Eastern State Penitentiary, Philadelphia

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Eastern State Penitentiary, Philadelphia

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Opinione su "Eastern State Penitentiary, Philadelphia"

pubblicata 08/04/2017 | Ciobin
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Su di me :
E il 6 agosto si riparte!!!!
Ottimo
Vantaggi bellissima visita
Svantaggi nessuno
Eccellente
Qualità
Rapporto qualità prezzo
Collocazione
Orari di apertura
Interesse

"Una prigione storica"

Eastern State Penitentiary, Philadelphia

Eastern State Penitentiary, Philadelphia

Vi ho già parlato del Museo Barnes a Philadelphia, ma ci tengo anche a segnalarvi questa visita un po' particolare, ma che ho voluto fare e che sono stata proprio contenta di aver fatto non solo per il posto in sé ma anche per alcune cose che ho imparato molto interessanti.

Sono stata a Philadelphia in giugno quindi un periodo di alta stagione per le visite scolastiche, ma sicuramente non di alta stagione per il turismo standard e devo ammettere che non ho avuto alcuna difficoltà ad accedere al sito: pochissima coda e ingresso quasi immediato però sul sito riportano anche il link per prenotare i biglietti in caso abbiate timore di trovare troppa gente. Quello che vi consiglio, però, è di visitare bene il sito perché ci sono diverse possibilità per la visita a questo penitenziario: dalla visita guidata a quella interattiva, da quella notturna a quella in cui potete svolgere alcune funzioni dei carcerieri. Insomma avrete l'imbarazzo della scelta. Io ho fatto una visita semplice con l'audioguida che, però, non ricordo se era anche in italiano o se l'ho presa in inglese.
Se riuscite vi consiglio di andarci appena apre in modo da essere tra i primi e girare senza troppa confusione. E ultima piccola curiosità per la visita: l'audioguida è letta dalla voce di Steve Buscemi. Ma passiamo alla visita vera e propria.

Ovviamente sarete liberi di girare a vostro piacimento per tutto il complesso, ma io ho preferito seguire la guida in modo da fare un percorso abbastanza ragionato anche se ammetto di aver deviato un paio di volte perché avevo davanti un gruppetto di persone.
Nel 1700 le prigioni erano dei luoghi veramente terribili dove uomini, donne, giovani e anche ragazzini venivano semplicemente rinchiusi dietro delle porte chiuse, dove vi erano spesso delle mutilazioni e degli abusi dei carcerieri verso i carcerati. Un gruppo di intellettuali di Philadelphia si riunì pensando a come rifondare le carceri soprattutto seguendo il processo di cambiamento e di democrazia che si era instaurato dopo la rivoluzione. Ciò che proponevano era un luogo dove il carcerato potesse realmente pentirsi dei propri crimini e dove venisse educato e non solo punito per ciò che aveva fatto. Ovviamente questo gruppetto illuminato aveva proposto un luogo appena fuori Philly per la costruzione della nuova prigione in modo che rappresentasse un inizio e un ideale per tutto il mondo, Europa compresa. Purtroppo il progetto non venne accettato immediatamente e solo nel 1829 la nuova prigione venne inaugurata. Ma cosa aveva la nuova prigione di tanto diversa da quelle precedenti e soprattutto, qual era il suo proponimento?
Partiamo dall'ultima domanda: l'idea nacque in Pennsylvania, terra di quaccheri e lo stile e le idee non sarebbero potute venire da nessun'altra ideologia: secondo il pensiero del momento, se i carcerati fossero stati in isolamento e in pace, avrebbero avuto modo, luogo e tempo di pensare a ciò che avevano commesso e pentirsi per poi rinascere a nuova vita.
Anche a livello architettonico cambiò moltissimo e non solo perché vennero spesi molti soldi per rendere l'edificio piacevole oltre che pratico, ma anche per la costruzione in sé. La caratteristica, infatti, è quella di avere 7 raggi di celle che si irradiano da una rotonda posta centralmente: la cosa era soprattutto per un discorso pratico visto che dalla rotonda si riusciva a dare una controllata di massima a tutti i bracci. Per darvi un'idea dell'innovazione vi basti pensare che ogni cella aveva il riscaldamento che proveniva da un riscaldamento centralizzato, aveva l'acqua corrente, il bagno personale e una finestra. Inoltre a ogni cella era anche assegnato un piccolo pezzettino di terra all'aperto circondato da muri che permettesse di uscire a prendere aria e sole ma sempre in isolamento. Giusto per fare un confronto: nella Casa Bianca, nello stesso periodo, non c'era acqua corrente e ci si scaldava con le stufe a carbone (una per stanza).
Questa costruzione innovativa venne presa ad esempio in tutto il mondo e moltissime prigioni vennero poi costruite proprio seguendo questo modello tanto che anche dall'Europa arrivano molti visitatori che, dopo aver visitato la prigione e aver constatato il modo di vivere dei carcerati, cominciarono a porsi numerose domande che riguardavano soprattutto questo stretto isolamento dal mondo esterno, dalle lettere, dai libri e dagli affetti. Le opinioni furono davvero discordanti, ma lascio a voi l'approfondimento su questo argomento.
In realtà la storia ci ha fatto notare che vinsero le critiche tanto che nel 1913 il sistema così come era stato concepito venne abbandonato anche se la cosa avvenne in modo graduale inserendo prima nuove celle strutturate in un altro modo, poi un luogo dove i detenuti potevano esercitarsi insieme anche se ancora in silenzio e senza interazione tra di loro. Vennero anche creati laboratori, panifici, e una stanza da pranzo comune e le celle vennero utilizzate da 2 o 3 detenuti per volta. Pian piano il sistema di isolamento venne a morire anche se in alcune parti del mondo continuò ancora per diversi decenni.
Una delle ultime modifiche avvenne nel 1956 quando venne creato il braccio della morte: luogo in cui i detenuti, isolati dalle guardie, passavano il loro tempo in attesa di essere portati all'esecuzione e nel 1971, dopo 142 anni di vita, la prigione venne definitivamente chiusa. Venne poi acquisita dalla città di Philadelphia nel 1980 e solo 14 anni dopo aprì per la prima volta per una visita guidata.

All'interno di questa prigione potrete anche vedere la cella dove è stato rinchiuso Al Capone per un anno dopo che venne condannato per la prima volta: il suo primo assaggio di prigione avvenne proprio a Filadelfia dove venne arrestato perché aveva con sé una calibro 38 non dichiarata. La sua cella aveva ogni confort necessario: a partire dai mobili molto ben rifiniti ad arrivare ai tappeti, e non dimentichiamo dei dipinti a olio appesi alle pareti e una radio. Per otto mesi rimase rinchiuso in prigione, lontano da Chicago e dal pericolo che avrebbe corso in quei mesi di escalation della violenza criminale tanto che alcuni lo accusarono anche di essersi nascosto nella prigione e di essersi fatto arrestare volontariamente.

Come al solito vi lascio il link al sito ufficiale dove potrete trovare tutte le info necessarie per organizzare la visita: http://www.easternstate.org/
Buona visita a tutti.

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Commenti su questa Opinione

  • irina89 pubblicata 03/05/2017
    Il grado di civiltà di una nazione si misura anche dal trattamento riservato ai detenuti.
  • Meleri pubblicata 23/04/2017
    Un luopgo di interesse storico/antropologico davvero particolare, sicuramente una meta "turistica" insolita, ma eccellentemente descritta. Grazie!
  • sarad12 pubblicata 23/04/2017
    Eccellente descrizione, grazie
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Su Ciao da: 20/02/2017