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Opinione

per Oriana Fallaci
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5 Stelle Un omaggio a Oriana Fallaci - 15/9/2006
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Stamattina, un'ora e mezza dopo l'inizio di questo giorno, si è spenta la scrittrice Oriana Fallaci...Lascia questo mondo in una giornata fresca, ed umida, costellata di nuvole e di pioggia...
Nessuno se ne accorto, fin quando un "tristo" bollettino ne ha dato notizia all'agenzia Ansa.
Firenze, la sua città si è alzata priva di una sua cittadina, e come tanti altri nessuno ha saputo.
Personaggio austero, senza peli sulla lingua, di carattere pratico, ma sensibile, con spigoli duri ed angoli critici. E' stata sempre contestata da quella "sinistra" che regna sul paese. I suoi pensieri a volte contrastavano evidentemente con il pensare di altri gruppi di persone. Talmente tanto che nella sua vita si è sempre trovata a combattere...Mai un minuto di respiro...Mai niente da poter gioire, solo quei momenti con gli amici a lei più cari...
Nelle sue serate fiorentine, dove alternava lo scrivere alle frequentazioni sociali...Oriana...era semplicemente Oriana. Una donna con i capelli lunghi mori, uno sguardo da gatta indagatrice, delle labbra che hanno tirato fuori tanta rabbia, ma anche tanto amore...Amore verso chi amava...profondamente...
Oriana si è spenta....Non c'è più... Solo una foto famosa di un suo libro rimane a ricordarla e a ricordare il motivo della sua morte...
Una sigaretta, che fuma distrattamente, quasi a non curarsi che il fumo uccide, che rende ciechi nei sentimenti...Proprio quella sigaretta è una delle tante che Oriana ha fumato nella sua lunga vita di scrittrice, e breve vita di donna...
Un cancro l'ha stroncata, e proprio questa malattia subdola e "infingarda". l'ha presa in un'età. circa sessantasei anni, che per una donna è una nuova giovinezza. Quella dell'estrema maturità...Che Oriana ha dimostrato nelle sue opere, nei suoi scritti....Ma non nell'affrontare questa tremenda malattia...Infatti, dopo l'11 Settembre 2001, la Fallaci scrisse tre opere in sequenza che non voglio assolutamente citare, nelle quali inneggiò alla pacatezza degli animi dell'occidente, del bigottismo ancestrale e della decadenza in cui il mondo tecnologico del mercato libero si è trovato invischiato in questi anni... Proprio per scrivere queste opere la scrittrice perde interesse nel curarsi e supera la fase di sicurezza per controllare la malattia..
Oriana Fallaci non è morta oggi, ma in quel disgraziato undici settembre con quelle migliaia di vittime innocenti mai conosciute..Si è immolata per i suoi ideali..Per far svegliare chi dorme..o non vuol vedere...
(n.d.r): Presumo che tutti gli animi dell'uomo sono coscenti del proprio declino...Forse non vuol davvero vedere, quindi è doveroso che vada spazzato via con le proprie idiozie sociali.

Oriana ora non c'è più....Molti parleranno di lei come creatrice di soldi, attraverso i suoi libri, diranno che era una rivoluzionaria, che era una "libraia", che era una scrittrice, che era un personaggio dell'ultimo novecento, che non faceva gli affari questa nazione...Altri la ricorderanno come una persona di destra, altri che amava fumare, che amava intensamente il suo soggiorno con il divano comodo e le poltrone...classiche..Diranno che era una sognatrice, una camerata, una insurezionalista...Forse anche qualche voce più alta che è stata un eroina, una martire dell'occidente, un'infedele o una nemica dell'Islam..Era colei che pensava che gli Ottomani esistevano ancora, che le loro minacce si celavano sotto i petro-dollari...Insomma di Oriana si dirà di tutto..Dietro un bieco saluto ed un commiato per taluni sentito, per altri ignorato o formalizzato..
Però nessuno gli verrà in mente di parlare di lei nella sua vera maniera, quella che solo i suoi cari potrano conoscere ed apprezzare...
Io potrò parlare di lei solo ricordando che Oriana era semplicemente.....Oriana...


(Alla memoria della Sig.a Oriana Fallaci, quando un piccolo bambino di 10 anni rimasto sempre sconosciuto, le passo accanto in centro a Firenze nel lontano 1979 e le disse...: "che era proprio una bellissima signora", il suo sorriso sopreso è rimasto sempre piacevolmente impresso....)..

Ad appendice di questa mia opinione, vorrei pubblicare una lettera aperta autografata Oriana Fallaci, per far capire come la scrittrice, ed i veri fiorentini vedono il decadimento della loro città e del mondo occidentale, in cui vivono...Solo chi è di Firenze può solo capire cosa sia questa lettera...Una città che vuol essere Metropoli europea, ed invece è un misero oggetto di scempio..
Purtroppo il mio solo rammarico è che solo pochi capiranno il vero fervore della scrittrice... Di seguito il testo integrale:«Fiorentini, esprimiamo il nostro sdegno»
di Oriana Fallaci
Fiorentini, abbiate dignità. Non siate inerti, non siate rassegnati, esprimete il vostro sdegno. In maniera civile. Educata, civile! Chiudete i negozi. Inclusi quelli dei generi alimentari. Tanto cinque giorni passano presto, e in cinque giorni non si muore certo di fame. Chiudete i ristoranti, i bar, i mercati. Chiudete i teatri, i cinema, le farmacie. Chiudete tutto, abbassate le saracinesche, metteteci il cartello che i coraggiosi misero nel 1922 cioè quando i fascisti di Mussolini fecero la marcia su Roma. «Chiuso per lutto». Lo stesso cartello che dovrebbe stare all'ingresso degli Uffizi, degli altri musei tenuti aperti dal Municipio, del Battistero, di Santa Maria del Fiore, di tutte le chiese, nonché sul Ponte Vecchio e sul Ponte a Santa Trinita. E non mandate i bambini a scuola. Non rivolgete la parola a coloro che come minimo vogliono imbrattare i nostri monumenti. Non guardateli nemmeno, non rispondete alle loro provocazioni. Imponetevi una specie di coprifuoco, sentitevi come vi sentivate nel 1944 cioè quando i tedeschi fecero saltare in aria i nostri ponti e via Guicciardini, via Por Santa Maria. Offrite al mondo il doloroso spettacolo di una città offesa, ferita, tradita e tuttavia orgogliosa. Orgogliosa!

Perché è possibile che quei gentiluomini e quelle gentildonne usi a imbrogliare con la parola più sputtanata del mondo, la parola Pace, non ci devastino Firenze. E' possibile che per non perder la faccia e i privilegi di sindaco, di presidente della Regione, di deputato, di senatore, di ministro, di segretario generale, gli squallidi mecenati del Social Forum li convincano a rimangiarsi la minacciosa promessa «Non sarà una manifestazione non violenta». Cioè a non fare ciò che hanno fatto a Seattle, a Praga, a Montreal, a Nizza, a Davos, a Napoli, a Quebec City, a Göteborg, a Genova, a Barcellona. E' possibile, sì, e augurandomi di non sbagliare aggiungo: con le dovute eccezioni, secondo me andrà così. Non oseranno spaccarli i genitali del David e del Biancone. Non oseranno romperle le braccia del Perseo di Cellini. Forse non oseranno nemmeno assaltare le banche e i consolati e le caserme. Ma non esiste solo la violenza fisica. La violenza che nutrendosi di cinismo va in cerca del morto da santificare, che per trovarlo scaglia pietre o estintori contro il carabiniere terrorizzato. La violenza che nutrendosi di cretineria imbratta le facciate degli antichi palazzi, frantuma le vetrine, saccheggia i Mac Donald, brucia le automobili. Che occupa le case e le banche e le fabbriche, che distrugge i giornali e le sedi degli avversari. Che (non avendo studiato la storia loro non lo sanno) ripete gli sconci cari ai fascisti di Mussolini e ai nazisti di Hitler. Esiste anche la violenza morale, perdio. Ed è la violenza che si manifesta con le demagogie e i ricatti, che si esprime con le minacce e le intimidazioni. La violenza che sfruttando la legge umilia la Legge, la ridicolizza. La violenza che servendosi della democrazia oltraggia la Democrazia, la dileggia. La violenza che approfittandosi della libertà uccide la Libertà. La assassina. E questa violenza Firenze la subisce in misura sfacciata. Scandalosa.

La subisce per colpa di coloro che per tenersi le poltroncine del Potere, procurarsi altrove i voti negatigli dal Popolo, le hanno imposto l'oceanico e protervo raduno detto Social Forum. Che usando anzi sprecando il denaro pubblico, il denaro dei cittadini, lo hanno piazzato in uno dei suoi monumenti: la Fortezza da Basso. Che ignorando o fingendo di ignorare il suo patrimonio artistico, la sua vulnerabilità, la sua indifendibilità, le rovesceranno addosso (così molti affermano) una moltitudine pari ad oltre la metà dei suoi trecentottantamila abitanti. Cioè duecentomila persone. Che insieme alla gente di buonafede (a mio avviso una pericolosissima buonafede ma finché non partorisce il Male la buonafede va rispettata) ha lasciato entrare i teppisti cui dobbiamo le nequizie dei precedenti Social Forum. I falsi rivoluzionari, i figli di papà, che vivendo alle spalle dei genitori o di chi li finanzia osano cianciare di povertà. Di ingiustizia. I presunti pacifisti, le false colombe, che la pace la invocano facendo la guerra e la esigono da una parte sola. Cioè dalla parte degli americani e basta. (Mai che la chiedano a Saddam Hussein o a Bin Laden. Mai che improvvisino un corteuccio per le creature assassinate o gassate dal primo e le creature massacrate dal secondo. Infatti Saddam Hussein lo rispettano, Bin Laden lo amano. Ai regimi militari e teocratici dell'Islam si inchinano, nei cosiddetti centri sociali nascondono i clandestini non di rado addestrati da Al Qaida in Iraq o in Iran o in Pakistan. E l'11 settembre erano i primi a sghignazzare «Bene, agli-americani-gli-sta-bene»).

Quando parlo di coloro che per tenersi le poltroncine del Potere e procurarsi altrove i voti negatigli dal Popolo hanno imposto questo calvario a Firenze, parlo anzitutto della sgomentevole coppia formata dall'ahimè presidente della Regione Toscana e dall'ahimè sindaco di Firenze. Due sventure uscite da ciò che chiamo l'ex Agenzia di Collocamento ovvero la Federazione Giovanile Comunista. Quel sindaco che sembra nato solo per dar dispiaceri alla città. (Basti pensare alle prepotenze degli extracomunitari cui l'ha consegnata, alla tenda dei somali eretta due anni or sono in piazza del Duomo, all'orrenda tettoia con cui vorrebbe deturpare gli Uffizi. E menomale che nei punti dove andavano i pilastri si son scoperti preziosi reperti medievali). Quel sindaco che in aprile definì il Social Forum «un'occasione da non perdere». Che in giugno tacciò di «fascisti» i comitati che vi si opponevano. Che in agosto negò l'esistenza d'un referendum col quale tre quarti dei fiorentini s'eran pronunciati contrari. E che in settembre, nel corso d'un dibattito al Rondò di Bacco, blaterò: «Ho saputo che una nota scrittrice fiorentina si dà un gran daffare perché i no-global non vengano a Firenze. Quella-signorafarebbe meglio a incontrarli, a vedere che bravi ragazzi sono». (Bravi come a Seattle, a Washington, a Praga, a Montreal, a Nizza, a Davos, a Göteborg, a Genova, a Barcellona, illustrissimo? Bravi come quel «disubbidiente» che ha promesso non-sarà-una-manifestazione-non-violenta​? E a proposito: mi si racconta che sia pure obtorto collo Lei stia esaminando la richiesta dei fiorentini cui piacerebbe dare alla Fallaci un premio che da mezzo secolo viene attribuito solo ai comunisti russi o cinesi o cubani eccetera. Insomma il Fiorino d'Oro. Non si azzardi a darmelo, eh? Se si azzarda, glielo ficco in gola). Quel presidente della Regione che non ne imbrocca mai una, che è il più insignificante individuo mai apparso in Toscana, e che tuttavia si crede il granduca Ferdinando III o Leopoldo II. Come un granduca si dà un mucchio di arie, frequenta le cene della defunta aristocrazia. (Un'aristocrazia che nel 1938 ricevette Hitler con tutti gli onori, che al Teatro Comunale lo applaudì fino a spellarsi le mani). Quel presidente della Regione che lo scorso ottobre disse: «Il Social Forum è un'esigenza costituzionale». Poi annunciò che sarebbe sfilato col corteo a cui la pace interessa da una parte sola, e dichiarò che «era disposto a vedermi». (Disposto-a-vedermi, giovanotto?!? Toccava a me dire se fossi disposta a vederla. E come le feci rispondere, non lo ero affatto).

Parlo anche dei loro complici a destra e a sinistra. Dei loro compagni di partito, dei loro compagnons-de-route verdi o bianchi o rossi o viola o grigi, e dei loro avversari al governo. Cioè dei correi che per calcolo o per convenienza, per furbizia o per viltà, in tutti questi mesi non hanno mai mosso un dito. Che alla fine hanno aperto bocca solo per prestarsi allo scaricabarile della sgomentevole coppia, al suo codardo cercarsi un alibi, al suo pavido frignare «Tocca-al-governo-garantire-la-sicurezza​. Con-la-sicurezza-noi-non-c'entriamo». Vero, Pisanu? Vero, Fassino? Vi chiamo in causa perché (è giunto il momento di spiattellarlo pubblicamente) una volta tanto l'ahimè sindaco di Firenze non si sbagliava. Quella-signorase lo dava davvero il gran daffare. Con assoluta discrezione ossia senza confidarmi con nessuno, senza appoggiarmi ai giornali, senza esibirmi alle Tv, per l'intera estate mi sono battuta per impedire che i bravi-ragazzi venissero a Firenze. L'intera estate! Disperatamente, incessantemente. E sebbene la sgomentevole coppia non l'abbia voluta vedere, voi due vi ho visto. Sebbene con la sgomentevole coppia non abbia voluto parlare, con voi due ho parlato. (Coi vostri prefetti, il prefetto di Roma e il prefetto di Firenze, pure. Più volte). E con ciascuno, quindi sia con la destra che con la sinistra, ho incominciato il discorso così: «Ascoltatemi bene. Le pugnalate nella schiena io non le tiro: combatto a viso aperto. E a viso aperto vi dico che se non fermerete questa insensatezza, io vi sputtanerò. Oh, se vi sputtanerò!». Poi vi ho ricordato che Firenze non è Porto Alegre. Che nonostante gli oltraggi inflittile ogni giorno dai figli d'Allah è la testimonianza vivente della nostra cultura. Della nostra identità. Della nostra civiltà. Vi ho spiegato che difenderla è praticamente impossibile, che le sue bellezze non stanno soltanto nei musei: a Firenze ogni statua, ogni quadro, ogni palazzo, ogni strada, ogni piazza, ogni vicolo, ogni pietra è un ostaggio. E vi ho fornito un esempio storico. Vi ho raccontato che un secolo e mezzo fa, quando centinaia e centinaia di facinorosi vennero da Livorno a Firenze per celebrarvi il loro «Forum», anch'essi furono sistemati nella Fortezza da Basso. Ma da questa si spostarono in piazza Santa Maria Novella, da piazza Santa Maria Novella in via Tornabuoni, da via Tornabuoni in piazza della Signoria cioè nel Centro Storico, dal Centro Storico in Oltrarno. In tutta la città. E per oltre un mese vi rimasero a far nefandezze, distruggere, devastare, picchiare.

Ve l'ho raccontato, sì. E con tutta la passione di cui son capace vi ho supplicato d'intervenire, d'impedire il disastro. Io che non supplico mai nessuno. Neanche il Padreterno. A Lei, Fassino, chiesi anche di sturare le orecchie dei suoi alleati o rivali. Di quello che parla con l'erre moscia, ad esempio, e di quello che sfoglia la margherita per sapere se la quercia lo ama o non lo ama. A Lei, Pisanu, chiesi anche di sturarle al cavaliere che anziché occuparsi del paese sta sempre a rodersi sui suoi processi o a far merende all'estero. Che viaggia più del Papa ed ora è a Mosca per mangiare il caviale con Putin, ora nel Texas per mangiar la bistecca con Bush, ora a Ryad per bere il latte di cammella col suo socio in affari Al Walid, ora a Madrid per assistere al matrimonio della figlia di Aznar, ora a Tripoli per stringer la mano a quel farabutto di Gheddafi. Ma ne ricavai solo la promessa, pardon l'assicurazione, che il corteo a sostegno di Saddam Hussein e degli iracheni da cui Saddam Hussein riceve il cento per cento dei voti non sarebbe entrato nel centro storico. E, tre giorni fa, la notizia che non sarebbe partito dalla gloriosa Piazza dell'Indipendenza. (La piazza da cui nel 1859 i patrioti fiorentini si mossero per indurre gli Asburgo-Lorena ad andarsene via). Infatti, caro Pisanu, lo scaricabarile della sgomentevole coppia Lei lo ha trasferito al Parlamento dove in sostanza ha chiesto all'opposizione il permesso di fare il suo dovere cioè di governare. E quando l'opposizione le ha rilanciato la palla, «veda-Lei, decida-Lei», ha indossato i panni del Ponzio Pilato. S'è rivolto al Consiglio dei Ministri, gli ha chiesto di scegliere tra Gesù e Barabba. E loro hanno scelto Barabba. Hanno salvato il Forum, hanno crocifisso Gesù cioè Firenze. Quanto a Lei, Fassino, se l'è cavata sussurrando «lasciamoci-alle-spalle-ogni-recriminazi​one, ogni-rimprovero-reciproco, lavoriamo-insieme». In altre parole, con un cauto «Volemose bene». Volemose-bene?!? Ah...! Quanto il suo avversario mi ricorda Ponzio Pilato, tanto Lei mi ricorda i medici che stanno al capezzale di Pinocchio. «Se non è morto, è vivo. Se non è vivo, è morto». Perbacco, non c'è proprio nessuno tra voi che dica pane al pane e vino al vino? Non c'è proprio nessuno che abbia un po' di coraggio?

Con rispetto parlando nel mucchio ci metto anche Lei, signor Presidente della Repubblica. Perché Lei non viene mai rimproverato, Eccellenza. A Lei non viene mai rivolto un briciolo di critica. Lei è come l'Islam dell'Islam-Non-Si-Tocca. Io, invece, La tocco eccome. E Le dico: mi dispiace d'averLe inviato quella letterina di congratulazioni quando ricevette il prestigioso e impegnativo incarico. Mi dispiace perché Lei mi ha proprio deluso. La telefonata che feci al Quirinale in estate, cioè quando parlai con Sua moglie, era un grido di dolore rivolto a Lei, Eccellenza. Un SOS diretto all'uomo che dovrebbe essere il babbo di tutti gli italiani, quindi anche dei fiorentini. E Lei non si degnò nemmeno di richiamarmi cioè di domandarmi per quali ragioni fossi così preoccupata anzi disperata. Glielo ha impedito l'etichetta, forse? Che diamine! Non è mica Sua Maestà il Re d'Italia, sor Ciampi! E' un presidente al servizio dei cittadini! Per questo abbiamo licenziato la monarchia, per questo la teniamo in quel bel palazzo che apparteneva ai Savoia! O lo ha dimenticato? Bè, i Suoi predecessori non lo dimenticavano. Se avessi chiesto l'aiuto di Pertini, Pertini avrebbe fatto fuoco e fiamme. Fuoco e fiamme! Lei invece s'è limitato a un comodo «Penso-che-non-vi- sia-italiano-cui-non-prema-il-patrimonio​-culturale-di-Firenz e». Tutto qui?!? Temeva forse d'offendere i bravi-ragazzi e i loro protettori (quei protettori cui deve il prestigioso e impegnativo incarico) a dire qualcosa di più anzi ad alzar la voce? E poi: non gliel'ha riferito nessuno che non si tratta solo di italiani, che gomito a gomito con gli italiani ci saranno o meglio ci sono i teppisti greci e baschi e danesi e olandesi e inglesi e francesi e ungheresi e tedeschi e bosniaci cioè gente a cui del patrimonio-artistico non importa un cavolo? Peggio, (o quasi): non glielo ha detto nessuno che per cinque giorni Firenze diventerà una città blindata, una città sotto assedio, una città che vive nella paura, una città dove i cittadini perderanno anche la libertà di camminare nelle proprie strade? Ma chi sono i suoi ciambellani, pardon i suoi consiglieri? Allora aveva ragione Sua moglie, quando al mio grido di dolore rispose: «Grazie, cara signora, grazie d'averci informato. In questo momento mio marito è chiuso in ufficio a lavorare, ma stasera a tavola gli racconto tutto. Perché vede, qui al Quirinale non si sa mai nulla».

Eh, sì, fiorentini: siamo proprio soli a difendere la nostra dignità. Soli con quei poveri carabinieri e quei poveri poliziotti che comunque vada ne usciranno maltrattati, insultati, calunniati. Quei poveri figli del popolo che a Genova vennero accusati d'aver spento-le-sigarette-sul-morto. (Vergogna!). Quei poveri cristi a cui i teppisti greci hanno promesso una-pallottola-a-testa, e che durante i cinque giorni non avranno neanche il diritto di difendersi con la rivoltella. Di sparare per ammonimento. Bè, il coraggio è anzitutto ottimismo: io continuo a voler pensare che i teppisti, pardon, i bravi-ragazzi greci eccetera quella pallottola se la terranno in tasca. Sia pure per lercia convenienza i loro protettori hanno capito che se avvenisse qualche tragedia ne pagherebbero il fio, e stanno davvero correndo ai ripari. Ma nessuno è profeta e... Comunque vada, l'offesa rimane. Il calvario rimane. La violenza morale rimane. Sicché, fiorentini, abbassatele davvero quelle saracinesche. Mettetecelo davvero il cartello «Chiuso per lutto». Esprimetelo, esprimiamolo davvero il nostro sdegno. Dico «esprimiamolo» perché a Firenze ci sarò anch'io.

Oriana Fallaci
Copyright Oriana Fallaci-Rizzoli Editore
6 novembre 2002

da fonte: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Crona​che/2002/11_Novembre/06/fallaci.shtml


Quello che avete letto non è del tutto condiviso da me, ma la parte di un degrado sociale e civile delle nostre città, in particolare di Firenze, deve far pensare che il sistema sta perdendo i pezzi, le nostre generazioni si ritengono sensibili ai problemi dell'ambiente, quando prima di tutto noi inzaccheriamo in maniera incontrollata il nostro "spazio sociale", Oriana Fallaci non usava mezzi termini, quei mezzi che qualcuno ora stenta ad usare per pigrizia o per paura...

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Avete domande riguardo Oriana Fallaci? Domanda
Pagina 1 di 11 | 1 - 5 di 54 commenti
  • anfitrione01 06/01/2009 15:42
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    E pensare che c'è qualcuno che, ancora oggi, vuol collocarla all'estrema destra... è strano detta di una che ha fatto la lotta partigiana! Comunque l'insulto più bieco fu quello che le rivolse durante un suo spettacolo-comizia, con lei ancora in vita, la Guzzanti. Ovvero quella pseudo-comica che si erge come paladina della giustizia ma che, similmente ad altri come lei, è solamente una squallida serva di partito (dunque dotata dell'intelligenza che tutti le riconosciamo...)

  • gladioli 18/01/2008 00:09
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Un'intellettuale vera , peccato che molti italiano non siano stati capaci di nemmeno di avere il rispetto delle sue opinioni.

  • galfie977 10/10/2007 13:43
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Grande Oriana.....

  • f_rancesc_a 06/08/2007 12:41
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    grande oriana! ci mancherai molto....

  • gabriele211981 17/06/2007 18:38
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    eccellente, come oriana:)

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