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Opinione

per Dracula (Bram T. Stoker)
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4 Stelle Dracula, tra mito e realtà
36 su 36 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

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Prezzo 7900

L'autore

edoardo75

Opinione più recente dell'autore

Chi ha avuto la fortuna come me di andare in Transilvania dopo aver letto il “Dracula” di Bram Stoker e dopo aver visto il film di Coppola, non poteva certo esimersi dallo scrivere una opinione. Sul viaggio magari mi soffermerò in un’altra occasione, ma sul libro e sulla leggenda-mito di Dracula vorrei parlarvene ora. Il libro è assolutamente fantastico, coinvolgente, romantico…. Tutt’altro che un libro d’orrore, anche se alcune pagine hanno una atmosfera noir veramente accentuata. I luoghi sono descritti in maniera impareggiabile, e se penso che Stoker non li aveva mai visti, mi rendo subito conto del tipo di studio l’autore ha dovuto portare avanti per scrivere questo capolavoro. La storia è di per sé molto coinvolgente, i dialoghi sono eleganti ma sempre sciolti e credibili…. L’andamento epistolare rende tutto il racconto estremamente “intimo” e “confidenziale”. E poi… naturalmente il tema dell’amore eterno… Quello che non brucia per pochi attimi, ma che brucia più di una vita per sempre, legando esistenze in maniera indissolubile e irrevocabile. Indubbiamente, come sempre accade, chi ha visto solo il film ha perso molto del fascino di questa storia e di questi personaggi.

-LA TRAMA-
L’opera inizia col viaggio in Transilvania di John Harker, che per motivi lavorativi è costretto a raggiungere un cliente rumeno intenzionato a comprare un palazzo nel cuore di Londra. Il giovane agente immobiliare scoprirà presto sul malgrado di avere a che fare con il conte Dracula discendente diretto di Vlad III Teps detto l’impalatore, e che questi è un “vampiro” che lo costringerà ad una forzata residenza nel suo Castello arroccato sui Carpazi. Questo fino a quando il vampiro non decidei di recarsi a Londra autospedendosi via mare rinchiuso dentro una bara. La nave che arriverà a Londra è una nave fantasma… dell’equipaggio non c’è traccia… solo topi ed una cassa da morto… naturalmente vuota. Da quel preciso istante a Londra cominciano ad avvenire morti strane soprattutto a carico di bambini e di giovani fanciulle. Una di queste è Lucy, amica della fidanzata (Mina) di Harker che nonostante le amorevoli cure del fidanzato Arthur , del suo amico Quincey e del giovane medico Seward muore dopo una lunga ed orrenda agonia. Proprio il giovane medico insopsettito dai segni sul corpo di Lucy chiede aiuto per l’esame autoptico al suo vecchio maestro il prof. Van Helsing che non ha dubbi nel decretare che la responsabilità di questa e di altre morti è del Vampiro. Il gruppo di amici decide allora di combattere la creatura con i mezzi tradizionali (crocifissi, ostie, aglio) che hanno l risultato di preservare Mina dagli attacchi del vampiro e di ricacciarlo momentaneamente in Transilvania. A questo punto comincia la caccia di questo gruppetto di coraggiosi che parte alla volta della Transilvania per liberare definitivamente John, Mina ed il mondo intero dal flagello del vampiro. Durante il viaggio si scoprirà il perché dell’interesse particolare del vampiro per Mina e John, ma questo, così come la fine del romanzo lo lascio volontariamente in sospeso per non rovinare la suspance a chi il romanzo non lo ha ancora letto.

-IL COMMENTO-
Bellissimo, suggestivo, scorrevole e coinvolgente. Romantico? Sì anche, e molto… come molti altri romanzi di quel periodo. Scontato probabilmente, col bene che trionfa sul male, ma non per questo banale. Le atmosfere sono riprodotte con una fedeltà sconvolgente, i personaggi sono tutti perfettamente delineati, nulla nella narrazione è lasciata al caso. Lo stile diaristico-epistolare contribuisce a dare alla storia un ritmo incalzante che difficilmente con altri metodi di narrazione si sarebbe potuto ottenere. Il tema dell’amore è trattato con una dolcezza infinita, talmente delicatamente da farci quasi commuovere per la purezza del sentimento che nasce dal cuore del “cattivo”. Come se in questa storia ci fosse l’intenzione di manifestare il messaggio universale secondo il quale in ogni animo c’è sempre del bene, basta trovare la molla per farlo venire fuori. L’amore motore del mondo, strumento di equilibrio tra bene e male. Dracula rappresenta la morte che insidia la vita, la dannazione che preclude la salvezza. Me è esso stesso vittima, prima che carnefice, di un legame indissolubile con un’altra creatura e con la vita stessa. Condannato a non-vivere in eterno e per questo infinitamente debole al di là della sua potenza straordinaria.

-LA STORIA DI VLAD III TEPES-
Il romanzo di Bram Stoker ha radici storiche salde almeno fino a quando non inventa il viaggio al Londra del Vampiro. Il personaggio del conte non è altro che la forma immortale di un personaggio storicamente realmente esistito passato alla storia sotto il nome di Vlad Tepes III Dracula visuto in Romania intorno al 1400, detto l’impalatore, figlio di Vlad Drakul principe di Valacchia. Nato nel 1431 dominò dal 1456 e 1462 con estrema crudeltà e fermezza il suo popolo, tanto che il suo passatempo preferito fu quello di torturare i prigionieri prediligendo l’impalamento. Questo suo piacere perverso per il sangue lo hanno fatto accostare subito alla figura leggendaria del vampiro, essere dannato ed immortale assetato del sangue dei mortali. Anche la sua morte contribuì a crearne il mito, alla apertura della sua tomba non fu trovato il suo scheletro, ma quello di un cavallo. Le leggende che si sono accresciute nei secoli non hanno fatto perdere di vista il valore storico di questo personaggio, grande condottiero e astuto politico. Fu uno dei baluardi contro l’ivasione turca che procedeva in Europa attraverso i paesi dell’Est. L’origine del nome “Dracula” va fatto risalire alla traduzione di “Drago” che in rumeno si traduce appunto “Dragonul”; il padre di Vlad III infatti era stato insignito del Sacro Ordine del Drago, così come la sua discendenza. La sua spietatezza non ebbe rivali: durante l’ascesa al trono di Valacchia e di Moldavia si distinse per l’efferatezza dei suoi stermini di nobili rivali; in una occasione che restò celebre si fece imbandire una tavola in mezzo alla foresta dove c’erano decine di corpi impalati, alcuni ancora agonizzanti. Il castello noto come “Castel Dracula” citato nel romanzo di Stoker fu costruito con pietre portate a forza da nobili costretti dal principe ai lavori forzati. L’accostamento tra il conte sanguinario, l’impalatore assetato di sangue e il vampirismo fu un passo brevissimo.

-EVIDENZE SCIENTIFICHE SUL VAMPIRISMO-
Il mio pallino scientifico non può permettermi di non fornirvi alcune delle più accreditate teorie sull’esistenza o meno del fenomeno del vampirismo. Una delle più accreditate teorie accosta i fenomeni tipici e tradizionali del vampirismo ad una forma particolare dell'’drofobia canina detta “rabbia”. I vampiri sono universalmente descritti come creature della notte, succhiasangue, aggressivi, e suscettibili all’aglio. Fisicamente sono descritti come figure pallide dai canini sporgenti. Bene, se si confronta questa descrizione con i sintomi della rabbia si trovano non poche e sconcertanti similitudini. Gli uomini colpiti da questa malattia manifestano una spiccata aggressività, e una forte intolleranza verso luce e stimoli sensoriali forti (odori e suoni). Queste evidenze possono spiegare l’intolleranza verso la luce e l’aglio dei “vampiri”. Gli idrofobici hanno poi, oltra all’aspetto pallidissimo, piccole perdite di sangue dalle mucose, spesso localizzate nelle gengive e nelle labbra… Quasi come se avessero bevuto sangue da poco… Inoltre queste lacerazioni portano ad un progressivo accorciamento delle gengive con susseguente fuoriuscita dei denti… Proprio come i vampiri. Per alcuni scienziati dunque la nascita del fenomeno del vampirismo è da ricercare proprio in una epidemia di idrofobia canina in determinate zone geografiche del centro Europa, naturalmente condita da una buona dose di ingenuità popolare. Spero di non avere contribuito a distruggervi un “mito”, ma dalla raccolta di queste informazioni, dalla lettura del libro di Stoker e dal mio viaggio in Transilvania, personalmente ho ottenuto una maggiore simpatia per il “Conte Dracula-vampiro”, eterno simbolo del lato oscuro dell’essere umano, incarnante le più ancestrali paure umane.


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Pagina 1 di 8 | 1 - 5 di 36 commenti
  • Rred 17/01/2008 20:20
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Bravo.

  • Ila55it 15/05/2005 23:22
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Basta è ora di leggerlo!!! (dopo 10 anni dall'acquisto,direi che sarebbe ora hiihi)

  • lucifer9 07/05/2003 16:02
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Interessante l'analisi circa uno dei temi all'apparenza meno evidenti del romanzo: l'amore. Che dire poi dell'idea di eternità, che qui, non a caso, è presente in una veste luciferina? Molto bene, inoltre ha fatto l'autore a presentare una breve scheda circa Vlad Tepes. Un'ultima nota circa l'idrofobia canina: per quanto ne so io, la malattia più accostabile al vampirismo potrebbe essere invece una particolare forma di porfiria( una malattia del sangue).

  • T-Ryla 28/02/2002 16:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    E' veramente un bellissimo articolo quello che hai scritto. Davvero complimenti. Anch'io, come te, sono rimasta affascinata da questo romanzo ( ma non dal film di Coppola ) e dalle sue atmosfere. Ricordo soprattutto l'urgenza che sentivo dentro di me, soprattutto alla fine del film, quando lo inseguono in transilvania. Ogni tanto lo rileggo, sempre con molto piacere.

  • lankelot 02/02/2002 01:48
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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