El Sod ed i Pozzi Cantanti, El Sod

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El Sod ed i Pozzi Cantanti, El Sod

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Opinione su "El Sod ed i Pozzi Cantanti, El Sod"

pubblicata 02/04/2012 | viaggiaconcarlotta
Iscritto da : 02/08/2008
Opinioni : 107
Fiducie ricevute : 164
Su di me :
poco presente....saluto tutti i miei vecchi amici....
Ottimo
Vantaggi esperienze d'eccezione
Svantaggi pesano in minima parte
Eccellente

"USANZE d'ALTRI TEMPI"

donne borana che  vanno al lavoro

donne borana che vanno al lavoro

USANZE d’ALTRI TEMPI

Sveglia alle 5.30…colazione alle 6 e subito dopo partiamo per cercare di non arrivare troppo tardi,quando il sole sarà a picco, nella località di El Sod …. ma lungo la strada ci sono troppe cose interessanti da vedere …. ad esempio incontriamo un folto gruppo di giovani donne con le loro accette in spalla …stanno camminando sul bordo della strada dirette…forse, penso, a spaccare legna…
Intanto il paesaggio è stupendo … siamo nella Kolla zona bassa dell’altipiano compresa tra i 600 e 1.800 metri … terra rossa, tra la vegetazione che vanta vari tipi di acacie, baobab e varietà di euforbie che arrivano anche fino a 10 metri spuntano qua e là alti termitai …. sono uno degli organismi più minuscoli del Pianeta…. mi affascinano molto, favoriscono lo sviluppo di piante ed animali, il drenaggio dell’acqua e l’arricchimento del suolo..sono alti dai 2 ai 6 metri e rappresentano l’opera silenziosa ed organizzata delle termiti. La parte abitata dagli insetti si trova vicino al suolo e contiene oltre alla camera della Regina e del Re , la camera della prole e la camera contenente i funghi ed il materiale organico in decomposizione che le operaie trasportano nel nido tramite lunghe gallerie. Potete ammirare un termitaio in lontananza nella foto n° 2
Facciamo sosta in un Villaggio composto da i famosi Tukul Sidamo …queste capanne vengono riconosciute in tutto il mondo come la vera casa etiopica dopo che una riproduzione della capanna venne esposta all’Expo del Canada ed a quello del Giappone.

A lato del villaggio c’è una discreta piantagione di banani.. tra le capanne, una moltitudine di bambini che chiedono penne , caramelle e T-shirt, ragazzine mi chiedono saponette, un fermaglio che ho tra i capelli, il mio orologio ed anche la mia borsa (dove potrei mettere le mie cose se regalassi la borsa?)
All’inizio l’atmosfera è abbastanza simpatica, ma le richieste prendono prepotentemente piede….nel frattempo i miei compagni sono andati a visitare il bananeto..sono circondata da una ventina di bambini che chiedono il mio nome, mi toccano i capelli biondi ed ad un certo punto, stordita, grido bastaaa!! e loro di rimando gridano bastaaa!! io ripeto basta e tutto diventa un gioco…ridiamo tutti assieme .. i miei compagni sono tornati…io riprendo con la telecamera i volti in primo piano dei ragazzini che gridando ancora bastaaa ed il gioco continua….

Proseguiamo il nostro cammino e la strada è spesso occupata da mandrie di zebù con la gobba e le corna corte… centinaia di animali transitano da padroni sulla strada, guidati dai pastori con una lancia di circa due metri con asta di legno e la cuspide di ferro a forma di foglia allungata …. A volte anche bambini di sette-otto anni conducono le mandrie ma i nostri autisti, ormai hanno fatto l’occhio e avanzano tra gli animali, che a nostro avviso sembra debbano essere investiti da un momento all’altro; incontriamo anche greggi di pecore o capre.
Verso le 11,30 arriviamo a El Sod un cratere vulcanico ormai estinto da molto tempo… che si apre, quasi a filo della pianura erbosa ..siamo a 1.480 di quota: la zona è abitata dai borana , le donne indossano vestiti di cotone dai colori sgargianti coperti da drappi anch’essi multicolori e portano con regalità ornamenti di alluminio realizzati riciclando e fondendo l’alluminio ricavato da vecchie pentole :ci offrono i loro manufatti …. le collane addosso a loro sono passabili, ma a me non piacciono per niente..non le indosserei mai.

* Ci affacciamo sul cratere… dall’alto è delizioso…sul fondo si vede dell’acqua scura, è circondata da striature bianche costituite dal sale che si è asciugato al sole!! Infatti il fondo del cratere contiene sale..che gruppi di giovani raccolgono immergendosi nell’acqua del cratere….. poichè l’Etiopia non ha e non ha avuto sbocchi sul mare, il minerale è sempre stato prezioso… viene smosso con una pertica dentro le acque salate, sfruttando da sempre con l’arcaico sistema questa naturale salina ….viene poi introdotto in sacchi che saranno caricati sulla schiena di asinelli …sacchi che pendono, rilasciando ancora acqua, alla destra ed alla sinistra del corpo dei poveri animali che s’inerpicano per lo stretto sentiero fino ad arrivare sulla cima del vulcano.
E’ previsto un trek di discesa al fondo del cratere su una mulattiera con 17 tornanti e con un dislivello di 330 metri che occuperà mezz’ora per la discesa ed un’ora e mezza per la risalita… io non partecipo e rimango sul bordo del cratere con 2 o 3 partecipanti sotto una tettoia di paglia che protegge dai raggi infuocati del sole… la temperatura sul fondo oscillerà tra i 35 e 40 gradi, data anche l’ora…. una nostra compagna ,che è un’esperta ed allenata camminatrice , si è sentita male con vomito e diarrea lungo la salita..un’altra, che assolutamente voleva fare l’esperienza, ha assoldato per l’ascensione un mulo e tre accompagnatori … seduta sul mulo, affiancata sulla desta e sulla sinistra dai ragazzi borana..il terzo si è posto dietro l’animale per reggerla , quando ,data la ripidità del terreno scivolava con il posteriore sulla schiena del quadrupede....ha speso una fortuna in moneta locale, ma è tornata soddisfatta!!!

• Per pranzo consumiamo un pick-nick , consistente in un piatto di maccheroni al dente con sugo di pomodoro niente male. …sarà la fame ma mi sono piaciuti ….. il pentolone era stato caricato sulla Toyota del Capo spedizione…. Il clima torrido li ha resi tiepidi …. siamo in un posto di ristoro, non proprio un ristorante, in un giardino ombroso dove possiamo ordinare bibite fresche….. mi siedo acanto a Daniele … finito di mangiare la pasta lui tira fuori dal suo zaino una piccola confezione di parmigiano monodose e me lo dona… che piacere sublime !! …una bella birra fresca e siamo pronti per affrontare il pomeriggio…..
Il Capo gruppo aveva avvisato prima della partenza di portare qualche genere alimentare per gli spostamenti più duri, dato che qui non ci sono ristoranti, né negozi né tantomeno supermercati..più scendiamo al sud e più l’avventura si farà pungente!!!

I POZZI CANTANTI

Dopo un’oretta di strada le Toyota si fermano : scendiamo ed imbocchiamo un breve sentiero polveroso in discesa, scavato tra la roccia …. il suolo che calpestiamo sembra di cipria bianca … ad una cinquantina di metri ,tra una nuvola di polvere che si è innalzata, vediamo comparire un gregge di caprette e qualche bovino.. stanno tornando dall’abbeveraggio, mi faccio di lato ed arrivo alla vista di una fossa bassa, rettangolare scavata nella parete rocciosa : è l’abbeveratoio dove si sono dissetati pochi minuti fa i quadrupedi…. salgo sulla destra su di un poggio sassoso ed instabile, dove possiamo trattenerci in pochi ed una scena molto particolare si apre ai miei occhi …. un pozzo cantante … è stato scavato a mano nel dirupo dai borana ..una struttura concentrica, ogni due metri circa sporge un gradone di pietra....non so quanto sia profondo questo, ma certi pozzi raggiungono anche 30 metri di profondità ed il più profondo è di 36 metri con ben 18 gradoni.
Giovani uomini hanno un secchio in mano pieno d’acqua ricevuto dal ragazzo che sta al gradone inferiore che a sua volta lo ha ricevuto da un altro ragazzo posto nel gradone sottostante… secchio dopo secchio l’acqua viene portata alla superficie dove le mandrie ed i greggi saranno dissetati..una catena umana che sopisce la fatica ritmando i movimenti con canzoni cantilenanti.


* Questi pozzi sono stati, specie in passato, centri di aggregamento delle popolazioni dei dintorni, sono luoghi di incontro e di scambio, cui tutti hanno diritto ad attingere, salva la priorità della comunità che lo ha costruito e riparato…un antico detto borana non a caso dice: non è la capanna il focolare …ma il pozzo

Noi abbiamo appena assistito all’abbeveramento degli animali con questo sistema perché siamo nella stagione secca ….nella stagione delle pioggie gli animali vengono portati ai fiumi , rispetto al passato sono stati fatti passi avanti , specie per la popolazione oggigiorno lungo le strade principali ci sono delle fontane a pompa dove le donne vanno ad approvvigionarsi per gli usi domestici….. ma c’è ancora molto da realizzare.

* Dopo queste due bellissime esperienze proseguiamo su 105 chilometri di pista… direzione Konso : ci attende uno dei più belli Hotel di tutto il viaggio, siamo a 1740 metri ….le ore più calde sono passate… l’aria è più tonificante … un po’ di refrigerio ci voleva dopo la calura di questa giornata.

• Una caratteristica dell’Etiopia che si ripete, viaggiando sull’altopiano è quella di vedere i paesaggi dall’alto in basso … la prima volta è stato quando , sull’altopiano, siamo arrivati alla vista dall’alto, del Lago Langano, giorni fa… i fuoristrada si sono fermati e ci siamo avvicinat al capo-spedizione Hermiass…lui ha tirato fuori una grande cartina dell’Etiopia dalla quale si potevano notare ,a sud della Capitale, in verticale ed in successione ben nove laghi dai più grandi ai più piccoli. Si trovano nella Rift Valley e li affiancheremo durante il nostro tour ….abbiamo così potuto renderci conto di dove eravamo e quale sarebbe stato il nostro percorso futuro. La stessa particolarità si è presentata oggi …. non siamo saliti sul vulcano, ma siamo arrivati, con le Toyoya, al livello del cratere con la vista mozzafiato, per poi discendere … infine questa sera all’arrivo del nostro magnifico Kanta Hotel ….lo vediamo subito dall’alto: incantevoli capanne in muratura, ma con il tetto di legno e paglia, sono sparse tra una bella vegetazione sotto di noi ed il Ristorante anch’esso con il grande tetto di paglia è come una terrazza naturale che si affaccia su di una foresta di Bar zaf alla lettera albero al di là del mare sono eucalipti fatti arrivare dall’Australia verso la fine del 1.800 dal nuovo Imperatore Menelik II , quando spostò la Capitale ad Addis Abeba . Gli eucalipti si sono ottimamente acclimatati nell’altopiano etiopico ed anche successivamente sono stati largamente utilizzati per riforestare zone che erano divenute spoglie.
  • Dopo i molti chilometri percorsi su piste impossibili ,sobbalzi e polvere , questo Hotel oltre all’immancabile zuppa di verdure che ogni sera in ogni albergo o motel ci ha riconciliato con la vita , ha allestito un buffet con, chiamiamoli, antipasti.: non è ricchissimo ed abbondante come potreste immaginare in un albergo del genere nei vari posti del mondo, ma ha proposto anche qualche piatto di cucina locale…io ho assaggiato tutto con molto piacere!!
  • Credevamo di poter ricaricare la batterie delle macchine fotografiche,delle telecamere e dei cellulari, ma in questo magnifico albergo non si può …..la corrente è elargita da un generatore di corrente che ha poca disponibilità ed anche questa sera non ci sarà la luce accesa neanche per poter scrivere il mio diario…

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Commenti su questa Opinione

  • bonott pubblicata 18/03/2013
    davvero brava
  • Danyolder pubblicata 26/01/2013
    Ok
  • azzurra189 pubblicata 19/01/2013
    Devo confessarti una cosa..ho letto due giorni fa ..questa magnifica recensione....ma oggi lo riletta..sai perché?...I tuoi scritti raccontano viaggi di vita vera, e trasmettono tante emozioni! sei splendida!...
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Su Ciao da: 02/04/2012