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Ecce Nanni
Vantaggi sa coniugare poesia, gag e motivi liberi surreali con una valente indagine sociologica di quegli anni; divertente ma se scavi un po' triste da morire.
Svantaggi nessuno.
Una roulotte in mezzo a un prato. Controcampo. Un uomo saltella e fischietta, si guarda intorno, bada di non essere osservato; entra nella roulotte. La macchina da presa rimane fissa sull'esterno, da dentro una voce femminile rotta nell'orgasmico godimento di un amplesso giunge fino a noi. "STOP!", grida qualcuno.
Così inizia ECCE BOMBO, il film d'esordio di Nanni Moretti nel cinema professionale. A Roma l'8 marzo del 1978, il giorno della prima, tra le risa e le urla e i crepitii dei paganti, Amati il proprietario della sala entrava ed usciva di continuo dalla platea chiedendosi come facessero a divertirsi tanto. L'incasso fu un record storico del cinema italiano: oltre 2 miliardi in risposta a un costo di produzione di soli 180 milioni (nel 1978!).
Arriva dopo tre corti tra politica e parodia tutti in Super8 e dopo quel capolavoro d'originalità intitolato IO SONO UN AUTARCHICO che ha mandato in tilt la programmazione dei cineclub romani ed è stato successivamente proiettato a Berlino e a Parigi.
Lo stile del giovane e promettente regista anche qui si fa subito notare per il suo anticonformismo, per la forte antispettacolarità: in ECCE BOMBO non esiste un nucleo drammatico tradizionale e la narrazione si dipana su un piano eminentemente orizzontale; si procede per accumulazione, l'audio è in presa diretta, la camera è fissa, non c'è suspence. Questi gli ingredienti deputati a farne una miscela esplosiva e vincente.
Il protagonista è l'alter ego morettiano di sempre, Michele Apicella studente universitario, insieme ai suoi tre amici Mirko, Vito e Goffredo. Siamo nella metà dei Settanta e la vita dei quattro scorre immobile e indecisa, all'insegna dell'apatia. Così si susseguono scene ai tavolini dei bar, dialoghi smozzicati e silenzi; silenzi imbarazzanti, significativi, tanta autocritica e nessun compiacimento. Ma è un cinema che vola decisamente alto: ogni inquadratura è studiata nei dettagli, ogni battuta è diventata ormai di culto, la comicità è fulminante, la direzione degli attori lucida.
La trama è tutta incentrata sulla figura di Michele diviso tra il suo quartetto di amici e relative sedute di autocoscienza, la sua famiglia anch'essa in crisi sulla quale egli sfoga liberamente le proprie frustrazioni e i due flirt: Silvia e Flaminia. Il tutto viene alternato dalle trasmissioni di una radio libera e dagli eccentrici servizi di una troupe televisiva.
Difficilissimo rendere qui e in poche parole la straordinarietà di questo film e non restano che un pugno di battute cult: l'amica che interrogata da Michele sulla sua vita la riassume con un «giro, faccio cose, vedo gente», sintomatico della vacuità di una generazione in crisi è probabilmente la più nota; ma spiccano anche il sarcastico «guardiamo il filmato» contro le tribune politiche sempre più pervasive; poi «il capezzolo d'Oriente» e «i metalmeccanici hanno pochi fucili» a polemizzare sulle produzioni dozzinali del cinema italiano di quegli anni; per finire con le scene di un inconsueto esame di maturità e con le dissertazioni di un «amico etiope», sulla risposta armata della Democrazia Cristiana, autentiche chicche che fanno di questa pellicola un'opera di gran pregio e con un tale senso del ritmo che potresti guardarla dieci volte, una appresso all'altra, senza mai stancarti.
E poi loro, Michele, Vito, Goffredo, Mirko: quattro giovani come ce ne sono tanti, non troppo partecipi nella lotta politica, ma con problemi esistenziali e sentimentali e con quel qualcosa in più dentro che li spinge ad aspettare l'alba sui prati, alla periferia di Roma. Il sole però sorge alle loro spalle, emblema e sigla di questa spietata impietosa e disincantata fotografia dei giovani alla fine degli anni '70.
Triste tramonto di falsi ideali.
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Regista:: Nanni MorettiAttori: Lina Sastri;Luisa Rossi;Nanni Moretti;Piero Galletti |
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Nanni Moretti/Luisa Rossi/Fabio Traversa/Paolo Zaccagnini/Piero Galletti/Maurizio Romoli |
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Complimenti per l'opinione; si vede che ami questo film.