Dubai

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Opinione su "Dubai"

pubblicata 01/12/2015 | dario_cima
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Mi piace leggere e viaggiare. Appunti di viaggio e foto su viadario.altervista.org
Buono
Vantaggi Soddisfare una grande curiosità
Svantaggi Altro che "americanata" !!!
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"Il piccolo - grande (esagerato) emirato di Dubai."

Equipaggio Emirates di fronte ad un A380

Equipaggio Emirates di fronte ad un A380

Tra Ottobre e Novembre 2015 siamo stati due settimane tra Seychelles e Dubai. Una vacanza che volevamo di riposo e mare fuori stagione “condita” dalla curiosità di volare con Emirates e di visitare l’emirato di Dubai.

Volo, soggiorno, pasti e piccole escursioni per un totale di circa 2.500,00 a persona Sychelles, poco meno di 300 € a persona è costato il soggiorno (compreso pasti, escursioni e spostamenti) di 3 giorni a Dubai (con Eden Viaggi).

Premessa: qualunque cosa a Dubai è la più grande/alta/larga/lunga/calda/fredda/luminosa ... del mondo... ma i primati durano poco perché soprattutto in Asia è ormai una rincorsa all'eccesso edilizio.

Domenica 25 Ottobre

Partenza da Fiumicino verso Dubai con un volo Emirates (la compagnia aerea del piccolo e vivace emirato di Dubai, attualmente una delle compagnie aere più raffinate anche nella classe Economy) su un Airbus A380: l’aereo è molto grande, a due piani e quello con capacità massima di passeggeri (su google street view è anche previsto il tour virtuale).
Già il numero impressionante di personale d’equipaggio che sfila in eleganti uniformi “arabeggianti” all’aeroporto è uno spettacolo, poi l’enorme e lussuoso quadrimotore ben predispone al viaggio: intrattenimento a bordo completo (su uno schermo di grande formato informazioni, film, serie TV, giochi…), posti comodi mentre i pasti sono accettabili e niente di più. Al piano superiore le classi più costose consentono l’uso di una Spa ed un bar.

Arrivo dopo 6 ore di volo al grande aeroporto di Dubai (il più grande e trafficato del Medio Oriente), impressionante per dimensioni ed architettura: grandi pareti vetrate a forma di vela, altezza insolita dell’edificio con veloci ascensori, fontane, grandi zone commerciali. L’aeroporto è un importante volano per l’economia dell’emirato e non solo perché porta visitatori a Dubai, ma perché occupa circa 60.000 persone (il 20 % del totale dei lavoratori) e contribuisce al 30 % del PIL nazionale. Il Terminal 3, quello riservato ad Emirates, è il secondo edificio più grande del mondo per superficie e il più grande terminal aeroportuale mai costruito.
Lunedì 26 Ottobre – Mercoledì 4 Novembre

Seychelles Praslin e La Digue (opinione http://viaggi.ciao.it/Seychelles__Opinione_1919340 ), partenza dall’aeroporto di Mahè verso Dubai
Giovedì 5 Novembre

Arrivo a Dubai e trasferimento su una lussuosa Audi all’hotel Arabian Courtyard nella zona della città vecchia (Bur Dubai), anche alle due di notte piuttosto trafficata.
Il primo nucleo di Dubai sorse sul creek che sembra un fiume, ma è invece una stretta insenatura di mare lunga 14 Km che si interna nel deserto e rappresenta un ottimo porto naturale.

La zona più antica, Bastakiya, nel XVIII secolo fu sede del primo insediamento stabile di mercanti persiani: strette viuzze e case con tradizionali torri del vento (utilizzate per rinfrescare l’aria all’interno delle abitazioni), souk e caffetterie dove fumare narghilè o pipe ad acqua. Ancora oggi, a parte il traffico automobilistico, poco è cambiato.
L’albergo Arabian Courtyard è costruito in stile arabo, bello ma trascurato. Le stanze sono grandi con mobili dall’aspetto prezioso, ma la pulizia lascia un po’ a desiderare ed il bagno è piccolissimo. La piscina esterna non invoglia: piccola e due piani sulle trafficate strade. Ottima la colazione, anche per chi non ama l’abbuffata del salato, ci sono dolci di tutti i tipi e frutta (fresca e secca) di ogni qualità. La vista verso la Al Fahidi Street, che qui assume l’aspetto di una grande piazza, valorizza le stanze che si affacciano sulla storia della vecchia Dubai.

La zona del centro storico con i souk, le barche per navigare e cenare sul creek, il museo, a differenza dell’artificialità estrema del resto della città permette di godere (o subire) i profumi dei mercarti, godere (o subire) il contatto con la gente, godere (o subire) la stressante esperienza della contrattazione, godere (o subire) la miscellanea di colori del suk e la caotica cacofonia di traffico, e richiami del muezzin.

Di fronte all’albergo c’è il museo di Dubai, ospitato nell’antico forte Al-Fahidi (costruito nel 1787 è l’edificio più vecchio della città) che sembra un castello di sabbia difeso da scuri cannoni; la fedele riproduzione di un’ imbarcazione tradizionale (sapientemente illuminata la notte) è il monumento principale e sulla stessa piazza svetta anche il minareto della Grande Moschea ( Grand Mosque ), ricostruita nel 1998 sul primo luogo di culto islamico dell’emirato e vicinissimo al tempio indù.

Basandosi sull’antica tradizione del commercio oggi Dubai è il paradiso dello shopping, poco petrolio (il 15% del PIL, metà del PIL generato dal solo aeroporto!), ma grandi idee di sviluppo turistico, edilizio, commerciale e finanziario ne fanno una grossa Disneyland. Nel 2020 a Dubai ci sarà l’Expo, altre imprese faraoniche e visionarie sono in programma e la città sembra già ora troppo congestionata: poco più di due milioni di abitanti (solo il 20% originari del luogo, compassati arabi che vagano tra centri commerciali e lussuose residenze nei loro kaftani e donne perlopiù velate impegnate nello shopping, il resto sono immigrati che sono gli unici a lavorare veramente) ed altrettante auto.

La mattina, dopo colazione in albergo abbiamo ritirato di un po’ di Dirham (4 EAD circa 1 €) e preso un taxi per andare alla moschea di Jumeirah, la più famosa di Dubai e l’unica visitabile anche dai non musulmani ad orari variabili in funzione del sorgere del sole.

L’immensa città si estende su un territorio desertico costellato da zone edificate come grandi oasi artificiali ed enormi cantieri edili. Dal vecchio porto alla nuova Marina ci sono quaranta chilometri e spesso (dalla tarda mattinata) le immense strade sono intasate di traffico; i taxi fortunatamente (o per scelta etica) si pagano a chilometri percorsi e non a tempo (circa 15 € da un capo all’altro della città), le metropolitane vanno comunque dappertutto anche se c’è da camminare un po’.

Nei mesi invernali il caldo è sopportabile, anche se è meglio stare all’ombra soprattutto quando c’è da aspettare parecchio tempo come nel nostro caso in attesa della visita alla Moschea (visita gratuita -alla sola zona dedicata agli uomini- guidata da una ragazza dell'associazione culturale che ha sede nel palazzo a fianco alla moschea).

Abbiamo poi ripreso un taxi che percorrendo la grande arteria Sheikh Zayed Rd ci ha lasciato al Madinat Jumeirah, un centro commerciale in stile arabo che comprende due hotel di lusso ed ospita i locali più movimentati (es. Pacha Ibiza).

Al lato sud del centro commerciale c'è la grande penisola artificiale di Palm Jumeirah (a forma appunto di palma che termina con l'Hotel Atlantis), al lato nord invece il famoso Burj al Arab (l'hotel extra lusso a forma di vela costruito su un isolotto artificiale) ed il parco acquatico Wild Wadi.
Da li non è stato facile trovare un taxi (dopo le 15:00 i problemi di traffico sono seri) per arrivare alla Marina, la curata zona del porto turistico con i più alti grattacieli residenziali del mondo. Un lungo marciapiede (circa 5Km) ombreggiato da palme fiancheggia il creek artificiale che ospita yacht e barche per piccole escursioni (soprattutto per cene al tramonto).

E’ proprio aspettando la sera che ci siamo fermati a passeggiare e fotografare. Col calare del buio i tronchi delle palme sono stati illuminati da migliaia di lucine e la fontana del Marina Walk ha iniziato a zampillare al ritmo di una discreta illuminazione.

Cena in un fast food sul molo e poi con un ultimo taxi abbiamo impiegato più di un’ora e mezza per tornare in albergo.

Prima di rientrare, intorno a mezzanotte, ho fatto una passeggiata nell’intricato ed animato souk indiano e poi in quello più ordinato delle botteghe arabe arrivando fino al creek. Qui numerose barche sono state adibite a locali galleggianti e tutte illuminate navigano accompagnate da musiche di tutti i tipi.

Venerdì 6 Novembre

Giornata dedicata al Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo su cui svetta l’altissimo grattacielo Burj Khalifa (con 828 metri il grattacielo più alto del mondo).

Grandi spazi che la mattina sembravano eccessivi nel pomeriggio si sarebbero rivelati angusti per la grande folla. All’interno del mall trovano spazio molti luoghi di interesse: l’acquario tropicale (dove la sera ci si può immergere con bombole e muta), le fontane interne concepite come cascate, la pista di pattinaggio su ghiaccio, svaghi per i più giovani (lo scheletro luminoso di un dinosauro, barre di luce che cambiano colore e suono avvicinandosi…), bei plastici della zona, ma soprattutto le fontane esterne che ogni mezz’ora offrono un maestoso spettacolo accompagnate da musiche sempre diverse (e la sera sono veramente spettacolari accompagnate da luci e fumo).

Alle 15:00 siamo saliti al 124° piano del Burj Khalifa con un veloce ascensore, lo spettacolo è effettivamente grandioso anche se a causa delle distanze e dell’altezza sembra tutto molto piccolo (anche la grandissima penisola di Palm Jumeirah, il grattacielo a vela ed il grande arcipelago artificiale denominato “Il mondo”). A questo piano c’è una terrazza esterna, mentre al piano superiore a cui si accede a piedi, si trovano solamente pareti vetrate, ma è il piano più alto (456 metri) raggiungibile con un biglietto d’ingresso dal prezzo abbordabile (circa 40 €).

Abbiamo passato oltre tre ore sul grattacielo, aspettando il tramonto e la prima esibizione notturna delle fontane (che dall’alto sembrano piccolissime).
Ridiscesi nel mall abbiamo trovato il caos, un numero impressionante di persone che si spostano trai negozi e l’acquario ed ogni mezz’ora si concentrano intorno alle fantasmagoriche fontane.
Sabato 7 Novembre

Mattinata nella zona della città vecchia, tra il souk arabo e quello indiano. Siamo arrivati fino al porticciolo a sud del Creek ed abbiamo comprato qualche souvenir.
Alle 12:00 un’auto è venuta a prenderci in albergo per il transfert in aeroporto. Nonostante il traffico siamo arrivati in orario per il rapido check in e la partenza.
Arrivati a Roma dopo circa sei ore.

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  • am53 pubblicata 27/09/2016
    Eccellente
  • Ciobin pubblicata 12/12/2015
    eccellente
  • nadiajo pubblicata 05/12/2015
    eccellente
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Su Ciao da: 04/01/2001