Un tendone grigio viene alzato dai tecnici per coprire il palco. Sono le 21.30, le luci sono ancora accese al Velodromo di Palermo e la gente, i circa 17 mila spettatori, non resiste più. Appena il tendone si alza cominciano le urla, qualcuno usa anche il megafono. Eros, eros. Ad un tratto si spengono le luci, le stelle diventano l'unico punto di riferimento, il nome che viene urlato si confonde tra gli schiamazzi e gli applausi e poi partono le note de l'Equilibrista. Dietro il telone grigio un faro disegna i contorni di qualcuno seduto al pianoforte. È lui. Eros. Eros Ramazzotti. La folla è in delirio, nella prima delle due tappe siciliane del cantante. Migliaia di cuoricini luccicanti diventano il proseguimento del braccio della maggior parte degli spettatori. Chi non ha comprato il gadget usa il telefonino, chi lo sta tenendo in tasca alza in aria un accendino. Anche i più attrezzati, con il telo mare per stare sdraiati sull'erba, si alzano e cominciano ad urlare. Poi la tenda cade, sinuosa, sul palco. Ed ecco apparire di fronte agli occhi dei siciliani l'uomo della terra promessa. Jeans, cappello e maglietta nera del tour. Stella gemella, adesso tu, favola, musica è, l'ombra del gigante, più bella cosa... in due ore di spettacolo Ramazzotti concede al pubblico tutto sé stesso, dai pezzi più vecchi a quelli dell'ultimo album, Calma apparente. Ma soprattutto Ramazzotti parla con gli spettatori, alla fine di ogni brano. Comincia il suo primo monologo canticchiando l'ex inno della Roma ormai diventato ufficialmente esclusiva della nazionale italiana. Qualcuno comincia a sventolare la bandiera tricolore. "Sapete chi ha fatto vincere il mondiale all'Italia? - dice alla gente che ormai si sente allo stadio - il mio grande amico Fabio Grosso. Soltanto una cosa mi dispiace della situazione calcistica attuale… che siamo in serie B. Poco male, vorrà dire che tiferò Palermo". E la folla esplode. Qualcuno gli lancia un cappello rosa - nero sul palco. Ramazzotti lo indossa e ricomincia a cantare. È il momento del primo medley. Terra promessa, Una storia importante, Adesso tu. La gente canta a squarciagola le sue canzoni, spende decine di euro in telefonate agli amici e lui, durante i ritornelli, sposta il microfono per fare cantare il pubblico. Le parole dei brani vengono storpiate da lui stesso per diventare un inno a Palermo ma, soprattutto, a Michelle. Il grande dolore non l'ha ancora abbandonato. È vivo e presente in ogni sua canzone, in ogni frase che un tempo era dedicata alla Hunziker. Quando finisce di cantare ricomincia a discutere con il pubblico. Questa volta, però, di argomenti più seri. Ricorda Denise Pipitone, la bambina scomparsa due anni fa a Mazara del Vallo. "Speriamo che ritorni presto". Poi, con il solo ausilio di chitarra e pianoforte dedica una canzone alla famiglia Pipitone, "Solo ieri". È l'inizio di un altro medley che comprende anche la bellissima "Un'altra te", cantata solo con la chitarra con un arrangiamento che ricorda molto la tarantella siciliana. Sul palco, acanto a lui, ci sono Bridget Mohammed e la palermitana Lidia Schillaci, cui spetta l'arduo compito di sostituire Tina Turner e Anastacia nei duetti Cose della vita e I belong to you. Forse un po' per campanilismo, ma la siciliana sembra convincere di più il pubblico. Non è Anastacia, ma la sua voce potente rende il brano di Eros incredibile. Ad un tratto alcuni uomini della sicurezza, che circondano il velodromo, fanno una corsa fino al palco. Ramazzotti scende tra la gente, scortato dai 4 "armadi", stringe le mani alle persone, lancia i regali che gli arrivano e poi risale sul palco. Ad un certo punto canta anche un po' in spagnolo. Sono le 23.30 Eros esce dal palco e saluta dicendo soltanto "Ciao" la città che lo ha accolto. La gente non si muove, attende. I grandi artisti, si sa, amano fare queste uscite per essere richiamati sul palco a gran voce dal pubblico. È il momento di gridare "fuori". Eros non si fa attendere. Risale sul palco. Canta "Sta passando novembre", poi va via di nuovo. La gente lo acclama ancora e lui, per i palermitani, ha in serbo una seconda uscita. È il momento de "L'ombra del gigante". Poi, secondo la scaletta, dovrebbe tornare in albergo. E invece no. Eros resta ancora sul palco a scherzare con le persone e ad intonare di nuovo, accompagnato dalla musica "l'inno italiano". E alla fine, dopo avere salutato amorosamente Palermo, sale sulla macchina scortato dalla polizia ed esce dal Velodromo. Stasera lo attende lo stadio comunale di Siracusa per una tappa che ha già da qualche settimana il sold out. Eros Ramazzotti, insomma, è ancora sul tetto del mondo. Sono cose della vita…
13.08.2007 22:39
ho seguito un suo concerto tanti anni fa, in Francia ed eravamo centinaia di persone!
10.08.2007 19:09
COMPLIMENTI OTTIMA OPI, SE TI VA VISITA LE MIE OPI CIAO
06.08.2007 16:58
non lo seguo molto