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Piano visto dall'alto

Opinione

per Electrolux EHY 860 K
5 Stelle Ho una "cotta" per il mio nuovo piano cottura Opinioni con immagini
63 su 63 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Estetica eccezionale, consumo, praticità nella pulizia

Svantaggi Costo, produzione limitata

Dettagli

Rapporto Qualità/Prezzo
Facilità d'uso
Design
Prezzo 1950€
Assistenza molto buona

L'autore

mam1 Dal 17 set 2000

L'unico utente "ciao" attivo iscritto dal 2000, diventato "blu" nel 2005. Cerco di scrivere solo... continua

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Immaginatevi di entrare in una cucina tutta bianca, con elettrodomestici ad incasso volutamente discreti e possibilmente nascosti. In una configurazione di cucina di questo tipo, una e una sola cosa spicca: il piano cottura. E’ fondamentale quindi decidere il prodotto più adatto alle vostre caratteristiche e a quelle della casa in cui abitate.
Messo di fronte al dilemma di quale tipologia scegliere, ho fatto una scelta sia di stile sia di convenienza economica. Lo stile ha influenzato la tipologia di fornello (tradizionale a gas oppure in vetroceramica), la convenienza economica invece ne ha determinato la sotto-categoria.

LA SCELTA DELLA TIPOLOGIA
Lo stile della casa ha imposto un piano cottura in vetroceramica. Sicuramente molto facili da pulire, efficienti ed esteticamente piacevoli da vedere, i piani in vetroceramica si distinguono in tre categorie, (1) elettrici, (2) ad induzione ed (3) a gas.
Sulla convenienza economica ci sono diverse correnti di pensiero. Vi illustro la mia. Da un lato, l’Italia, unico paese della Comunità Europea a non usare energia nucleare, è importatore d’energia elettrica. Per questa ragione, la nostra società elettrica, l’ENEL in un certo senso “penalizza” gli utenti domestici grandi consumatori d’energia elettrica. Grandi consumatori sono coloro che hanno almeno 4.5KW di potenza impegnata (contro i 3KW standard). Installare un piano cottura in vetroceramica elettrico oppure ad induzione impone necessariamente la variazione della potenza contrattualmente impegnata (servizio “Piùwatt” di Enel). Ciò significa un aumento annuo in bolletta di una quota fissa (dipende dalla potenza impegnata, ma supera le vostre aspettative) e di una quota variabile. In altri termini, non solo consumerete di più, ma il singolo Kilowatt vi costerà di più.
Nella mia stima di consumo, il break-even tra le due tipologie d’investimento (vetroceramica elettrica o a gas) è di 7 anni. Pensando di utilizzare un piano in vetroceramica a gas per più di sette anni, l’investimento iniziale (il cui costo è più che doppio rispetto a quello elettrico) sarà ammortizzato dalle spese d’utilizzo notevolmente minori.

LA SCELTA DEL PRODOTTO
Premesso che negli ultimi anni si sono verificati grossi cambiamenti nel settore degli elettrodomestici (ossia, numerose acquisizioni), la mia short list ideale era orientata a tre marche: REX, AEG e Electrolux. Tutte e tre queste marche sono oramai di proprietà del gruppo svedese Electrolux, che rappresenta il maggior produttore mondiale di elettrodomestici, vendendo i suoi prodotti in 150 paesi ed avendo un fatturato di circa 14 Miliardi di Dollari. Electrolux, il cui motto è “making life a little easier”, è secondo me garanzia di qualità, indipendentemente dal prodotto selezionato. Io ho puntato al top di gamma, l’Electrolux EHY860X, un piano da 75cm, composto da 4 zone cottura, di cui una a recupero di calore e da due griglie asportabili.

L’INSTALLAZIONE E I MATERIALI
Ho preferito lasciare l’installazione al mio negoziante di fiducia. L’unico aspetto da sottolineare è che il piano cottura non consente di porre al di sotto un forno. Giusto come curiosità, per un mistero a me difficilmente spiegabile, altri prodotti simili impongono invece la presenza di un forno. Ad ogni modo, il modello EHY860X è predisposto per essere utilizzato con gas metano. Un eventuale utilizzo in montagna con la bombola richiederebbe la sostituzione dell’ugello, ma il vostro installatore conoscerà meglio di me tutti i dettagli dell’operazione.
Gli installatori hanno appeso al muro un foglio A4 contenente un messaggio in Italiano e in Turco (l’ho fatto tradurre da un mio amico, per verificare che non ci fossero sorprese dell’ultimo minuto). Il foglio dice testualmente che il piano, come tutti i suoi fratelli e cugini, necessita di pentole e padelle con fondo piatto e soprattutto di acciaio o ferro. Le pentole devono essere di diametro uguale o leggermente maggiore dell’area di cottura. Per questioni energetiche è fondamentale che siano a fondo piatto. Potete regalare pentole e tegami in rame o in alluminio ai vostri amici, visto che il loro utilizzo lascerebbe macchie sulla superficie. Resta da capire come preparare la polenta, ma è un problema che mi porrò solamente l’inverno prossimo….

IL PRIMO UTILIZZO
Per quanto riguarda l’utilizzo, ho scoperto, mio malgrado, che i libretti d’istruzione, raramente sbagliano. Al primo utilizzo, in effetti, il mio bellissimo piano cottura ha sprigionato in cucina degli odori particolarmente fastidiosi. Di primo acchito ho pensato ad un difetto del prodotto; in realtà leggendo le istruzioni ho capito che l’odore era dovuto “all’evaporazione dei residui grassi della lavorazione” e non si è più ripresentato nel seguito.

LA COTTURA
Il piano cottura, come ho già detto, utilizza anche una zona di calore indiretto, recuperando quello emesso dalle tre piastre principali. E’ incredibile come, per esempio, si riesca a cuocere la pasta sul bollitore più grande e con l’energia recuperata far riscaldare a “fuoco” lento un sugo. Un possibile utilizzo alternativo consiste nell’adoperare direttamente la piastra per cucinare alla griglia: non so se sia veramente igienico. La mia paura di rovinare la piastra mi ha suggerito di non prediligere questo metodo. Le tre manopole di cottura hanno ben nove (!!!) posizioni, ognuna studiata per una determinata cottura. Nove sono tante rispetto ai prodotti sostitutivi: sinceramente non ho ancora memorizzato le diverse tipologie ed ogni volta devo recuperare il libretto d’istruzioni per sapere a quale livello posizionare la manopola. Per semplicità sto pensando di sostituire il foglio in Turco con uno schema sinottico delle diverse pietanze. E la sicurezza? Electrolux ha anche pensato ad un sistema elettronico basato sul controllo a ionizzazione che interrompe l’erogazione di gas nel caso in cui la fiamma si arresta incidentalmente. Non ho avuto problemi finora e francamente spero di non averne mai.

LA PULIZIA
La pulizia richiede pochissimi secondi e qualche cautela. In primo luogo, attenzione alla spia di calore residuo: non procedere alla pulizia se la lucina è accesa. La spia di calore residuo per ovvie ragioni è attiva su quasi tutti i piani cottura ed avverte quando la temperatura della superficie di cottura è superiore ai 50 gradi C.
In secondo luogo la pulizia dovrebbe essere quotidiana (ça va sans dire: non vorrete rovinare velocemente il vostro investimento?), utilizzando un panno imbevuto d’acqua o prodotto apposito. Il piano è antigraffio, ma pagliette metalliche sono off limits perché rovinano irrimediabilmente la superficie di cottura. In dotazione esiste un raschietto per la pulizia delle situazioni difficili. Questo raschietto contiene una lama per fregare resti di cibo rimasti sulla superficie. Per fortuna, non l’ho ancora utilizzato e non vi posso dire la sua efficacia. La parte posteriore del piano comprende una griglia di scarico fumi. La griglia può essere rimossa settimanalmente. Forse questa è la parte più difficile dell’operazione di pulizia. Ma ricordando il tempo speso per disinfettare il tradizionale fornello a gas, direi che è un’operazione piuttosto banale.


In conclusione, stiamo parlando di un prodotto eccezionale ma dal costo un po’ elevato. Anche se di una multinazionale svedese, il piano cottura è prodotto in Italia, almeno così dice il libretto di istruzione. L’unico fattore di rischio riguarda la produzione limitata dell’EHY860X: non credo che sia in vendita in molti stati Europei (per ragioni legate alla maggiore disponibilità d’energia elettrica prodotta da centrali nucleari). Tuttavia, questo rischio non mi ha impedito di spendere 1950€ per questo piano che spicca per bellezza, praticità e ridotto consumo.

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Commenti

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Pagina 1 di 14 | 1 - 5 di 67 commenti
  • vittbo02 25/11/2007 18:39
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Bellissimo

  • ELISA_83 20/07/2006 15:43
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ti credo che hai preso una cotta.....anche io mi innamorerei di un piano cottura così!!!!

  • roberto66 03/04/2006 15:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • carachiara 27/03/2006 13:05
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • cartunia 14/03/2006 10:46
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Ho valutato la possibilità di comperarlo l'anno scorso quando ho cambiato la cucina poi........sono pur sempre genovese!

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