ETF - Differenze con i tradizionali O.i.c.r.

5  06.05.2008

Vantaggi:
Gli Etf hanno bassi costi di gestione

Svantaggi:
Come la maggior parte degli strumenti finanziari sono rischiosi

Consiglio il prodotto: Sì 

DJBIAGIO

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Voglio proporvi con questa opinione una breve illustrazione su uno strumento finanziario , L'ETF, che è stato argomento di discussione della mia tesi. Voglio soprattutto cercare di farvi capire le differenze tra questo nuovo strumento e i tradizionali fondi comuni d'investimento.
La prima diversità riguarda l'orario di contrattazione. Gli ETF sono negoziabili durante l'intera seduta borsistica (9:05-17:25 per il mercato italiano), periodo in cui l'investitore può acquistarli o venderli in base alle sue aspettative, beneficiando così dell'evoluzione dell'indice in tempo reale. Le transazioni dei fondi d'investimento avvengono invece a mercati chiusi e quindi i contratti vengono perfezionati al valore di chiusura della seduta stessa.
La trasparenza rappresenta una delle principali caratteristiche degli ETF, i quali infatti replicando fedelmente un determinato indice di riferimento consentono agli investitori di conoscere già a priori la composizione del paniere in cui vanno ad investire.
La stessa cosa non potrebbe dirsi di un fondo di investimento, di cui l'investitore potrà conoscere l'esatta composizione solo allorquando questa gli verrà comunicata dalla società di gestione, il che avviene solitamente due volte all'anno.
Ciascun ETF segue uno specifico indice di mercato offrendo un alto grado di diversificazione, che sarebbe dispendioso raggiungere in altro modo, sia in termini di tempo sia in termini di costi, consentendo al tempo stesso una maggiore flessibilità rispetto a quella offerta dai classici fondi di investimento.
Più precisamente, attraverso un'unica operazione di acquisto o di vendita gli exchange traded fund consentono all'investitore di prendere immediata posizione su di un indice, sia esso globale, regionale o settoriale.
L'obiettivo degli ETF è quello di replicare il più fedelmente possibile l'andamento dell'indice di riferimento, e per raggiungere tale scopo adottano una strategia definita appunto di "gestione passiva", proprio perché è assente qualsiasi iniziativa da parte del gestore nella scelta dei titoli che compongono il portafoglio.
Il fondo d'investimento invece, mira a ottenere una performance migliore rispetto a quella registrata dall'indice di riferimento, cercando di ottimizzare il più possibile il rapporto rendimento-rischio. I tempi e i modi di della scelta dei titoli da inserire in portafoglio dipendono in larga parte dal gestore, che adotterà una strategia detta appunto di "gestione attiva", dalla cui abilità dipenderà il risultato finale.
Negli ETF la liquidità è garantita dalla presenza di diversi intermediari che si impegnano a quotare continuamente in Borsa un prezzo d'acquisto e un prezzo di vendita, secondo specifici obblighi di quantità minima e di spread massimo.
Per i fondi d'investimento invece la liquidità presenta modalità differenti a seconda che ci si riferisca a fondi d'investimento aperti o chiusi:
- i fondi aperti sono caratterizzati sia dalla possibilità per gli investitori di acquistarne quote, sia dal diritto dei partecipanti di chiedere in qualunque momento il rimborso del proprio investimento;
- nei fondi chiusi in numero delle quote di partecipazione è fisso ed il diritto di rimborso è riconosciuto solo a scadenze predeterminate.
Da ciò si deduce che i fondi d'investimento aperti godono di una maggiore liquidità rispetto a quelli chiusi.
Altra importante differenza tra gli Exchange Traded Fund e i fondi comuni tradizionali è legata all'importo minimo richiesto per iniziare l'investimento.
Per gli ETF non è prevista nessuna sottoscrizione minima, ed il lotto minimo è rappresentato da una sola azione o quota equivalente ad una frazione dell'indice sottostante; mentre in un fondo tradizionale la sottoscrizione comporta un investimento minimo che viene fissato dalla stessa società emittente in funzione anche della tipologia di fondo scelto.
Un altro elemento da considerare è quello dei dividendi; gli ETF li distribuiscono periodicamente ai loro investitori con cadenza trimestrale, semestrale o annuale, offrendo così loro il vantaggio di un reddito aggiuntivo, mentre nei fondi comuni d'investimento essi vengono capitalizzati.
Altra differenza (ancora a favore degli ETF) è riferita ai costi di gestione. Gli ETF prevedono solamente una commissione di gestione annua molto limitata, compresa tra lo 0.05% e l'1%, oltre alle relative commissioni di intermediazione sostenute dall'investitore per ogni transazione. Tutto questo perché gli ETF non devono strapagare dei manager esperti nella selezione dei titoli da inserire nel portafoglio (stock picking) dato che l'indicizzazione permette loro di ridurre il numero delle operazioni in acquisto e in vendita.
I fondi d'investimento invece, oltre ad avere commissioni di gestione più alte (dal 2% al 5% annuo), prevedono commissioni d'entrata, d'uscita e performance.
Inoltre nel caso degli ETF l'investitore può rivolgersi ad un unico broker che curi le operazioni effettuate sugli Exchange Traded Fund, indipendentemente dalla società di gestione cui questi ultimi facciano riferimento. In tal modo il risparmiatore attua una centralizzazione del rendiconto presso un unico intermediario, evitando, nel caso avesse acquistato quote di più fondi gestiti da diverse società, di essere interessato da più comunicazioni mensili di diversa provenienza.
Queste differenze, che sono anche i punti di forza degli ETF, sono a mio parere il motivo per il quale ritengo migliore un investimento in ETF piuttosto che in un tradizionale fondo comune.
In definitiva i vantaggi combinati delle azioni e dei fondi d'investimento, uniti alle più ridotte commissioni applicate all'attività di intermediazione ordinaria, stanno aiutando gli ETF ad accrescere enormemente la loro popolarità affermandosi come uno dei più flessibili e validi strumenti d'investimento.

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sebadux

sebadux

21.08.2012 09:11

Buona opi, anche se non è sempre vero che i fondi comuni prevedono commissioni di entrata, uscita e performance. Inoltre 5% di commissioni di gestione sono fuori scala. Forse il TER di alcuni fondi di fondi arriva a tanto, ma non credo. Ultima cosa: anche i fondi staccano dividendi, ma attenzione a chiamarlo rendimento aggiuntivo, perchè di ciò non si tratta.

castoroinfiamme

castoroinfiamme

23.05.2012 18:52

Mi sei piaciuto molto, sono d'accordissimo con quello che dici. A proposito, quando dove e in che cosa -di specifico- ti sei laureato? (Ovvio che sarà economia..)

giulio51

giulio51

12.03.2011 17:33

otttima spiegazione perfettamente dettagliata in tutti glielementi grazie

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