Eden Village Hotel Kendwa, Kendwa

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Eden Village Hotel Kendwa, Kendwa

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Opinione su "Eden Village Hotel Kendwa, Kendwa"

pubblicata 14/10/2012 | melusina
Iscritto da : 04/06/2007
Opinioni : 266
Fiducie ricevute : 0
Su di me :
Ottimo
Vantaggi Una struttura meravigliosa di fronte ad un mare unico!!!
Svantaggi Il viaggio di ritorno leggermente faticoso, ed il ritorno alla realtà...
Eccellente
Rapporto qualitá prezzo
Qualitá
Assistenza al cliente
Collocazione
Arredamento

"Ricado sempre nel medesimo e meraviglioso errore : " Zanzibar ""

La Piscina del Villaggio!

La Piscina del Villaggio!

Ciao a Tutti,

Ormai il 2012 sta volgendo al termine….

Con tale frase volevo iniziare la mia ultima recensione nel mese di dicembre ma ho deciso di utilizzarla come “ entrata “ in questa mia opinione di ottobre dopo più di due mesi di assenza dovuto ai miei spostamenti estivi ed anche ad altri problemi ben poco piacevoli, ma lungi da me rattristarvi cari lettori, quindi ho deciso di farvi fare l’ennesimo viaggio virtuale e dopo averci meditato una settimana ho pensato di spendere due parole su di un meraviglioso hotel nel quale ho trascorso le vacanze di Natale dell’anno passato, per me il 2011 è stato a dir poco orribile ed almeno riuscii a terminare in modo piacevole trascorrendo alcuni giorni nella mia amatissima Africa e nella prima isola da me visitata parecchi anni fa, con mia zia e suo marito, ed il ricordo del suo profumo è rimasto talmente forte in me da “ costringermi “ nel ritornare ben più di una volta, da qui si potrebbe intuire per quali motivazioni decisi di rimetterci piede quasi un anno fa, in realtà desideravo solamente staccare la spina da quel periodo orrendo ed iniziare di nuovo da una terra da me amatissima e in un’isola che fu capace di donarmi emozioni incredibili durante i miei viaggi, della quale ( fra le altre cose ) vi ho già parlato in un paio di occasioni, di conseguenza volendo inseguire il troglodita detto :

“ Non c’è due senza tre "

Mi trovo nuovamente fra voi decisa a descrivere il meraviglioso Hotel nel quale ho avuto la fortuna di alloggiare nel periodo natalizio ed ubicato nella splendida isola di Zanzibar, ed avente il seguente nome :

“ Eden Kendwa Village “

Località – Kendwa
A nord dell’isola di Zanzibar
Tel : 00255 – 777 – 492552

Dopo avervi svelato il nome del mio bellissimo Hotel vi chiederete come si potrebbe raggiungere un paradiso simile????

Ed io non sarei una brava utente se non vi svelassi l’arcano….

Le maggiori compagnie aeree charter oppure i voli di linea charterizzati atterrano soprattutto negli aeroporti di Milano – Malpensa, Roma - Fiumicino e Bologna – Guglielmo Marconi, io in andata partii da questo ultimo ma durante il ritorno a causa del periodo natalizio e di qualche problema dal punto di vista tecnico dovetti fare uno scalo a Roma – Fiumicino e successivamente ma in giornata prendere la “ bretella “ di Alitalia e raggiungere la mia città subito dopo Natale, e ritrovarmi nel freddo ed odiato inverno dopo qualche giorno al dolcissimo caldo per me fu un vero shock, senza contare dover sopportare il tramonto del sole per le 16:30, infatti sono d’accordo come una mia cara amica nel momento in cui dice :

“ Io abolirei i mesi di gennaio e febbraio dal calendario…. “

Ma ora non voglio parlare del mio angosciante ritorno a casa e iniziare a descrivere la splendida :

“ Struttura del Eden Village Kendwa “

Come detto in precedenza partii dal' aeroporto Guglielmo Marconi in una fredda notte di dicembre, ed atterrai nella splendida isola di Zanzibar la mattina del giorno seguente, e pur essendoci abituata viaggiano nei paesi caldi quando l’Europa è abbracciata nelle spire invernali, rimango sempre piacevolmente colpita nel momento in cui mi reco nelle zone tropicali, e sentire la carezza del sole appena metto piede a terra mi rende felice in un solo istante e spero veramente di poterlo fare ancora per parecchio tempo da sola oppure in compagnia ( ma la giusta eh!!! ), una volta giunta a destinazione e sbrigate le formalità doganali mi riappropriai nuovamente del mio bagaglio, e raggiunsi l’autista che mi avrebbe “ guidata “ fino al mio hotel, non feci in tempo ad accendere il cellulare… ed avevo già un messaggio da parte di una mia amica, quest’ultima mi augurava un buon viaggio ed era così contenta per me, ma al contempo sottolineava di “ odiarmi affettuosamente…” perché a Bologna faceva un freddo “ suino “ mentre io dopo aver fatto solo 10 ore di volo mi trovavo avvolta da una meravigliosa sensazione di calore, e come detto all’inizio della mia opinione per me terminare uno fra i più brutti anni della mia vita in quel modo fu davvero meraviglioso, fin dal mio arrivo al aeroporto di Zanzibar, ( definiamolo con il termine di aeroporto, ma trovandosi in Africa non si può pretendere più di tanto considerando come sono messi quelli in Italia…. ) infatti nel momento in cui entrai nell’auto non vedevo l’ora di giungere al mio Hotel e questo accadde dopo circa un’ora e mezza di percorrenza in strade non esattamente “ asfaltate “ ed una volta giunta a destinazione e compilato il voucher mi recai immediatamente nella mia camera, ed in men che non si dica disfai la valigia in breve tempo riponendo ogni indumento dentro al armadio e nei cassetti, ed indossato l’abbigliamento da mare…. uscii fuori dalla porta e da quel momento iniziò l’esplorazione del :

“ Eden Village Kendwa “

Mi piacque l’hotel fin dal primo momento, rispettando immediatamente ai miei gusti personali, infatti diversamente da alcune isole caraibiche sfruttate dal punto di vista turistico ed architettonico in modo decisamente eccessivo, con alberghi enormi sotto ogni punto di vista, e lungo la costa messicana si possono vedere dei “ grattacieli “ praticamente a due passi dalla spiaggia, invece i governi africani limitano parecchio le concessioni edilizie ai costruttori per quanto riguarda il loro numero ed il modo con il quale vengono eretti gli edifici, infine la maggior parte degli architetti sono italiani, e modestia a parte…. noi abbiamo una ( o forse tre ) di marce in più rispetto agli altri, ed anche il villaggio a Zanzibar era costruito rispettando determinati canoni, infatti ogni edificio era ad un solo o al massimo due livelli e disposti in estensione a livello territoriale, ed in perfetta armonia con l’ambiente circostante, senza turbare minimamente il territori, ma ogni modo tutti i luoghi comuni li trovai facilmente raggiungibile e per giungere alla spiaggia non ci si impiegava un’ora, ma con pochi minuti di percorrenza a piedi si arrivava tranquillamente di fronte alla splendida beach, intorno alla quale si svolgevano le maggiori attività del villaggio, quindi era considerato il punto di maggior frequentazione da parte di tutti gli ospiti e considerando il periodo non eravamo nemmeno in tanti, e la cosa non mi dispiacque molto infatti avendo deciso di staccare la testa dal mondo se non avevo troppa gente intorno a me stavo bene ugualmente, solo perché sentivo l’esigenza di stare da sola con i miei pensieri, anche se alla fine durante il mio soggiorno feci ugualmente delle amicizie purtroppo perse una volta tornata a casa come spesso capita, in base alla mia esperienza e viaggiando spesso da sola da parecchi anni credo di avere una discreta esperienza e nel momento in cui conosco delle persone il mio istinto dice quante probabilità ho di incontrare nuovamente quelle stesse persone al termine del viaggio, quindi anche se con mio dispiacere le mie “ conoscenze “ svanirono una volta terminato il mio soggiorno.

Come detto in precedenza intorno alla spiaggia ruotavano la maggior parte dei luoghi comuni e per primo vorrei spendere due parole sul delizioso :

“ Beach Bar “

Il Beach bar era sicuramente un punto di aggregazione molto importante per tutti gli ospiti ed un luogo per fare amicizia scambiando due chiacchere in compagnia anche con i ragazzi della animazione, soprattutto in occasione del aperitivo oppure per il digestivo subito dopo cena, il trattamento da me scelto era all – inclusive e comprendeva le bevande ai pasti, il te, il caffè americano, soft drink, vino locale e birra locale, mentre i coktail alcolici e gli alcolici internazionali erano a pagamento, ma pur piacendomi in modo particolare il mojto l’anno scorso a dicembre non ne presi nemmeno uno, mi mancava decisamente la voglia, al contrario concentrai sulle mie papille gustative vari coktails a base di frutta tropicale che adoro moltissimo, e quando mi reco in questa parte del mondo non me li faccio mai scappare, inoltre considero la frutta tropicale veramente buonissima e non me ne vogliono i miei amici brasiliani ( vado in Brasile da 20 anni e forse qualche cosa ne so… ) se dico che per esempio le banane oppure il mango li batte e sono dolcissimi, esattamente come in Kenya, pure in tale nazione i frutti di madre natura sono favolosi, fra i migliori da me mangiati in questi anni, ma il beach – bar l’adoravo anche dal punto di vista architettonico perché rispecchiava perfettamente i miei gusti, il tetto era fatto in makuti ( materiale tipico in tutta l’Africa ) e l’arredamento lo trovai veramente grazioso, di finissima fattura ed in armonia con l’ambiente circostante, i salotti erano costruiti in legno chiaro, invece le poltroncine in ferro battuto ma ovviamente allo scopo di preservare i nostri fondoschiena si trovavano presenti dei comodissimi cuscini di color bianco candido, mentre i cuscini nelle poltrone poste all’interno de bar li notai di color rosso scuro, impreziositi da disegni richiamanti l’Africa nera, invece il pavimento lo vidi in ceramica ma sempre di colore chiaro ma con raffigurazioni a carattere geometrico, infine degna di nota poteva essere pure la location del bar direttamente fronte “ teatro “ o meglio fronte “ palcoscenico “ ed in base a dove eri seduto potevi vedere lo spettacolo sorseggiando tranquillamente il tuo cocktail anche senza mettere piede dentro al posto dove organizzavano gli show ( devo dire tutti molto carini ) in un paio di occasioni non mi schiodai mai da lì anzi rimase in solitudine seduta nella mia poltrona ad ammirare la luna ed il cielo africano, considerato a ragione fra i più affascinanti ed esistenti al mondo, l’ultima caratteristica di tale bel posticino potevo considerarla l’entrata principale composta da due sculture di forma irregolare di color bianco e nero, ( altra tinta tipica di codesta parte del mondo… ) e simile al manto delle veloci zebre.

Orario di apertura del Beach Bar :

Aperto dalle 10:00 de mattino fino alle 24:00
Snack ( pizzette, dolci, panini, saltaini ) alle 10:30 del mattino e alle 17:30 del pomeriggio, e comunque troverete da mangiare durante tutto l’arco della giornata, quindi non morirete sicuramente di fame.

Ma dopo aver fatto l’aperitivo ovviamente mi recavo anche a consumare i pasti nel favoloso :

“ Ristorante del Eden Kendwa Beach “

Il ristorante nel quale mangiavamo i pasti era davvero bellissimo, semplice e raffinato allo stesso tempo, e come il beach bar pure in questo caso il tetto fu costruito in makuti in perfetta armonia con l’ambiente circostante, inoltre si trovava direttamente sulla spiaggia e mangiare a due passi dal mare mi faceva rallegrare il cuore soprattutto se si è così romantici come me, e per concludere il quadretto sopra ad ogni tavolo si trovava in bella vista un lampada con la luce soffusa, invece il tavolo e se le sedie erano fatte in legno chiaro, durante il pranzo veniva sempre messa una tovaglia di colore verde mentre di sera veniva cambiata con una rossa, il mio colore preferito quello della passione…. Ehehe, non vidi mai i lampadari ma solo la luce bassa delle lampade unita a quella bianca proveniente dalla luna, e quest’ultima filtrava delicatamente dalle fessure del makuti, e mi piaceva da morire e non potrò mai dimenticare le meravigliose sensazioni positive provate in quei meravigliosi momenti trascorsi in Africa, da dicembre del 2011 iniziò la mia rinascita sotto ad ogni punto di vista ed anche per questo motivo quegli istanti rimarranno vivi dentro di me, ma oltre ad un aspetto romantico si mangiava pure benissimo, e durante il mio soggiorno riscontrai ogni volta cibo di eccellente qualità unito ad una discreta varietà di pietanze, ovviamente il protagonista principale poteva essere solo il pesce pescato direttamente dalle abilissime mani dei pescatori zanzibarini, e trovandomi a poco distanza dal oceano ne approfittai facendomi una mega scorpacciata di aragoste e crostacei vari, ma pure la carne la considero buona e cotta a puntino, anche se spesso condita con delle salse locali abbastanza piccanti, senza dimenticarsi delle deliziose sogliole al limone, e del polipo in umido… purtroppo la terra africana non è molto adatta per la verdura a causa del clima, e come mi hanno sempre insegnato i locali si deve cercare di prendere quello che madre natura ci dona, cercando di valorizzare il territorio ( ovviamente non sto parlando di serre… ) quindi non notai molta presenza di vegetali a parte le patate cotte nei modi più svariati, e spesso unite a dei formaggi locali a pasta molle piuttosto saporite, al contrario ci si poteva scatenare con la frutta, in quel caso Zanzibar e la Tanzania mostrano quasi tutto il suo splendore e c’è davvero l’imbarazzo della scelta, fra ananas, mango, papaia, banane grandi e piccole ( le più dolci in assoluto ), oltre al mio preferito rappresentato dal frutto della passione, e voi non avete idea di quanto ne mangio nel momento in cui mi trovo in luoghi come questo, io sono abituata o meglio il mio stomaco si è adattato ma consiglio a chi di voi si dovesse recare qui per la prima volta di fare con moderazione, so perfettamente che l’istinto iniziale è quello di fagocitare ogni frutto attratti dal suo meraviglioso colore, ma si rischia di prendere la “ maledizione di montezuma “ trascorrendo ed avendo una relazione molto intensa con la toilette, di conseguenza cercate di abituare lentamente il vostro stomaco facendo molta attenzione, ed usando l’encefalo e non le ghiandole tubolari dello stomaco in prima istanza, oltre al pranzo e alla cena pure la colazione la trovai piuttosto ricca ed avente una vasta scelta fra paste dolci e salate, croissant vuoti oppure ripieni di formaggio oppure prosciutto, ed anche pancake ( come ormai sapete io li adoro… ) vi consiglio di mangiarli con il miele oppure con lo sciroppo di acero semmai vi trovaste nel continente nord – americano, ed infine le crepes erano buonissime, se ci penso ancora mi viene fame anche adesso a distanza di tempo…. le bevande ai pasti ( acqua, soft drink e vino locale ) venivano comprese nel trattamento, ma come vi ho detto io non ho mai bevuto alcolici, ed essendo andata via da sola forse immaginate che mangiassi sempre da sola, ma in realtà avendo fatto amicizia con un ragazzo italiano della animazione lui fu così carino da rimanere con me tutte le sere e durante una occasione ( ero arrivata tardi, rientrando da una escursione fatta in città assieme a dei miei amici del posto ) lui mi aspettò sulla soglia del ristorante con un bel sorriso proferendo la codesta frase…. :

“ Elisabè ti ho aspettato fino ad adesso per cenare assieme a te immaginando che il ritardo fosse dovuto ad’ una tua uscita….”

Beh… in certi casi non è così gentile manco il fidanzato! hahaah

In ogni caso a me fece molto piacere avere una compagnia tutte le sere per l’ora di cena, non mi sentii mai sola…. non ho più sentito oppure visto quel ragazzo, a gennaio tornai a casa mia a Bologna e quei momenti dovevano rimanere in parte nell’isola di Zanzibar ed in parte rimarranno sempre nel mio cuore.

Orario di apertura del ristorante :

Colazione : dalle 07:00 del mattino fino alle 10:00
Pranzo : dalle 12:00 fino alle 14:30 del pomeriggio
Cena : dalle 19:00 fino alle 21:30

Dopo aver cenato mi recavo ogni volta ad assistere allo spettacolo, ed a parte gli show organizzati dal team di animazione ( per altro tutti molto carini ) mi colpì molto la serata africana, perché oltre ai ragazzi zanzibarini davvero bravissimi durante il loro spettacolo di danze tribali senza e con la presenza di animali quali i pitoni trattati come si conviene eh! non mi trovavo dentro ad un circo europeo ma in Tanzania, e qui sanno come prendere un serpente in mano senza fargli sentire alcun dolore, per loro si tratta di una tradizione antica, ed ho avuto l’onore in altri posti di stare a stretto contatto con la popolazione locale e garantisco ad ogni animalista e meno animalista che non si trattano di pazzoidi ma persone veramente a modo, in grado di agire come si conviene, amo molto l’Africa e diversamente da altri non faccio chiacchere ( come si dice dalle mie parti ) ma sono abituata a toccare con mano senza troppe polemiche, ma a parte questa piccola parentesi, durante una serata fui protagonista assieme ad altri ospiti e partecipai ad un’asta di beneficenza, si vendevano delle magnifiche tele ( olio su tela ) dipinta da ragazzi del posto ed io ne acquistai una, ed il soggetto principale consistette in un meraviglioso tramonto color rosso rubino ma con al centro il meraviglioso “ Down “ ( la barca locale usata dai pescatori ) adagiato in mezzo al mare ed il pescatore che immobile rimane lì con il suo remo in mano e si riposa dopo la lunga pesca, ma con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte infinito… quasi perso nel vuoto a pensare al suo piccolo mondo e a cosa porterà alla sua famiglia nella sua piccola dimora il giorno seguente… infine… riuscii a portare via la tela ad un ospite che fra le altri frangenti mi stava parecchio antipatico, ( ma a ragion veduta ) e non immaginate nemmeno lontanamente quanta soddisfazione provai in quel momento, penso di aver preso su almeno due kg…

Dopo aver assistito agli spettacoli mi recavo ogni volta fra le braccia di morfeo, di conseguenza credo sia arrivato il momento di spendere due parole sulle meravigliose :

“ Camere “ : ( 90 unità abitative )

Divise in :

Camere standard, vista mare e deluxe.

Quando decido di partire cerco sempre di prenotare una camera vista mare, amando moltissimo svegliarmi con il canto del Oceano al mattino oppure andare fra le braccia di morfeo guardandolo prima di addormentarmi, di conseguenza lo feci pure in questo caso, alla fine conviene sempre perché la maggiorazione non è mai eccessiva e a mio avviso ne vale sempre la pena, per il resto la stanza mi piacque subito, fin dal primo sguardo ed il mio occhio da viaggiatore notò immediatamente uno strano oggetto in legno di forma allungata appeso ad una parete, in prima istanza non mi resi conto di cosa si trattava ma dopo capii che era uno strumento musicale, ( ma durante il mio soggiorno non ne trovai uno identico, e soprattutto dovevo stare molto attenta al peso, se avessi comprato troppi oggetti in legno lavorato allora avrei dovuto pagare la franchigia alla compagnia aerea… ) invece i mobili li trovai tutti in legno chiaro e di fine fattura a cominciare dal letto a due piazze fin troppo grande per una persona sola, ed abbellito graziosamente da ben tre cuscini in tessuto giallo ocra con disegni richiamanti l’Africa, oltre a notare sopra alle lenzuola una simpatica “ statua “ fatta con gli asciugamani oltre ad avere dei petali di fiori color rosa sparsi un po’ ovunque, ed il tutto regalava un aspetto molto più romantico ed incorniciato dalla zanzariera che messa in quella maniera era capace di trasformare il talamo in un vero e proprio letto a baldacchino, inoltre nella unità abitativa osservai la presenza di un piccolo “ salotto “ formato da due sedie in legno ed in tessuto ed abbellito da un tavolinetto di forma rotonda, oltre ad una panca sempre in legno scuro da me usato per appoggiare la valigia il primo giorno quando la disfai, infine gli ultimi mobili erano un bel comò ed in fondo alla camera non poteva mancare un enorme armadio anche in quel caso fin troppo spazioso in base al numero dei miei vestiti, un’ultima nota positiva ha farmi apprezzare il mio alloggio fu un meraviglioso fiore rosa posto sopra al comò, ed in quegli istanti mi dispiacque aver saltato le lezioni di botanica all’università, in caso contrario mi sarei ricordata come si chiamava… hahaha, concludo informandovi della presenza del bagno in camera, in marmo bianco non eccessivamente grande ma davvero bello ed impreziosito da un tavolino in legno e vetro sul quale erano adagiati tutto quel necessaire da bagno tanto amato da noi fanciulle e composto da saponette, bagno – schiuma, shampoo, crema per per il corpo e kit di bellezza.

Infine la camera era dotata di :

Aria condizionata regolabile individualmente.
Ventilatore a soffitto.
Asciugacapelli.
Tv con ricezione di canali internazionali. ( ma in viaggio chi la guarda la televisione??? )
Telefono per effettuare chiamate da una camera all’altra.
Frigobar.
Due bottigliette di acqua minerale fornire tutti i giorni.
Cassetta di sicurezza.
Terrazzino con tavolino e sedie.

“ Spiaggia “

Arrivata a questo punto cosa posso dirvi facendo riferimento alla splendida beach di Zanzibar???

Per prima cosa era davvero bellissima e nessuno potrebbe rimanere indifferente di fronte a lei, forse fra le più favolose ammirate da me durante i miei viaggi in giro per il mondo conosciuto, paragonabile solo alle Seychelles, Maldive, Kenya e Cayo Largo, ed anche quella di questa isola posso metterla fra le mie preferite, di fine sabbia bianca e soffice quanto il borotalco nel momento in cui si toccava, ma essendo corallina in origine spesso a riva si poteva incontrare tranquillamente alcuni piccoli coralli condotti fino a lì dalle onde del mare, ma la stessa cosa si poteva percepire pure camminando, nel momento in cui piccoli frammenti di madrepora si insinuavano fra le mia dita ( senza recare dolore…. ), di solito nella mia vita quotidiana mi alzo sempre presto al mattino, ma anche in viaggio non cambio molto la mia abitudine e verso le 08:20 / 08:30 ho già fatto colazione e mi reco immediatamente a fare una magnifica passeggiata, ed ovviamente se mi trovo sotto le falangi una sabbia così incredibile percorro qualche km sotto al sole, e poi se una volta che giunge a me il calore ed il sole inizia ad accarezzare la mia pelle mi butto immediatamente in acqua nel avvolgente abbraccio del “ Dio Nettuno “ e dopo essermi “ rinfrescata “ torno a camminare, sicuramente a Zanzibar non mi comportavo diversamente e a distanza di un anno credo di aver lasciato il “ segno “ lungo la beach di Kendwa, mi dirigevo spesso a destra perché fin dal primo giorno in lontananza i miei occhi videro un promontorio ed essendo una curiosona di natura, decisi subito di andarlo a cercare e così feci, di prima vista sembrava molto più vicino e per giungere a lui impiegava del tempo, inoltre sotto al sole non era molto facile, ma io amo ed ho sempre amato le sfide quindi percepirlo addosso per me fu un vero piacere, e l’amo così tanto da essermelo pure tatuato nel polso sinistro, infine la sabbia accecante richiederebbe l’uso degli occhiali da sole, ma pur avendo gli occhi cerulei ormai mi sono abituata a non usarli, ( se adesso leggesse queste righe il mio oculista gli tirerebbe il collo… ) di conseguenza faccio senza, però me li porto sempre dietro…. dopo aver fatto un bel pezzetto di strada sulla mia destra compariva davanti a me un bel promontorio avente alcune parti in ombra ed alcune baciate dalla luce, ed io le toccavo con la mano cercando di volta in volta di assorbire come una spugna la sua energia, incorporandola avidamente dentro di me, e non avete come tornai a casa…. bella carica di energia positiva, e poi… rimasi colpita anche dal colore rosso vivo della roccia, ed a vederla in tale modo sembrava tutto tranne che fredda, purtroppo oltre al promontorio non sempre si poteva proseguire a causa della mare, nel momento in cui era troppo alta andare avanti sarebbe stato piuttosto pericoloso, perché le onde capricciose si infrangevano con troppa violenza e se si veniva sbattuti non era esattamente un piacere, però nel momento in cui la situazione si calmava io andavo avanti lungo la costa fino a quando non ero stanca, ed allora mi sdraiavo con l’addome verso l’alto ed inarcando leggermente la schiena riposavo corpo e mente, ma chiudendo sempre gli occhi, vedendo quel luogo meraviglioso usando solo la mia anima e imprimendo in me ricordi meravigliosi, rimanendo in tale stato di grazia per un pò di tempo ma dopo con un pizzico di dispiacere mi alzavo e me ne tornavo indietro dirigendomi nuovamente in hotel, di solito camminavo da sola ma mi capitò più di una volta di andare in giro con dei ragazzi del posto, davvero simpatici… il popolo zanzibarino l’ho trovato mediamente tranquillo e non particolarmente insistente a differenza del Kenya, dove la gente era molto ma molto più “ appicicosa “ soprattutto se ti trovi in viaggio da sola, fino al punto che facevo fatica a mettere il piede in spiaggia, ma nell’isola delle spezie è sempre stato diverso e mi sono trovata bene con la gente, e chiacchierando con loro una volta mi dissero che erano stupiti di quanto nuotassi e come lo facessi bene, e per loro era strano essendo una donna e di quanta resistenza avessi in acqua, paragonabile ad un ragazzo conosciuto da loro la settimana prima del mio arrivo, mi avevano parlato della sua passione per il nuoto, comportandosi come me nuotando per tanto tempo senza mai uscire fuori dal “ Dio Nettuno “ ma con la differenza che lui era in squadra agonistica di nuoto ( master ), a quel punto io dissi fra me…. e me… :

“ Ma non poteva venire a Zanzibar durante il periodo natalizio così lo conoscevo??? “
Ed ancora sempre fra me… e me…

“ Nel 2011 mi sono scappati due nuotatori papabili uno l’incontrai in acqua mentre mi trovavo al mare ma in Italia e l’altro invece a Zanzibar dovuto ad una questione puramente temporale, ma essendo una persona positiva seguendo il detto ( non c’è due senza tre ) chissà se mi scapperà pure il terzo….???? ( l’ultima affermazione riguarda un mio piccolo segreto del quale è a conoscenza la dolcissima Lisetta…. ) “

Infine per vostra informazione la spiaggia davanti al Villaggio aveva lettini ed ombrelloni a titolo gratuito e lo stesso valeva per i teli mare, ( fino ad esaurimento scorte, ma non accadeva mai che li terminassero ) a partire dalle 08:00 del mattino si potevano ritirare al “ chiosco “ vicino al teatro per gli spettacoli e riconsegnarli nel tardo pomeriggio fino alle 19:00, e semmai ci andaste vi consiglio di rimanere nella beach fino al tramonto del sole perché è davvero meraviglioso poterlo ammirare nel momento in cui lentamente ma inesorabilmente si reca fra le braccia di morfeo per far prendere il posto alla sorella luna, io cercavo di farlo ogni volta e la sera prima di partire ( pur dovendo lasciare l’hotel alle tre del mattino… ) rimasi fino a tardi ad ammirare tale spettacolo della natura e tornai indietro con la mente ad una frase sentita tanto tempo fa da una persona che purtroppo non c’è più… e mi disse di imparare ad osservare il tramonto e non vederlo solamente… da allora ne feci tesoro ed impari pure ad apprezzare anche le piccole cose ed i gesti quotidiani, alla fine molto ma molto più importanti delle manifestazioni plateali…

Come forse avrete notato fino ad ora vi ho parlato solamente delle parti comuni ubicate attorno alla spiaggia…

Secondo voi cosa manca all’appello???

Le uniche due parti comuni poste lontano dalla beach e rappresentata dalla :

“ Hall “

La Hall si trovava distaccata rispetto alla spiaggia e la si poteva notare immediatamente una volta arrivati dentro al villaggio, e da lì iniziava la stradina conducente alle camere, ovviamente anche lei era costruita in base ai canoni da me descritti fino ad adesso, quindi il tetto fatto in makuti ed i mobili rispecchiavano lo stile africano, ed anche la reception la notai in legno scuro, lavorato nei minimi particolare, ed tutto impreziosito da due tavolini finemente lavorati a mano e poltroncine sempre del medesimo materiale ed in tessuto color giallo, infine il pavimento era rappresentato da una bella ceramica chiara a disegni geometrici esattamente come il “ beach bar “ descritto in precedenza, personalmente apprezzai molto un drink di benvenuto offerto al mio arrivo ( giunsi da sola in hotel e forse non erano obbligati ha farmelo ) ovviamente si trattava di analcolico a base di frutta tropicale, ed amando moltissimo una bevanda come quella ne chiesi un secondo calice e mi fu dato, durante il mio soggiorno il personale fu molto gentile, ed era in grado di soddisfare ogni piccola richiesta, però nessuno di loro parlava in italiano ( oppure la nostra lingua madre non era particolarmente fluida ) quindi se vi recaste in questa struttura consiglio vivamente il ripasso del inglese ( almeno le frasi basilari del vivere comune ).

Invece l’altra struttura posta verso il centro del complesso e comunque lungo la stradina conducente la beach era la :

“ Piscina “

Come potete notare l’ho fotografata e pubblicata solo per dovere di cronaca, durante quei giorni meravigliosi ci sono passata davanti varie volte solo per curiosità ed ovviamente non c’era mai un’anima viva anche perché se vi trovate di fronte ad un mare simile nessuno ci metterebbe piede, ma per essere precisa la sua forma era rappresentata da un cerchio con bordi irregolari di media grandezza, anche se molto più piccola rispetto a quelle da me viste in passato, ( ma credo sia stato fatto apposta tanto alla fine non veniva considerata mai dagli ospiti ) intorno a lei notai la presenza di lettini ed ombrelloni in makuti ed anche qua si aveva la fornitura gratuita dei teli bianchi a righe gialle in puro cotone.

“ Per finire vi elenco gli altri servizi del Kendwa Beach Resort “

Hall aperta 24 ore su 24 con personale preparato ed in grado di soddisfare ogni vostra esigenza.
Servizio di cambio valuta.
Servizio lavanderia.
Possibilità di farsi fare dei favolosi massaggi rilassanti ( a pagamento ).
Possibilità di collegarsi al internet point ( gratuito ).
Sala TV per la proiezione di programmi internazionali.
Mini Club gestito da personale preparato.
Inoltre alla Hall in caso di necessità vi chiamano un medico. ( sperando di non averne bisogno… )

E poi se decideste di fare altri sport a parte il nuoto al villaggio troverete anche :

Il campo per beach soccer, beach volley, beach tennis e da bocce.

Ed un centro diving con personale qualificato ( ma sinceramente ho visto dei fondali molto più belli in altre parti del mondo… )

Forse arrivati a questo punto vi chiederete per quali motivi dovrei consigliarvi un soggiorno in cotanta meravigliosa struttura????

Ed io non sarei una brava viaggiatrice se non vi svelassi i motivi, di conseguenza ho deciso di elencarveli subito… :

Una struttura meravigliosa e curata nei minimi dettagli.
La location era favolosa e direttamente a due passi da un mare meraviglioso.
Si mangiava divinamente.
Il personale fu sempre cortese e disponibile.
L’ambiente lo trovai raffinato, elegante e con una atmosfera romantica ( molto adatto alle coppie innamorate ).
Camere spaziose e dotate di ogni confort.
Relax assoluto.
Infine… non mi risulta avervi dato delle fregature fino ad oggi!!

Termino la mia ennesima recensione “ papiro “ con alcune nozioni a carattere generale :

Telefono : Necessario il telefonino tri o quadri band per chiamare in Italia o per ricevere messaggi. ( sempre che vogliate essere trovati, ehehe )

Fuso orario: + 2 ore in più con l'ora solare e + 1 ora con l'ora legale.

Clima :

A Zanzibar ci sono due stagioni, quella secca che va da Novembre a Marzo e quella un Po più umida che va da Luglio a fine Ottobre, mentre da Aprile a fine Giugno può piovere molto, i villaggi italiani sono chiusi mentre quelli inglesi ed internazionali rimangono aperti.

Documenti : Passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla data del rientro più visto del costo di 50 dollari. ( fino qualche tempo fa prendevano pure 50 euro ma adesso non vi conviene, inoltre ve li farebbero cambiare prima di passare il centro di immigrazione ed una simile perdita di tempo non ha senso secondo me.... )

Corrente elettrica: 220 Volt per cui è necessario l'adattatore.

Consolato di Tanzania in Italia: ( Tel: 02: 58307126 ).

Vaccinazioni :

Consigliata l'anti malarica, ( attenzione non è un vaccino ma un farmaco ) anche se io andando nella stagione secca non ho visto neanche una zanzara, in ogni caso consiglio sempre di fare la vaccinazione contro il colera, e per quanto riguarda l’anti malarica a mio avviso è meglio consultare il proprio medico curante oppure il centro di malattie infettive della vostra città.

Carte di credito : Accettate le maggiori come Visa e Mastercard non elettroniche, però a mio avviso sempre meglio avere dei contati e dollari di piccolo taglio per fare degli acquisti e le mance.

Moneta : Scellino Tanzaniano.

Vorrei dedicare questa opinione alla mia cara amica Anna ( Aily ) sperando di essere riuscita ad invogliarla a partire alla volta dell’isola delle spezie, ed anche perché la considero una persona davvero speciale!!!

Con tali parole finisco la mia ennesima recensione papiro augurandovi una felice Domenica.

PS : Il mio discorso sugli animali non voleva essere una polemica nei confronti di nessuno, ma solamente cercare di far capire che esistono tradizioni radicate in molte popolazioni sparse per il mondo e in civiltà arcaiche a noi poco conosciute ma non per questo poco affascinanti come le tribù africane.

PSS : Ho usato il termine “ appicicosi “ solo per dire che in Kenya i ragazzi erano solo più insistenti, forse piacevo di più…. hhahah.

PSS : Forse passeranno meno di tre mesi dalla prossima recensione....

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Commenti su questa Opinione

  • Delicia pubblicata 18/07/2013
    Eccellentissima!
  • dylandog975 pubblicata 27/04/2013
    Visto che per ora non pubblichi più i tuoi "diari di viaggio", me ne sono andato a cercare uno che non avevo letto tra le pubblicazioni precedenti. Fenomenale.
  • marak76 pubblicata 25/03/2013
    opi papiro ma ben scritta e molto chiara!
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Su Ciao da: 25/09/2012