli"). Mister DJ rimane tale, un DJ, "finchè il sole non risorgerà", perchè "quando il mondo si risveglia il Dottore fa ritorno all'università".
Uno dei temi facilmente riconoscibili all'ascolto di questo brano riguarda il rapporto tra DJ e società, tra anticonformismo e conformismo, tra originalità e omologazione, tra bizzarria e normalità. E' efficace paragonare i due protagonisti del romanzo di Stevenson con i due personaggi di questa canzone, da cui emerge la realtà di una società che non tiene conto della personalità di ciascuno di noi, dei nostri impulsi, del nostro io più profondo. Emerge inoltre con chiarezza la figura del DJ, quanto mai attuale, entrata da tempo nella coscienza comune e già vista come sovversiva dalla società.
9) MAKE LOVE TO YOU
Una delle varie canzoni a sfondo sentimentale dell'album "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ" è sicuramente questa. Il testo del brano, totalmente in inglese, suggerisce a un'ipotetica figura femminile (dal momento che il brano è cantato da una voce maschile) di... di volersi bene, semplicemente. "Make love to you", appunto, significa letteralmente "fai amore a te stessa", cioè "vogliati bene", o "procura del bene a te stessa". E fin qui nulla di sentimentale. Ma partiamo dall'inizio del brano.
I primi due versi che vengono cantati costituiscono una sorta di giuramento alla persona amata. Essi in tutto vengono ripetuti tre volte. La prima volta "in sordina", ovvero con voce coperta, poco chiara, "appesantita" dall'effetto; la seconda e la terza volta normalmente. Dopo il verso successivo, citato una sola volta, non troviamo più una parte cantata, bensì si inseriscono gradualmente, ma in crescendo, synth, cassa e tutti gli elementi caratterizzanti la musica dance che rendono ballabile il brano. Molto ballabile.
Quando la parte da discoteca finisce, ricomincia il cantato, questa volta citando i versi centrali della canzone (l'introduzione era limitata a quei pochi ma intensi versi iniziali). Il pensiero del testo, pervenutoci tramite le parole del cantante, è - come dicevo in precedenza - romantico. Infatti la storia narra di un giovane ragazzo che non ha mai provato prima d'allora le sensazioni che accompagnano l'amore vero, quell'amore che solo ora lo travolge nella sua totalità; l'amore di "lei" lo fa sentire innamorato veramente, come mai gli era accaduto in precedenza. La figura femminile (di cui ignoriamo il nome) su cui ruota l'intero brano è paragonata per metafora al Sole che vitale brilla nel cielo e alla gioia di vivere.
Adesso è più chiaro che il testo abbia raggiunto una evidente connotazione "romantica", anche per il fatto che vi sono delle "frasi-chiave" in cui tale connotazione spicca ancora maggiormente. Ne è un esempio: "Make love to you... and make you mine", cioè "vogliati bene e fatti mia", frase in cui si evidenzia tutta la volontà dell'amore, del desiderio, del possesso della persona amata, di cui il protagonista del racconto va fiero, di cui è geloso.
Il testo del brano è cantato da Stefano Massuelli.
Grazie per l'attenzione.
27.08.2007 10:54
Buona opinione, GOOD!!! io ce l'ho questo CD e mi piace veramente tanto!!! una volta si che faceva canzoni decenti,,, adesso sta un po' calando e mi sta scadendo!!!
11.12.2005 16:22
Ottima opi, anche se l'artista in questione non è tra i miei preferiti. Ciao--
06.11.2005 14:01
interessante... non è, come ho già detto nell'altra opinione al riguardo, il mio artista dance preferito... da "brivido" la sua definizione di "musica commerciale" (che secondo me è da spiegare in altro modo). Giusta l'idea che la nostra dance può essere portata all'estero. Non mi piace l'artista ma come sempre rispetto l'opinione ke è completa come sempre.