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E semm partii... si, con le sue canzoni!
Vantaggi originalità, testi ricercati, spontaneità, musiche orecchiabili, dialetto
Svantaggi dialetto (ma solo per alcuni, eh!)
Dettagli
| Qualità dei testi | 5 |
|---|---|
| Qualità della musica | ottima |
| Voce artista | ottima |
Sconosciutissimo sicuramente ai più, e soprattutto a chi abita fuori dalla Lombardia, Davide Van De Sfroos è riuscito a sfondare musicalmente in un settore dove molti avevano già provato, ma pochi, pochissimi sono davvero riusciti a diventare famosi e vendere come star del pop o del rock.
Alternando canzoni rock e folk a ballate e a canti anche molto malinconici, questa simpatica band nasce sulle rive del lago di Como, in particolare lungo il ramo di Lecco, quello tanto decantato dal Manzoni. I testi sono rigorosamente in dialetto lecchese, molto simile del resto a quello di Milano, ma in molti casi anch'io faccio fatica a tradurre alcuni passaggi.
Il primo album, risalente ormai a più di 5 anni fa, intitolato Manicomi (fin qui facile la traduzione), non ha suscitato particolar einteresse nè dalla critica nè tantomeno dal grande pubblico (io stesso, grande fan di questo gruppo, ho saputo di questo album dopo la pubblicazione del secondo).
La seconda raccolta si intitola "Brèva e Tivàn" ed è quella che, quasi per caso, mi ha avvicinato alla band di Davide Van De Sfroos. Per caso perchè mia cugina ha cantato nel coro di una canzone dell'album (Ninnananna del contrabbandiere) e me ne ha consigliato l'ascolto. All'interno dei pezzi di questo titolo, sia negli album allegri sia in quelli più lenti, si cela sempre una certa malinconia per i bei tempi andati, la rabbia contro il progresso che ha spazzato via le vecchie e care abitudini, dalla vita in campagna a tutto quanto popolava il mondo di anni fa...
In seguito è uscito un album dal vivo, intitolato non a caso "laiv" e un altro di inediti "E Semm Partii", che secondo me ha segnato la vera maturazione della Band: Davide Bernasconi, autore anche delle canzoni, pubblica in questa uscita testi fantastici, ironici, malinconici, ma sempre scritti con una vena davvero poetica, metafore e invenzioni letterarie difficilmente reperibili negli sbarbatelli che cantano oggigiorno... Il tema dell'album è comunque rappresentato dai viaggi, e in particolare dalla migrazione: campagna-città e Italia-America dei decenni or-sono...
Passo tantissime ore in compagnia della loro musica, principalmente per il loro ritmo coinvolgente e per i testi davvero stupendi, che ormai conosco quasi tutti a memoria... ma anche per la simpatia che ispira il dialetto cantato e la sincerità che traspare dalla loro musica....
Ciao, a presto e buon ascolto
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commark 25/05/2010 18:16
lilla18 12/05/2005 13:05
illusioni 07/02/2004 21:44
Allora c'è ancora qualcuno che apprezza il dialetto!Ciau;))
peter_gabriel 17/12/2003 18:32
waris 28/11/2003 23:04
...adamo suta la pianta vureva fà la pisa...vacca che stremisi che ghe solta fo' na bisa...la bisa che la ciciara de chest e de chel...adamo che ghà paghura che ghe chagna via l'usel...